{"id":545,"date":"2020-06-05T17:16:49","date_gmt":"2020-06-05T17:16:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/il-piede-piatto-nel-bambino\/"},"modified":"2026-06-09T13:19:34","modified_gmt":"2026-06-09T13:19:34","slug":"il-piede-piatto-nel-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/riabilitazione-e-fisioterapia\/il-piede-piatto-nel-bambino\/","title":{"rendered":"Piede piatto nel bambino: quando \u00e8 fisiologico e quando merita attenzione"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>piede piatto bambino<\/strong> \u00e8 uno dei motivi pi\u00f9 frequenti per cui un genitore porta il figlio dal professionista, eppure nella grande maggioranza dei casi non \u00e8 una malattia, ma una tappa attesa dello sviluppo. Distinguere ci\u00f2 che \u00e8 fisiologico da ci\u00f2 che merita attenzione \u00e8 il vero nodo clinico, e richiede di conoscere come il piede del bambino cresce, cambia forma e matura il proprio arco anno dopo anno. Questo articolo offre una mappa di inquadramento: che cosa si intende per piede piatto, perch\u00e9 entro i primi anni di vita \u00e8 normale, quali segni invitano a guardare con pi\u00f9 attenzione e come si articola il percorso di valutazione e di scelta dell&#8217;approccio.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Questo approfondimento nasce dal corso ECM FAD <strong>&#8220;Il piede del bambino &#8211; il piede piatto&#8221;<\/strong> (15 crediti ECM, a cura del Dott. Ivan Di Francescantonio, fisioterapista), che ripercorre il piede piatto pediatrico dall&#8217;anatomia e dalla biomeccanica fino alle opzioni di trattamento. \u00c8 accreditato per Medico chirurgo, Fisioterapista, Podologo, Tecnico ortopedico, Infermiere e infermiere pediatrico, Assistente sanitario e per le altre figure che si occupano dello sviluppo motorio in et\u00e0 evolutiva.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Che cos&#x27;\u00e8 il piede piatto nel bambino<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 che un&#8217;entit\u00e0 nosologica precisa, il piede piatto \u00e8 una <strong>manifestazione clinica multifattoriale<\/strong> che, come chiarisce il corso, spazia dal fisiologico al patologico: non esistono parametri universalmente accettati per stabilire quale sia l&#8217;altezza &#8220;giusta&#8221; dell&#8217;arco. Sul piano morfologico lo si descrive come un abbassamento della volta plantare con valgismo del retropiede; in una definizione pi\u00f9 completa, come un arco longitudinale abnormemente abbassato o assente associato a pronazione del calcagno.<\/p>\n<p>Il materiale richiama il concetto di <em>coxa pedis<\/em> e la definizione sindromica proposta da Pisani, che inquadra il piede piatto come un quadro a genesi multifattoriale piuttosto che come una singola malattia. Questa premessa \u00e8 decisiva sul piano divulgativo: parlare di &#8220;piede piatto&#8221; nel bambino non significa automaticamente parlare di un problema da correggere, ma di una forma del piede che va letta nel suo contesto di et\u00e0 e di flessibilit\u00e0.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 entro i primi anni di vita \u00e8 normale<\/h2>\n<p>Il corso illustra che entro i 3 anni il piede del bambino \u00e8 fisiologicamente piatto, lasso, flessibile e con il calcagno in pronazione: in questa fase impara a funzionare come &#8220;organo di senso&#8221;, sviluppando la funzione propriocettiva nel rapporto con il suolo, e l&#8217;atteggiamento clinico indicato \u00e8 quello della <strong>vigile attesa<\/strong>. L&#8217;arco longitudinale plantare, secondo il materiale, si forma durante la prima decade di vita, in particolare tra i 2 e i 6 anni, in risposta agli stimoli motori e propriocettivi.<\/p>\n<p>A sostegno di questa lettura evolutiva, il corso riporta un dato podografico citato: a 18 mesi circa il 97% dei bambini mostra un piede piatto di terzo grado, mentre tra i 10 e gli 11 anni la quota con un piattismo di terzo grado scende intorno al 4%. In altre parole, la stragrande maggioranza dei piedi piatti infantili si modifica spontaneamente con la crescita. \u00c8 un messaggio che orienta l&#8217;approccio: l&#8217;et\u00e0 del bambino e la flessibilit\u00e0 del piede sono i due assi su cui leggere la situazione, prima ancora di pensare a un intervento.<\/p>\n<h2>Fisiologico o da approfondire? Quando guardare con pi\u00f9 attenzione<\/h2>\n<p>Questo \u00e8 il cuore dell&#8217;inquadramento. Il corso descrive la differenza tra piede piatto <strong>flessibile<\/strong> \u2014 arco normale in scarico e ridotto o assente in carico \u2014 e piede piatto <strong>rigido<\/strong>, che presenta un arco ridotto sia in carico sia in scarico. Il flessibile, tipico dell&#8217;et\u00e0 pediatrica, \u00e8 quello con la prognosi pi\u00f9 favorevole; il rigido, o quello flessibile ma sintomatico, \u00e8 quello che invita a osservare con pi\u00f9 cura.<\/p>\n<p>Sul piano della valutazione iniziale, il materiale distingue inoltre un piede piatto statico\/rigido, su base costituzionale o scheletrica, da uno dinamico\/flessibile legato a iperlassit\u00e0 o a quadri neuromuscolari. Tra gli elementi che orientano verso un approfondimento il corso richiama, in fase di anamnesi, la familiarit\u00e0 per piede piatto, eventuali patologie congenite o acquisite, l&#8217;iperlassit\u00e0, le malattie neuromuscolari e lo sviluppo psicomotorio. Vanno inoltre conosciute alcune forme particolari come le sinostosi tarsali \u2014 fusioni tra ossa del tarso di natura ossea, cartilaginea o fibrosa \u2014 e il piede &#8220;a dondolo&#8221; da astragalo verticale congenito. Tutto ci\u00f2 \u00e8 materiale formativo per il professionista, non un&#8217;autodiagnosi per la famiglia: la lettura del singolo caso resta affidata al giudizio clinico.<\/p>\n<h2>I segni da osservare e gli strumenti di valutazione<\/h2>\n<p>Il corso presenta la valutazione come un percorso per fasi d&#8217;et\u00e0, dall&#8217;osservazione entro i 3 anni fino alla maturit\u00e0 scheletrica, in cui cambiano sia l&#8217;aspettativa evolutiva sia l&#8217;attenzione richiesta (per esempio alla scarpa o, nei gradi pi\u00f9 marcati, all&#8217;eventuale ortesi). Tra gli strumenti illustrati ci sono il <strong>podoscopio<\/strong>, che mostra la conformazione del piede in carico, le pedane baropodometriche e la classificazione dell&#8217;impronta plantare.<\/p>\n<p>Sul versante dei test clinici, il materiale descrive alcuni segni di lettura immediata: il <strong>segno delle troppe dita<\/strong>, per cui osservando il paziente da dietro si vedono due o pi\u00f9 dita oltre il quinto, indice di abduzione dell&#8217;avampiede; l&#8217;Helbing&#8217;s tip toe standing test; e il <strong>Navicular drop test<\/strong>, che misura lo spostamento sul piano sagittale della tuberosit\u00e0 dello scafoide sotto carico, dalla posizione neutra a quella rilassata. Questi segni servono al professionista per inquadrare il piattismo e distinguere il fisiologico dal patologico; sono presentati come contenuto didattico del corso, non come istruzioni operative da applicare autonomamente.<\/p>\n<h2>Il percorso: dalla vigile attesa al trattamento<\/h2>\n<p>Sul piano epidemiologico, il corso ricorda che circa il 20% degli adulti presenta un piede piatto, per lo pi\u00f9 di tipo flessibile, e che nel bambino la maggior parte dei piattismi si modifica spontaneamente. Quando un trattamento \u00e8 indicato, l&#8217;approccio descritto \u00e8 anzitutto <strong>conservativo<\/strong>. Le ortesi plantari, secondo il materiale, hanno l&#8217;obiettivo di correggere la pronazione, sollevare l&#8217;astragalo e addurre l&#8217;avampiede, con un&#8217;azione sia meccanica sia propriocettiva. Il versante fisioterapico \u00e8 centrato su rinforzo muscolare, lavoro propriocettivo e articolare e sul principio di interdipendenza regionale, con esercizi come lo <em>short foot exercise<\/em> (&#8220;piede corto&#8221;), in cui gli archi vengono sollevati per migliorare la posizione biomeccanica.<\/p>\n<p>La chirurgia, infine, \u00e8 un&#8217;eventualit\u00e0 relativamente rara: il corso riporta che riguarda una quota di pazienti compresa tra il 2% e il 15% secondo i diversi Autori, perch\u00e9 un piede solo morfologicamente piatto \u00e8 spesso asintomatico e ben tollerato. Le indicazioni condivise comprendono in genere un&#8217;et\u00e0 superiore agli 8 anni e un piede piatto flessibile sintomatico o funzionale. \u00c8 bene sottolineare che questi cenni chirurgici sono parte del quadro formativo delle opzioni e non una guida operatoria.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quando il piede piatto del bambino \u00e8 considerato fisiologico?<\/h3>\n<p>Fino a circa 3 anni il piede del bambino \u00e8 fisiologicamente piatto, lasso e flessibile, con il calcagno in pronazione. In questa fase impara a funzionare come organo di senso sviluppando la funzione propriocettiva, e l&#8217;atteggiamento clinico descritto dal corso \u00e8 quello della vigile attesa: si osserva l&#8217;evoluzione nel tempo prima di considerare qualsiasi intervento.<\/p>\n<h3>A che et\u00e0 si forma l&#x27;arco plantare nel bambino?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale del corso l&#8217;arco longitudinale plantare si forma durante la prima decade di vita, in particolare tra i 2 e i 6 anni, come risposta agli stimoli motori e propriocettivi del rapporto con il suolo. \u00c8 un processo graduale: per questo il piede del bambino piccolo appare piatto e si modella man mano che la crescita procede.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra piede piatto flessibile e rigido?<\/h3>\n<p>Il piede piatto flessibile mostra un arco plantare normale in scarico, che si riduce o scompare in carico; il piede piatto rigido presenta invece un arco ridotto sia in carico sia in scarico. La distinzione \u00e8 importante perch\u00e9 il flessibile, tipico dell&#8217;et\u00e0 pediatrica, ha in genere un&#8217;evoluzione pi\u00f9 favorevole, mentre il rigido merita un inquadramento pi\u00f9 attento.<\/p>\n<h3>Come classifica il piede piatto l&#x27;American College of Foot and Ankle Surgery?<\/h3>\n<p>L&#8217;American College of Foot and Ankle Surgery distingue il piede piatto in flessibile, flessibile con retrazione dell&#8217;achilleo e rigido. \u00c8 una delle classificazioni richiamate dal corso per orientare prognosi e scelta dell&#8217;approccio: il tipo di piede piatto, insieme all&#8217;et\u00e0 del bambino, \u00e8 uno degli elementi che guidano la valutazione.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il segno delle troppe dita?<\/h3>\n<p>Il segno delle troppe dita \u00e8 un&#8217;osservazione clinica che si esegue guardando il paziente da dietro: in condizioni normali si vede il solo quinto dito, mentre nel piede piatto se ne vedono due o pi\u00f9, segno di abduzione dell&#8217;avampiede. Il corso lo presenta come uno dei segni utili a inquadrare il piattismo, da intendere come contenuto formativo per il professionista.<\/p>\n<h3>Cosa misura il Navicular drop test?<\/h3>\n<p>Il Navicular drop test misura lo spostamento sul piano sagittale della tuberosit\u00e0 dello scafoide sotto carico, passando dalla posizione neutra a quella rilassata. \u00c8 uno dei test descritti dal corso per valutare il comportamento dell&#8217;arco mediale; il suo significato clinico va sempre integrato con l&#8217;anamnesi, l&#8217;et\u00e0 del bambino e l&#8217;osservazione complessiva.<\/p>\n<h3>Cosa sono le sinostosi tarsali?<\/h3>\n<p>Le sinostosi tarsali sono fusioni tra ossa del tarso che possono essere di natura ossea, cartilaginea o fibrosa. Il corso le richiama tra le forme particolari da conoscere quando si valuta un piede piatto, perch\u00e9 possono contribuire a un quadro di rigidit\u00e0 e quindi orientare verso un inquadramento pi\u00f9 approfondito rispetto al comune piede piatto flessibile.<\/p>\n<h3>A cosa servono in generale le ortesi plantari nel piede piatto?<\/h3>\n<p>Secondo il corso le ortesi plantari hanno l&#8217;obiettivo di correggere la pronazione, sollevare l&#8217;astragalo e addurre l&#8217;avampiede, agendo con un&#8217;azione sia meccanica sia propriocettiva. Rientrano nel trattamento conservativo e la loro eventuale indicazione va valutata caso per caso in base all&#8217;et\u00e0, alla flessibilit\u00e0 e al quadro complessivo del piede.<\/p>\n<h3>In che cosa consiste l&#x27;esercizio del piede corto (short foot exercise)?<\/h3>\n<p>Durante l&#8217;esercizio del piede corto gli archi mediale e longitudinale vengono sollevati per migliorare la posizione biomeccanica del piede. Il corso lo inserisce tra gli strumenti del lavoro fisioterapico, accanto al rinforzo muscolare e al lavoro propriocettivo e articolare, nell&#8217;ottica dell&#8217;interdipendenza regionale tra piede e segmenti prossimali.<\/p>\n<h3>Quanto \u00e8 frequente il ricorso alla chirurgia nel piede piatto del bambino?<\/h3>\n<p>Il corso riporta che la correzione chirurgica riguarda una quota di pazienti compresa tra il 2% e il 15% secondo i diversi Autori, perch\u00e9 un piede solo morfologicamente piatto \u00e8 spesso asintomatico e ben tollerato. La chirurgia \u00e8 quindi un&#8217;eventualit\u00e0 relativamente rara, riservata ad alcuni casi sintomatici o funzionali secondo indicazioni condivise.<\/p>\n<h3>Il piede piatto del bambino si corregge da solo?<\/h3>\n<p>Nella maggior parte dei casi il piede piatto flessibile infantile tende a modificarsi spontaneamente con la crescita. Il corso cita un dato podografico secondo cui a 18 mesi circa il 97% dei bambini mostra un piattismo di terzo grado, quota che scende intorno al 4% tra i 10 e gli 11 anni. \u00c8 per\u00f2 una tendenza generale, non una garanzia per il singolo caso: la valutazione professionale resta indispensabile.<\/p>\n<h3>Quanti crediti ECM rilascia il corso e a chi \u00e8 rivolto?<\/h3>\n<p>Il corso &#8220;Il piede del bambino &#8211; il piede piatto&#8221; eroga 15 crediti ECM in modalit\u00e0 FAD (formazione a distanza). \u00c8 accreditato per Medico chirurgo, Fisioterapista, Podologo, Tecnico ortopedico, Infermiere e infermiere pediatrico, Assistente sanitario e per le altre figure che seguono lo sviluppo motorio in et\u00e0 evolutiva, ed \u00e8 a cura del Dott. Ivan Di Francescantonio, fisioterapista.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Il messaggio di fondo sul <strong>piede piatto bambino<\/strong> \u00e8 di equilibrio: nei primi anni di vita \u00e8 una condizione attesa, legata a un piede ancora lasso e a un arco in formazione, e nella maggior parte dei casi evolve favorevolmente. Saperlo riconoscere significa distinguere ci\u00f2 che richiede solo vigile attesa da ci\u00f2 che merita un approfondimento, leggendo insieme et\u00e0, flessibilit\u00e0 del piede e segni clinici. Per i professionisti che si occupano di sviluppo motorio in et\u00e0 evolutiva, padroneggiare questo inquadramento \u2014 dall&#8217;anatomia e dalla biomeccanica fino alle opzioni di valutazione e trattamento \u2014 \u00e8 la base per accompagnare con serenit\u00e0 famiglie spesso preoccupate. Il corso ECM FAD <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/il-piede-del-bambino-il-piede-piatto-anatomia-biomeccanica-ed-opzioni-di-trattamento.html\">Il piede del bambino &#8211; il piede piatto<\/a> (15 crediti) offre questo percorso completo e aggiornato.<\/p>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piede piatto bambino \u00e8 uno dei motivi pi\u00f9 frequenti per cui un genitore porta il figlio dal professionista, eppure nella grande maggioranza dei casi non \u00e8 una\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":710,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical illustration, teal and slate color palette, clean scientific magazine style. A barefoot toddler standing on a soft floor seen from behind, gentle focus on the flat arch and slight heel valgus of both feet, calm and reassuring mood. 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