{"id":542,"date":"2020-05-22T16:41:41","date_gmt":"2020-05-22T16:41:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/larticolazione-del-gomito-cenni-di-anatomia\/"},"modified":"2026-06-09T13:19:45","modified_gmt":"2026-06-09T13:19:45","slug":"larticolazione-del-gomito-cenni-di-anatomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/riabilitazione-e-fisioterapia\/larticolazione-del-gomito-cenni-di-anatomia\/","title":{"rendered":"Anatomia del gomito: come \u00e8 fatta e come funziona l&#8217;articolazione"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>anatomia del gomito<\/strong> racconta un&#8217;articolazione apparentemente semplice ma sorprendentemente sofisticata: \u00e8 l&#8217;articolazione intermedia dell&#8217;arto superiore e, per posizione, l&#8217;analogo funzionale del ginocchio. A differenza di quest&#8217;ultimo, per\u00f2, il gomito \u00e8 un&#8217;articolazione a stabilit\u00e0 prevalentemente ossea, e proprio questa scelta strutturale gli consente, paradossalmente, una grande libert\u00e0 di movimento. In questo articolo ripercorriamo in modo ordinato la sua architettura: la paletta omerale, le ossa dell&#8217;avambraccio, le articolazioni che lo compongono, i fattori di stabilit\u00e0 e l&#8217;organizzazione muscolare. Una mappa anatomica chiara \u00e8 il punto di partenza per comprendere la biomeccanica e, a valle, le patologie da sovraccarico che interessano questa regione.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Questo approfondimento \u00e8 pensato per <strong>professionisti sanitari del settore riabilitativo<\/strong> \u2014 in particolare fisioterapisti \u2014 e per chi desidera una sintesi rigorosa dell&#8217;anatomia del gomito. Il tema fa da fondamento al corso FAD ECM <em>Lateral Elbow Pain<\/em> del Dott. Ivan Di Francescantonio, che eroga <strong>15 crediti ECM<\/strong> e affronta il gomito dall&#8217;anatomia funzionale fino alla microinstabilit\u00e0 laterale sintomatica. L&#8217;articolo ha finalit\u00e0 divulgativa e formativa: inquadra i concetti, non sostituisce lo studio sistematico n\u00e9 il giudizio clinico.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Il gomito: l&#x27;analogo funzionale del ginocchio nell&#x27;arto superiore<\/h2>\n<p>Pur condividendo con il ginocchio alcune somiglianze ossee e muscolari, il gomito presenta numerose specificit\u00e0 legate alla diversa funzione dell&#8217;arto superiore. La sua funzione principale \u00e8 regolare la lunghezza funzionale dell&#8217;arto, consentendo di raggiungere gli oggetti e di avvicinarli al corpo: un&#8217;azione essenziale per attivit\u00e0 quotidiane come nutrirsi e provvedere all&#8217;igiene personale, oltre che alla base di gran parte dei gesti funzionali e sportivi.<\/p>\n<p>Il gomito permette inoltre di ruotare il palmo della mano e quindi di orientare la presa, indipendentemente dal contributo della spalla e dalla flesso-estensione del gomito stesso. La somma dell&#8217;azione del gomito con quella della spalla amplifica notevolmente le posizioni che la mano pu\u00f2 raggiungere nello spazio, e con esse la capacit\u00e0 di presa e di manipolazione.<\/p>\n<h2>Stabilit\u00e0 ossea: perch\u00e9 il gomito si comporta diversamente dal ginocchio<\/h2>\n<p>La differenza \u00e8 tutt&#8217;altro che accademica. L\u00e0 dove il ginocchio affida gran parte della propria stabilit\u00e0 ai legamenti, il gomito la ricava soprattutto dalla congruenza delle superfici ossee. Questa architettura rende il gomito intrinsecamente pi\u00f9 stabile e, allo stesso tempo, gli concede una notevole libert\u00e0 di movimento.<\/p>\n<p>La stabilit\u00e0 ossea ha per\u00f2 una conseguenza clinica importante: poich\u00e9 il sistema \u00e8 gi\u00e0 molto vincolato dalla geometria articolare, le sollecitazioni ripetute tendono a scaricarsi sulle inserzioni muscolo-tendinee e sui complessi legamentosi periferici, sedi tipiche delle sindromi da sovraccarico del gomito. Comprendere da dove nasce la stabilit\u00e0 aiuta quindi a comprendere anche dove e perch\u00e9 possono insorgere i problemi.<\/p>\n<h2>La paletta omerale: epitroclea, epicondilo e l&#x27;architettura bicolonnare<\/h2>\n<p>Anteriormente, la paletta omerale presenta una porzione centrale articolare rivestita di cartilagine ialina e due prominenze: una mediale, pi\u00f9 grande, e una laterale, meno pronunciata. Prossimalmente si trovano due fosse destinate ad accogliere la controparte ulnare e radiale durante il movimento.<\/p>\n<p>Le due prominenze ossee sono riferimenti anatomici e clinici fondamentali. L&#8217;<strong>epitroclea<\/strong> (prominenza mediale) funge da punto di inserzione per i muscoli flesso-pronatori e per il legamento collaterale ulnare. L&#8217;<strong>epicondilo<\/strong> (prominenza laterale) fornisce ancoraggio ai muscoli estensori-supinatori e al legamento collaterale radiale. Posteriormente, l&#8217;epifisi distale dell&#8217;omero mostra un&#8217;architettura sostanzialmente bicolonnare, con una colonna dorso-mediale e una dorso-laterale.<\/p>\n<h2>Ulna e radio: l&#x27;unit\u00e0 funzionale dell&#x27;avambraccio<\/h2>\n<p>L&#8217;<strong>ulna<\/strong> si articola con l&#8217;omero e con il radio, ma non con le ossa del carpo. \u00c8 un osso lungo con diafisi a forma di prisma triangolare; la sua epifisi prossimale \u00e8 massiccia e caratterizzata da due processi voluminosi, l&#8217;olecrano e l&#8217;apofisi coronoide, che insieme formano l&#8217;incisura trocleare (o grande incisura sigmoidea). L&#8217;olecrano \u00e8 posteriore, d\u00e0 inserzione al tricipite brachiale e costituisce l&#8217;estremit\u00e0 prossimale dell&#8217;osso, terminando con la punta rivolta in avanti; la coronoide \u00e8 anteriore, sporge in modo evidente e ha un ruolo fondamentale nella stabilit\u00e0 articolare. L&#8217;incisura sigmoidea \u00e8 percorsa verticalmente da una cresta longitudinale che la divide circa a met\u00e0 e si interfaccia con la gola trocleare. Immediatamente laterale alla sua faccia inferiore si trova l&#8217;incisura radiale (o piccola incisura sigmoidea), interfaccia per la testa del radio.<\/p>\n<p>Il <strong>radio<\/strong> completa l&#8217;unit\u00e0 funzionale insieme all&#8217;ulna e alla membrana interossea, e si articola con l&#8217;omero, con l&#8217;ulna in due punti e con le ossa della filiera del carpo. La sua epifisi prossimale, o testa, \u00e8 piccola e rappresenta la componente laterale del gomito: ha la forma di un disco o di un cilindro basso e presenta superiormente una fovea che si articola con il capitulum humeri, mentre il bordo, rivestito di cartilagine per circa 280\u00b0, corrisponde alla piccola incisura sigmoidea. Subito sotto la testa l&#8217;epifisi si stringe bruscamente e forma il collo del radio; inferiormente, sulla faccia anteriore, si trova la tuberosit\u00e0 radiale, punto di inserzione del tendine distale del bicipite brachiale. L&#8217;epifisi distale, molto pi\u00f9 ampia della prossimale, costituisce gran parte dell&#8217;articolazione del polso e presenta lateralmente il processo stiloideo, che si estende pi\u00f9 in basso del suo omologo ulnare.<\/p>\n<h2>Le tre (pi\u00f9 una) articolazioni del complesso del gomito<\/h2>\n<p>Le tre articolazioni si realizzano tra l&#8217;epifisi distale dell&#8217;omero e le epifisi prossimali di radio e ulna, specializzate per il loro compito. Perch\u00e9 il complesso assolva pienamente la sua funzione occorre considerare parte del sistema anche una quarta articolazione, la radio-ulnare distale, che anatomicamente appartiene al polso ma concorre alla prono-supinazione dell&#8217;avambraccio.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Articolazione omero-ulnare<\/strong>: un ginglimo (a cerniera) tra la troclea omerale e la grande incisura sigmoidea, a stabilit\u00e0 ossea, che realizza essenzialmente la flesso-estensione dell&#8217;avambraccio sul braccio.<\/li>\n<li><strong>Articolazione omero-radiale<\/strong>: un&#8217;enartrosi tra il capitello omerale e la fovea radiale, a stabilit\u00e0 legamentosa, che partecipa sia alla flesso-estensione sia alla prono-supinazione.<\/li>\n<li><strong>Articolazione radio-ulnare prossimale<\/strong>: un&#8217;articolazione trocoide tra la piccola incisura sigmoidea, la testa del radio e il legamento anulare, a stabilit\u00e0 legamentosa, che consente al radio di ruotare intorno all&#8217;ulna.<\/li>\n<li><strong>Articolazione radio-ulnare distale<\/strong>: anch&#8217;essa trocoide, partecipa con l&#8217;omologa prossimale alla prono-supinazione dell&#8217;avambraccio e della mano.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il giunto omero-ulnare e omero-radiale, nel loro insieme, costituisce un sistema monoassiale per la flesso-estensione; la rotazione del radio sull&#8217;ulna, grazie alle due radio-ulnari, realizza invece la prono-supinazione.<\/p>\n<h2>Biomeccanica del gomito: carrying angle, posizione di riposo e arco di movimento<\/h2>\n<p>L&#8217;anatomia del gomito si traduce in alcuni parametri biomeccanici che ne descrivono l&#8217;assetto. Il <strong>carrying angle<\/strong> \u00e8 l&#8217;angolo formato sul piano frontale tra l&#8217;asse dell&#8217;omero e quello dell&#8217;ulna a gomito esteso: secondo i dati riportati nel materiale formativo, \u00e8 dell&#8217;ordine di 11-14 gradi negli uomini e di 13-16 gradi nelle donne. \u00c8 il parametro che allontana l&#8217;avambraccio dal corpo a gomito esteso e supinato, e variazioni significative possono accompagnare quadri patologici o esiti traumatici.<\/p>\n<p>Accanto al carrying angle, la cosiddetta <strong>posizione di riposo<\/strong> dell&#8217;articolazione si colloca attorno agli 80 gradi di flessione, configurazione in cui le strutture capsulo-legamentose sono in relativa detensione. L&#8217;<strong>arco di movimento<\/strong> del gomito comprende la flesso-estensione e, grazie all&#8217;unit\u00e0 funzionale dell&#8217;avambraccio, la prono-supinazione: la maggior parte delle attivit\u00e0 quotidiane si svolge entro un arco funzionale ristretto rispetto all&#8217;escursione massima teorica. Conoscere questi parametri \u00e8 il presupposto per interpretare correttamente sia la valutazione clinica sia gli obiettivi del recupero funzionale.<\/p>\n<h2>La stabilit\u00e0 del gomito: stabilizzatori primari e secondari<\/h2>\n<p>In uno spazio articolare relativamente piccolo coesistono due sistemi con biomeccanica e specializzazione diverse, perci\u00f2 i fattori di stabilit\u00e0 hanno peso variabile. Considerando il complesso nel suo insieme, gli elementi di <strong>stabilit\u00e0 statica<\/strong> sono la geometria articolare, i complessi legamentosi laterale e mediale e la capsula articolare; gli elementi di <strong>stabilit\u00e0 dinamica<\/strong> sono i muscoli epitrocleari ed epicondiloidei e la muscolatura periarticolare.<\/p>\n<p>In ottica funzionale, gli <strong>stabilizzatori primari<\/strong> sono l&#8217;articolazione omero-ulnare, il fascio anteriore del legamento collaterale mediale e il fascio laterale del legamento collaterale laterale. Gli <strong>stabilizzatori secondari<\/strong> comprendono l&#8217;articolazione omero-radiale e i tendini comuni dei flesso-pronatori (epitrocleari) e degli estensori-supinatori (epicondiloidei). La geometria articolare pu\u00f2 essere primaria o secondaria a seconda dell&#8217;articolazione, la capsula contribuisce soprattutto con la porzione anteriore e la membrana interossea, oltre a sembrare in grado di compensare la perdita di funzione stabilizzatrice dell&#8217;omero-radiale, ha un ruolo biomeccanico rilevante nella trasmissione dei carichi.<\/p>\n<h2>L&#x27;architettura muscolare del gomito e i suoi criteri di classificazione<\/h2>\n<p>L&#8217;organizzazione muscolare \u00e8 complessa quanto la struttura articolare. In linea di massima valgono tre principi: i muscoli che si inseriscono distalmente sull&#8217;ulna possono flettere o estendere il gomito ma non pronare n\u00e9 supinare l&#8217;avambraccio; quelli che si inseriscono sul radio possono flettere o estendere e anche pronare o supinare; i muscoli che agiscono sul polso passano a ponte sull&#8217;articolazione del gomito e vi partecipano con un contributo in genere minimo, che per\u00f2 pu\u00f2 dare vita a quadri disfunzionali e di sovraccarico funzionale.<\/p>\n<p>La descrizione della muscolatura pu\u00f2 seguire criteri diversi, ciascuno con pregi e difetti. La classificazione <strong>funzionale<\/strong> distingue flessori, estensori, pronatori e supinatori: \u00e8 intuitiva ma non tiene conto dei muscoli del polso e delle dita che, inserendosi su epicondilo ed epitroclea, sono spesso responsabili di sindromi dolorose da sovraccarico riferibili alla zona del gomito. La classificazione <strong>topografica<\/strong> (anteriori, posteriori, mediali, laterali) \u00e8 pi\u00f9 completa, ma non considera il muscolo pronatore quadrato, ritenuto un muscolo ad azione sul polso e sulla mano e stabilizzatore della radio-ulnare distale. La classificazione <strong>analitica<\/strong> (muscoli del braccio e dell&#8217;avambraccio) risulta francamente ridondante quando si voglia analizzare la sola componente del gomito.<\/p>\n<p>Anche valutando l&#8217;insieme radio-ulna-membrana interossea come unit\u00e0 funzionale dell&#8217;avambraccio, o adottando un&#8217;ottica di interdipendenza regionale nello studio dei disturbi muscolo-scheletrici, si finisce comunque per escludere alcuni dei muscoli elencati. La scelta del criterio, dunque, dipende dall&#8217;obiettivo dell&#8217;analisi pi\u00f9 che da una superiorit\u00e0 intrinseca dell&#8217;uno sull&#8217;altro.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Perch\u00e9 il gomito \u00e8 considerato l&#x27;analogo funzionale del ginocchio?<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;articolazione intermedia dell&#8217;arto superiore, cos\u00ec come il ginocchio lo \u00e8 dell&#8217;arto inferiore, e regola la lunghezza funzionale dell&#8217;arto. Le somiglianze, per\u00f2, si fermano qui: la diversa funzione dell&#8217;arto superiore comporta numerose specificit\u00e0 anatomiche e biomeccaniche, a partire dal tipo di stabilit\u00e0 su cui l&#8217;articolazione fa affidamento.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il gomito \u00e8 un&#x27;articolazione a stabilit\u00e0 ossea?<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 ricava la propria stabilit\u00e0 soprattutto dalla congruenza delle superfici ossee, e non principalmente dai legamenti come avviene nel ginocchio. Questa architettura rende il gomito intrinsecamente pi\u00f9 stabile e, al tempo stesso, gli consente una notevole libert\u00e0 di movimento. \u00c8 una caratteristica anatomica di fondo, utile per comprendere anche le dinamiche di sovraccarico della regione.<\/p>\n<h3>Quali sono le tre articolazioni che compongono il gomito?<\/h3>\n<p>Il complesso del gomito riunisce in un unico ambiente capsulare l&#8217;articolazione omero-ulnare, l&#8217;omero-radiale e la radio-ulnare prossimale. A queste si associa funzionalmente la radio-ulnare distale, che anatomicamente appartiene al polso ma concorre, insieme all&#8217;omologa prossimale, ai movimenti di prono-supinazione dell&#8217;avambraccio.<\/p>\n<h3>Che tipo di articolazione \u00e8 l&#x27;omero-ulnare?<\/h3>\n<p>\u00c8 un ginglimo, cio\u00e8 un&#8217;articolazione a cerniera, che si instaura tra la troclea omerale e la grande incisura sigmoidea dell&#8217;ulna. \u00c8 a stabilit\u00e0 ossea e realizza essenzialmente il movimento di flessione ed estensione dell&#8217;avambraccio sul braccio, configurandosi come uno degli stabilizzatori primari del complesso.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra epitroclea ed epicondilo?<\/h3>\n<p>Sono le due prominenze ossee della paletta omerale. L&#8217;epitroclea \u00e8 la prominenza mediale, pi\u00f9 grande, e d\u00e0 inserzione ai muscoli flesso-pronatori e al legamento collaterale ulnare. L&#8217;epicondilo \u00e8 la prominenza laterale, meno pronunciata, e fornisce ancoraggio ai muscoli estensori-supinatori e al legamento collaterale radiale. Sono riferimenti chiave per la patologia da sovraccarico.<\/p>\n<h3>Cos&#x27;\u00e8 l&#x27;unit\u00e0 funzionale dell&#x27;avambraccio?<\/h3>\n<p>\u00c8 l&#8217;insieme costituito da radio, ulna e membrana interossea. Questa unit\u00e0 provvede ai movimenti rotazionali della mano e del polso e realizza nel gomito un fulcro stabile che consente le attivit\u00e0 di manipolazione, dalla presa di forza alla motilit\u00e0 fine delle dita. La membrana interossea ha inoltre un ruolo importante nella trasmissione dei carichi lungo l&#8217;avambraccio.<\/p>\n<h3>Come avviene la prono-supinazione dell&#x27;avambraccio?<\/h3>\n<p>La prono-supinazione \u00e8 il movimento di rotazione del radio intorno all&#8217;ulna, reso possibile dalle articolazioni radio-ulnare prossimale e radio-ulnare distale che lavorano in concerto. Vi partecipa anche l&#8217;articolazione omero-radiale. \u00c8 questo movimento che permette di orientare il palmo della mano e quindi la presa, indipendentemente dalla posizione della spalla.<\/p>\n<h3>Quali sono gli stabilizzatori primari del gomito?<\/h3>\n<p>Considerando il complesso in ottica funzionale, gli stabilizzatori primari sono l&#8217;articolazione omero-ulnare, il fascio anteriore del legamento collaterale mediale e il fascio laterale del legamento collaterale laterale. Gli stabilizzatori secondari comprendono l&#8217;omero-radiale e i tendini comuni dei flesso-pronatori e degli estensori-supinatori.<\/p>\n<h3>A cosa serve la membrana interossea dell&#x27;avambraccio?<\/h3>\n<p>La membrana interossea fa parte dell&#8217;unit\u00e0 funzionale dell&#8217;avambraccio e svolge un ruolo biomeccanico rilevante nella trasmissione dei carichi tra radio e ulna. Sembra inoltre in grado di compensare, almeno in parte, la perdita della funzione stabilizzatrice dell&#8217;articolazione omero-radiale, contribuendo all&#8217;equilibrio meccanico del complesso.<\/p>\n<h3>Cos&#x27;\u00e8 l&#x27;incisura sigmoidea dell&#x27;ulna?<\/h3>\n<p>La grande incisura sigmoidea (o incisura trocleare) \u00e8 formata dall&#8217;olecrano e dall&#8217;apofisi coronoide dell&#8217;ulna ed \u00e8 l&#8217;interfaccia che si articola con la troclea omerale. \u00c8 percorsa da una cresta longitudinale che la divide circa a met\u00e0. Lateralmente si trova la piccola incisura sigmoidea (incisura radiale), che accoglie invece la testa del radio.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 i muscoli del polso possono influenzare il gomito?<\/h3>\n<p>Perch\u00e9 molti muscoli che agiscono sul polso e sulle dita originano dall&#8217;epicondilo e dall&#8217;epitroclea e passano a ponte sull&#8217;articolazione del gomito. Il loro contributo alla flesso-estensione del gomito \u00e8 in genere minimo, ma proprio per la sede della loro inserzione possono essere coinvolti in quadri disfunzionali e di sovraccarico funzionale riferibili alla regione del gomito.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 conoscere l&#x27;anatomia del gomito \u00e8 utile in ambito riabilitativo?<\/h3>\n<p>Una mappa anatomica precisa \u00e8 la base per interpretare la biomeccanica e, a valle, le sindromi da sovraccarico della regione. Sapere dove originano i muscoli, quali strutture garantiscono la stabilit\u00e0 e come si distribuiscono i carichi aiuta il professionista a inquadrare il quadro clinico in modo ragionato. \u00c8 il presupposto dei percorsi formativi che affrontano il dolore laterale di gomito.<\/p>\n<h3>L&#x27;anatomia del gomito \u00e8 oggetto di corsi ECM per fisioterapisti?<\/h3>\n<p>S\u00ec. L&#8217;anatomia funzionale e la biomeccanica del gomito sono il punto di partenza di percorsi formativi dedicati ai professionisti del settore riabilitativo. Nel corso FAD <em>Lateral Elbow Pain<\/em>, ad esempio, l&#8217;anatomia apre un itinerario che arriva fino alla microinstabilit\u00e0 laterale sintomatica, per un totale di 15 crediti ECM in modalit\u00e0 a distanza.<\/p>\n<h3>Il gomito del tennista riguarda l&#x27;anatomia del gomito?<\/h3>\n<p>S\u00ec, indirettamente. Il cosiddetto gomito del tennista \u00e8 una sindrome dolorosa che coinvolge le strutture inserzionali del versante laterale, in particolare l&#8217;epicondilo e i tendini degli estensori-supinatori. Comprenderne le basi richiede una solida conoscenza dell&#8217;anatomia e della biomeccanica del gomito, motivo per cui i percorsi formativi sul tema partono proprio da qui.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;\u00e8 tra stabilit\u00e0 ossea e stabilit\u00e0 legamentosa?<\/h3>\n<p>In un&#8217;articolazione a stabilit\u00e0 ossea, come il gomito, la tenuta dipende soprattutto dalla congruenza delle superfici articolari. In una a stabilit\u00e0 legamentosa, come il ginocchio, sono i legamenti a fornire il contributo principale. Nel gomito le due logiche convivono: alcune articolazioni del complesso sono a stabilit\u00e0 ossea, altre a stabilit\u00e0 prevalentemente legamentosa.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>L&#8217;<strong>anatomia del gomito<\/strong> mostra un&#8217;articolazione costruita per conciliare due esigenze opposte: stabilit\u00e0 e libert\u00e0 di movimento. La stabilit\u00e0 prevalentemente ossea, le tre articolazioni racchiuse in un unico ambiente capsulare, l&#8217;unit\u00e0 funzionale dell&#8217;avambraccio e la sofisticata organizzazione muscolare e legamentosa lavorano insieme per regolare la lunghezza dell&#8217;arto e orientare la presa. Padroneggiare questa mappa \u00e8 il primo passo per leggere la biomeccanica e le patologie da sovraccarico della regione. Se desideri approfondire dall&#8217;anatomia funzionale fino alla microinstabilit\u00e0 laterale sintomatica, il corso FAD ECM <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/lateral-elbow-pain-epicondilalgia-e-microinstabilita-laterale-sintomatica-24.html\">Lateral Elbow Pain<\/a> del Dott. Ivan Di Francescantonio offre un percorso completo e prudente, da 15 crediti ECM, pensato per i professionisti del settore riabilitativo.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@sincerelymedia?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Sincerely Media<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;anatomia del gomito racconta un&#8217;articolazione apparentemente semplice ma sorprendentemente sofisticata: \u00e8 l&#8217;articolazione intermedia dell&#8217;arto superiore e, per posizione, l&#8217;analogo funzionale del ginocchio. 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