{"id":575,"date":"2021-11-30T15:43:20","date_gmt":"2021-11-30T15:43:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/acne-e-dermatite-atopica-il-dermatologo-e-il-nutrizionista-a-confronto\/"},"modified":"2026-06-09T08:58:01","modified_gmt":"2026-06-09T08:58:01","slug":"acne-e-dermatite-atopica-il-dermatologo-e-il-nutrizionista-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/dermatologia\/acne-e-dermatite-atopica-il-dermatologo-e-il-nutrizionista-a-confronto\/","title":{"rendered":"Acne e dermatite atopica: il confronto tra approccio dermatologico e nutrizionale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Acne e dermatite atopica<\/strong> sono due malattie cutanee infiammatorie tra le pi\u00f9 frequenti nella pratica clinica, e la loro gestione beneficia oggi di uno sguardo che integra dermatologia e nutrizione. Sono patologie a eziopatogenesi multifattoriale, in cui convivono fattori genetici, ormonali, microbici e immunologici, ma anche elementi legati allo stile di vita e all&#8217;alimentazione. Comprendere come questi piani si intreccino \u00e8 essenziale per il professionista sanitario che voglia inquadrare correttamente il paziente e collaborare in modo interdisciplinare. Questo approfondimento ripercorre il quadro clinico-terapeutico di acne e dermatite atopica e, in parallelo, il ruolo della dieta, dell&#8217;indice glicemico e del microbioma, cos\u00ec come vengono affrontati in un percorso formativo ECM che mette a confronto il dermatologo e il nutrizionista.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Il corso FAD <strong>&#8220;Acne e dermatite atopica: il dermatologo e il nutrizionista a confronto&#8221;<\/strong> \u00e8 rivolto a medici chirurghi, biologi, dietisti, farmacisti, infermieri, fisioterapisti, psicologi, chimici e assistenti sanitari. Eroga <strong>15 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD (formazione a distanza). Articolato in due parti complementari, integra la prospettiva clinico-dermatologica del Dott. Andrea Bassi con quella nutrizionale della Dott.ssa Shuela Curatola, offrendo una lettura multidisciplinare delle due patologie.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Acne: una malattia infiammatoria a eziopatogenesi multifattoriale<\/h2>\n<p>L&#8217;acne \u00e8 una delle patologie cutanee pi\u00f9 diffuse: il materiale del corso illustra come possa interessare una quota molto ampia della popolazione nel corso della vita, con un picco di incidenza nell&#8217;adolescenza. Le lesioni si presentano in stadi evolutivi che vanno dai comedoni alle papule e pustole, fino alle forme nodulo-cistiche pi\u00f9 severe, e si localizzano tipicamente al volto, al torace e al dorso.<\/p>\n<p>Sul piano eziopatogenetico, il corso descrive un meccanismo multifattoriale. Concorrono una <strong>cheratinizzazione anomala<\/strong> del follicolo pilosebaceo, un aumento della produzione di sebo regolata dagli androgeni, fattori microbico-infettivi legati al <em>Cutibacterium (Propionibacterium) acnes<\/em> e meccanismi immunologici che coinvolgono i recettori Toll-like e le citochine infiammatorie.<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 dedicata al ruolo degli ormoni androgeni e alle situazioni in cui, soprattutto nella donna, pu\u00f2 essere opportuno un approfondimento endocrinologico: la presenza di irsutismo, irregolarit\u00e0 mestruali o quadri riconducibili alla sindrome dell&#8217;ovaio policistico viene presentata come elemento da valutare nell&#8217;inquadramento complessivo del paziente.<\/p>\n<h2>Le opzioni terapeutiche dell&#x27;acne, dai topici all&#x27;isotretinoina<\/h2>\n<p>Il corso presenta un approccio terapeutico modulato sulla gravit\u00e0 del quadro, sempre in chiave di inquadramento formativo e non come prescrizione operativa. Nelle forme comedoniche il materiale richiama l&#8217;uso di detergenti specifici e retinoidi topici; nelle forme papulo-pustolose si aggiungono il benzoilperossido e, quando indicato, antibiotici sistemici come le tetracicline.<\/p>\n<p>Per le forme nodulo-cistiche pi\u00f9 severe viene trattata l&#8217;<strong>isotretinoina<\/strong>, descritta come opzione di riferimento nei casi gravi. Il materiale richiama l&#8217;attenzione su aspetti di rilievo clinico, tra cui i dosaggi citati nel percorso formativo, l&#8217;impiego in monoterapia e soprattutto l&#8217;<strong>effetto teratogeno<\/strong>, che impone particolare prudenza nella donna in et\u00e0 fertile e il monitoraggio previsto dalle indicazioni di riferimento.<\/p>\n<p>Si tratta di un tema fortemente sensibile: ogni decisione terapeutica resta di competenza del medico prescrittore e va calata nel singolo caso clinico secondo le linee guida e le indicazioni regolatorie vigenti. Il valore formativo del corso \u00e8 quello di fornire al professionista una cornice aggiornata su indicazioni, limiti e cautele delle diverse opzioni.<\/p>\n<h2>Dermatite atopica: barriera cutanea, risposta Th2 e gestione<\/h2>\n<p>La dermatite atopica \u00e8 una dermatosi pruriginosa a sedi tipiche, in particolare le pieghe flessorie, con andamento cronico-recidivante. Il materiale del corso ricorda come l&#8217;esordio avvenga spesso nei primi anni di vita e come la patologia si inserisca frequentemente in un contesto di <strong>atopia<\/strong>, con possibile associazione ad altre manifestazioni allergiche.<\/p>\n<p>Dal punto di vista eziopatogenetico, due elementi sono centrali: l&#8217;alterazione della <strong>barriera cutanea<\/strong>, in cui ha un ruolo la <em>filaggrina<\/em>, e una risposta T-linfocitaria di tipo <strong>Th2<\/strong> inadeguata verso antigeni e microrganismi cutanei comuni. Clinicamente il corso distingue la fase acuta, con eritema, vescicole e croste e il rischio di sovrainfezione, dalla fase cronica caratterizzata da <em>lichenificazione<\/em> e fissurazioni.<\/p>\n<p>La gestione descritta nel materiale si articola su pi\u00f9 fronti: il ripristino della barriera con emollienti e bagni oleati, la modulazione immunitaria con cortisonici e immunomodulanti, il controllo del prurito, l&#8217;educazione terapeutica e un approccio multidisciplinare. Viene inoltre evidenziata la <strong>corticofobia<\/strong> &#8212; il timore ingiustificato verso i cortisonici topici &#8212; come una delle principali cause di fallimento del trattamento, e quindi come nodo educativo da affrontare nella relazione con il paziente.<\/p>\n<h2>Alimentazione e acne: dieta mediterranea, indice glicemico e latte<\/h2>\n<p>La parte nutrizionale del corso, curata dalla Dott.ssa Shuela Curatola, sposta il punto di osservazione sull&#8217;alimentazione. La <strong>dieta mediterranea<\/strong> viene presentata come alleato, con il suo equilibrio tra olio d&#8217;oliva, verdure, legumi, cereali integrali, frutta secca e pesce, e con un ridotto apporto di alimenti di origine animale. Tra gli alimenti da limitare il materiale cita latte e derivati, cibi zuccherosi e ricchi di grassi saturi, alcol e fumo.<\/p>\n<p>Un concetto cardine \u00e8 quello di <strong>indice glicemico<\/strong> (IG): il corso lo definisce come la velocit\u00e0 con cui un alimento innalza la glicemia, con il glucosio come valore di riferimento e una classificazione in IG basso, medio e alto. Diete ad alto carico glicemico favorirebbero iperinsulinemia e aumento dell&#8217;IGF-1, fattori che il materiale collega alla patogenesi dell&#8217;acne attraverso la stimolazione della produzione di sebo.<\/p>\n<p>Viene affrontato anche il rapporto tra <strong>latte e acne<\/strong>: il materiale riferisce un&#8217;associazione tra consumo di latte e derivati e maggior rischio di acne, per la possibile presenza di componenti ormonali &#8220;pro-sebo&#8221;. Si tratta di indicazioni dietetiche di taglio formativo, che il corso colloca all&#8217;interno di una valutazione individuale e mai come dieta rigida da prescrivere indistintamente.<\/p>\n<h2>Microbioma, integrazione e asse intestino-cute-cervello<\/h2>\n<p>Il corso introduce il concetto di <strong>microbioma<\/strong> come insieme dei microrganismi che popolano i tessuti dell&#8217;organismo, e di <strong>disbiosi<\/strong> come alterazione di questo equilibrio. Su questa base viene presentato l&#8217;<strong>asse intestino-cute-cervello<\/strong>, il quadro interpretativo per cui modificazioni del microbiota intestinale possono riflettersi sulle manifestazioni cutanee.<\/p>\n<p>In questo ambito il materiale distingue <strong>probiotici<\/strong> (microrganismi vivi come bifidobatteri e lattobacilli), <strong>prebiotici<\/strong> (componenti alimentari non digeribili, come inulina e oligofruttosio, di cui i batteri benefici si nutrono) e <strong>simbiotici<\/strong>. Per la dermatite atopica vengono richiamati possibili benefici di probiotici e prebiotici, anche in gravidanza e allattamento, insieme al ruolo di vitamine (A, D, E, C) e dello zinco.<\/p>\n<p>Il corso mantiene su questi temi un&#8217;impostazione prudente: il materiale stesso sottolinea che, per probiotici, prebiotici e per alcune strategie dietetiche, mancano evidenze scientifiche conclusive, e sconsiglia diete di esclusione non controllate. Eventuali esclusioni alimentari nei soggetti atopici vanno valutate in modo individuale e supervisionato, mai improvvisate.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quali sono gli stadi evolutivi dell&#x27;acne?<\/h3>\n<p>L&#8217;acne evolve attraverso stadi successivi. Le prime lesioni sono i <strong>comedoni<\/strong>, dovuti all&#8217;ostruzione dello sbocco follicolare; segue la fase infiammatoria con <strong>papule e pustole<\/strong>, in cui interviene una componente batterica; nelle forme pi\u00f9 avanzate compaiono <strong>noduli e cisti<\/strong>, lesioni profonde e dolorose che possono esitare in cicatrici.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;\u00e8 tra comedoni, papule e pustole?<\/h3>\n<p>Sono lesioni acneiche diverse per aspetto e stadio. I <strong>comedoni<\/strong> sono i cosiddetti punti neri e punti bianchi, espressione dell&#8217;ostruzione del follicolo; le <strong>papule<\/strong> sono lesioni rilevate e infiammate; le <strong>pustole<\/strong> sono lesioni infiammatorie contenenti materiale purulento. Riconoscerle aiuta a inquadrare lo stadio del quadro acneico.<\/p>\n<h3>Quale proteina della barriera cutanea e spesso alterata nella dermatite atopica?<\/h3>\n<p>Il corso indica la <strong>filaggrina<\/strong>, una proteina chiave nella formazione e nel mantenimento della barriera cutanea. Una sua alterazione \u00e8 frequentemente coinvolta nella dermatite atopica, perch\u00e9 compromette la funzione di protezione della pelle e favorisce la perdita di acqua e la penetrazione di allergeni e microrganismi.<\/p>\n<h3>Quale tipo di risposta immunitaria caratterizza la dermatite atopica?<\/h3>\n<p>La dermatite atopica \u00e8 associata a una risposta immunitaria di tipo <strong>Th2<\/strong>, cio\u00e8 una risposta T-linfocitaria inadeguata verso antigeni e microrganismi cutanei comuni. Questa polarizzazione immunologica contribuisce all&#8217;infiammazione cronica e si combina con l&#8217;alterazione della barriera cutanea nel determinare il quadro clinico.<\/p>\n<h3>Quali zone del corpo sono pi\u00f9 colpite dalla dermatite atopica?<\/h3>\n<p>Le sedi tipiche della dermatite atopica sono le <strong>pieghe flessorie<\/strong> del corpo, per esempio le pieghe antecubitali, oltre al collo e al volto. La distribuzione pu\u00f2 variare con l&#8217;et\u00e0 del paziente, ma il coinvolgimento delle pieghe \u00e8 un elemento caratteristico nel riconoscimento clinico della patologia.<\/p>\n<h3>Cosa si intende per lichenificazione nella dermatite atopica?<\/h3>\n<p>La <strong>lichenificazione<\/strong> \u00e8 l&#8217;ispessimento della cute con accentuazione del disegno cutaneo, tipico della fase cronica della dermatite atopica. E conseguenza dei continui grattamenti indotti dal prurito persistente, ed \u00e8 uno dei segni che il professionista valuta per distinguere la fase cronica da quella acuta.<\/p>\n<h3>Eliminare alcuni cibi senza controllo aiuta nella dermatite atopica?<\/h3>\n<p>No. Il corso precisa che l&#8217;eliminazione non controllata di alimenti nei soggetti con dermatite atopica \u00e8 sconsigliata e potenzialmente dannosa, perch\u00e9 pu\u00f2 impoverire la dieta senza un reale beneficio. Eventuali esclusioni vanno valutate in modo controllato e individuale, all&#8217;interno di un percorso seguito da un professionista.<\/p>\n<h3>Quali alimenti sono chiamati in causa nella patogenesi dell&#x27;acne?<\/h3>\n<p>Il corso indica tra i fattori dietetici pi\u00f9 chiamati in causa un eccesso di carboidrati e di prodotti ad <strong>alto indice glicemico<\/strong>, perch\u00e9 favoriscono iperinsulinemia e aumento dell&#8217;IGF-1. Questi meccanismi possono incidere sulla produzione di sebo e quindi sul decorso dell&#8217;acne, nell&#8217;ambito di una valutazione complessiva dello stile alimentare.<\/p>\n<h3>Che rapporto c&#x27;\u00e8 tra consumo di latte e acne?<\/h3>\n<p>Il materiale riferisce un&#8217;associazione tra l&#8217;assunzione di <strong>latte e derivati<\/strong> e un maggior rischio di acne, ricondotta alla possibile presenza di componenti ormonali &#8220;pro-sebo&#8221;. Si tratta di un&#8217;indicazione di taglio formativo, da inquadrare nella dieta complessiva del singolo paziente e non come divieto assoluto.<\/p>\n<h3>Cosa sono il microbioma e la disbiosi?<\/h3>\n<p>Il <strong>microbioma<\/strong> e l&#8217;insieme dei microrganismi che popolano alcuni tessuti dell&#8217;organismo. La <strong>disbiosi<\/strong> e l&#8217;alterazione di questo equilibrio microbico. Il corso utilizza questi concetti per spiegare come modifiche del microbiota possano riflettersi anche sulla salute della pelle attraverso l&#8217;asse intestino-cute-cervello.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra probiotici e prebiotici?<\/h3>\n<p>I <strong>probiotici<\/strong> sono microrganismi viventi, come bifidobatteri e lattobacilli, che contribuiscono a ripristinare l&#8217;equilibrio del microbioma. I <strong>prebiotici<\/strong> sono invece componenti alimentari non digeribili, come gli oligosaccaridi inulina e oligofruttosio, di cui i batteri benefici si nutrono per proliferare. Lavorano quindi su piani complementari.<\/p>\n<h3>Probiotici e prebiotici sono efficaci nella dermatite atopica?<\/h3>\n<p>Il corso indica che probiotici e prebiotici possono offrire un supporto, ma sottolinea con chiarezza che mancano evidenze scientifiche conclusive sulla loro efficacia nella dermatite atopica. Vanno quindi considerati con prudenza, all&#8217;interno di un approccio individuale e supervisionato, e non come terapia risolutiva.<\/p>\n<h3>Cos&#x27;e l&#x27;indice glicemico e come si classifica?<\/h3>\n<p>L&#8217;<strong>indice glicemico<\/strong> (IG) e la velocit\u00e0 con cui un alimento innalza la glicemia dopo l&#8217;assunzione di carboidrati. Il glucosio e il valore di riferimento; un IG si considera basso, medio o alto in base a soglie crescenti. La presenza di fibre, proteine e grassi nell&#8217;alimento tende ad abbassare l&#8217;IG complessivo del pasto.<\/p>\n<h3>Cos&#x27;e l&#x27;asse intestino-cute-cervello?<\/h3>\n<p>Il corso descrive l&#8217;<strong>asse intestino-cute-cervello<\/strong> come il complesso meccanismo per cui il sistema nervoso e l&#8217;alterazione del microbioma intestinale possono tradursi in manifestazioni a livello cutaneo. E il quadro interpretativo che collega salute intestinale, equilibrio del microbiota e condizioni della pelle, alla base della cosiddetta dermobiotica.<\/p>\n<h3>Quali vitamine e minerali sono indicati come utili per acne e dermatite atopica?<\/h3>\n<p>Il materiale indica come potenzialmente utili le <strong>vitamine A, D, E e C<\/strong> e, tra i minerali, lo <strong>zinco<\/strong>, nell&#8217;ambito del supporto nutrizionale a queste patologie cutanee. Si tratta di indicazioni formative: l&#8217;eventuale integrazione va valutata caso per caso da un professionista, evitando il fai-da-te.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p><strong>Acne e dermatite atopica<\/strong> mostrano con chiarezza quanto la cura della pelle benefici di una visione interdisciplinare: la prospettiva del dermatologo, centrata su eziopatogenesi, clinica e terapia, si integra con quella del nutrizionista, attenta ad alimentazione, indice glicemico, microbioma e integrazione. Per il professionista sanitario, padroneggiare entrambi i piani significa offrire al paziente un inquadramento pi\u00f9 completo e una collaborazione pi\u00f9 efficace tra figure diverse. Il corso FAD <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/acne-e-dermatite-atopica-il-dermatologo-e-il-nutrizionista-a-confronto.html\">&#8220;Acne e dermatite atopica: il dermatologo e il nutrizionista a confronto&#8221;<\/a> approfondisce questi temi mettendo letteralmente a confronto le due competenze, e rilascia 15 crediti ECM in modalit\u00e0 a distanza. Un&#8217;occasione per aggiornare il proprio approccio a due patologie cutanee tanto comuni quanto complesse.<\/p>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acne e dermatite atopica sono due malattie cutanee infiammatorie tra le pi\u00f9 frequenti nella pratica clinica, e la loro gestione beneficia oggi di uno sguardo che integra dermatologia\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":654,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial scientific illustration in teal and slate color palette, clean medical magazine style: a split-composition conceptual image representing skin health from two perspectives, on one side a stylized cross-section of skin showing inflamed hair follicles and skin barrier, on the other side abstract dietary and microbiome elements (mediterranean food, intestinal microbiota icons). 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