{"id":538,"date":"2020-05-07T11:06:23","date_gmt":"2020-05-07T11:06:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/i-disturbi-alimentari-nel-mondo-dello-sport\/"},"modified":"2026-06-04T12:00:00","modified_gmt":"2026-06-04T10:00:00","slug":"i-disturbi-alimentari-nel-mondo-dello-sport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/nutrizione-e-alimentazione\/i-disturbi-alimentari-nel-mondo-dello-sport\/","title":{"rendered":"Disturbi alimentari nello sport: quando un&#8217;attivit\u00e0 sana diventa patologica"},"content":{"rendered":"<p>I <strong>disturbi alimentari nello sport<\/strong> rappresentano un terreno clinico insidioso, perch\u00e9 si nascondono dietro comportamenti che la cultura sportiva tende a premiare: il controllo del peso, la disciplina alimentare, l&#8217;allenamento intenso e costante. La stessa coerenza al gesto atletico che rende un atleta competitivo pu\u00f2, oltre una certa soglia, trasformarsi in psicopatologia. Riconoscere questo confine \u00e8 difficile proprio perch\u00e9 i segnali precoci somigliano a virt\u00f9. Questo articolo ripercorre i contenuti formativi di un corso ECM dedicato al tema, dall&#8217;immagine corporea alle forme cliniche specifiche dello sport, fino alla triade dell&#8217;atleta, al RED-S e al percorso di trattamento e rientro all&#8217;allenamento, con l&#8217;obiettivo di offrire ai professionisti sanitari una mappa per leggere ci\u00f2 che spesso passa inosservato.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Il corso <em>Ossessione salute. Sport e disturbi del comportamento alimentare<\/em> (codice C0443) \u00e8 un percorso FAD che eroga <strong>10 crediti ECM<\/strong>, a cura del Dott. Marco Pastorini, psicologo e psicoterapeuta, e del Dott. Massimo Labate, medico chirurgo specialista in scienza dell&#8217;alimentazione. \u00c8 rivolto a un&#8217;ampia platea multiprofessionale (oltre trenta professioni sanitarie, tra cui medico chirurgo, psicologo, dietista, biologo, infermiere, fisioterapista ed educatore professionale) coinvolta nel riconoscimento e nel trattamento dei disturbi alimentari negli sportivi.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Immagine corporea e disturbi del comportamento alimentare: il punto di partenza<\/h2>\n<p>Il percorso formativo parte dall&#8217;immagine corporea, intesa come costrutto complesso che integra componenti sensopercettive, cognitive, affettive, relazionali e valoriali, e dallo schema corporeo. Su questa base si innesta l&#8217;insoddisfazione corporea, che il materiale sottolinea non essere pi\u00f9 un fenomeno esclusivamente femminile: il cambiamento dell&#8217;ideale del corpo maschile nel tempo ha portato a un aumento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) anche negli uomini.<\/p>\n<p>Sul piano diagnostico il corso inquadra i disturbi della nutrizione e dell&#8217;alimentazione del DSM-5: anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge eating, pica, mericismo e disturbo evitante\/restrittivo, insieme alle forme sottosoglia. Un passaggio importante \u00e8 la lettura della continuit\u00e0 tra DCA e obesit\u00e0: secondo il materiale i due quadri condividono la stessa psicopatologia centrale, la bassa autostima e le difficolt\u00e0 relazionali. Questa cornice serve a non isolare lo sportivo dal pi\u00f9 ampio spettro dei disturbi alimentari.<\/p>\n<h2>Sport a rischio e forme cliniche: ortoressia, bigoressia, anoressia atletica<\/h2>\n<p>Nel mondo sportivo peso, corpo, alimentazione e prestazione sono gli stessi assi attorno a cui ruota la vita di chi soffre di un DCA: questa sovrapposizione spiega perch\u00e9 l&#8217;atleta sia pi\u00f9 esposto. Il corso individua come categorie a rischio gli sport estetici, quelli con categorie di peso, gli sport di endurance e quelli che enfatizzano la massa muscolare. Il materiale segnala inoltre una distribuzione differente: nelle atlete la maggiore prevalenza si osserva negli sport estetici, mentre negli atleti maschi negli sport di combattimento con categorie di peso.<\/p>\n<p>Su questo terreno emergono forme cliniche specifiche. L&#8217;<strong>ortoressia<\/strong> \u00e8 descritta come la ricerca maniacale di cibi naturali, biologici e non contaminati, un&#8217;ossessione per il mangiare sano che pu\u00f2 condurre a danni nutrizionali e isolamento sociale. La <strong>bigoressia<\/strong> (o vigoressia, vicina alla dismorfia muscolare) \u00e8 invece una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare, prevalente negli uomini, con componenti percettive, affettive e comportamentali e talora ricorso a steroidi e sostanze. L&#8217;<strong>anoressia atletica<\/strong>, infine, si distingue dall&#8217;anoressia nervosa perch\u00e9 la restrizione alimentare \u00e8 finalizzata al miglioramento della prestazione, e non a una dispercezione dell&#8217;immagine corporea.<\/p>\n<h2>Dalla triade dell&#x27;atleta femminile al RED-S<\/h2>\n<p>La triade dell&#8217;atleta femminile mette in relazione tre elementi: il disturbo alimentare, la disfunzione mestruale fino all&#8217;amenorrea e l&#8217;osteoporosi precoce. Il filo che li lega \u00e8 la bassa disponibilit\u00e0 energetica: quando l&#8217;energia introdotta non copre la spesa dell&#8217;allenamento, l&#8217;organismo riduce funzioni considerate non prioritarie, a partire da quella riproduttiva. L&#8217;assenza di mestruazioni, sottolinea il materiale, interrompe i processi di costruzione ossea e indebolisce lo scheletro, rendendolo pi\u00f9 fragile e soggetto a fratture. Il dato \u00e8 particolarmente rilevante in et\u00e0 giovanile, quando si accumula gran parte del patrimonio osseo.<\/p>\n<p>Nel 2014 il Comitato Olimpico Internazionale ha introdotto il termine <strong>RED-S<\/strong> (Relative Energy Deficiency in Sport) per superare i limiti della triade: il RED-S descrive le numerose funzioni fisiologiche alterate da un deficit di energia relativa nello sport ed \u00e8 inteso come inclusivo anche degli atleti maschi. La valutazione clinica e internistico-nutrizionale, secondo il materiale, parte da peso, altezza e BMI, integrati con l&#8217;andamento del ciclo mestruale, le ore di attivit\u00e0 motoria, l&#8217;uso di integratori o farmaci e gli esami bioumorali.<\/p>\n<h2>Dipendenza da esercizio e meccanismi della ricompensa<\/h2>\n<p>Il corso caratterizza la dipendenza da esercizio (EXD) come una vera e propria brama di allenamento: un comportamento incontrollabile di esercizio eccessivo, con incapacit\u00e0 di ridurne la quantit\u00e0 e potenziali conseguenze dannose, tra cui lesioni muscolo-tendinee, compromissione delle relazioni sociali e depressione. Non si tratta semplicemente di allenarsi molto, ma di una perdita di controllo sul comportamento.<\/p>\n<p>Sul versante neurobiologico, il materiale richiama il ruolo della dopamina e dei circuiti della ricompensa, gli stessi coinvolti in altre forme di dipendenza. Un aspetto clinicamente delicato \u00e8 l&#8217;egosintonia del sintomo: l&#8217;atleta spesso non percepisce il proprio comportamento come problematico, anzi lo vive come coerente con i propri obiettivi. Tra gli strumenti citati a scopo di screening, il corso menziona il test SCOFF, utile come primo filtro nel sospetto di un disturbo alimentare.<\/p>\n<h2>Trattamento psico-nutrizionale e rientro all&#x27;allenamento<\/h2>\n<p>Il percorso terapeutico delineato dal corso ha un&#8217;impostazione psico-nutrizionale e multidisciplinare. I cardini descritti sono la costruzione di una relazione di fiducia, la flessibilizzazione dei comportamenti e delle credenze rigide e lo sviluppo di attivit\u00e0 sociali alternative, che aiutino l&#8217;atleta a non identificarsi totalmente con la prestazione. La valutazione integra l&#8217;inquadramento clinico, internistico e nutrizionale.<\/p>\n<p>Particolarmente significativo \u00e8 il tema del rientro all&#8217;allenamento dopo uno stop per DCA: secondo il materiale \u00e8 possibile solo in condizione di stabilit\u00e0 clinica e nutrizionale, con astinenza dai comportamenti alimentari patologici e una valutazione attenta del contesto sportivo. Il corso richiama infine il ruolo preventivo di societ\u00e0 sportive e allenatori, figure che per prime possono intercettare i segnali e indirizzare verso una presa in carico. Si tratta di indicazioni di taglio formativo, da contestualizzare sempre nel giudizio clinico del singolo caso.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quali sono gli aspetti comuni tra disturbi alimentari e attivit\u00e0 sportiva?<\/h3>\n<p>Il corso individua quattro elementi condivisi: il peso, il corpo, l&#8217;alimentazione e la prestazione. Sono gli stessi assi attorno a cui ruota la vita dell&#8217;atleta e il vissuto di chi soffre di un disturbo del comportamento alimentare. Proprio questa sovrapposizione rende difficile distinguere la dedizione sportiva sana da un comportamento che sta diventando patologico.<\/p>\n<h3>Esiste una continuit\u00e0 tra disturbi alimentari e obesit\u00e0?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale del corso s\u00ec: i disturbi del comportamento alimentare e l&#8217;obesit\u00e0 condividono la stessa psicopatologia centrale, oltre alla bassa autostima e alle difficolt\u00e0 relazionali. Leggerli lungo un continuum, anzich\u00e9 come quadri isolati, aiuta a inquadrare meglio il vissuto della persona al di l\u00e0 del solo dato ponderale.<\/p>\n<h3>Quali categorie di sport sono considerate a rischio per i disturbi alimentari?<\/h3>\n<p>Il corso indica come a rischio gli sport estetici, quelli con categorie di peso, gli sport di endurance e quelli che enfatizzano la massa muscolare. A titolo di esempio, una disciplina di endurance come il trail running rientra tra gli sport a rischio, mentre il rugby non viene classificato come tale. Il rischio dipende dalle caratteristiche della disciplina e dalla pressione che esercita su peso e immagine.<\/p>\n<h3>In quali sport \u00e8 pi\u00f9 frequente il disturbo alimentare tra le atlete?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, nelle sportive la maggiore prevalenza di disturbi alimentari si ritrova negli sport estetici, dove l&#8217;aspetto del corpo incide direttamente sulla valutazione della prestazione. Negli atleti maschi, invece, la concentrazione maggiore si osserva negli sport di combattimento con categorie di peso, dove il controllo del peso \u00e8 funzionale alla competizione.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 l&#x27;ortoressia?<\/h3>\n<p>Il corso descrive l&#8217;ortoressia come la ricerca maniacale e inevitabile di cibi naturali, biologici e non contaminati da sostanze chimiche artificiali. \u00c8 un&#8217;ossessione per il mangiare sano che, oltre una certa soglia, pu\u00f2 portare a danni nutrizionali e a isolamento sociale, perch\u00e9 la rigidit\u00e0 delle regole alimentari finisce per condizionare la vita di relazione.<\/p>\n<h3>Quante persone si stima soffrano di ortoressia in Italia?<\/h3>\n<p>Il materiale del corso riferisce una stima di circa 500.000 persone affette da ortoressia in Italia, all&#8217;interno di un quadro che parla di quasi tre milioni di italiani con disturbi dell&#8217;alimentazione. Si tratta di dati riportati a scopo divulgativo nel materiale formativo, che andrebbero ricondotti alle fonti epidemiologiche originali prima di essere citati in altri contesti.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la bigoressia e chi colpisce prevalentemente?<\/h3>\n<p>La bigoressia \u00e8 definita dal corso come un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare, con componenti percettive, affettive e comportamentali che interferiscono con la vita quotidiana. Prevale negli uomini e, secondo il materiale, interessa circa il 10% dei body-builder. Pu\u00f2 associarsi ad allenamento compulsivo e, in alcuni casi, all&#8217;uso di sostanze.<\/p>\n<h3>In cosa l&#x27;anoressia atletica si differenzia dall&#x27;anoressia nervosa?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, nell&#8217;anoressia atletica la restrizione alimentare \u00e8 finalizzata al miglioramento della prestazione sportiva. Nell&#8217;anoressia nervosa, invece, la perdita di peso \u00e8 legata a una dispercezione dell&#8217;immagine corporea e alla volont\u00e0 di dimagrire. La distinzione \u00e8 clinicamente rilevante perch\u00e9 orienta in modo diverso la lettura del comportamento e l&#8217;approccio al caso.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la dismorfia muscolare?<\/h3>\n<p>Il corso descrive la dismorfia muscolare come tipica dei maschi giovani, caratterizzata da un&#8217;intensa paura di avere un corpo piccolo e poco muscoloso. Si associa frequentemente ad allenamento compulsivo, dieta rigida ed evitamento delle relazioni sociali. \u00c8 strettamente imparentata con la bigoressia e ne condivide il nucleo percettivo distorto rispetto alla propria massa muscolare.<\/p>\n<h3>Quali sono i tre componenti della triade dell&#x27;atleta femminile?<\/h3>\n<p>Il materiale indica che la triade dell&#8217;atleta femminile \u00e8 composta da disturbo alimentare, disfunzione mestruale (fino all&#8217;amenorrea) e osteoporosi precoce. I tre elementi sono collegati dalla bassa disponibilit\u00e0 energetica. Comprendere questa combinazione aiuta a non leggere isolatamente un&#8217;amenorrea o una frattura da stress in una giovane atleta.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 nella triade dell&#x27;atleta l&#x27;assenza di mestruazioni \u00e8 pericolosa per le ossa?<\/h3>\n<p>Secondo il corso la mancanza di mestruazioni interrompe i processi di costruzione ossea e indebolisce lo scheletro, rendendo le ossa pi\u00f9 fragili e quindi soggette a fratture, fino all&#8217;osteoporosi precoce. L&#8217;impatto \u00e8 tanto pi\u00f9 rilevante in et\u00e0 giovanile, quando si accumula una quota importante del patrimonio osseo che servir\u00e0 per tutta la vita.<\/p>\n<h3>Che cosa indica il termine RED-S?<\/h3>\n<p>Il materiale spiega che RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport) si riferisce alle ampie e varie funzioni fisiologiche alterate causate da un deficit di energia relativa nello sport. \u00c8 un concetto introdotto per superare la sola triade dell&#8217;atleta femminile ed \u00e8 inteso come inclusivo anche degli atleti maschi, riconoscendo che la bassa disponibilit\u00e0 energetica riguarda entrambi i sessi.<\/p>\n<h3>Come si riconosce la dipendenza da esercizio fisico?<\/h3>\n<p>Il corso la descrive come una brama di allenamento: un comportamento incontrollabile di esercizio eccessivo, con incapacit\u00e0 di ridurne la quantit\u00e0 e potenziali conseguenze dannose. Tra queste, il materiale cita lesioni muscolo-tendinee, compromissione delle relazioni sociali e depressione. L&#8217;elemento chiave non \u00e8 il volume di allenamento in s\u00e9, ma la perdita di controllo sul comportamento nonostante i danni.<\/p>\n<h3>Cosa \u00e8 utile valutare clinicamente di fronte a un sospetto RED-S?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale \u00e8 utile partire dalla valutazione di peso, altezza e BMI, integrati con l&#8217;andamento del ciclo mestruale, le ore di attivit\u00e0 motoria, l&#8217;uso di integratori o farmaci e gli esami bioumorali. Si tratta di un inquadramento di taglio formativo, che nella pratica va sempre ricondotto al giudizio clinico e al contesto specifico dell&#8217;atleta.<\/p>\n<h3>Quando un atleta con disturbo alimentare pu\u00f2 riprendere gli allenamenti?<\/h3>\n<p>Il corso indica che il rientro all&#8217;allenamento \u00e8 possibile solo in condizione di stabilit\u00e0 dal punto di vista clinico e nutrizionale, con astinenza dai comportamenti alimentari patologici e una valutazione del contesto sportivo. Il ritorno all&#8217;attivit\u00e0 non \u00e8 quindi un traguardo temporale, ma il risultato di un percorso che mette la sicurezza della persona prima della prestazione.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>I <strong>disturbi alimentari nello sport<\/strong> richiedono uno sguardo capace di distinguere la dedizione atletica dalla psicopatologia, lungo un confine che si sposta dall&#8217;immagine corporea alle forme cliniche specifiche, fino al RED-S e alla dipendenza da esercizio. Il take-away per il professionista \u00e8 duplice: i segnali precoci spesso coincidono con comportamenti socialmente premiati, e il rientro all&#8217;attivit\u00e0 va sempre subordinato alla stabilit\u00e0 clinica e nutrizionale. Per chi opera nello sport, nella nutrizione o nella salute mentale, costruire un linguaggio comune \u00e8 il primo passo verso una presa in carico efficace. Il corso ECM <em>Ossessione salute. Sport e disturbi del comportamento alimentare<\/em>, da 10 crediti in modalit\u00e0 FAD, offre questo quadro integrato, psicologico e nutrizionale. <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/ossessione-salute-sport-e-disturbi-del-comportamento-alimentare-quando-un&rsquo;attivit\u00e0&rsquo;-sana-diventa-patologica-alimentazione-allenamento-trattamento-psico-nutrizionale-riabilitazione.html\">Scopri il corso e iscriviti<\/a>.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@ninszi?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ad\u00e9l Gr\u0151ber<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I disturbi alimentari nello sport rappresentano un terreno clinico insidioso, perch\u00e9 si nascondono dietro comportamenti che la cultura sportiva tende a premiare: il controllo del peso, la disciplina\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":539,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Illustrazione editoriale in stile rivista scientifica medica, palette teal e slate su sfondo chiaro. 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