{"id":609,"date":"2023-03-01T11:29:38","date_gmt":"2023-03-01T11:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/senilita-alimentazione-e-integrazione-nella-prevenzione-delle-patologie-neurodegenerative\/"},"modified":"2026-06-09T08:21:29","modified_gmt":"2026-06-09T08:21:29","slug":"senilita-alimentazione-e-integrazione-nella-prevenzione-delle-patologie-neurodegenerative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/nutrizione-e-alimentazione\/senilita-alimentazione-e-integrazione-nella-prevenzione-delle-patologie-neurodegenerative\/","title":{"rendered":"Alimentazione e patologie neurodegenerative: il ruolo di dieta e integrazione nella prevenzione"},"content":{"rendered":"<p>Il rapporto tra <strong>alimentazione e patologie neurodegenerative<\/strong> \u00e8 diventato un terreno di crescente interesse per chi si occupa della salute della persona anziana. Con l&#8217;allungamento della vita media aumentano anche le condizioni legate all&#8217;invecchiamento del sistema nervoso e dell&#8217;apparato osteo-articolare, e accanto alla terapia farmacologica cresce l&#8217;attenzione verso ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto a tavola e con un&#8217;integrazione mirata. Questo approfondimento ripercorre i temi di un percorso formativo che parte dalle basi anatomo-fisiologiche dell&#8217;organismo e arriva alle indicazioni nutrizionali e di integrazione per la prevenzione, con un filo conduttore preciso: ridurre l&#8217;infiammazione corporea per proteggere la rete neuronale. Un quadro pensato per professionisti sanitari che vogliono leggere il cibo come parte integrante della cura.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>In sintesi.<\/strong> Il corso FAD <em>Senilit\u00e0: alimentazione e integrazione nella prevenzione delle patologie neurodegenerative<\/em> \u00e8 rivolto ad assistenti sanitari, biologi, chimici, dietisti, educatori professionali, farmacisti, fisioterapisti, infermieri, logopedisti, medici chirurghi, tecnici della riabilitazione psichiatrica e terapisti occupazionali. Eroga <strong>20 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD ed \u00e8 curato dalla Dott.ssa Shuela Curatola, biologa nutrizionista. Quattordici capitoli accompagnano dalle basi anatomiche alla dieta preventiva.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Dalle basi anatomiche alla prevenzione: l&#x27;impostazione del percorso<\/h2>\n<p>La prevenzione delle patologie neurodegenerative parte da una impostazione di fondo: un regime alimentare equilibrato unito al movimento per ridurre l&#8217;infiammazione che colpisce la rete neuronale. Il corso propone come premessa ricorrente un&#8217;alimentazione povera di zuccheri semplici, sale, grassi e proteine animali, associata all&#8217;assenza di fumo e alcol e all&#8217;attivit\u00e0 fisica, indicandola come fattore protettivo sulla rete neuronale e sull&#8217;infiammazione corporea.<\/p>\n<p>Il materiale segnala, ad esempio, che bastano 30-40 minuti al giorno di camminata veloce per migliorare la circolazione e l&#8217;apporto di ossigeno e glucosio alle cellule nervose: un&#8217;indicazione semplice che riassume bene il taglio del percorso, che lega stile di vita e salute del sistema nervoso.<\/p>\n<p>Prima di entrare nei temi nutrizionali, il corso pone le fondamenta anatomiche. I primi capitoli descrivono il sistema scheletrico, costituito secondo il materiale da 206 ossa suddivise in scheletro assile e appendicolare, con le sue funzioni di sostegno, protezione, movimento, emopoiesi e deposito di sali minerali, e il sistema muscolare con i tre tipi di muscolo (scheletrico, liscio e cardiaco) e il meccanismo della contrazione basato su actina e miosina. Sono le basi su cui si innesteranno poi le patologie osteo-articolari e neurologiche.<\/p>\n<h2>Digestione, sangue e circolazione: perch\u00e9 contano per la nutrizione<\/h2>\n<p>Comprendere come l&#8217;organismo digerisce, assorbe e trasporta i nutrienti \u00e8 il presupposto per impostare un&#8217;alimentazione preventiva consapevole. Il corso dedica un blocco all&#8217;apparato digerente, ripercorrendone le tappe: dalla bocca, dove la ptialina della saliva avvia la digestione degli amidi, allo stomaco con il suo ambiente acido in cui la pepsina agisce sulle proteine, fino all&#8217;intestino tenue, sede dei villi intestinali deputati all&#8217;assorbimento dei nutrienti, e all&#8217;intestino crasso, dove si riassorbe l&#8217;acqua e si formano le feci.<\/p>\n<p>Un ruolo centrale \u00e8 riconosciuto al fegato, che il materiale descrive come organo di circa 1,5 kg situato sotto al diaframma sul lato destro, e al pancreas, con i loro secreti coinvolti nella digestione. Sono organi e processi che condizionano direttamente la disponibilit\u00e0 dei principi nutritivi su cui si costruir\u00e0 la dieta preventiva.<\/p>\n<p>Il percorso prosegue con il sangue, descritto come tessuto connettivo fluido con funzioni di trasporto, regolazione e protezione, di cui il materiale richiama alcune proporzioni indicative: le albumine intorno al 54% delle proteine plasmatiche, le globuline circa il 38%, e gli elementi figurati attorno al 45% del sangue. L&#8217;anatomia del cuore e la circolazione chiudono il quadro: un sistema cardiocircolatorio efficiente \u00e8 il presupposto per affrontare pi\u00f9 avanti il tema delle demenze su base vascolare.<\/p>\n<h2>Sistema nervoso e macronutrienti: il ponte verso la dieta<\/h2>\n<p>Il sistema nervoso \u00e8 la struttura che la prevenzione nutrizionale punta a proteggere, e i macronutrienti ne rappresentano il carburante e i mattoni. Il corso descrive il neurone nelle sue parti (soma, dendriti, assone, bottone sinaptico), la guaina mielinica con i nodi di Ranvier e la conduzione saltatoria, la sinapsi come punto di comunicazione tra cellule nervose, e l&#8217;organizzazione del sistema nervoso centrale, periferico, autonomo ed enterico. Il materiale riporta, fra i dati, una velocit\u00e0 di propagazione dell&#8217;impulso lungo l&#8217;assone di circa 100 m\/s.<\/p>\n<p>Da qui il percorso passa ai principi nutritivi organici. I glucidi sono presentati nella loro funzione energetica, distinti in monosaccaridi, disaccaridi e polisaccaridi; i lipidi nella loro funzione energetica e nelle forme sature e insature, fosfolipidi, trigliceridi e colesterolo; le proteine nella loro funzione plastica, a partire dalla struttura primaria data dalla sequenza degli amminoacidi.<\/p>\n<p>Chiudono questo blocco le vitamine, distinte in liposolubili e idrosolubili. Il materiale indica come liposolubili la A, la D, la E e la K. \u00c8 la base nutrizionale che il corso utilizzer\u00e0 poi per costruire, patologia per patologia, le indicazioni alimentari e di integrazione.<\/p>\n<h2>Sali minerali, idratazione e prime patologie correlate<\/h2>\n<p>Macroelementi, oligoelementi e acqua sono elementi nutrizionali che il corso collega direttamente alla salute osteo-articolare e cerebrale. Il materiale distingue i macroelementi (calcio, magnesio, fosforo, sodio, potassio, cloro, zolfo), presenti in quantit\u00e0 superiore ai 5 g, dai microelementi o oligoelementi (ferro, fluoro, iodio, manganese, rame, selenio, silicio, zinco e altri), presenti in quantit\u00e0 inferiore a 5 g, illustrandone funzioni, carenze ed eccessi.<\/p>\n<p>Fra i dati riportati: il ferro \u00e8 distribuito nell&#8217;organismo adulto per circa il 65% nell&#8217;emoglobina, il 10% nella mioglobina e il 20-25% in fegato, milza e midollo osseo; lo iodio entra nella formazione degli ormoni tiroidei triiodotironina (T3) e tiroxina (T4). Il capitolo dedica spazio anche all&#8217;acqua e all&#8217;idratazione, con le loro funzioni nell&#8217;organismo.<\/p>\n<p>Su queste basi il corso introduce la prima parte delle patologie correlate all&#8217;invecchiamento: osteoporosi, artrosi, artrite reumatoide, malattia di Alzheimer e corea di Huntington, descritte nelle loro definizioni e nei quadri sintomatologici come contenuto didattico. \u00c8 il punto in cui la trattazione nutrizionale comincia a intrecciarsi con la clinica, sempre con finalit\u00e0 formativa.<\/p>\n<h2>Alimentazione e integrazione nelle patologie neurodegenerative<\/h2>\n<p>Il nucleo applicativo del percorso traduce le basi precedenti in indicazioni alimentari e di integrazione, patologia per patologia, in chiave di prevenzione. La seconda parte delle patologie include il morbo di Parkinson, descritto attraverso la degenerazione dopaminergica della sostanza nera e i segni cardine (tremore a riposo, rigidit\u00e0, bradicinesia, instabilit\u00e0 posturale, freezing, festinazione); il materiale riporta che la perdita di neuroni dopaminergici all&#8217;esordio dei sintomi sarebbe superiore al 60%. Seguono la demenza vascolare, ricondotta a un ridotto flusso cerebrale e a fattori di rischio cardiovascolari, la demenza senile, che il materiale lega nel 70% dei casi alla malattia di Alzheimer e nel 20% a lesioni ischemiche, e la SLA con la sua compromissione dei motoneuroni e la disfagia.<\/p>\n<p>Sul versante alimentare, il corso illustra alimenti consigliati e sconsigliati per ciascuna condizione: per esempio l&#8217;indicazione a limitare alimenti integrali e ricchi di ossalati nell&#8217;osteoporosi perch\u00e9 ridurrebbero l&#8217;assorbimento del calcio, a evitare pomodori e melanzane nell&#8217;artrosi per la presenza di solanina, e a privilegiare alimenti considerati antinfiammatori come la cipolla nell&#8217;artrite reumatoide. Viene affrontata anche la gestione dietetica della disfagia. Il materiale richiama inoltre uno studio attribuito al prof. Christopher Exley (Keele University), secondo cui un&#8217;acqua minerale ricca di silicio favorirebbe l&#8217;espulsione dell&#8217;alluminio nei pazienti con Alzheimer: un&#8217;ipotesi presentata come tale e da considerare con cautela.<\/p>\n<p>Sul fronte dell&#8217;integrazione, il corso passa in rassegna gli aminoacidi ramificati (BCAA, con i rapporti 2:1:1, 4:1:1 e 8:1:1), gli omega 3 (EPA e DHA) per le loro propriet\u00e0 antinfiammatorie, neuroprotettive e cardio-vasoprotettive, la curcuma e lo zenzero come sostanze antinfiammatorie, il condroitin solfato per la condroprotezione e i probiotici e prebiotici. Tutte le indicazioni sono presentate come contenuto formativo, mai come prescrizione personalizzata.<\/p>\n<h2>Infiammazione e acidosi: il filo che lega le neurodegenerazioni<\/h2>\n<p>L&#8217;infiammazione corporea \u00e8 presentata come tratto comune delle malattie neurodegenerative, e ridurla \u00e8 l&#8217;obiettivo di fondo dell&#8217;approccio preventivo del corso. Il capitolo conclusivo riprende e collega i temi precedenti: l&#8217;infiammazione come denominatore comune dei quadri neurodegenerativi e l&#8217;acidosi tissutale latente con le sue cause, i suoi sintomi e i sistemi tampone dell&#8217;organismo che ne contrastano gli effetti.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che si chiude il cerchio rispetto all&#8217;impostazione iniziale del percorso. Le scelte alimentari povere di zuccheri semplici, sale, grassi e proteine animali, l&#8217;attivit\u00e0 fisica e l&#8217;integrazione mirata vengono ricondotte a un unico razionale: mantenere un equilibrio interno che riduca lo stato infiammatorio e protegga la funzione neuronale nel tempo. Un&#8217;ottica che, pi\u00f9 che inseguire la singola patologia, propone una strategia preventiva trasversale, coerente con la natura multifattoriale dell&#8217;invecchiamento.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 formarsi su nutrizione e neurodegenerazione<\/h2>\n<p>La prevenzione nutrizionale delle patologie neurodegenerative richiede una visione integrata che colleghi anatomia, fisiologia, nutrizione e clinica. Il valore di un percorso strutturato come questo sta proprio nel non isolare il singolo nutriente o la singola patologia, ma nel collocarli in un quadro coerente: dalle basi del corpo umano fino alle scelte concrete a tavola e in farmacia.<\/p>\n<p>Per chi opera nei contesti di cura dell&#8217;anziano, dalla nutrizione alla riabilitazione, comprendere queste relazioni significa dialogare meglio con le altre figure dell&#8217;\u00e9quipe e accompagnare pazienti e caregiver con indicazioni fondate. Resta inteso che ogni indicazione alimentare o di integrazione va sempre contestualizzata nel singolo caso clinico: il corso fornisce le coordinate, non un protocollo da applicare uniformemente.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quali sono le vitamine liposolubili?<\/h3>\n<p>Le vitamine liposolubili sono la A, la D, la E e la K. Si distinguono dalle idrosolubili per il fatto di sciogliersi nei grassi e di poter essere accumulate nell&#8217;organismo. Il corso le inquadra all&#8217;interno dei principi nutritivi, come base per comprendere il ruolo delle vitamine nella dieta preventiva dell&#8217;anziano.<\/p>\n<h3>Quanta acqua \u00e8 contenuta in un organismo adulto?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, l&#8217;acqua rappresenta circa il 60% dell&#8217;organismo di un adulto. \u00c8 un dato che rende conto dell&#8217;importanza dell&#8217;idratazione, tema a cui il corso dedica spazio insieme ai sali minerali, sia per la fisiologia generale sia per il suo ruolo nei processi che riguardano la salute osteo-articolare e cerebrale.<\/p>\n<h3>A cosa serve il calcio e cosa comporta la sua carenza?<\/h3>\n<p>Il calcio interviene nella contrazione muscolare ed \u00e8 un elemento chiave per il tessuto osseo. Il materiale associa la sua carenza all&#8217;osteoporosi, con riduzione della massa ossea. Per questo l&#8217;apporto e l&#8217;assorbimento del calcio sono temi centrali quando si parla di prevenzione delle patologie osteo-articolari legate all&#8217;invecchiamento.<\/p>\n<h3>Nell&#x27;osteoporosi \u00e8 utile mangiare alimenti integrali o ricchi di ossalati?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale del corso, nell&#8217;osteoporosi non \u00e8 utile assumere alimenti integrali o ricchi di ossalati, perch\u00e9 tenderebbero a limitare l&#8217;assorbimento del calcio. \u00c8 un esempio di come la composizione della dieta possa influenzare la disponibilit\u00e0 di un minerale chiave. L&#8217;indicazione ha finalit\u00e0 formativa e va contestualizzata nel singolo caso.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 pomodori e melanzane sono sconsigliati nell&#x27;artrosi?<\/h3>\n<p>Il materiale spiega che nell&#8217;artrosi non \u00e8 consigliato il consumo di pomodori e melanzane per la presenza di solanina, una sostanza contenuta in alcuni ortaggi della famiglia delle solanacee. Si tratta di un&#8217;indicazione presentata in chiave divulgativa e formativa nell&#8217;ambito dell&#8217;alimentazione consigliata e sconsigliata patologia per patologia.<\/p>\n<h3>Nell&#x27;artrite reumatoide la cipolla \u00e8 un alimento consigliato?<\/h3>\n<p>S\u00ec: il materiale indica la cipolla tra gli alimenti consigliati nell&#8217;artrite reumatoide, attribuendole propriet\u00e0 antinfiammatorie e un effetto favorevole sull&#8217;eliminazione dei depositi a livello articolare. Rientra fra gli esempi di alimenti considerati protettivi che il corso contrappone a quelli da limitare, sempre con taglio formativo.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 gli omega 3 sono considerati utili nelle patologie neurodegenerative?<\/h3>\n<p>Il materiale attribuisce agli omega 3 (EPA e DHA) propriet\u00e0 antinfiammatorie, neuroprotettive, cardio- e vaso-protettive e ipolipidemizzanti, richiamandone l&#8217;interesse in condizioni come Alzheimer, demenza senile e Parkinson. Indica inoltre un&#8217;assunzione di 1-5 g al giorno di prodotto purificato, con EPA e DHA in rapporto 2:1. Sono dati didattici, non una prescrizione individuale.<\/p>\n<h3>Quando va evitata la curcuma come integratore?<\/h3>\n<p>Il corso descrive la curcuma come sostanza antinfiammatoria di interesse a livello articolare, cardiovascolare e neuronale, ma precisa che non andrebbe utilizzata in caso di trattamento con farmaci anticoagulanti. \u00c8 un esempio di come anche un&#8217;integrazione di origine naturale richieda attenzione alle interazioni, da valutare sempre con il professionista di riferimento.<\/p>\n<h3>Lo zenzero \u00e8 considerato una sostanza utile e in che senso?<\/h3>\n<p>Il materiale considera lo zenzero una sostanza antinfiammatoria e digestiva, di interesse nel contesto dell&#8217;artrite e dei dolori muscolari da affaticamento o infiammazione. Viene inquadrato tra le sostanze dell&#8217;integrazione appropriata, accanto a curcuma, omega 3 e condroitin solfato, in un&#8217;ottica di supporto e prevenzione e non di terapia sostitutiva.<\/p>\n<h3>La stipsi pu\u00f2 essere uno dei sintomi del Parkinson?<\/h3>\n<p>S\u00ec: il materiale indica la stipsi tra i sintomi associati al Parkinson, in particolare quando \u00e8 resistente ai trattamenti e priva di una causa apparente, ed \u00e8 inoltre favorita dall&#8217;immobilit\u00e0 tipica della malattia. \u00c8 uno dei segni non motori che il corso richiama nel descrivere il quadro complessivo della patologia.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la demenza vascolare e da cosa pu\u00f2 dipendere?<\/h3>\n<p>Il materiale ricollega la demenza vascolare a un ridotto flusso di sangue al cervello e ai fattori di rischio cardiovascolari. Tra le cause indica l&#8217;ipercolesterolemia e, pi\u00f9 in generale, le condizioni che aumentano il rischio cardiovascolare; la presenza di ateromi pu\u00f2 contribuire al suo sviluppo. Da qui l&#8217;importanza della salute cardiocircolatoria nella prevenzione.<\/p>\n<h3>In quali patologie \u00e8 considerata utile la vitamina D?<\/h3>\n<p>Il materiale indica la vitamina D come utile nel contesto di artrosi, artrite e osteoporosi. Si tratta di una delle vitamine liposolubili trattate nel corso, qui richiamata per il suo rapporto con la salute osteo-articolare. L&#8217;indicazione \u00e8 formativa e non sostituisce la valutazione dello stato vitaminico nel singolo paziente.<\/p>\n<h3>Cosa avviene a livello chimico durante la digestione nella bocca e nello stomaco?<\/h3>\n<p>Il materiale spiega che nella bocca interviene la ptialina, l&#8217;enzima salivare che avvia la digestione degli amidi, mentre nello stomaco l&#8217;ambiente acido rende efficace l&#8217;azione della pepsina sulle proteine. Comprendere queste tappe aiuta a capire come e dove i diversi nutrienti vengono resi disponibili, presupposto di un&#8217;alimentazione consapevole.<\/p>\n<h3>Dove avviene l&#x27;assorbimento dei nutrienti e dove si formano le feci?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale, l&#8217;assorbimento dei nutrienti avviene a livello dei villi intestinali, presenti nell&#8217;intestino tenue, mentre le feci si formano nell&#8217;intestino crasso, dove avviene il riassorbimento dell&#8217;acqua. \u00c8 una distinzione utile per inquadrare il percorso del cibo e la disponibilit\u00e0 effettiva dei principi nutritivi introdotti con la dieta.<\/p>\n<h3>Come comunicano tra loro le cellule nervose?<\/h3>\n<p>Le cellule nervose comunicano tra loro attraverso le sinapsi. Il materiale precisa che non tutti gli assoni sono rivestiti dalla guaina mielinica, le cui interruzioni sono dette nodi di Ranvier, e che le fibre prive di mielina conducono l&#8217;impulso nervoso pi\u00f9 lentamente rispetto a quelle mielinizzate. \u00c8 la base fisiologica per comprendere il funzionamento del sistema nervoso.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Guardare al legame tra <strong>alimentazione e patologie neurodegenerative<\/strong> significa adottare uno sguardo preventivo che parte dalla fisiologia dell&#8217;organismo e arriva alle scelte quotidiane a tavola e nell&#8217;integrazione. Il messaggio di fondo \u00e8 coerente: ridurre l&#8217;infiammazione e l&#8217;acidosi attraverso uno stile alimentare equilibrato e il movimento per sostenere nel tempo la salute della rete neuronale. Per i professionisti sanitari, padroneggiare queste connessioni vuol dire offrire all&#8217;anziano e a chi se ne prende cura un accompagnamento pi\u00f9 solido e consapevole. Il corso FAD <a href=\"https:\/\/www.ikosecm.it\/senilita-alimentazione-e-integrazione-nella-prevenzione-delle-patologie-neurodegenerative-1.html\">Senilit\u00e0: alimentazione e integrazione nella prevenzione delle patologie neurodegenerative<\/a>, curato dalla Dott.ssa Shuela Curatola, eroga 20 crediti ECM e ripercorre l&#8217;intero itinerario, dalle basi anatomiche alle indicazioni nutrizionali per la prevenzione.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@brookelark?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Brooke Lark<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto tra alimentazione e patologie neurodegenerative \u00e8 diventato un terreno di crescente interesse per chi si occupa della salute della persona anziana. 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