{"id":557,"date":"2020-10-08T15:55:05","date_gmt":"2020-10-08T15:55:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/le-fratture-ossee\/"},"modified":"2026-06-04T17:13:54","modified_gmt":"2026-06-04T17:13:54","slug":"le-fratture-ossee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/riabilitazione-e-fisioterapia\/le-fratture-ossee\/","title":{"rendered":"Le fratture ossee: classificazione, meccanismi del trauma e processo di guarigione"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>fratture ossee<\/strong> rappresentano uno dei capitoli pi\u00f9 classici della traumatologia, eppure dietro un concetto apparentemente semplice si nasconde una notevole variet\u00e0 di quadri clinici, meccanismi lesionali e processi biologici. Per <em>frattura<\/em> si intende l&#8217;interruzione della continuit\u00e0 strutturale del tessuto osseo a carico di un determinato segmento dell&#8217;apparato locomotore. Comprendere come si classificano le fratture, quali forze le generano e come l&#8217;osso le ripara \u00e8 una competenza trasversale per medici, fisioterapisti, tecnici ortopedici e tecnici di radiologia. In questo approfondimento ripercorriamo, con taglio formativo, la definizione di frattura, le principali classificazioni, i meccanismi del trauma e le fasi del consolidamento osseo.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Questo approfondimento sulle <strong>fratture ossee<\/strong> nasce dai contenuti del corso ECM FAD <em>&#8220;Traumatologia e procedure diagnostiche dell&#8217;apparato locomotore: colonna e bacino&#8221;<\/em>, a cura del Dott. Maurizio Dagna e della Dott.ssa Laura Bruno. Il percorso eroga <strong>15 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD ed \u00e8 rivolto a medici chirurghi, fisioterapisti, infermieri, assistenti sanitari, tecnici ortopedici, tecnici sanitari di radiologia medica e terapisti occupazionali.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Che cos&#x27;e una frattura ossea<\/h2>\n<p>Per frattura si intende l&#8217;interruzione della continuit\u00e0 strutturale della compagine del tessuto osseo, relativamente a un determinato segmento dell&#8217;apparato locomotore e di sostegno. In seguito alla frattura, il segmento interessato pu\u00f2 perdere la propria forma anatomica e le proprie dimensioni.<\/p>\n<p>Nel caso delle ossa lunghe, in particolare, \u00e8 frequente un accorciamento del segmento: la tensione intrinseca dei muscoli attivi nella regione anatomica tende infatti ad avvicinare i monconi di frattura. Gi\u00e0 da questa definizione si intuisce come le fratture non siano tutte uguali, ma vadano inquadrate secondo criteri precisi che orientano la diagnosi e la gestione successiva.<\/p>\n<h2>Fratture composte e scomposte: i tipi di scomposizione<\/h2>\n<p>Una prima distinzione fondamentale \u00e8 quella tra frattura <strong>composta<\/strong> e <strong>scomposta<\/strong>. La frattura \u00e8 <em>composta<\/em> quando non altera la forma e le dimensioni del segmento colpito, ovvero quando non vi \u00e8 spostamento dei monconi, che rimangono in sede. \u00c8 <em>scomposta<\/em> quando il segmento perde le proprie caratteristiche per forma e\/o per alterazione delle dimensioni anatomiche precedenti.<\/p>\n<p>La scomposizione pu\u00f2 presentarsi in pi\u00f9 forme, anche compresenti nella stessa frattura:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Perdita di contatto<\/strong> tra i frammenti ossei.<\/li>\n<li><strong>Deviazione sul piano frontale<\/strong>: in <em>varo<\/em> se il moncone distale \u00e8 deviato verso la linea mediana, in <em>valgo<\/em> se deviato verso l&#8217;esterno.<\/li>\n<li><strong>Deviazione sul piano sagittale<\/strong>: <em>procurvato<\/em> se l&#8217;angolo maggiore \u00e8 rivolto anteriormente, <em>recurvato<\/em> se rivolto posteriormente.<\/li>\n<li><strong>Disassamento<\/strong>: quando gli assi dei monconi non si incontrano nel punto di frattura.<\/li>\n<li><strong>Scomposizione rotatoria<\/strong>: quando un moncone risulta ruotato rispetto all&#8217;altro, in extra- o intra-rotazione.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Classificazione delle fratture in base alla rima e ai frammenti<\/h2>\n<p>Oltre alla scomposizione, le fratture si descrivono in base alla geometria della rima e al numero di frammenti. Una frattura \u00e8 <strong>incompleta<\/strong> quando la circonferenza dell&#8217;osso non \u00e8 completamente interrotta: rientrano in questa categoria le caratteristiche fratture <em>a legno verde<\/em> del bambino, in cui una corticale resta in continuit\u00e0 grazie all&#8217;elevata flessibilit\u00e0 dell&#8217;osso giovane.<\/p>\n<p>In base all&#8217;andamento della linea di frattura si distinguono inoltre:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Fratture tronche<\/strong>: la rima \u00e8 pi\u00f9 o meno perpendicolare all&#8217;asse del segmento, con superficie di frattura ridotta.<\/li>\n<li><strong>Fratture oblique o spiroidi<\/strong>: la linea forma un angolo acuto rispetto all&#8217;asse e si estende in lunghezza lungo il segmento.<\/li>\n<li><strong>Fratture monofocali<\/strong>: una sola rima di frattura; <strong>plurifocali<\/strong> quando i foci sono pi\u00f9 d&#8217;uno nel medesimo segmento.<\/li>\n<li><strong>Fratture pluriframmentarie<\/strong>: i frammenti sono pi\u00f9 di due.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Fratture chiuse ed esposte<\/h2>\n<p>Un criterio di grande rilievo clinico distingue le fratture <strong>chiuse<\/strong> dalle fratture <strong>esposte<\/strong>. Si parla di frattura chiusa quando non vi \u00e8 alcuna interruzione della cute in relazione alla frattura. Si parla invece di frattura esposta quando una soluzione di continuo della cute mette l&#8217;osso fratturato in comunicazione con l&#8217;ambiente esterno.<\/p>\n<p>Le esposizioni possono presentare una perdita pi\u00f9 o meno estesa di sostanza cutanea, una possibile perdita di sostanza a carico dei cosiddetti tessuti molli (muscoli, tendini, vasi, nervi) e una perdita di sostanza ossea pi\u00f9 o meno ampia. La compromissione delle strutture circostanti spiega perch\u00e9 le fratture esposte vadano considerate con particolare attenzione nel quadro complessivo del trauma.<\/p>\n<h2>Meccanismi del trauma: fratture ad alta e a bassa energia<\/h2>\n<p>Le fratture sono provocate da vettori di forza che agiscono direttamente o indirettamente sull&#8217;osso, superandone la capacit\u00e0 di resistenza e provocandone il cedimento. L&#8217;energia necessaria a produrre la frattura varia anche in funzione del meccanismo del trauma: <em>flessione<\/em>, <em>torsione<\/em> o <em>sovraccarico assiale<\/em>.<\/p>\n<p>Su questa base si distinguono fratture a bassa e ad alta energia. Una frattura a <strong>bassa energia<\/strong> e prodotta da una forza che supera di poco il punto di rottura dell&#8217;osso. Una frattura ad <strong>alta energia<\/strong> deriva invece da forze nettamente superiori e comporta tipicamente una lesione globale della zona interessata, con coinvolgimento di vasi, muscoli, nervi e parti molli, e delle funzioni a essi correlate. A questo proposito e utile ricordare il ruolo dell&#8217;energia cinetica, che dipende dalla massa e soprattutto dal quadrato della velocit\u00e0: \u00e8 questo che spiega perch\u00e9 traumi anche molto rapidi possano determinare danni rilevanti.<\/p>\n<h2>Localizzazione delle fratture lungo il segmento osseo<\/h2>\n<p>A seconda della parte dell&#8217;osso coinvolta si possono avere fratture <strong>epifisarie<\/strong>, <strong>meta-epifisarie<\/strong>, <strong>diafisarie<\/strong>, <strong>articolari<\/strong> e <strong>distacchi epifisari<\/strong> nell&#8217;osso in crescita.<\/p>\n<p>Meritano particolare attenzione le fratture <em>articolari<\/em>, per il rischio di danno alla funzione di movimento dell&#8217;articolazione quando non si ottiene una riduzione adeguata. Altrettanto delicate sono le fratture-distacchi epifisari, poich\u00e9 interessano il segmento osseo nella zona delle cartilagini di accrescimento: se non correttamente ridotte in tempi brevi possono associarsi a difetti di crescita, un aspetto specifico dell&#8217;et\u00e0 evolutiva.<\/p>\n<h2>L&#x27;osso e un organo vivo: la guarigione delle fratture<\/h2>\n<p>Comprendere la guarigione delle fratture richiede di ricordare che l&#8217;osso non e una struttura inerte. \u00c8 un tessuto biologico, formato da cellule specializzate immerse in una matrice minerale costituita in larga parte da idrossiapatite di calcio. Questa componente minerale viene continuamente modellata e rimaneggiata da osteoblasti, osteociti e osteoclasti, che in un lavoro ininterrotto di apposizione e demolizione rinnovano lo scheletro nel corso della vita. L&#8217;osso \u00e8 quindi un organo vitale e metabolicamente attivo.<\/p>\n<p>Qualunque sia il meccanismo, la frattura comporta l&#8217;interruzione dell&#8217;architettura ossea, la lacerazione del periostio (la membrana riccamente vascolarizzata e innervata che riveste l&#8217;osso) e la rottura del letto vascolare interno. Dall&#8217;ematoma che si forma immediatamente prende avvio il processo riparativo, che si articola in fasi successive:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Ematoma e infiammazione<\/strong>: l&#8217;ematoma, alimentato dalla rottura dei vasi periostali ed endostali, viene infiltrato da macrofagi, globuli bianchi e fibroblasti; l&#8217;osso necrotico ai margini viene rimosso.<\/li>\n<li><strong>Callo fibroso<\/strong>: il coagulo viene attraversato da nuovi vasi e popolato da elementi cellulari come osteoblasti e condroblasti, con formazione di un callo fibroso.<\/li>\n<li><strong>Callo osseo<\/strong>: il callo fibroso inizia a calcificare, trasformandosi progressivamente in tessuto osseo strutturato.<\/li>\n<li><strong>Rimodellamento<\/strong>: l&#8217;osso si rimodella nella propria struttura, in un processo che pu\u00f2 protrarsi nel tempo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Quando questo percorso si interrompe o rallenta si parla di ritardo di consolidazione e, nelle forme conclamate, di pseudoartrosi.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Che cos&#x27;e una frattura ossea?<\/h3>\n<p>Una frattura ossea \u00e8 l&#8217;interruzione della continuit\u00e0 strutturale del tessuto osseo a carico di un segmento dell&#8217;apparato locomotore. In seguito alla lesione il segmento pu\u00f2 perdere la propria forma e le proprie dimensioni; nelle ossa lunghe \u00e8 frequente un accorciamento dovuto alla tensione dei muscoli della regione.<\/p>\n<h3>Qual e la differenza tra frattura composta e scomposta?<\/h3>\n<p>Una frattura \u00e8 composta quando non altera forma e dimensioni del segmento e i monconi restano in sede, senza spostamento. \u00c8 scomposta quando il segmento perde le sue caratteristiche anatomiche: i monconi possono perdere contatto, deviare sul piano frontale o sagittale, disassarsi o ruotare l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro.<\/p>\n<h3>Cosa significa scomposizione di una frattura &quot;in varo&quot;?<\/h3>\n<p>La scomposizione in varo indica l&#8217;angolazione del moncone distale verso la linea mediana del corpo. \u00c8 il quadro speculare alla deviazione in valgo, in cui il moncone distale \u00e8 invece deviato verso l&#8217;esterno. Entrambe descrivono lo spostamento sul piano frontale.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e una frattura a legno verde?<\/h3>\n<p>La frattura a legno verde \u00e8 una frattura incompleta tipica del bambino, in cui una corticale dell&#8217;osso resta in continuit\u00e0 grazie all&#8217;elevata flessibilit\u00e0 dell&#8217;osso giovane. La circonferenza dell&#8217;osso, in questi casi, non risulta completamente interrotta.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;e tra frattura chiusa e frattura esposta?<\/h3>\n<p>Una frattura \u00e8 chiusa quando non vi \u00e8 alcuna interruzione della cute in relazione alla lesione ossea. \u00c8 esposta quando una soluzione di continuo della cute mette l&#8217;osso fratturato in comunicazione con l&#8217;esterno; in questi casi possono associarsi perdite di sostanza cutanea, dei tessuti molli e dell&#8217;osso stesso.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e una frattura spiroide?<\/h3>\n<p>Una frattura obliqua o spiroide \u00e8 caratterizzata da una linea di frattura che forma un angolo acuto rispetto all&#8217;asse del segmento osseo e si estende ampiamente in senso longitudinale. Si distingue dalla frattura tronca, in cui la rima \u00e8 invece pressoche perpendicolare all&#8217;asse.<\/p>\n<h3>Qual e la differenza tra fratture ad alta e a bassa energia?<\/h3>\n<p>Una frattura a bassa energia \u00e8 prodotta da una forza che supera di poco il punto di rottura dell&#8217;osso. Una frattura ad alta energia deriva da forze nettamente superiori e comporta tipicamente una lesione globale della zona, con coinvolgimento di vasi, muscoli, nervi e parti molli e delle relative funzioni.<\/p>\n<h3>Quali sono le fasi della guarigione di una frattura?<\/h3>\n<p>Il processo riparativo si articola in fasi successive: la formazione dell&#8217;ematoma con la fase infiammatoria, la comparsa del callo fibroso, la sua trasformazione in callo osseo con la calcificazione e infine il rimodellamento, in cui l&#8217;osso recupera progressivamente la propria struttura.<\/p>\n<h3>Qual e il primo processo nella guarigione di una frattura?<\/h3>\n<p>Il primo evento del processo di guarigione di una frattura \u00e8 la formazione dell&#8217;ematoma. Alimentato dalla rottura dei vasi periostali ed endostali, esso rappresenta il punto di partenza da cui si avvia tutta la successiva cascata riparativa che porta alla formazione del callo.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e il callo osseo?<\/h3>\n<p>Il callo osseo \u00e8 il tessuto che si forma quando il callo fibroso iniziale comincia a calcificare, trasformandosi in osso strutturato. Rappresenta una fase intermedia della guarigione, che precede il rimodellamento definitivo del segmento fratturato.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e la pseudoartrosi?<\/h3>\n<p>La pseudoartrosi \u00e8 una forma di mancata consolidazione della frattura: il normale processo riparativo non si completa e i monconi non giungono a una saldatura ossea stabile. Si colloca nell&#8217;ambito dei ritardi di consolidazione e va distinta dalla guarigione fisiologica.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 l&#x27;osso e considerato un organo vivo?<\/h3>\n<p>L&#8217;osso non \u00e8 una struttura passiva ma un tessuto biologico metabolicamente attivo. La sua matrice minerale viene continuamente modellata da osteoblasti, osteociti e osteoclasti, che con un lavoro ininterrotto di apposizione e demolizione rinnovano lo scheletro nel corso della vita: per questo l&#8217;osso \u00e8 in grado di ripararsi dopo una frattura.<\/p>\n<h3>Quanto tempo impiega una frattura a guarire?<\/h3>\n<p>I tempi di guarigione variano in funzione della sede, del tipo di frattura, dell&#8217;et\u00e0 e di numerosi altri fattori individuali. Il processo si sviluppa attraverso fasi successive (ematoma, callo fibroso, callo osseo, rimodellamento) e il rimodellamento pu\u00f2 protrarsi a lungo. Si tratta di un&#8217;informazione di carattere generale che non sostituisce la valutazione clinica del singolo caso.<\/p>\n<h3>Come si diagnostica una frattura?<\/h3>\n<p>L&#8217;inquadramento di una frattura si avvale tipicamente dell&#8217;imaging: la radiografia rappresenta l&#8217;esame di base, mentre TC e risonanza magnetica trovano impiego in quadri selezionati. La scelta degli accertamenti dipende dalla sede, dal sospetto clinico e dal contesto traumatologico, ed \u00e8 oggetto di approfondimento nei percorsi formativi dedicati.<\/p>\n<h3>A chi e rivolto un corso ECM sulla traumatologia delle fratture?<\/h3>\n<p>Un percorso formativo come quello da cui nasce questo approfondimento si rivolge a medici chirurghi, fisioterapisti, infermieri, assistenti sanitari, tecnici ortopedici, tecnici sanitari di radiologia medica e terapisti occupazionali. Il corso FAD eroga 15 crediti ECM ed \u00e8 fruibile interamente online.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Le <strong>fratture ossee<\/strong> sono un tema in apparenza elementare che rivela, a uno sguardo pi\u00f9 attento, una ricca articolazione: dalle molteplici classificazioni (composta o scomposta, chiusa o esposta, completa o a legno verde) ai meccanismi del trauma, fino al sofisticato processo biologico con cui l&#8217;osso, organo vivo e metabolicamente attivo, ripara se stesso attraverso le fasi del consolidamento. Padroneggiare questo linguaggio e questi concetti \u00e8 la base per una corretta lettura diagnostica e per il dialogo tra le diverse figure professionali coinvolte nella cura. Se desideri approfondire la traumatologia dell&#8217;apparato locomotore con un taglio clinico-diagnostico, il corso ECM FAD <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/traumatologia-e-procedure-diagnostiche-dell-apparato-locomotore-colonna-e-bacino.html\"><em>&#8220;Traumatologia e procedure diagnostiche dell&#8217;apparato locomotore: colonna e bacino&#8221;<\/em><\/a>, a cura del Dott. Maurizio Dagna e della Dott.ssa Laura Bruno, mette a disposizione 15 crediti ECM in modalit\u00e0 completamente online.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@sigmund?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Compagnons<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fratture ossee rappresentano uno dei capitoli pi\u00f9 classici della traumatologia, eppure dietro un concetto apparentemente semplice si nasconde una notevole variet\u00e0 di quadri clinici, meccanismi lesionali e\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":637,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Illustrazione editoriale medica in stile rivista scientifica, palette teal e slate su fondo chiaro: sezione anatomica stilizzata di un osso lungo umano che mostra l'interruzione della continuit\u00e0 ossea (frattura), con periostio e architettura trabecolare visibili. 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