{"id":832,"date":"2026-06-24T22:40:05","date_gmt":"2026-06-24T22:40:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/le-tappe-evolutive-del-bambino-dallo-sviluppo-motorio-allo-svezzamento\/"},"modified":"2026-06-24T22:40:05","modified_gmt":"2026-06-24T22:40:05","slug":"le-tappe-evolutive-del-bambino-dallo-sviluppo-motorio-allo-svezzamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/materno-infantile-e-ostetricia\/le-tappe-evolutive-del-bambino-dallo-sviluppo-motorio-allo-svezzamento\/","title":{"rendered":"Le tappe evolutive del bambino: dallo sviluppo motorio allo svezzamento"},"content":{"rendered":"<p>Le <strong>tappe evolutive del bambino<\/strong> nei primi diciotto mesi di vita raccontano un viaggio straordinario: dal neonato in flessione globale che non controlla ancora il capo al bambino che cammina da solo e porta il cucchiaio alla bocca. Conoscere questa sequenza non e solo affascinante, e clinicamente decisivo: permette di riconoscere precocemente i segni di una distorsione dello sviluppo e di accompagnare con sicurezza due processi paralleli e profondamente intrecciati, quello neuropsicomotorio e quello alimentare. Questo articolo, di taglio formativo e multidisciplinare, ripercorre entrambi i piani: il metodo Vojta e la diagnostica precoce, i riflessi primitivi, lo sviluppo motorio e della motricita fine mese per mese, e poi l&#8217;alimentazione, dall&#8217;allattamento esclusivo allo svezzamento nei suoi diversi modelli. Tutto e materiale didattico: lo sviluppo e lo svezzamento del bambino vanno sempre seguiti con il pediatra.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>In sintesi.<\/strong> Il corso &#8220;Le tappe evolutive del bambino&#8221;, a cura della Dott.ssa Anita Giuso (dietista), della Dott.ssa Valentina Prato (fisioterapista e osteopata) e del Dott. Marco Pastorini (psicoterapeuta), eroga <strong>10 crediti ECM<\/strong> in modalita FAD ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. Con un approccio multidisciplinare che unisce fisioterapia, osteopatia e nutrizione pediatrica, accompagna attraverso lo sviluppo neuropsicomotorio e alimentare del neonato dalla nascita ai 18 mesi: metodo Vojta, riflessi primitivi, tappe motorie, allattamento e svezzamento.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Cosa sono le tappe evolutive e le aree di sviluppo<\/h2>\n<p>Il corso definisce lo <strong>sviluppo psicomotorio<\/strong> come un processo maturativo che nei primi anni di vita consente al bambino di acquisire competenze posturali, motorie, cognitive e relazionali. Dipende essenzialmente dalla maturazione del sistema nervoso centrale: i tempi e le modalita variano da bambino a bambino, ma le tappe vengono raggiunte secondo una sequenza universalmente analoga.<\/p>\n<p>Per orientarsi, il materiale individua quattro <strong>aree di sviluppo<\/strong> &#8211; motoria, cognitiva, linguistica e socio-emotiva &#8211; che procedono in parallelo e si influenzano a vicenda. La conoscenza di queste tappe non ha un valore puramente descrittivo: e lo strumento che permette al professionista di cogliere precocemente i segni di una possibile distorsione dello sviluppo, presupposto per un intervento tempestivo. Questa cornice, sottolinea il corso, va sempre intesa come riferimento formativo e non come griglia diagnostica da applicare autonomamente.<\/p>\n<h2>Il metodo Vojta e la diagnostica precoce<\/h2>\n<p>Il <strong>metodo Vojta<\/strong>, sviluppato dal neurologo e neuropsichiatra infantile Vaclav Vojta tra gli anni Cinquanta e Settanta, e presentato nel corso come strumento di diagnostica precoce delle alterazioni dello sviluppo motorio. Si fonda sul principio della <strong>locomozione riflessa<\/strong> e su tre pilastri: l&#8217;osservazione dell&#8217;attivita motoria spontanea del neonato, la valutazione posturale attraverso sette reazioni posturali provocate e la valutazione dei riflessi primitivi. Il materiale ne sottolinea l&#8217;importanza entro i primi sei mesi di vita.<\/p>\n<p>Le <strong>sette prove posturali<\/strong> &#8211; dalla Reazione di Vojta alla prova di trazione, dalle sospensioni secondo Peiper e Collis alla reazione di Landau e alla sospensione ascellare &#8211; vengono descritte nella loro posizione di partenza, stimolazione e fasi di sviluppo. In base al numero di reazioni non ideali, il corso gradua il <strong>Disturbo di Coordinazione Centrale<\/strong> (DCC): lievissimo con 1-3 prove anormali, lieve con 4-5, medio con 6-7, grave con 7 prove piu un grave disturbo del tono. Un punto che il materiale tiene a precisare: il DCC non e sinonimo di paralisi cerebrale ne di sua minaccia.<\/p>\n<h2>I riflessi primitivi: comparsa, scomparsa e significato<\/h2>\n<p>I <strong>riflessi primitivi<\/strong>, o arcaici, sono al centro della valutazione neuromotoria. Il corso ne descrive i principali &#8211; suzione, rooting, Moro, prensione o grasping, marcia automatica, Babinski, Galant, tonico asimmetrico del collo ed estrusione &#8211; illustrandone significato e finestre temporali. La maggior parte compare gia nel grembo materno, intorno alla 32a settimana di gestazione, e tende a scomparire entro i primi 6-12 mesi man mano che il sistema nervoso matura; il riflesso di Babinski e quello che impiega piu tempo, fino a circa due anni.<\/p>\n<p>Il significato clinico di questi riflessi e duplice. Da un lato, la loro presenza e scomparsa nei tempi attesi e un indice di maturazione fisiologica; dall&#8217;altro, la loro persistenza oltre la finestra prevista o la loro asimmetria possono rappresentare possibili segni di problemi neurologici, da valutare con lo specialista. Particolarmente significativo per il passaggio all&#8217;alimentazione solida e il <strong>riflesso di estrusione<\/strong>, che si sviluppa dalla 32a settimana e scompare tra i 4 e i 6 mesi, segnalando che il bambino e pronto ad assumere cibi diversi dal latte.<\/p>\n<h2>Lo sviluppo motorio e la motricita fine da 0 a 18 mesi<\/h2>\n<p>Il corso ricostruisce lo <strong>sviluppo motorio mese per mese<\/strong>. Si parte dalla flessione globale e dall&#8217;instabilita del capo del neonato, si arriva al controllo del capo intorno ai 3 mesi, poi al rotolamento e al pivoting, alla sedestazione libera, alla quadrupedia e al gattonamento intorno agli 8-9 mesi, alla bipedestazione e al cruising verso gli 11 mesi, ai primi passi intorno ai 12 mesi, fino alla deambulazione autonoma e all&#8217;appoggio monopodalico tra i 16 e i 18 mesi. Ogni tappa e una conquista che apre nuove possibilita di esplorazione dell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>In parallelo procede la <strong>motricita fine<\/strong>, descritta in stretta relazione con lo svezzamento. Dalla presa palmare e ulnare &#8211; la cosiddetta &#8220;mano di talpa&#8221; &#8211; il bambino conquista intorno ai 6 mesi la presa a <strong>pinza<\/strong>, con l&#8217;opposizione del pollice e la coordinazione occhio-mano-bocca, fino all&#8217;autonomia con cucchiaio e forchetta intorno ai 36 mesi. Non e un caso che la comparsa della pinza coincida con il momento in cui il bambino diventa pronto a portarsi autonomamente il cibo alla bocca: i due sviluppi, motorio e alimentare, si sostengono a vicenda.<\/p>\n<h2>L&#x27;alimentazione nei primi 6 mesi: allattamento al seno<\/h2>\n<p>Il primo capitolo alimentare e dedicato all&#8217;<strong>allattamento al seno<\/strong>. Il corso descrive il latte materno come l&#8217;alimento ideale per il neonato, unico per digeribilita e tollerabilita, e ne illustra i benefici di salute: una riduzione delle infezioni gastrointestinali e respiratorie nell&#8217;infanzia e effetti protettivi che il materiale riporta anche verso celiachia e diabete di tipo 1, oltre a vantaggi in eta adulta. L&#8217;OMS raccomanda l&#8217;allattamento esclusivo per i primi 6 mesi.<\/p>\n<p>Il latte materno, sottolinea il corso, non e solo nutrimento: e un vero <strong>sistema biologico<\/strong> che, accanto ai nutrienti, veicola componenti funzionali &#8211; cellule immunitarie, ormoni, microbioma &#8211; con un ruolo descritto anche in chiave di nutrigenomica. Quando l&#8217;allattamento al seno non e possibile, il materiale presenta l&#8217;<strong>allattamento artificiale<\/strong> con formule adattate come alternativa. Anche qui il taglio resta formativo: la scelta e la gestione dell&#8217;allattamento vanno sempre condivise con il pediatra.<\/p>\n<h2>Lo svezzamento: quando e come iniziare<\/h2>\n<p>Lo <strong>svezzamento<\/strong>, definito dall&#8217;OMS come alimentazione complementare, segna il passaggio a una dieta progressivamente piu varia. Il corso indica i 6 mesi come momento raccomandato per iniziare, in associazione all&#8217;allattamento che puo continuare fino ai 2 anni o oltre; il Ministero della Salute precisa che, dove non sia possibile attendere, il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana ne oltre la 26a.<\/p>\n<p>Piu del calendario, contano i segnali di prontezza. Il materiale individua tre <strong>caratteristiche fondamentali<\/strong>: la posizione seduta con minimo appoggio e testa allineata alla schiena, la perdita del riflesso di estrusione della lingua e l&#8217;interesse verso il cibo. Le prime due, in particolare, sono dirimenti per la sicurezza: in loro assenza aumenta il rischio di soffocamento.<\/p>\n<p>Il corso descrive poi diversi <strong>modelli di svezzamento<\/strong> &#8211; tradizionale, alimentazione complementare a richiesta, baby-led weaning (autosvezzamento) e a base vegetale &#8211; ciascuno con rischi e benefici. Un dato utile e che puo essere necessaria l&#8217;esposizione a un nuovo sapore anche 8-10 volte prima che venga accettato: la pazienza fa parte del metodo.<\/p>\n<h2>Il piatto dello svezzamento e i &#x27;no&#x27; da rispettare<\/h2>\n<p>La composizione del piatto del bambino segue logiche diverse da quelle dell&#8217;adulto. Il corso indica che, a differenza dell&#8217;adulto in cui la fibra occupa la parte maggioritaria, durante lo svezzamento la componente principale deve essere quella <strong>glucidica<\/strong>, con proteine e fibra in quantita minori, per evitare problemi gastrointestinali e una ridotta capacita di assorbimento dei nutrienti. Il fabbisogno energetico nel divezzamento e indicato intorno a 70-75 kcal\/kg\/die, con i lipidi a una quota piu alta che nell&#8217;adulto. Il materiale segnala inoltre che un eccesso di proteine in eta pediatrica si associa a un aumentato rischio di obesita in eta adulta.<\/p>\n<p>Tra i <strong>&#8220;no&#8221; dello svezzamento<\/strong>, il corso include il miele e i funghi fino ai 12 mesi (il miele per il rischio di botulino), zucchero e sale fino ai 2 anni, succhi di frutta e bevande zuccherate, fritti e alcol. Su questi e sulle raccomandazioni WHO 2023 &#8211; varieta alimentare, alimentazione responsiva, attenzione ai cibi non salutari &#8211; il materiale richiama sempre la supervisione del pediatra. Le indicazioni sono presentate come contenuto formativo, non come prescrizione da seguire in autonomia.<\/p>\n<h2>Lo svezzamento a base vegetale: pianificazione e integrazioni<\/h2>\n<p>Tra i modelli, il corso dedica un&#8217;attenzione particolare allo <strong>svezzamento a base vegetale<\/strong>, che secondo il materiale e sicuro solo se effettuato sotto la supervisione di un pediatra o di un dietista esperto. Le principali societa scientifiche pediatriche, riporta il corso, concordano che le diete vegetariane e vegane nei lattanti possono essere adeguate, ma richiedono una pianificazione attenta per prevenire carenze che potrebbero compromettere crescita e sviluppo.<\/p>\n<p>Le <strong>integrazioni obbligatorie<\/strong> riguardano tre nutrienti critici: la vitamina B12, assente negli alimenti vegetali e la cui carenza puo causare anemia megaloblastica e danni neurologici irreversibili; la vitamina D; e il DHA, un acido grasso omega-3 ricavabile da microalghe, fondamentale per lo sviluppo cerebrale e visivo. Le proteine, infine, vanno garantite combinando una varieta di fonti vegetali. Si tratta di indicazioni di sicurezza nutrizionale che il corso presenta come materiale didattico: ogni scelta dietetica per il lattante va affidata allo specialista.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Che cosa si intende per tappe evolutive del bambino?<\/h3>\n<p>Lo sviluppo psicomotorio e un processo maturativo che nei primi anni di vita consente al bambino di acquisire competenze posturali, motorie, cognitive e relazionali. Dipende essenzialmente dalla maturazione del sistema nervoso centrale, con tempi e modalita variabili per ogni bambino ma con tappe raggiunte secondo una sequenza universalmente analoga. Conoscerle e indispensabile per cogliere precocemente i segni di una distorsione dello sviluppo.<\/p>\n<h3>Su cosa si basa la diagnostica precoce secondo il metodo Vojta?<\/h3>\n<p>La diagnostica precoce di Vojta si fonda su tre principi: l&#8217;osservazione dell&#8217;attivita motoria spontanea del neonato, la valutazione posturale attraverso 7 reazioni posturali provocate e la valutazione dei riflessi primitivi. Vaclav Vojta, neurologo e neuropsichiatra infantile, ne sviluppo le basi tra il 1950 e il 1970 a partire dal concetto di locomozione riflessa.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e il Disturbo di Coordinazione Centrale (DCC)?<\/h3>\n<p>Il DCC e la condizione che si rileva quando, a uno stimolo posturale, non si ottiene una risposta ideale. In base al numero di prove posturali anormali si gradua in lievissimo (1-3 prove), lieve (4-5), medio (6-7) e grave (7 prove piu un grave disturbo del tono). Il corso precisa che la denominazione DCC non e sinonimo di paralisi cerebrale ne di minaccia di paralisi cerebrale.<\/p>\n<h3>Che cosa sono i riflessi primitivi e quando scompaiono?<\/h3>\n<p>I riflessi primitivi (o arcaici) sono risposte automatiche e involontarie presenti fin dalla nascita, come suzione, rooting, Moro, prensione, marcia automatica, Babinski, Galant, tonico asimmetrico del collo ed estrusione. Si sviluppano gia nel grembo materno, gran parte intorno alla 32a settimana, e nella maggioranza dei casi scompaiono entro i primi 6-12 mesi man mano che il sistema nervoso matura; il Babinski impiega piu tempo, circa 2 anni. La loro persistenza o asimmetria puo indicare problemi neurologici.<\/p>\n<h3>A che eta il bambino inizia a stare seduto da solo e a gattonare?<\/h3>\n<p>La fase della sedestazione libera e del gattonamento vero e proprio inizia tipicamente intorno ai 9 mesi. Nella sedestazione il peso e centrato bilateralmente sugli ischi, e il gattonamento rappresenta una tappa importante perche permette al bambino di muoversi autonomamente ed esplorare l&#8217;ambiente.<\/p>\n<h3>Perche l&#x27;allattamento al seno e cosi importante nei primi mesi?<\/h3>\n<p>Il latte materno e considerato l&#8217;alimento ideale per il neonato, unico per digeribilita e tollerabilita, e si associa a benefici di salute nell&#8217;infanzia (riduzione di infezioni gastrointestinali e respiratorie, effetti protettivi verso celiachia e diabete tipo 1) e in eta adulta. Contiene non solo nutrienti ma anche componenti funzionali (cellule immunitarie, ormoni, microbioma), comportandosi come un vero sistema biologico. L&#8217;OMS raccomanda l&#8217;allattamento esclusivo per i primi 6 mesi.<\/p>\n<h3>Quando l&#x27;OMS raccomanda di iniziare lo svezzamento?<\/h3>\n<p>L&#8217;OMS raccomanda di iniziare lo svezzamento (alimentazione complementare) a 6 mesi, in associazione all&#8217;allattamento che puo continuare fino ai 2 anni o oltre. Il Ministero della Salute precisa che, laddove non sia possibile attendere i 6 mesi, il divezzamento non dovrebbe avvenire prima della 17a settimana e comunque non oltre la 26a.<\/p>\n<h3>Quali sono le tre caratteristiche fondamentali per iniziare lo svezzamento?<\/h3>\n<p>Le tre caratteristiche fondamentali sono: la posizione seduta con minimo appoggio e testa allineata con la schiena, la perdita del riflesso di estrusione della lingua (quando il bambino non spinge piu fuori il cibo) e l&#8217;interesse verso il cibo. Se queste caratteristiche &#8211; soprattutto le prime due &#8211; non sono presenti, c&#8217;e un aumentato rischio di soffocamento.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e il baby-led weaning (autosvezzamento)?<\/h3>\n<p>Il baby-led weaning, tradotto come &#8220;svezzamento guidato dal bambino&#8221; o autosvezzamento, prevede che il bambino si porti il cibo alla bocca solo con le mani, senza cucchiaino. I genitori offrono consistenze e forme facili da gestire seguendo i tagli anti-soffocamento, cosi che il bambino impari gradualmente a mangiare da solo, a conoscere gli alimenti e a riconoscere la sazieta.<\/p>\n<h3>Il baby-led weaning aumenta il rischio di soffocamento?<\/h3>\n<p>Secondo la letteratura riportata nel corso, il rischio di soffocamento non sembra aumentare nei neonati che seguono l&#8217;autosvezzamento; anzi, il baby-led weaning puo incoraggiare il miglioramento delle capacita motorie orali, a patto che i genitori siano guidati a evitare alimenti a rischio e a effettuare tagli sicuri. Non sono inoltre emerse differenze nell&#8217;apporto energetico rispetto allo svezzamento tradizionale.<\/p>\n<h3>Qual e la componente maggioritaria del piatto durante lo svezzamento?<\/h3>\n<p>A differenza dell&#8217;alimentazione dell&#8217;adulto, dove la fibra occupa la parte maggioritaria del piatto, durante lo svezzamento la componente maggioritaria deve essere quella glucidica (carboidrati). Le proteine vanno in quantita minima e anche la fibra deve essere poca, per evitare problemi gastrointestinali e la riduzione dell&#8217;assorbimento di nutrienti importanti.<\/p>\n<h3>Quali alimenti non vanno introdotti durante lo svezzamento?<\/h3>\n<p>Il corso indica come &#8220;no&#8221; assoluti il miele e i funghi (il miele per il rischio di botulino, da evitare fino ai 12 mesi). Vanno inoltre evitati zucchero e sale fino ai 2 anni, succhi di frutta e bevande zuccherate, alimenti industriali e fritti, e l&#8217;alcol per sfumare, perche non evapora mai del tutto.<\/p>\n<h3>Lo svezzamento a base vegetale e sicuro per il bambino?<\/h3>\n<p>Lo svezzamento a base vegetale e sicuro solo se effettuato sotto la supervisione di un pediatra o di un dietista esperto, per prevenire carenze che possono compromettere crescita e sviluppo. Le principali societa scientifiche pediatriche concordano che le diete vegetariane e vegane nei lattanti richiedono attenta pianificazione e integrazione obbligatoria di alcuni nutrienti.<\/p>\n<h3>Quali integrazioni sono necessarie nello svezzamento a base vegetale?<\/h3>\n<p>Nello svezzamento a base vegetale sono necessarie integrazioni di vitamina B12 (assente negli alimenti vegetali, la cui carenza puo causare anemia megaloblastica e danni neurologici irreversibili), vitamina D e DHA (un acido grasso omega-3 da microalghe, fondamentale per lo sviluppo cerebrale e visivo). Le proteine vanno garantite da una varieta di fonti vegetali.<\/p>\n<h3>Qual e il fabbisogno energetico durante lo svezzamento?<\/h3>\n<p>Il fabbisogno energetico giornaliero durante il divezzamento e di circa 70-75 kcal\/kg\/die, suddiviso tra i macronutrienti: 45-60% dai carboidrati, circa il 40% dai lipidi (piu alto rispetto alla popolazione generale) e una quota proteica ridotta. Un eccesso di proteine in eta pediatrica e associato a un aumentato rischio di obesita in eta adulta.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Conoscere le <strong>tappe evolutive del bambino<\/strong> significa saper leggere, e accompagnare con sicurezza, due processi che procedono mano nella mano: lo sviluppo neuropsicomotorio e quello alimentare. Dal metodo Vojta ai riflessi primitivi, dalle conquiste motorie mese per mese all&#8217;allattamento e allo svezzamento nei suoi modelli, ogni tassello aiuta il professionista a riconoscere precocemente i segnali da approfondire e a sostenere genitori e bambino. E un sapere multidisciplinare che unisce fisioterapia, osteopatia e nutrizione pediatrica. Il corso &#8220;Le tappe evolutive del bambino&#8221;, da 10 crediti ECM in modalita FAD e rivolto a tutte le professioni sanitarie, accompagna in questo viaggio dalla nascita ai 18 mesi. <a href=\"\/corsi\/le-tappe-evolutive-del-bambino-un-viaggio-attraverso-le-tappe-dello-sviluppo-neuropsicomotorio-ed-alimentare-del-neonato-dalla-nascita-ai-18-mesi-di-eta\">Scopri il corso e iscriviti<\/a> per approfondire, sempre in affiancamento al pediatra.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@ashtychepe?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Adriana Elias<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tappe evolutive del bambino nei primi diciotto mesi di vita raccontano un viaggio straordinario: dal neonato in flessione globale che non controlla ancora il capo al bambino\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":833,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical illustration, teal and slate color palette, clean scientific magazine style: a stylized timeline of infant motor milestones from lying newborn to a toddler taking first steps, with a subtle feeding spoon icon. 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