{"id":828,"date":"2026-06-24T18:32:39","date_gmt":"2026-06-24T18:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/approccio-multidisciplinare-alla-demenza-dalla-persona-alla-qualita-di-vita\/"},"modified":"2026-06-24T18:32:39","modified_gmt":"2026-06-24T18:32:39","slug":"approccio-multidisciplinare-alla-demenza-dalla-persona-alla-qualita-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/geriatria-e-cura-dell-anziano\/approccio-multidisciplinare-alla-demenza-dalla-persona-alla-qualita-di-vita\/","title":{"rendered":"Approccio multidisciplinare alla demenza: dalla persona alla qualita di vita"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>approccio multidisciplinare alla demenza<\/strong> nasce dalla consapevolezza che la persona con un disturbo neurocognitivo non si cura su un solo fronte: cognitivo, comunicativo, deglutitorio e motorio si intrecciano e richiedono competenze diverse che dialogano tra loro. Quando manca una terapia risolutiva, l&#8217;obiettivo realistico e ambizioso diventa un altro: mantenere il piu a lungo possibile le capacita residue, prevenire le complicanze e sostenere la qualita di vita di chi vive con la demenza e di chi se ne prende cura. Questo articolo ripercorre i tre filoni complementari di un percorso formativo dedicato proprio a questo: gli interventi psicosociali, la presa in carico logopedica con il nodo della disfagia, e la gestione clinico-riabilitativa motoria. Il taglio e formativo e applicativo, pensato per chi opera ogni giorno accanto a queste persone.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>In sintesi.<\/strong> Il corso &#8220;Disturbi neurocognitivi: un approccio multidisciplinare per un miglioramento della qualita di vita del paziente con demenza&#8221;, a cura dei docenti Dott. G. Seccafien, Dott. F. Bergamo e Dott. R. Cuzzolin, eroga <strong>20 crediti ECM<\/strong> in modalita FAD ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. E articolato in tre parti complementari &#8211; interventi psicosociali, logopedia e disfagia, riabilitazione motoria &#8211; con un filo conduttore unico: mantenere le capacita residue e migliorare la qualita di vita del paziente e del caregiver.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Cosa sono gli interventi psicosociali nella demenza<\/h2>\n<p>Il punto di partenza di ogni presa in carico psicosociale e una distinzione netta. Secondo la definizione della British Psychological Society richiamata nel corso, l&#8217;<strong>intervento psicosociale<\/strong> e un termine ampio che indica i modi di supportare le persone a superare le sfide e mantenere una buona salute mentale, senza ricorso ai farmaci. Da questo si distingue l&#8217;intervento non farmacologico (NPI) in senso piu stretto, definito come un protocollo basato sulle prove, efficace, personalizzato, non invasivo, referenziato e supervisionato da un professionista.<\/p>\n<p>Il corso insiste su un take home message di onesta professionale: occorre attenzione a cosa si dichiara di proporre, perche un intervento terapeutico ha requisiti diversi da una proposta semplicemente ricreativa. Gli interventi si differenziano in base agli obiettivi &#8211; funzioni cognitive, aspetti psicologici e comportamentali, autonomia fisica e funzionale.<\/p>\n<p>Su questa base poggiano gli approcci alla persona con demenza presentati nel materiale: la <strong>Person Centred Care<\/strong> (PCC, cura centrata sulla persona), la Gentlecare, l&#8217;approccio ambientale, l&#8217;approccio Capacitante e la Validation. Tutti condividono lo stesso spostamento di sguardo: guardare alle capacita residue prima che ai deficit, lavorando sull&#8217;alleanza terapeutica e sul controllo dei disturbi del comportamento (BPSD).<\/p>\n<h2>Stimolazione cognitiva, reminiscenza e orientamento<\/h2>\n<p>Una volta valutate le abilita residue, il corso propone un ventaglio di tecniche di attivazione. La <strong>Cognitive Stimulation Therapy<\/strong> (CST) e presentata come un protocollo strutturato, centrato sulla persona e non prestazionale, che integra stimolazione cognitiva globale, socializzazione, orientamento alla realta, stimolazione multisensoriale e reminiscenza; tra i suoi obiettivi vi e la promozione della personhood e il sostegno alla riserva cognitiva. Accanto ad essa, la musicoterapia e lo storytelling creativo con il metodo TimeSlips offrono attivazione attraverso canali alternativi alla performance mnemonica.<\/p>\n<p>La <strong>reminiscenza<\/strong> e la memoria autobiografica vengono usate per stimolare la memoria a lungo termine e rinforzare l&#8217;identita personale, con un valore particolare per le persone anziane con umore depresso. La revisione della vita, processo strutturato e cronologico, richiede pero competenze e supervisione adeguate quando i sintomi depressivi sono significativi.<\/p>\n<p>Sul fronte dell&#8217;<strong>orientamento spazio-temporale<\/strong>, il materiale propone una lettura critica della ROT (Reality Orientation Therapy): l&#8217;uso rigido e ripetitivo puo generare frustrazione e ritiro nelle fasi moderate-severe. Meglio appoggiarsi a indizi ambientali &#8211; calendario, orologio, clima, abbigliamento &#8211; e, dove necessario, scegliere di &#8220;entrare nella realta del paziente&#8221; per preservare una relazione capacitante.<\/p>\n<h2>L&#x27;ambiente e il sostegno ai familiari<\/h2>\n<p>L&#8217;ambiente e un alleato terapeutico spesso sottovalutato. Il corso spiega che la persona con demenza fatica a memorizzare i punti di riferimento e a interiorizzare le mappe spaziali, e somma a questo i deficit percettivi propri della malattia e dell&#8217;invecchiamento. Da qui raccomandazioni dettagliate per l&#8217;ambiente domestico, stanza per stanza: ambienti semplici, oggetti sempre nello stesso posto, buona illuminazione, e accorgimenti di sicurezza in cucina e in bagno. Nei servizi residenziali l&#8217;ambiente protesico punta a controllo dei BPSD, mantenimento delle capacita residue, orientamento e sicurezza, fino al giardino terapeutico per stimoli naturali e attivita fisica.<\/p>\n<p>Il <strong>sostegno ai familiari<\/strong> e parte integrante della cura. Il materiale descrive i vissuti del caregiver &#8211; depressione, senso di colpa, rabbia, impotenza, isolamento &#8211; e le risposte presenti sul territorio: gruppi di sostegno psicologico, Caffe Alzheimer, gruppi ABC ad approccio conversazionale, associazioni di familiari. Allargando lo sguardo, il modello della <strong>Dementia Friendly Community<\/strong> propone una comunita in cui la persona con demenza e rispettata, compresa e messa in condizione di contribuire, riducendo stigma ed emarginazione.<\/p>\n<h2>Comunicazione e disturbi del linguaggio: la prospettiva logopedica<\/h2>\n<p>La seconda parte del corso entra nel territorio della <strong>logopedia<\/strong>, spesso ridotta nell&#8217;immaginario al solo lavoro con il bambino. Il materiale ne restituisce invece l&#8217;ampiezza, con una doppia ottica: la salvaguardia della vita &#8211; centrale nella disfagia &#8211; e la qualita della vita nelle altre applicazioni. La comunicazione viene letta come scambio di un messaggio secondo le regole di un codice, con due chiavi: l&#8217;output (emissione) e l&#8217;input (ricezione), affiancate dalla comunicazione non verbale e paraverbale, preziosa per chi assiste.<\/p>\n<p>Per collocare un disturbo osservato, il corso descrive i livelli linguistici &#8211; fonico, fonetico, fonologico, lessicale, morfo-sintattico, semantico, pragmatico &#8211; e i deficit corrispondenti. Su questa mappa si innesta la classificazione dei disturbi comunicativi: la <strong>disfonia<\/strong> come disturbo qualitativo della voce, la <strong>disartria<\/strong> come disturbo dell&#8217;articolazione per ridotta motilita delle strutture orali, e l&#8217;<strong>afasia<\/strong> come disturbo linguistico acquisito. Quest&#8217;ultima e molto piu ampia del semplice &#8220;smarrimento della parola&#8221;: esistono forme motorie, globali e sensoriali, queste ultime con eloquio fluente, ecolalie e neologismi.<\/p>\n<h2>La disfagia nell&#x27;anziano: classificazione, valutazione e consistenze<\/h2>\n<p>La <strong>disfagia nell&#8217;anziano<\/strong> e il nodo piu delicato del percorso logopedico, perche tocca la sicurezza della persona. Il corso la definisce come qualsiasi alterazione della deglutizione e la classifica per fase compromessa (orofaringea, laringea, esofagea), per eta &#8211; con il concetto di presbifagia, la disfagia dell&#8217;anziano senza patologie favorenti &#8211; per eziologia e per gravita. Sul piano della gravita il materiale richiama scale a piu livelli, fino ai gradi in cui l&#8217;aspirazione impone il &#8220;niente per bocca&#8221;. Un caveat importante: non bisogna dare per scontato che ogni anziano disfagico sia presbifagico.<\/p>\n<p>La valutazione si muove su due vie: gli esami strumentali &#8211; videofluoroscopia con bario modificato e fibroscopia &#8211; e i test al letto del paziente (bedside), come il test del bolo d&#8217;acqua, utili anche nei quadri di demenza. Il <strong>logopedista<\/strong> e la figura che conduce questa valutazione, sempre con grande attenzione alla sicurezza delle vie aeree.<\/p>\n<p>Sul piano pratico, il corso descrive la gestione delle consistenze: le viscosita dei liquidi (libero, sciropposo, crema, budino) ottenute con l&#8217;addensante e le consistenze dei solidi (morbida, sminuzzata, passe-partout, tritata, omogeneizzata). Particolare allerta per le consistenze miste, indicate come le piu pericolose per il rischio di ab ingestis. Restano indicazioni didattiche: la prescrizione spetta sempre a logopedista e medico.<\/p>\n<h2>Inquadrare clinicamente i disturbi neurocognitivi<\/h2>\n<p>La terza parte del corso fornisce l&#8217;inquadramento clinico che orienta la riabilitazione. Partendo dalla definizione del DSM, distingue il <strong>delirium<\/strong> &#8211; disturbo acuto e in genere reversibile &#8211; dal disturbo cognitivo maggiore e minore, e ricorda quante funzioni siano coinvolte: memoria, attenzione, apprendimento, logica, abilita prassiche, orientamento, linguaggio, con impatto diretto sulle attivita della vita quotidiana.<\/p>\n<p>Segue una rassegna delle principali patologie. Il <strong>Morbo di Alzheimer<\/strong>, demenza degenerativa primaria che insorge solitamente dopo i 65 anni e classificata nel DSM-5 come disturbo neurocognitivo maggiore, esordisce con deficit di memoria per poi coinvolgere linguaggio, orientamento e coordinazione. Accanto ad esso il materiale descrive la demenza vascolare, la demenza a corpi di Lewy, la Corea di Huntington, il Morbo di Parkinson con i parkinsonismi, l&#8217;encefalopatia spongiforme, oltre a ictus, traumi cranici e tumori. Per ciascuna patologia l&#8217;orizzonte riabilitativo e la <strong>prevenzione secondaria<\/strong>: rallentare il declino e mantenere le capacita residue, mai una guida diagnostica o terapeutica autonoma.<\/p>\n<h2>Deambulazione, rischio di caduta e ausili<\/h2>\n<p>La gestione motoria mette al centro il cammino e la sua sicurezza. Il corso descrive come la <strong>deambulazione<\/strong> e l&#8217;equilibrio dipendano da piu sistemi e informazioni &#8211; visive, vestibolari, propriocettive &#8211; e come la marcia si alteri in modo riconoscibile: lentezza e postura flessa nell&#8217;anziano, passo falciante nell&#8217;emiplegico, rigidita, bradicinesia e festinatio nel Parkinson.<\/p>\n<p>Da qui l&#8217;attenzione ai <strong>fattori di rischio di caduta<\/strong>: ambientali (illuminazione, tappeti, pavimenti bagnati), farmacologici, deficit visivi e di forza, disorientamento, comorbidita. Per misurarlo, il materiale cita le scale Tinetti, Conley e Morse; quando il rischio resta elevato, l&#8217;autonomia nel cammino non e piu sostenibile senza supervisione o assistenza.<\/p>\n<p>Il corso passa poi in rassegna gli <strong>ausili alla locomozione<\/strong> &#8211; bastoni, stampelle, tripodi e le diverse tipologie di deambulatore &#8211; sottolineando come alcune varianti (ad esempio il deambulatore a due ruote e due puntali) aiutino a compensare la retropulsione e a limitare la festinatio. Le carrozzine e i seggioloni polifunzionali vengono scelti in funzione delle capacita motorie e cognitive residue, in un&#8217;ottica di igiene posturale.<\/p>\n<h2>Prevenire i danni da immobilita nelle fasi avanzate<\/h2>\n<p>Nelle fasi avanzate, con la persona totalmente dipendente, la prevenzione diventa la priorita assoluta. Il corso descrive la <strong>sindrome ipocinetica<\/strong> come una cascata di danni che coinvolge piu organi e apparati: riduzione di massa e forza muscolare, osteoporosi, anchilosi, trombosi venosa profonda con rischio di embolia, infezioni polmonari e urinarie, stipsi, rallentamento cognitivo e lesioni da pressione, queste ultime con il rischio piu grave di setticemia.<\/p>\n<p>Le sue cause e concause sono molteplici &#8211; dalle patologie muscolo-scheletriche e neurologiche allo scompenso cardiaco, alla malnutrizione, fino a condizioni psicologiche come la paura di cadere e la depressione. Gli interventi di prevenzione che il materiale propone sono semplici nel principio e impegnativi nella costanza: <strong>igiene posturale<\/strong> a letto e in sedia, mobilizzazione articolare attiva, attiva-assistita o passiva, e riabilitazione respiratoria. Gli esercizi proposti nel corso restano spunti di lavoro da adattare alla valutazione e agli obiettivi del singolo paziente.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Che cos&#x27;e un intervento psicosociale nella cura della demenza?<\/h3>\n<p>L&#8217;intervento psicosociale e un termine ampio che indica i diversi modi per sostenere la persona ad affrontare le difficolta e a mantenere una buona salute mentale, secondo la definizione della British Psychological Society richiamata nel corso. La sua caratteristica distintiva e che non prevede l&#8217;uso di farmaci: agisce su funzioni cognitive, aspetti psicologici e comportamentali e autonomia della persona che vive con demenza.<\/p>\n<h3>Quali approcci alla persona con demenza vengono usati negli interventi psicosociali?<\/h3>\n<p>Tra gli approcci presentati nel corso c&#8217;e in primo luogo la Person Centred Care (PCC, cura centrata sulla persona), insieme a Gentlecare, all&#8217;approccio ambientale, all&#8217;approccio Capacitante e alla Validation. Tutti condividono l&#8217;idea di guardare alla persona e alle sue capacita residue, piu che ai soli deficit.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e la Cognitive Stimulation Therapy (CST) e quale obiettivo persegue?<\/h3>\n<p>La CST e un protocollo di stimolazione cognitiva strutturato e centrato sulla persona, presentato nel corso come evidence-based. Tra i suoi obiettivi c&#8217;e la promozione della personhood (l&#8217;essere persona): mira a stimolare le funzioni cognitive e la socializzazione e a favorire il benessere, contrastando l&#8217;eccessiva disabilita e sostenendo l&#8217;autostima.<\/p>\n<h3>A chi e particolarmente indicato l&#x27;uso della reminiscenza?<\/h3>\n<p>Il corso indica che la reminiscenza, inclusa la revisione della vita, e particolarmente utile per le persone anziane con umore depresso, compresi coloro che vivono in ambienti di assistenza a lungo termine. Poiche l&#8217;umore depresso e piu comune nelle persone con demenza, la reminiscenza puo contribuire a migliorarne l&#8217;umore.<\/p>\n<h3>Perche e necessario adattare l&#x27;ambiente per una persona che vive con demenza?<\/h3>\n<p>Tra i motivi indicati nel corso c&#8217;e la difficolta della persona con demenza a memorizzare i punti di riferimento ambientali e a interiorizzare le mappe spaziali. Adattare l&#8217;ambiente serve a compensare questi deficit percettivi e di orientamento, riducendo confusione e rischi e favorendo l&#8217;autonomia e il controllo dei disturbi comportamentali.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e una Dementia Friendly Community e a cosa serve?<\/h3>\n<p>Una Dementia Friendly Community e una comunita &#8211; una citta, un paese o una porzione di territorio &#8211; in cui le persone con demenza sono rispettate, comprese, sostenute e messe in condizione di contribuire alla vita comune. Tra le azioni per realizzarla, il corso sottolinea l&#8217;importanza di dare voce alle persone con demenza, per ridurre stigma ed emarginazione.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e la logopedia e di cosa si occupa?<\/h3>\n<p>Il corso definisce la logopedia come una disciplina riabilitativa, che integra linguistica, psicologia e medicina, con campi di applicazione molto ampi lungo tutto l&#8217;arco della vita: dal linguaggio del bambino fino alla disfagia e all&#8217;afasia nell&#8217;adulto e nell&#8217;anziano. Lavora in una doppia ottica, di salvaguardia e di qualita della vita.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e la disfagia?<\/h3>\n<p>La disfagia e una difficolta della deglutizione in generale: il corso la definisce come qualsiasi alterazione della progressione del materiale &#8211; saliva, cibo, bibite, anche farmaci &#8211; dall&#8217;esterno verso lo stomaco. Non e in senso stretto una patologia, ma un segno o sintomo che puo accompagnare diverse condizioni.<\/p>\n<h3>L&#x27;afasia significa semplicemente non riuscire a parlare?<\/h3>\n<p>No. Il corso spiega che intendere l&#8217;afasia come &#8220;smarrimento della parola&#8221; e riduttivo e vale solo per alcuni quadri, quelli motori e globali. Esistono infatti afasie in cui la persona produce molto piu di quanto comprenda, con eloquio fluente, ecolalie o neologismi: l&#8217;afasia e un disturbo linguistico acquisito molto piu ampio e variegato.<\/p>\n<h3>Qual e la differenza tra disfonia e disartria?<\/h3>\n<p>Nel corso la disfonia e descritta come un disturbo della voce nelle sue qualita &#8211; intensita, timbro, tono &#8211; mentre la disartria e un disturbo dell&#8217;articolazione delle parole, legato a una ridotta motilita delle strutture orali. Sono due problemi distinti, anche se entrambi possono ridurre l&#8217;intelligibilita dell&#8217;eloquio.<\/p>\n<h3>Chi si occupa di valutare la disfagia e con quali strumenti?<\/h3>\n<p>Il corso indica il logopedista come la figura che valuta la disfagia, avvalendosi sia di esami strumentali &#8211; come la videofluoroscopia e la fibroscopia &#8211; sia di test non invasivi al letto del paziente, come il test del bolo d&#8217;acqua. La valutazione punta sempre alla sicurezza delle vie aeree.<\/p>\n<h3>Come viene definito il tono muscolare?<\/h3>\n<p>Il corso definisce il tono muscolare come la resistenza che si incontra alla mobilizzazione passiva, ovvero il livello basilare di contrazione muscolare a riposo. La sua alterazione puo dare luogo a condizioni di ipotono o di ipertono, quest&#8217;ultimo nelle forme spastica o plastica\/rigida.<\/p>\n<h3>A quale eta insorge tipicamente il Morbo di Alzheimer?<\/h3>\n<p>Secondo il corso il Morbo di Alzheimer insorge solitamente dopo i 65 anni ed e classificato nel DSM-5 come disturbo neurocognitivo maggiore; rappresenta ad oggi la maggior parte delle demenze. La riabilitazione e orientata alla prevenzione secondaria, cioe al mantenimento delle capacita residue.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e la sindrome ipocinetica o sindrome da allettamento?<\/h3>\n<p>E l&#8217;insieme dei segni e sintomi a carico di vari organi e apparati che si manifesta quando una persona e costretta all&#8217;immobilita per un lungo periodo. Tra le conseguenze piu gravi indicate nel corso ci sono le lesioni da pressione, con rischio di infezioni e setticemia: per questo sono fondamentali igiene posturale, mobilizzazione e prevenzione.<\/p>\n<h3>Quali scale si usano comunemente per valutare il rischio di caduta?<\/h3>\n<p>Il corso cita tra le scale piu comuni per la valutazione del rischio di caduta la scala Tinetti, insieme alla Conley e alla Morse. Sono strumenti utili per individuare i pazienti a maggior rischio e impostare le opportune misure di sicurezza, fino alla supervisione o all&#8217;assistenza nel cammino.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>L&#8217;<strong>approccio multidisciplinare alla demenza<\/strong> non e uno slogan: e il modo concreto in cui interventi psicosociali, logopedia e riabilitazione motoria si tengono insieme attorno alla stessa persona. Conoscere gli approcci centrati sulla persona, saper riconoscere e gestire la disfagia, leggere il quadro clinico e prevenire le complicanze motorie e da immobilita sono competenze che, integrate, fanno davvero la differenza sulla qualita di vita del paziente e del caregiver. Il corso &#8220;Disturbi neurocognitivi: un approccio multidisciplinare per un miglioramento della qualita di vita del paziente con demenza&#8221;, da 20 crediti ECM in modalita FAD e rivolto a tutte le professioni sanitarie, accompagna in modo strutturato lungo questi tre filoni. <a href=\"\/corsi\/disturbi-neurocognitivi-un-approccio-multidisciplinare-per-un-miglioramento-della-qualita-di-vita-del-paziente-con-demenza-26\">Scopri il corso e iscriviti<\/a> per approfondire metodi, strumenti e strategie di presa in carico.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@brojomnick?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Jomarc Nicolai Cala<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;approccio multidisciplinare alla demenza nasce dalla consapevolezza che la persona con un disturbo neurocognitivo non si cura su un solo fronte: cognitivo, comunicativo, deglutitorio e motorio si intrecciano\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":829,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical illustration, teal and slate color palette, clean scientific magazine style: three interconnected circles representing a multidisciplinary care team around an elderly person silhouette, suggesting cognitive, communication and motor support. 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