{"id":480,"date":"2019-05-14T22:29:33","date_gmt":"2019-05-14T22:29:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/i-disturbi-del-comportamento-alimentare\/"},"modified":"2026-06-09T13:44:23","modified_gmt":"2026-06-09T13:44:23","slug":"i-disturbi-del-comportamento-alimentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/nutrizione-e-alimentazione\/i-disturbi-del-comportamento-alimentare\/","title":{"rendered":"Disturbi del comportamento alimentare: diagnosi, clinica e trattamento"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>disturbi del comportamento alimentare<\/strong> (DCA) rappresentano un&#8217;evoluzione patologica del rapporto tra la persona e il cibo, con un&#8217;et\u00e0 di insorgenza che tipicamente si colloca tra i 10 e i 25 anni. Non sono semplici &#8220;problemi con la dieta&#8221;: si articolano su tre livelli intrecciati, la psicopatologia, l&#8217;alterazione dei comportamenti alimentari e la malnutrizione con le sue complicanze. Per il professionista sanitario significa muoversi su un terreno in cui aspetti medici e psicologici sono inseparabili e in cui il tempo della diagnosi incide sull&#8217;esito. Questo articolo riassume, a scopo formativo, l&#8217;inquadramento diagnostico secondo il DSM-5, le principali complicanze cliniche, la psicopatologia di base e l&#8217;architettura del trattamento multidisciplinare cos\u00ec come vengono affrontati nel percorso ECM dedicato.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Il corso <strong>DCA: diagnosi, clinica e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare<\/strong> \u00e8 rivolto a un&#8217;ampia \u00e9quipe sanitaria: medici chirurghi, psicologi, dietisti, infermieri, educatori professionali, logopedisti, biologi, farmacisti e altre figure della riabilitazione e dell&#8217;assistenza. Eroga <strong>10 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD. A doppia firma medico-psicologica, propone un percorso integrato dall&#8217;inquadramento storico e diagnostico alle complicanze, fino al trattamento di rete e ai quadri emergenti come ortoressia e bigoressia.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Che cosa sono i disturbi del comportamento alimentare<\/h2>\n<p>Secondo l&#8217;impostazione del corso, i disturbi del comportamento alimentare vanno letti su tre livelli inseparabili: la <strong>psicopatologia<\/strong> che ne costituisce il nucleo, l&#8217;<strong>alterazione dei comportamenti alimentari<\/strong> che ne \u00e8 l&#8217;espressione e la <strong>malnutrizione<\/strong> con le complicanze che ne derivano. Trascurare uno di questi piani porta a una lettura parziale del quadro clinico.<\/p>\n<p>Il materiale colloca i DCA all&#8217;interno di una cornice storica e culturale ampia: dalle figure delle &#8220;sante anoressiche&#8221; all&#8217;affermarsi del mito della magrezza, fino ai modelli estetici contemporanei, femminili e maschili. Questa cornice aiuta a comprendere perch\u00e9 il rapporto con il corpo e con il cibo si carichi di significati che vanno oltre il bisogno nutrizionale.<\/p>\n<p>Un punto sottolineato \u00e8 la <strong>continuit\u00e0<\/strong> tra i DCA e l&#8217;obesit\u00e0: condividono una psicopatologia centrale fatta di bassa autostima e difficolt\u00e0 relazionali, oltre ad aspetti cognitivi e comportamentali comuni come l&#8217;attenzione al peso e i tentativi di restrizione. Nel tempo si osservano migrazioni transdiagnostiche tra le diverse forme, segno che le categorie diagnostiche, pur utili, descrivono un fenomeno in movimento.<\/p>\n<h2>I criteri diagnostici del DSM-5<\/h2>\n<p>Il corso ripercorre i criteri diagnostici del DSM-5 per le forme principali. L&#8217;<strong>anoressia nervosa<\/strong> \u00e8 caratterizzata da restrizione dell&#8217;apporto energetico, intensa paura di aumentare di peso e alterazione del modo in cui sono vissuti il peso e la forma del corpo; sono descritti i sottotipi restrittivo e con condotte di eliminazione. La <strong>bulimia nervosa<\/strong> \u00e8 definita dalla ricorrenza di abbuffate seguite da condotte compensatorie. Il <strong>binge eating disorder<\/strong> (disturbo da alimentazione incontrollata) condivide con la bulimia le abbuffate ricorrenti, ma se ne distingue per l&#8217;assenza di condotte compensatorie e per uno scarso interesse alla magrezza nell&#8217;autovalutazione.<\/p>\n<p>Accanto a questi quadri, il materiale richiama altri disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione: <strong>pica<\/strong>, <strong>mericismo<\/strong>, <strong>disturbo evitante\/restrittivo<\/strong> dell&#8217;assunzione di cibo e la <em>night eating syndrome<\/em>. Sul piano epidemiologico, il corso riporta un rapporto femmine\/maschi di circa 1:6 per l&#8217;anoressia nervosa e 1:10 per la bulimia nervosa, con una quota maschile in crescita: si stima che la popolazione maschile raggiunga il 25% dei DCA e il 50% dei binge eating disorder.<\/p>\n<p>Questi criteri sono presentati a fini di aggiornamento professionale: orientano il ragionamento diagnostico ma non sostituiscono la valutazione clinica del singolo paziente.<\/p>\n<h2>Le complicanze mediche e la valutazione nutrizionale<\/h2>\n<p>Il corso dedica ampio spazio al versante internistico. La <strong>valutazione dello stato nutrizionale<\/strong> si avvale di parametri come l&#8217;indice di massa corporea e l&#8217;entit\u00e0 del calo ponderale: il materiale indica un BMI di 18,5-24,9 come fascia di normalita, valori tra 17 e 18,4 come sottopeso lieve-moderato e valori sotto 16 come sottopeso grave, con una malnutrizione gi\u00e0 definibile lieve a fronte di un calo ponderale del 5-10% sul peso abituale.<\/p>\n<p>Sono descritte carenze vitaminiche (B1, B12, folati) e di oligoelementi (zinco, selenio, rame), oltre a <strong>squilibri elettrolitici<\/strong> come ipopotassiemia, iposodiemia, ipomagnesiemia, ipofosforemia e ipocalcemia. Particolare attenzione e riservata al rischio della <strong>sindrome da refeeding<\/strong>, che pu\u00f2 insorgere in fase di rialimentazione. Sul piano d&#8217;organo il materiale richiama complicanze cardiovascolari (bradicardia, prolungamento del QTc), gastroenterologiche, renali, endocrine come l&#8217;amenorrea, e l&#8217;osteoporosi.<\/p>\n<p>Il corso ricorda inoltre che l&#8217;<strong>anoressia nervosa presenta il pi\u00f9 alto tasso di mortalit\u00e0 tra le patologie psichiatriche<\/strong>, con cause principali legate alle complicanze del disturbo e al suicidio. Questi dati sono riportati come contenuto formativo e attribuiti alle fonti citate nel materiale, non come indicazioni operative.<\/p>\n<h2>Immagine corporea, schema corporeo e comportamenti disfunzionali<\/h2>\n<p>Sul piano psicopatologico, il corso distingue l&#8217;<strong>immagine corporea<\/strong>, cosciente e manipolabile, dallo <strong>schema corporeo<\/strong>, implicito ed esperienziale, inteso come l&#8217;insieme di capacit\u00e0 e abitudini motorie che determinano in modo dinamico la postura e lo spazio dei movimenti possibili. A questi si aggiunge l&#8217;esperienza corporea, ossia il modo in cui il corpo viene vissuto.<\/p>\n<p>Il materiale descrive vari <strong>comportamenti alimentari disfunzionali<\/strong>: il <em>grazing<\/em> (piluccare continuo), il <em>gorging<\/em>, lo <em>sweet eating<\/em> e la <em>night eating syndrome<\/em>, accomunati spesso da una perdita di controllo (loss of control). Lo sweet eating, in particolare, \u00e8 descritto come assunzione giornaliera di almeno il 50% dei carboidrati sotto forma di zuccheri semplici, spesso innescata da fattori emotivi come stress o rabbia.<\/p>\n<p>Un tema rilevante \u00e8 quello della <strong>food addiction<\/strong>: il corso ne richiama le basi neurobiologiche, con il circuito della ricompensa e la dopamina, e il fenomeno del craving. Sul versante della comorbidita, il materiale segnala l&#8217;associazione con depressione, ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, dismorfofobia e disturbi di personalita, osservando che i disturbi dello spettro ossessivo risultano pi\u00f9 prevalenti nell&#8217;anoressia nervosa rispetto alla bulimia.<\/p>\n<h2>Il trattamento multidisciplinare e il ruolo della famiglia<\/h2>\n<p>Secondo il corso, l&#8217;approccio corretto ai DCA \u00e8 quello in cui intervento medico, psicologico e psichiatrico sono <strong>integrati<\/strong> all&#8217;interno di un team che comprende il nutrizionista, lo psicologo-psicoterapeuta, lo psichiatra e operatori specifici. Al team nutrizionale spettano in particolare il trattamento dello stato di malnutrizione, la gestione delle complicanze mediche e la rieducazione alimentare del paziente.<\/p>\n<p>Il materiale descrive una <strong>rete assistenziale<\/strong> graduata per livelli di intensita, dall&#8217;ambulatorio al day hospital fino ai ricoveri H24, e richiama modelli interpretativi di riferimento come il circolo vizioso di Fairburn e il modello interpersonale della bulimia nervosa. A corredo del corso e allegato un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) ufficiale, in linea con l&#8217;obiettivo di ottimizzare l&#8217;organizzazione del percorso di cura.<\/p>\n<p>Ampio rilievo \u00e8 dato alla dimensione relazionale: il ruolo della <strong>famiglia<\/strong> (con riferimento, tra l&#8217;altro, alle dinamiche delle famiglie invischiate e alla terapia familiare) e la qualit\u00e0 della <strong>relazione terapeutica<\/strong>, descritta nei suoi nodi di sfida, seduzione e svalutazione. La presa in carico, nel modello proposto, \u00e8 tanto clinica quanto relazionale.<\/p>\n<h2>I quadri emergenti: ortoressia, bigoressia e triade dell&#x27;atleta<\/h2>\n<p>L&#8217;<strong>ortoressia<\/strong> \u00e8 descritta come una ricerca maniacale e inevitabile di cibi percepiti come naturali, biologici e non contaminati da sostanze chimiche artificiali. Definita per la prima volta da Bratman nel 2001, pu\u00f2 impoverire progressivamente la dieta fino a determinare danni nutrizionali e isolamento sociale.<\/p>\n<p>La <strong>bigoressia<\/strong>, o dismorfia muscolare (talvolta indicata come reverse anorexia), \u00e8 una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare, con componenti percettive, affettive e comportamentali che interferiscono con le attivit\u00e0 quotidiane. Il materiale la descrive come prevalente negli uomini, con un&#8217;et\u00e0 media d&#8217;esordio intorno ai 19,5 anni, \u00e8 spesso associata a dieta iperproteica e abuso di sostanze.<\/p>\n<p>Il corso richiama infine la <strong>triade dell&#8217;atleta<\/strong>, che mette in relazione disturbi alimentari, amenorrea secondaria e osteoporosi precoce. Per orientare l&#8217;inquadramento di questi quadri, il materiale cita strumenti testistici e scale come BES, BUT, EDI, ORTO-15 e YFAS, presentati come supporto alla valutazione professionale.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Come si definisce un disturbo del comportamento alimentare?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, un disturbo del comportamento alimentare \u00e8 una psicopatologia che, in conseguenza di un&#8217;alterazione del comportamento alimentare, conduce a un quadro clinico di malnutrizione. Si articola quindi su tre livelli: la psicopatologia, l&#8217;alterazione dei comportamenti alimentari e la malnutrizione con le sue complicanze.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;e tra binge eating disorder e bulimia nervosa?<\/h3>\n<p>Il binge eating disorder, o disturbo da alimentazione incontrollata, si caratterizza per la presenza di abbuffate ricorrenti, l&#8217;assenza di condotte compensatorie \u00e8 uno scarso interesse per la magrezza nell&#8217;autovalutazione. E proprio l&#8217;assenza delle condotte compensatorie a distinguerlo dalla bulimia nervosa, in cui le abbuffate sono invece seguite da comportamenti di compenso.<\/p>\n<h3>Qual e il rapporto tra femmine e maschi nei disturbi del comportamento alimentare?<\/h3>\n<p>Secondo i dati riportati nel materiale, il rapporto femmine\/maschi e di circa 1:6 per l&#8217;anoressia nervosa e 1:10 per la bulimia nervosa. La quota maschile \u00e8 tuttavia in crescita: si stima che la popolazione maschile raggiunga il 25% dei DCA e il 50% dei casi di binge eating disorder.<\/p>\n<h3>Esiste una continuit\u00e0 tra disturbi alimentari e obesit\u00e0?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale si&#8217;, i disturbi alimentari e l&#8217;obesit\u00e0 condividono la stessa psicopatologia centrale, fatta di bassa autostima e difficolt\u00e0 relazionali. Alcuni aspetti cognitivi e comportamentali, come l&#8217;attenzione al peso, i tentativi di restrizione e le abbuffate, insieme alle migrazioni transdiagnostiche tra le diverse diagnosi nel tempo, confermano questa continuit\u00e0.<\/p>\n<h3>Quali fattori aumentano la mortalit\u00e0 nell&#x27;anoressia nervosa?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, nell&#8217;anoressia nervosa l&#8217;aumento della mortalit\u00e0 \u00e8 legato al basso peso, agli squilibri elettrolitici e alla disidratazione. L&#8217;anoressia nervosa e la malattia psichiatrica con il pi\u00f9 alto tasso di mortalit\u00e0, dovuta principalmente alle complicanze del disturbo e al suicidio.<\/p>\n<h3>Quali anomalie somatiche possono suggerire la presenza di un DCA?<\/h3>\n<p>Tra le anomalie somatiche suggestive di un disturbo del comportamento alimentare, il materiale indica l&#8217;arresto della crescita, la facile affaticabilita e l&#8217;amenorrea, cio\u00e8 l&#8217;assenza del ciclo mestruale, oltre a marcate variazioni o frequenti fluttuazioni di peso e a difficolt\u00e0 nell&#8217;incremento ponderale. Sono segnali che meritano attenzione clinica nel contesto complessivo del paziente.<\/p>\n<h3>Quali sono i segni fisici tipici della bulimia nervosa?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, tra i segni e i sintomi fisici tipici della bulimia nervosa vi sono la cheilosi, ossia la screpolatura agli angoli della bocca, l&#8217;eritema faringeo e l&#8217;ipotensione arteriosa, oltre a carie ed erosione dello smalto dentale e all&#8217;ipertrofia delle ghiandole salivari, riconducibili in buona parte alle condotte di eliminazione.<\/p>\n<h3>Come si manifesta l&#x27;ipopotassiemia nei disturbi alimentari?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, nei disturbi del comportamento alimentare l&#8217;ipopotassiemia \u00e8 frequente a causa delle condotte di eliminazione o di una rapida renutrizione. Si manifesta tipicamente con stanchezza, palpitazioni, crampi muscolari e aritmia, segni che richiedono un&#8217;adeguata attenzione clinica e il monitoraggio nel contesto di cura.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;e tra immagine corporea e schema corporeo?<\/h3>\n<p>Lo schema corporeo \u00e8 l&#8217;insieme di capacit\u00e0 e abitudini motorie che determinano in modo dinamico la postura e lo spazio dei movimenti possibili: \u00e8 implicito ed esperienziale. L&#8217;immagine corporea, invece, \u00e8 cosciente e manipolabile. La distinzione aiuta a comprendere perch\u00e9 il vissuto del corpo nei disturbi alimentari operi su piani diversi.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 lo sweet eating?<\/h3>\n<p>Lo sweet eating \u00e8 un comportamento alimentare disfunzionale caratterizzato dall&#8217;assunzione giornaliera di almeno il 50% dei carboidrati sotto forma di carboidrati semplici, cio\u00e8 zuccheri. Secondo il materiale \u00e8 spesso stimolato da fattori emotivi come lo stress o la rabbia, ed \u00e8 uno dei pattern disfunzionali descritti accanto a grazing e gorging.<\/p>\n<h3>In quale disturbo alimentare sono pi\u00f9 prevalenti i tratti dello spettro ossessivo?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, i disturbi dello spettro ossessivo sono decisamente pi\u00f9 prevalenti nell&#8217;anoressia nervosa rispetto alla bulimia nervosa. Nell&#8217;anoressia, inoltre, una quota di disturbo ossessivo-compulsivo pu\u00f2 precedere l&#8217;insorgenza del disturbo alimentare, elemento utile a leggere la comorbidita psichiatrica del quadro.<\/p>\n<h3>Come dovrebbero integrarsi intervento medico, psicologico e psichiatrico nei DCA?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, l&#8217;intervento medico, psicologico e psichiatrico deve essere integrato: e questo il modo corretto di affrontare i disturbi del comportamento alimentare. L&#8217;integrazione si realizza attraverso un team multidisciplinare composto da nutrizionista, psicologo-psicoterapeuta, psichiatra e operatori specifici, all&#8217;interno di un programma terapeutico ad ampio raggio.<\/p>\n<h3>Quali sono i compiti del team nutrizionale nei disturbi alimentari?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, i compiti del team nutrizionale comprendono il trattamento dello stato di malnutrizione, la gestione delle complicanze mediche e la rieducazione alimentare del paziente. Si tratta di funzioni che si inseriscono nel pi\u00f9 ampio lavoro del team multidisciplinare, in dialogo con gli interventi psicologico e psichiatrico.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 l&#x27;ortoressia?<\/h3>\n<p>L&#8217;ortoressia \u00e8 un quadro caratterizzato dalla ricerca maniacale e inevitabile di cibi percepiti come naturali, biologici e non contaminati da sostanze chimiche artificiali. Definita per la prima volta da Bratman nel 2001, secondo il materiale pu\u00f2 impoverire la dieta fino a causare danni nutrizionali e isolamento sociale.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la bigoressia e chi colpisce prevalentemente?<\/h3>\n<p>La bigoressia, o dismorfia muscolare (talvolta detta reverse anorexia), \u00e8 un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare, con componenti percettive, affettive e comportamentali che interferiscono con le attivit\u00e0 quotidiane. Secondo il materiale prevale negli uomini e si associa a dieta iperproteica e abuso di sostanze.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Affrontare i <strong>disturbi del comportamento alimentare<\/strong> richiede di tenere insieme due sguardi che, nella pratica, tendono a separarsi: quello internistico, attento alle complicanze della malnutrizione, \u00e8 quello psicologico, centrato sulla relazione con il corpo e sul significato del sintomo. Il filo conduttore di questo percorso \u00e8 proprio l&#8217;integrazione, sul piano diagnostico come su quello del trattamento di rete. Per l&#8217;\u00e9quipe sanitaria, riconoscere precocemente i segnali, conoscere i criteri del DSM-5 e dialogare all&#8217;interno di un team multidisciplinare sono competenze che incidono concretamente sull&#8217;esito. Il corso ECM <strong>DCA: diagnosi, clinica e trattamento dei disturbi del comportamento alimentare<\/strong>, da 10 crediti in modalit\u00e0 FAD, propone questo aggiornamento con un taglio clinico e multidisciplinare. E disponibile nel catalogo IKOSECM per medici, psicologi, dietisti, infermieri e le altre professioni dell&#8217;\u00e9quipe.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@danielcgold?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Dan Gold<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I disturbi del comportamento alimentare (DCA) rappresentano un&#8217;evoluzione patologica del rapporto tra la persona e il cibo, con un&#8217;et\u00e0 di insorgenza che tipicamente si colloca tra i 10\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":743,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical illustration in teal and slate color palette, clean scientific magazine style. 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