{"id":593,"date":"2022-10-31T14:44:56","date_gmt":"2022-10-31T14:44:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/benessere-e-strategie-dincremento-della-performance-sportiva-e-del-gruppo\/"},"modified":"2026-06-04T16:15:57","modified_gmt":"2026-06-04T16:15:57","slug":"benessere-e-strategie-dincremento-della-performance-sportiva-e-del-gruppo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/salute-e-benessere-generale\/benessere-e-strategie-dincremento-della-performance-sportiva-e-del-gruppo\/","title":{"rendered":"Psicologia dello sport: benessere e strategie di incremento della performance individuale e di gruppo"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>psicologia dello sport<\/strong> oggi va ben oltre la motivazione dell&#8217;atleta: intreccia basi biologiche, evoluzione, neuroscienze e dinamiche relazionali per comprendere come nasce e si ottimizza la prestazione. Per i professionisti sanitari che operano nel mondo dello sport e del benessere, padroneggiare questo quadro interdisciplinare significa leggere la performance non come un fatto isolato, ma come l&#8217;esito di un sistema mente-corpo-ambiente. Questo approfondimento ricostruisce i fili principali di un percorso formativo che parte dalla filogenesi dell&#8217;essere umano per arrivare alle tecniche pratiche di gruppo, leadership e attivazione, offrendo una mappa concettuale utile a chi accompagna individui e squadre verso il benessere e la prestazione.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>A chi \u00e8 rivolto.<\/strong> Il corso ECM &#8220;Benessere e strategie d&#8217;incremento della performance sportiva e del gruppo&#8221; si rivolge a un ampio ventaglio di professionisti sanitari \u2014 tra cui psicologi, biologi, dietisti, educatori professionali, farmacisti, assistenti sanitari e medici chirurghi, per un totale di 48 professioni accreditate. Eroga <strong>25 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD (formazione a distanza) e ha un taglio divulgativo-scientifico e interdisciplinare, a cura del Dott. Marco Sammarco.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Le basi biologiche del comportamento: dalla PNEI all&#x27;epigenetica<\/h2>\n<p>Il percorso formativo muove da un assunto preciso: la prestazione e il comportamento umano nascono dall&#8217;integrazione di pi\u00f9 sistemi. Il corso introduce cos\u00ec la <strong>psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)<\/strong>, l&#8217;ambito biomedico che mette in luce la continuit\u00e0 tra l&#8217;evento psichico, l&#8217;attivazione neurologica e le reazioni endocrine e immunitarie dell&#8217;organismo, tutte coinvolte nel mantenimento dell&#8217;<em>omeostasi<\/em>, cio\u00e8 dell&#8217;equilibrio interno.<\/p>\n<p>A questo si affianca l&#8217;<strong>etologia<\/strong> (con i riferimenti a Konrad Lorenz e Desmond Morris) e l&#8217;<strong>epigenetica<\/strong>, intesa nel materiale come il fenomeno per cui l&#8217;ambiente e lo stile di vita possono modificare l&#8217;espressione di molti geni, influenzando corpo, salute, sfera cognitiva e comportamento, gi\u00e0 nell&#8217;arco della propria esistenza. \u00c8 il principio per cui, come sintetizza il corso, &#8220;la funzione sviluppa l&#8217;organo&#8221;.<\/p>\n<p>Questo sguardo si traduce anche a livello muscolare. Il corso illustra come l&#8217;esercizio possa orientare l&#8217;espressione delle fibre: le fibre intermedie possono evolvere verso fibre bianche a contrazione rapida (attivit\u00e0 di potenza, allenamento anaerobico, motoneuroni a sezione pi\u00f9 larga) oppure verso fibre rosse a contrazione lenta (attivit\u00e0 di resistenza, allenamento aerobico, motoneuroni a sezione pi\u00f9 stretta). Ne emerge una visione olistica, in cui l&#8217;insieme \u00e8 pi\u00f9 della somma delle parti.<\/p>\n<h2>Filogenesi e postura: come l&#x27;evoluzione ha plasmato il movimento<\/h2>\n<p>Un tratto distintivo di questo percorso \u00e8 il racconto evolutivo che fa da sfondo alla performance. Il corso ripercorre la <strong>filogenesi<\/strong> dell&#8217;essere umano: dai progenitori primati arboricoli fino allo sviluppo della deambulazione e all&#8217;inizio dell&#8217;evoluzione bipede, passando per la conquista della postura eretta e il progressivo sviluppo encefalico, fino all&#8217;Homo erectus, all&#8217;uso del fuoco e all&#8217;Homo sapiens.<\/p>\n<p>In questo quadro, il materiale didattico richiama alcuni dati di contesto evolutivo: l&#8217;essere umano condividerebbe circa il 99% del patrimonio genetico con lo scimpanz\u00e9 bonobo, e il cervello degli australopitechi avrebbe raggiunto i 450-500 cm\u00b3. Il corso sottolinea inoltre l&#8217;ascientificit\u00e0 del concetto di &#8220;razze umane&#8221;, richiamando i risultati del Progetto Genoma.<\/p>\n<p>Dalla postura discende il <strong>sistema tonico posturale (STP)<\/strong>, descritto attraverso le sue componenti sensoriali: l&#8217;esterocezione (piede, occhio entro pochi metri, sistema vestibolare), la barocezione e la propriocezione. \u00c8 un tema che salda l&#8217;evoluzione del corpo alla qualit\u00e0 del gesto motorio, mostrando quanto il rapporto piede-cervello sia centrale nell&#8217;equilibrio e nella prestazione.<\/p>\n<h2>Pensiero funzionale, neuroni specchio e resilienza<\/h2>\n<p>La prima sezione del corso introduce anche i grandi temi psicologici della disciplina. Tra questi, la distinzione tra <strong>pensiero funzionale e disfunzionale<\/strong>, il ruolo della <em>cenestesia<\/em> (le sensazioni interne percepite come indicatori d&#8217;allarme) e i circoli virtuosi e viziosi che alimentano o erodono la prestazione.<\/p>\n<p>Un capitolo centrale \u00e8 quello dei <strong>neuroni specchio<\/strong>: il corso ricorda che nel 1995 il gruppo di Giacomo Rizzolatti, all&#8217;Universit\u00e0 di Parma, ne dimostr\u00f2 l&#8217;esistenza, collegandoli alla capacit\u00e0 empatica e al ruolo delle intenzioni nel determinare le azioni. Su questa base poggiano concetti come la <strong>legge ideomotoria<\/strong>, l&#8217;effetto Rosenthal (la profezia che si autoavvera) e il <em>locus of control<\/em>, interno o esterno.<\/p>\n<p>Chiudono il quadro <strong>mindfulness<\/strong> e <strong>resilienza<\/strong>, quest&#8217;ultima intesa nel corso come capacit\u00e0 di &#8220;rimbalzare&#8221; le difficolt\u00e0 e uscirne pi\u00f9 forti. Sono costrutti che spostano l&#8217;attenzione dalla sola tecnica alla dimensione mentale e adattiva dell&#8217;atleta, in coerenza con il classico &#8220;mens sana in corpore sano&#8221;.<\/p>\n<h2>Individuo e gruppo: il training group nello sport<\/h2>\n<p>La seconda sezione del corso applica i fondamenti biologici e psicologici alle relazioni e alla performance collettiva. Il punto di partenza \u00e8 il rapporto tra <strong>individuo e gruppo<\/strong>: l&#8217;analisi delle componenti prescrittive e discrezionali, dei conflitti e dei circoli viziosi o virtuosi che attraversano una squadra.<\/p>\n<p>Uno strumento centrale \u00e8 il <strong>training group (T-group)<\/strong>, descritto nel corso come tecnica di addestramento applicata, ad esempio, ai ritiri delle squadre. Il materiale didattico riporta che il T-group coinvolge in genere da 6 a 30 partecipanti, con una durata che va da un giorno a non pi\u00f9 di una settimana, e prevede la figura del trainer come facilitatore. L&#8217;obiettivo \u00e8 far conoscere a ciascun partecipante le proprie dinamiche, consapevoli e inconsapevoli, e quelle degli altri, cos\u00ec da risolvere in tempi brevi situazioni di intolleranza o scarsa comunicazione.<\/p>\n<p>\u00c8 un esempio di come la formazione possa fornire al professionista lenti di lettura sulle dinamiche di squadra, senza ridurre la prestazione a un fatto puramente individuale.<\/p>\n<h2>Leadership efficace e inclusione attraverso lo sport<\/h2>\n<p>Dal gruppo si passa alla <strong>leadership<\/strong>. Il corso distingue il leader dal capo: mentre il capo deriva da necessit\u00e0 organizzative a prescindere dalla condivisione del ruolo, il leader fonda il proprio potere sul riconoscimento, da parte del gruppo, della sua capacit\u00e0 di agire per le mete comuni.<\/p>\n<p>Vengono presentati diversi <strong>stili di leadership<\/strong> \u2014 carismatica, burocratica, partecipativa e funzionale (con riferimento a Klein, 1968). Nella leadership partecipativa, in particolare, il successo della squadra si costruisce tenendo conto di aspettative e contributi di ogni atleta, con un leader che agisce soprattutto da coordinatore e consulente. La leadership efficace \u00e8 descritta come orientata alle mete, capace di delega e responsabilizzazione.<\/p>\n<p>Il corso dedica spazio anche all&#8217;<strong>inclusione attraverso lo sport<\/strong>: il tema dello &#8220;Sport for Peace&#8221;, il ridimensionamento dei pregiudizi tramite sport di squadra ed educazione, la diversabilit\u00e0 e le Paralimpiadi. Tra i riferimenti, l&#8217;effetto Triplett \u2014 secondo cui i ciclisti tendono a pedalare pi\u00f9 velocemente in gruppo che da soli \u2014 e la cosiddetta <em>hug therapy<\/em>, legata al ruolo delle endorfine.<\/p>\n<h2>Abilit\u00e0 motorie: open skill e closed skill<\/h2>\n<p>Per progettare un allenamento mentale efficace, il corso introduce la <strong>classificazione delle abilit\u00e0 motorie<\/strong>, articolata su pi\u00f9 continuum. Il primo, e pi\u00f9 rilevante per la psicologia dello sport, riguarda la prevedibilit\u00e0 dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Open skill<\/strong>: l&#8217;ambiente \u00e8 variabile e difficilmente prevedibile, e l&#8217;atleta deve reagire prontamente a eventi mutevoli (tipico degli sport di situazione).<\/li>\n<li><strong>Closed skill<\/strong>: il gesto tecnico va riprodotto cercando di avvicinarsi il pi\u00f9 possibile a uno standard ideale, in condizioni stabili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il corso richiama anche le distinzioni tra abilit\u00e0 discrete, continue e seriali (in base alla durata) e tra abilit\u00e0 prevalentemente motorie o cognitive. Questa tassonomia non \u00e8 un esercizio teorico: orienta la scelta delle tecniche di preparazione mentale, che cambiano a seconda che il gesto sia stabile o esposto all&#8217;imprevedibilit\u00e0 della gara.<\/p>\n<h2>Tecniche pratiche: respiro, imagery e Five-Step Strategy<\/h2>\n<p>La parte applicativa del corso presenta un insieme di <strong>tecniche pratiche<\/strong> per il benessere e la performance, descritte come materiale didattico e non come prescrizioni cliniche. Tra queste, le tecniche posturali statiche di base (richiamate con denominazioni come posizione del cocchiere, del faraone e del loto semplificata), pensate per accompagnare mindfulness, respiro e <em>imagery<\/em>, insieme alla modulazione del respiro in chiave vagotonica.<\/p>\n<p>Sul versante della prestazione, il corso illustra la <strong>Five-Step Strategy<\/strong>, articolata nelle fasi di preparazione, immaginazione, concentrazione, esecuzione e valutazione, applicata soprattutto alle closed skill (con l&#8217;esempio del tiro con l&#8217;arco). A fare da cornice c&#8217;\u00e8 la <strong>legge dell&#8217;arousal<\/strong>, ovvero il livello di attivazione: secondo lo schema della U capovolta di Yerkes e Dodson (1908) richiamato nel corso, all&#8217;aumentare della complessit\u00e0 del compito corrisponde un livello di attivazione ottimale pi\u00f9 basso. Un&#8217;attivazione troppo scarsa favorisce la distrazione, cos\u00ec come un arousal eccessivo: l&#8217;obiettivo \u00e8 trovare il punto di equilibrio adatto al compito.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)?<\/h3>\n<p>Secondo il corso, la PNEI \u00e8 l&#8217;ambito biomedico che evidenzia la continuit\u00e0 tra l&#8217;evento psichico, l&#8217;attivazione neurologica e le reazioni endocrine e immunitarie dell&#8217;organismo. Mostra come sistema neuropsichico, endocrino e immunitario agiscano insieme per mantenere l&#8217;omeostasi, cio\u00e8 l&#8217;equilibrio interno del corpo.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 l&#x27;epigenetica e perch\u00e9 interessa lo sport?<\/h3>\n<p>Il corso definisce l&#8217;epigenetica come il fenomeno per cui l&#8217;ambiente e lo stile di vita possono modificare l&#8217;espressione di molti geni, influenzando corpo, salute, sfera cognitiva e comportamento, gi\u00e0 nell&#8217;arco della propria esistenza. \u00c8 un concetto che aiuta a leggere l&#8217;allenamento come stimolo capace di incidere sull&#8217;organismo nel tempo.<\/p>\n<h3>Come l&#x27;esercizio fisico pu\u00f2 influenzare le fibre muscolari?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, le fibre muscolari intermedie possono trasformarsi in fibre bianche a contrazione rapida (attivit\u00e0 di potenza, allenamento anaerobico, motoneuroni a sezione pi\u00f9 larga) oppure in fibre rosse a contrazione lenta (attivit\u00e0 di resistenza, allenamento aerobico, motoneuroni a sezione pi\u00f9 stretta). \u00c8 un esempio di come il tipo di stimolo orienti l&#8217;adattamento muscolare.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il sistema tonico posturale e quali sensi vi contribuiscono?<\/h3>\n<p>Il corso presenta il sistema tonico posturale come integrazione di pi\u00f9 componenti sensoriali: la barocezione (la capacit\u00e0 di percepire le differenze di pressione, con barocettori plantari sensibili fino a 0,3 grammi) e la propriocezione, insieme all&#8217;esterocezione di piede, occhio e sistema vestibolare. Tutte concorrono al controllo della postura e dell&#8217;equilibrio.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la propriocezione?<\/h3>\n<p>La propriocezione \u00e8 la percezione sensoriale delle informazioni che provengono dall&#8217;interno del corpo. Attraverso di essa, secondo il corso, tono muscolare e postura vengono costantemente corretti e adeguati alla prestazione richiesta, dall&#8217;equilibrio alla deambulazione fino alla corsa.<\/p>\n<h3>Cosa dimostr\u00f2 nel 1995 il gruppo di Giacomo Rizzolatti?<\/h3>\n<p>Secondo il corso, nel 1995 il gruppo di ricerca di Giacomo Rizzolatti, all&#8217;Universit\u00e0 di Parma, dimostr\u00f2 l&#8217;esistenza dei neuroni specchio. Questi neuroni sono collegati al ruolo delle intenzioni nel determinare le azioni e alla capacit\u00e0 empatica, e rappresentano un riferimento importante nella psicologia dello sport.<\/p>\n<h3>Che cosa si intende per resilienza nello sport?<\/h3>\n<p>Il corso definisce la resilienza come la capacit\u00e0 di &#8220;rimbalzare&#8221; le difficolt\u00e0 e di resistere alle avversit\u00e0, uscendone addirittura migliori e pi\u00f9 forti. \u00c8 una qualit\u00e0 psicologica che sostiene l&#8217;atleta nei momenti critici e nel recupero dopo gli insuccessi.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra locus of control interno ed esterno?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, un locus of control interno \u2014 quando si riconosce dentro di s\u00e9 il controllo delle proprie azioni \u2014 si accompagna ad autofiducia, autosicurezza e buona autostima. Un locus of control esterno, al contrario, tende ad accompagnarsi a un calo di stima, fiducia e sicurezza personale.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il training group (T-group) nei ritiri sportivi?<\/h3>\n<p>Il T-group \u00e8 una tecnica di addestramento che mira a far conoscere a ogni partecipante sia le proprie dinamiche, consapevoli e inconsapevoli, sia quelle degli altri membri del gruppo. Il trainer svolge il ruolo di facilitatore e, in ambito sportivo, aiuta a risolvere in tempi brevi situazioni di intolleranza o scarsa comunicazione.<\/p>\n<h3>Che differenza c&#x27;\u00e8 tra il leader e il capo in una squadra?<\/h3>\n<p>Secondo il corso, il capo deriva da necessit\u00e0 organizzative, a prescindere dalla condivisione del suo ruolo da parte del gruppo. Il leader, invece, fonda il proprio potere sul fatto che \u00e8 il gruppo a riconoscergli la capacit\u00e0 di agire per il raggiungimento delle mete comuni.<\/p>\n<h3>Che cosa caratterizza la leadership partecipativa?<\/h3>\n<p>Nella leadership partecipativa, secondo il corso, il successo della squadra si raggiunge tenendo conto di aspettative e contributi di ogni atleta. Le decisioni vengono prese dalla squadra e il leader agisce prevalentemente come coordinatore e consulente, pi\u00f9 che come figura di comando.<\/p>\n<h3>Che cosa sono le endorfine e come si legano alla hug therapy?<\/h3>\n<p>Le endorfine sono peptidi che donano una sensazione di benessere e riducono la percezione del dolore. Il corso ne descrive funzioni antalgiche e calmanti e un ruolo nei processi di apprendimento e memoria, collegandole anche al tema della cosiddetta hug therapy nello sport inclusivo.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 la differenza tra abilit\u00e0 open skill e closed skill?<\/h3>\n<p>Nelle open skill l&#8217;ambiente \u00e8 variabile e difficilmente prevedibile, e l&#8217;atleta deve reagire prontamente a eventi mutevoli, come negli sport di situazione. Nelle closed skill, invece, il gesto tecnico deve essere riprodotto per avvicinarsi il pi\u00f9 possibile a uno standard ideale, in condizioni stabili.<\/p>\n<h3>Quali sono le fasi della Five-Step Strategy?<\/h3>\n<p>Secondo il corso, le cinque fasi della Five-Step Strategy sono: preparazione, immaginazione, concentrazione, esecuzione e valutazione. \u00c8 una sequenza pensata soprattutto per le closed skill, dove il gesto tecnico pu\u00f2 essere preparato e ripetuto seguendo uno schema definito.<\/p>\n<h3>Che cosa afferma la legge della U capovolta di Yerkes e Dodson sull&#x27;arousal?<\/h3>\n<p>Secondo lo schema della U capovolta di Yerkes e Dodson (1908) richiamato nel corso, all&#8217;aumentare della complessit\u00e0 del compito corrisponde un livello di attivazione (arousal) ottimale pi\u00f9 basso. Con un&#8217;attivazione troppo scarsa il soggetto pu\u00f2 distrarsi, mentre un arousal eccessivo ne aumenta a sua volta la distraibilit\u00e0.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>La <strong>psicologia dello sport<\/strong>, in questa prospettiva interdisciplinare, si rivela una chiave per leggere la prestazione come esito di basi biologiche, storia evolutiva, processi mentali e dinamiche di gruppo. Dalla PNEI alle abilit\u00e0 motorie, dalla leadership alle tecniche di respiro e imagery, il professionista sanitario trova un linguaggio comune per accompagnare individui e squadre verso benessere e performance. \u00c8 un sapere che non sostituisce la valutazione clinica, ma arricchisce la cassetta degli attrezzi di chi opera nello sport e nella salute. Per approfondire in modo strutturato tutti questi temi e conseguire i 25 crediti ECM previsti, \u00e8 possibile consultare il corso completo <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/benessere-e-strategie-d-incremento-della-performance-sportiva-e-del-gruppo-filogenesi-e-basi-biologiche-dell-attivit\u00e0-fisica-e-sociale.html\">Benessere e strategie d&#8217;incremento della performance sportiva e del gruppo<\/a>, disponibile in modalit\u00e0 FAD.<\/p>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La psicologia dello sport oggi va ben oltre la motivazione dell&#8217;atleta: intreccia basi biologiche, evoluzione, neuroscienze e dinamiche relazionali per comprendere come nasce e si ottimizza la prestazione.\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":621,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical-scientific illustration, teal and slate color palette, clean flat vector style. 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