{"id":550,"date":"2020-07-03T17:06:54","date_gmt":"2020-07-03T17:06:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/il-sistema-venoso-degli-arti-inferiori\/"},"modified":"2026-06-09T11:30:42","modified_gmt":"2026-06-09T11:30:42","slug":"il-sistema-venoso-degli-arti-inferiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/salute-e-benessere-generale\/il-sistema-venoso-degli-arti-inferiori\/","title":{"rendered":"Il sistema venoso degli arti inferiori: anatomia e fisiologia del ritorno venoso"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>sistema venoso degli arti inferiori<\/strong> \u00e8 una rete sofisticata che ogni giorno riporta al cuore il sangue refluo delle gambe, vincendo la forza di gravit\u00e0. Capirne l&#8217;organizzazione anatomica e i meccanismi di funzionamento \u00e8 il presupposto per inquadrare correttamente i disturbi venosi, dalle prime teleangectasie fino alle forme pi\u00f9 avanzate. In questo approfondimento ripercorriamo la struttura del circolo venoso superficiale, profondo e delle vene perforanti, il ruolo delle valvole e la fisiologia del ritorno venoso, riprendendo i contenuti del corso ECM FAD di IKOSECM dedicato alla malattia venosa cronica. Un quadro pensato per chi, in ambito sanitario, vuole consolidare le basi prima di affrontare clinica e gestione.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Questo approfondimento riprende le basi anatomo-funzionali trattate nel corso ECM FAD <strong>&#8220;La malattia venosa cronica&#8221;<\/strong>, a cura del <strong>Dott. Edoardo Colombo<\/strong>. Il corso \u00e8 rivolto a medici chirurghi, infermieri, fisioterapisti, farmacisti e tecnici ortopedici, eroga <strong>10 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD e parte proprio dall&#8217;anatomia e dalla fisiologia del sistema venoso per arrivare alla gestione non chirurgica della patologia.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Come \u00e8 organizzato il sistema venoso degli arti inferiori<\/h2>\n<p>Il sistema venoso degli arti inferiori si organizza su tre livelli che lavorano in modo coordinato. Il <strong>circolo superficiale<\/strong> decorre nel sottocute, al di sopra della fascia muscolare; il <strong>circolo profondo<\/strong> accompagna le arterie all&#8217;interno delle masse muscolari; le <strong>vene perforanti<\/strong> attraversano la fascia e collegano i due sistemi.<\/p>\n<p>Questa architettura non \u00e8 casuale. La maggior parte del sangue refluo viaggia nelle vene profonde, mentre il circolo superficiale raccoglie il sangue della cute e del sottocute e lo convoglia verso quello profondo attraverso le perforanti. Il corso illustra come, in condizioni fisiologiche, il flusso proceda in un&#8217;unica direzione: dalla superficie verso la profondit\u00e0 e dal basso verso l&#8217;alto, fino al cuore.<\/p>\n<p>Comprendere questa suddivisione \u00e8 importante perch\u00e9 molti disturbi venosi nascono proprio da un&#8217;alterazione dei rapporti tra i tre circoli, quando il sangue inverte la sua direzione naturale. Per questo il percorso formativo dedica la prima parte interamente alle basi anatomiche, prima di affrontare la fisiopatologia e la clinica.<\/p>\n<h2>Il circolo venoso superficiale: grande e piccola safena<\/h2>\n<p>Il circolo superficiale ha come protagoniste due vene principali. La <strong>vena grande safena<\/strong> nasce dalla confluenza della vena marginale mediale e della vena interna del malleolo, risale lungo la faccia interna della gamba e della coscia e sbocca nella vena femorale formando la cosiddetta <em>&#8220;crosse&#8221;<\/em>, in corrispondenza della giunzione safeno-femorale. La <strong>vena piccola safena<\/strong> decorre invece sulla faccia posteriore della gamba e si getta, di norma, nella vena poplitea.<\/p>\n<p>A livello del piede, il corso descrive un elemento spesso trascurato: la <strong>suola venosa di Lejars<\/strong>, una fitta rete di capillari nella pianta del piede. Durante il cammino questa rete viene letteralmente &#8220;spremuta&#8221; dal carico del passo, dando il primo impulso al sangue in direzione centripeta, cio\u00e8 verso il cuore.<\/p>\n<p>Il sistema superficiale \u00e8 quello clinicamente pi\u00f9 visibile: \u00e8 qui che compaiono teleangectasie e varici. Conoscere il decorso e i punti di sbocco delle safene \u00e8 quindi il passo preliminare per interpretare i quadri venosi pi\u00f9 comuni, tema che il materiale didattico approfondisce con le relative tavole anatomiche.<\/p>\n<h2>Il circolo profondo e le vene perforanti<\/h2>\n<p>Il <strong>circolo profondo<\/strong> comprende le vene tibiali, la vena poplitea e la vena femorale. La sua caratteristica distintiva, sottolineata nel corso, \u00e8 la posizione: le vene profonde decorrono vicino alle arterie omonime, all&#8217;interno delle logge muscolari. Questa vicinanza \u00e8 funzionale, perch\u00e9 la pulsazione ritmica dell&#8217;arteria e la spremitura della muscolatura circostante contribuiscono a spingere il sangue verso l&#8217;alto. Le vene profonde sono le vere responsabili del trasporto della maggior parte del sangue refluo.<\/p>\n<p>Le <strong>vene perforanti<\/strong> attraversano la fascia muscolare e mettono in comunicazione il circolo superficiale con quello profondo. Il materiale didattico richiama le perforanti descritte classicamente in letteratura, tra cui quelle di Dodd, Boyd e Cockett, ciascuna in una sede anatomica precisa lungo l&#8217;arto.<\/p>\n<p>Tanto le perforanti quanto le vene profonde sono dotate di valvole unidirezionali, che impongono al flusso una sola direzione consentita: dalla superficie verso la profondit\u00e0 e dal basso verso l&#8217;alto. Quando queste valvole non tengono, il sangue pu\u00f2 refluire, ed \u00e8 da qui che prende avvio buona parte della patologia venosa.<\/p>\n<h2>Le valvole venose e la struttura della parete<\/h2>\n<p>Le <strong>valvole venose<\/strong> sono pieghe della tonaca interna della vena, disposte in modo da consentire il passaggio del sangue solo verso l&#8217;alto e verso la profondit\u00e0. Il corso distingue le valvole parietali, lungo il decorso del vaso, dalle valvole ostiali, situate in corrispondenza degli sbocchi. Insieme costituiscono il meccanismo anti-reflusso che permette al sangue di salire &#8220;a tappe&#8221;, senza ricadere per gravit\u00e0.<\/p>\n<p>La <strong>parete venosa<\/strong> \u00e8 organizzata in tre tonache: l&#8217;intima pi\u00f9 interna, la media con la sua componente muscolare liscia responsabile del tono venoso, e l&#8217;avventizia esterna. Rispetto alle arterie, le vene hanno pareti pi\u00f9 sottili e maggiore capacit\u00e0 di distensione: sono vasi di capacitanza, capaci di contenere una quota rilevante del volume ematico.<\/p>\n<p>Anche il <strong>microcircolo<\/strong> rientra in questo quadro. A livello capillare avvengono gli scambi tra sangue e tessuti: il materiale didattico riporta che le venule recuperano circa l&#8217;85% del filtrato capillare, mentre il restante 15% forma la linfa, drenata dal sistema linfatico. \u00c8 un equilibrio delicato, la cui alterazione \u00e8 alla base dell&#8217;edema.<\/p>\n<h2>La fisiologia del ritorno venoso: vincere la gravit\u00e0<\/h2>\n<p>In posizione eretta, il sangue venoso deve risalire dalle gambe al cuore contro la forza di gravit\u00e0. Il <strong>ritorno venoso<\/strong> non dipende da un&#8217;unica spinta, ma dalla somma di pi\u00f9 fattori che il corso descrive in modo sistematico.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Vis a tergo<\/strong>: la spinta residua trasmessa dal cuore attraverso il letto capillare.<\/li>\n<li><strong>Vis a fronte<\/strong>: la pompa respiratoria, ovvero l&#8217;effetto di suzione generato dall&#8217;alternarsi della depressione intra-addominale e intra-toracica durante il respiro, che richiama il sangue verso il torace.<\/li>\n<li><strong>Vis a latere<\/strong>: la spinta laterale esercitata dalla pulsazione delle arterie vicine sulle vene profonde.<\/li>\n<li><strong>Tono venoso<\/strong>: la contrazione della muscolatura liscia della parete, che mantiene un calibro adeguato del vaso.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A queste forze si aggiunge il sistema valvolare, che impedisce al sangue di ricadere tra una spinta e l&#8217;altra. \u00c8 la cooperazione di tutti questi elementi a rendere possibile, in condizioni normali, un ritorno venoso efficiente anche dopo lunghi periodi in piedi.<\/p>\n<h2>La pompa muscolare del polpaccio: il &quot;secondo cuore&quot;<\/h2>\n<p>Tra i fattori del ritorno venoso, la <strong>pompa muscolare del polpaccio<\/strong> merita un capitolo a s\u00e9. Quando i muscoli della gamba, in particolare il <strong>soleo<\/strong> e i gemelli, si contraggono durante il cammino, comprimono le vene profonde che vi sono contenute e spingono il sangue verso l&#8217;alto. \u00c8 un meccanismo cos\u00ec efficace che il soleo viene chiamato il <em>&#8220;secondo cuore&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Il materiale didattico riporta un dato che rende l&#8217;idea della sua potenza: durante la sistole muscolare la pompa del polpaccio pu\u00f2 generare una pressione superiore a 200 mmHg. Questa spinta, combinata con la chiusura sincrona delle valvole, sospinge il sangue di segmento in segmento verso il cuore.<\/p>\n<p>Da questo deriva un&#8217;osservazione di rilievo formativo: il movimento, e in particolare il cammino, \u00e8 il principale alleato fisiologico del ritorno venoso. Al contrario, l&#8217;immobilit\u00e0 prolungata, l&#8217;ortostatismo statico e la sedentariet\u00e0 riducono l&#8217;efficienza della pompa, favorendo il ristagno del sangue nelle gambe.<\/p>\n<h2>Quando il sistema si altera: l&#x27;ipertensione venosa<\/h2>\n<p>Comprendere l&#8217;anatomia e la fisiologia serve, in definitiva, a capire cosa accade quando il sistema si altera. Il meccanismo cardine \u00e8 l&#8217;<strong>ipertensione venosa<\/strong>: quando le valvole diventano incontinenti, il sangue refluisce verso il basso anzich\u00e9 salire, e la pressione all&#8217;interno delle vene aumenta in modo cronico.<\/p>\n<p>Il corso descrive diverse cause di incontinenza valvolare, raggruppabili in dilatanti, ostruttive e funzionali. L&#8217;effetto comune \u00e8 il ristagno e l&#8217;aumento pressorio, che a livello del microcircolo innesca una cascata di eventi: ipossia tissutale, stress ossidativo, danno endoteliale e infiammazione. Per questo motivo la malattia venosa cronica \u00e8 oggi inquadrata come una vera e propria malattia infiammatoria del microcircolo, e non come un semplice problema estetico.<\/p>\n<p>Un cenno a parte merita la circolazione venosa in gravidanza, condizione fisiologica che mette alla prova il sistema: il materiale riporta che circa il 70% delle donne al terzo trimestre presenta problemi di vene varicose o gonfiore alle gambe, per effetto della venodilatazione ormonale e della compressione uterina sul ritorno venoso.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>A quale circolo venoso appartiene la vena grande safena?<\/h3>\n<p>La vena grande safena appartiene al circolo venoso superficiale degli arti inferiori. Nasce dalla confluenza della vena marginale mediale e della vena interna del malleolo, risale lungo la faccia interna di gamba e coscia e sbocca nella vena femorale formando la cosiddetta &#8220;crosse&#8221;, in corrispondenza della giunzione safeno-femorale.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;\u00e8 tra vene superficiali e vene profonde degli arti inferiori?<\/h3>\n<p>Le vene superficiali decorrono nel sottocute, sopra la fascia muscolare, e raccolgono il sangue di cute e tessuto sottocutaneo. Le vene profonde decorrono invece accanto alle arterie omonime, all&#8217;interno delle masse muscolari, e trasportano la maggior parte del sangue verso il cuore, sfruttando la pulsazione arteriosa e la spremitura muscolare circostante.<\/p>\n<h3>Che cosa sono le vene perforanti?<\/h3>\n<p>Le vene perforanti sono i vasi che attraversano la fascia muscolare e collegano il circolo venoso superficiale con quello profondo. Sono dotate di valvole unidirezionali che, in condizioni normali, consentono il passaggio del sangue solo dalla superficie verso la profondit\u00e0. Il corso richiama le perforanti descritte classicamente, tra cui quelle di Dodd, Boyd e Cockett.<\/p>\n<h3>A cosa servono le valvole delle vene?<\/h3>\n<p>Le valvole venose sono pieghe della parete interna del vaso che impediscono al sangue di refluire verso il basso. Permettono il flusso in un&#8217;unica direzione, verso l&#8217;alto e verso la profondit\u00e0, consentendo al sangue di risalire &#8220;a tappe&#8221; senza ricadere per gravit\u00e0. Quando diventano incontinenti, il sangue refluisce e si instaura l&#8217;ipertensione venosa.<\/p>\n<h3>Come avviene il ritorno del sangue venoso dalle gambe al cuore?<\/h3>\n<p>Il ritorno venoso \u00e8 il risultato di pi\u00f9 forze combinate: la vis a tergo (spinta residua del cuore), la vis a fronte (pompa respiratoria), la vis a latere (pulsazione delle arterie vicine) e il tono venoso della parete. A queste si aggiungono il sistema valvolare e la pompa muscolare del polpaccio, che insieme spingono il sangue verso l&#8217;alto contrastando la gravit\u00e0.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la &quot;vis a fronte&quot; nel ritorno venoso?<\/h3>\n<p>La vis a fronte \u00e8 la pompa respiratoria: l&#8217;effetto di suzione generato dall&#8217;alternarsi di una depressione intra-addominale e intra-toracica durante la respirazione, che richiama il sangue venoso verso il torace e quindi verso il cuore. \u00c8 uno dei fattori fisiologici che concorrono al ritorno venoso descritti nel corso.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la pompa muscolare del polpaccio e perch\u00e9 \u00e8 importante?<\/h3>\n<p>La pompa muscolare del polpaccio \u00e8 il meccanismo per cui la contrazione dei muscoli della gamba, durante il cammino, comprime le vene profonde e spinge il sangue verso l&#8217;alto. Secondo il materiale pu\u00f2 generare durante la sistole muscolare una pressione superiore a 200 mmHg; per questo il muscolo soleo \u00e8 chiamato il &#8220;secondo cuore&#8221;. \u00c8 il principale alleato fisiologico del ritorno venoso.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la suola venosa di Lejars?<\/h3>\n<p>La suola anatomica di Lejars \u00e8 una fitta rete di capillari situata nella pianta del piede. Durante il cammino questa rete viene &#8220;spremuta&#8221; dal carico del passo e d\u00e0 il primo impulso al sangue in direzione centripeta, cio\u00e8 verso il cuore. Secondo il materiale \u00e8 la struttura del piede che favorisce maggiormente l&#8217;avvio del ritorno venoso.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il muscolo soleo \u00e8 chiamato &quot;secondo cuore&quot;?<\/h3>\n<p>Il soleo, insieme ai gemelli, costituisce la pompa muscolare del polpaccio: contraendosi durante il cammino comprime le vene profonde e sospinge il sangue verso l&#8217;alto con grande efficacia. Proprio per questa funzione propulsiva, paragonabile a quella di una pompa periferica, viene chiamato il &#8220;secondo cuore&#8221; della circolazione venosa.<\/p>\n<h3>Com&#x27;\u00e8 fatta la parete di una vena?<\/h3>\n<p>La parete venosa \u00e8 organizzata in tre tonache: l&#8217;intima pi\u00f9 interna, la media con la sua componente di muscolatura liscia responsabile del tono venoso, e l&#8217;avventizia esterna. Rispetto alle arterie, le vene hanno pareti pi\u00f9 sottili e maggiore distensibilit\u00e0: sono vasi di capacitanza, capaci di contenere una quota rilevante del volume di sangue.<\/p>\n<h3>Quale quota del filtrato capillare viene recuperata dalle venule?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale didattico, a livello del microcircolo le venule recuperano circa l&#8217;85% del filtrato capillare, mentre il restante 15% forma la linfa, che viene drenata dal sistema linfatico. \u00c8 un equilibrio delicato la cui alterazione, con accumulo di liquidi nei tessuti, \u00e8 alla base della formazione dell&#8217;edema.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 l&#x27;ipertensione venosa degli arti inferiori?<\/h3>\n<p>L&#8217;ipertensione venosa \u00e8 l&#8217;aumento cronico della pressione all&#8217;interno delle vene delle gambe. Si instaura quando le valvole diventano incontinenti e il sangue refluisce verso il basso anzich\u00e9 salire. A livello del microcircolo questo innesca ipossia, stress ossidativo e danno endoteliale, motivo per cui la malattia venosa cronica \u00e8 oggi considerata una malattia infiammatoria.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 in gravidanza compaiono spesso problemi venosi alle gambe?<\/h3>\n<p>La gravidanza mette alla prova il sistema venoso per effetto della venodilatazione indotta dagli ormoni e della compressione esercitata dall&#8217;utero sul ritorno venoso. Secondo il materiale, circa il 70% delle donne al terzo trimestre presenta problemi di vene varicose o gonfiore alle gambe; le indicazioni vanno sempre valutate caso per caso con il professionista di riferimento.<\/p>\n<h3>Il movimento aiuta davvero la circolazione venosa delle gambe?<\/h3>\n<p>S\u00ec: il cammino attiva la pompa muscolare del polpaccio e la spremitura della suola di Lejars, due meccanismi che favoriscono il ritorno venoso. Il corso evidenzia, in chiave formativa, come l&#8217;immobilit\u00e0 prolungata e l&#8217;ortostatismo statico riducano invece l&#8217;efficienza di queste pompe, favorendo il ristagno del sangue nelle gambe.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Conoscere il <strong>sistema venoso degli arti inferiori<\/strong> nella sua organizzazione anatomica e nella sua fisiologia \u00e8 il presupposto per leggere correttamente i disturbi venosi: dalla disposizione di safene, vene profonde e perforanti, al ruolo delle valvole, fino alle forze che governano il ritorno venoso e alla pompa muscolare del polpaccio. Sono le stesse basi da cui parte il corso ECM FAD <strong>&#8220;La malattia venosa cronica&#8221;<\/strong> del Dott. Edoardo Colombo, che dall&#8217;anatomia accompagna il professionista fino alla fisiopatologia e alla gestione non chirurgica. Il percorso, da 10 crediti ECM, \u00e8 rivolto a medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti e tecnici ortopedici che vogliano consolidare l&#8217;inquadramento del sistema venoso prima di affrontare clinica e terapia. Per approfondire l&#8217;intero programma \u00e8 possibile consultare la scheda del corso sul sito IKOSECM.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@cherstve_pechivo?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Liana S<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema venoso degli arti inferiori \u00e8 una rete sofisticata che ogni giorno riporta al cuore il sangue refluo delle gambe, vincendo la forza di gravit\u00e0. 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