{"id":849,"date":"2026-06-25T05:30:39","date_gmt":"2026-06-25T05:30:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/asse-intestino-cervello-microbiota-serotonina-e-strategie-cliniche\/"},"modified":"2026-06-25T13:04:11","modified_gmt":"2026-06-25T13:04:11","slug":"asse-intestino-cervello-microbiota-serotonina-e-strategie-cliniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/nutrizione-e-alimentazione\/asse-intestino-cervello-microbiota-serotonina-e-strategie-cliniche\/","title":{"rendered":"Asse intestino-cervello: microbiota, serotonina e strategie cliniche"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>asse intestino-cervello<\/strong> e la rete di comunicazione bidirezionale che collega l&#8217;apparato digerente al sistema nervoso centrale, e oggi e uno dei terreni piu fertili del confronto tra psicologia, medicina e nutrizione. Stress, ansia e benessere sociale non si fermano alla sfera psichica: dialogano con il microbiota intestinale, con la produzione di serotonina e con la motilita dell&#8217;intestino, e viceversa. Per il professionista sanitario significa imparare a leggere il rapporto &#8220;testa-pancia&#8221; su piani integrati. In questo articolo ripercorriamo il filo conduttore del percorso formativo: il ruolo della serotonina e dei neurotrasmettitori, il sistema nervoso enterico e la teoria polivagale, i disturbi funzionali e i sintomi medicalmente inspiegati, la biologia del microbiota e della disbiosi, fino alle strategie nutrizionali come la dieta mediterranea e la dieta low-FODMAP.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>In sintesi.<\/strong> Il corso &#8220;Microbiota e serotonina&#8221;, a cura del Dott. Marco Pastorini (psicoterapeuta), del Dott. Massimo Labate (medico dietologo) e della Dott.ssa Anita Giuso (dietista), eroga <strong>15 crediti ECM<\/strong> in modalita FAD. E un corso ad ampio accreditamento, rivolto a medici chirurghi, psicologi, biologi, dietisti, farmacisti, infermieri, fisioterapisti, ostetriche\/i, logopedisti, educatori professionali e numerose altre professioni sanitarie. Il taglio e scientifico-divulgativo e multidisciplinare, con un caso clinico a fare da raccordo tra il piano psicologico e quello medico-nutrizionale.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Serotonina e neurotrasmettitori: il legame con l&#x27;intestino<\/h2>\n<p>La <strong>serotonina<\/strong> e il primo anello del filo che lega intestino e cervello. Il materiale del corso ricorda un dato spesso sorprendente: questa molecola, sia neurotrasmettitore sia ormone, viene sintetizzata per circa il 95% nelle cellule enterocromaffini della parete gastrointestinale e solo per il restante 5% nei neuroni serotoninergici cerebrali. La serotonina partecipa alla regolazione di umore, sonno, appetito ed emozioni, e la sua produzione dipende dalla disponibilita di triptofano, l&#8217;amminoacido precursore introdotto con la dieta.<\/p>\n<p>Sul piano farmacologico, il corso richiama il meccanismo della ricaptazione sinaptica e il razionale d&#8217;azione degli SSRI, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Sul piano alimentare, viene approfondito il legame tra dieta e serotonina: l&#8217;apporto di triptofano insieme ai carboidrati, la sintesi di melatonina connessa al sonno, il ruolo dell&#8217;esercizio fisico e dell&#8217;esposizione alla luce. Si tratta di nessi che il corso presenta in chiave formativa, per comprendere il quadro complessivo, non come indicazioni terapeutiche dirette.<\/p>\n<p>Comprendere dove e come si forma la serotonina aiuta a inquadrare perche un&#8217;alterazione dell&#8217;ambiente intestinale possa avere riflessi sul tono dell&#8217;umore e sul benessere, tema che attraversa l&#8217;intero percorso.<\/p>\n<h2>Il sistema nervoso enterico e la teoria polivagale<\/h2>\n<p>Il <strong>sistema nervoso enterico<\/strong> (SNE) e la base anatomica del dialogo intestino-cervello. Composto da circa 100 milioni di neuroni, e organizzato in due plessi: il plesso mioenterico di Auerbach, piu esterno, che governa l&#8217;attivita motoria e la peristalsi, e il plesso sottomucoso di Meissner, piu interno, che controlla la secrezione. La sua capacita di operare in modo relativamente autonomo gli e valsa l&#8217;appellativo di &#8220;secondo cervello&#8221;. Il corso descrive inoltre il sistema nervoso autonomo nel suo paradigma classico simpatico\/parasimpatico, con i relativi neurotrasmettitori e la reazione di attacco-fuga.<\/p>\n<p>A questo si aggiunge la <strong>teoria polivagale<\/strong>, elaborata da Stephen Porges. La teoria distingue due circuiti vagali &#8211; uno ventrovagale piu recente e mielinizzato, sopra-diaframmatico, legato all&#8217;espressione delle emozioni, e uno dorsovagale piu antico, sotto-diaframmatico, legato all&#8217;omeostasi &#8211; e tre stati autonomici: ventro-vagale (calma e sicurezza), simpatico (attacco o fuga) e dorso-vagale (immobilizzazione). Concetti come la neurocezione e la coregolazione descrivono come il sistema nervoso &#8220;legga&#8221; sicurezza o minaccia anche al di fuori della consapevolezza.<\/p>\n<p>Il materiale sottolinea infine che il flusso informativo lungo l&#8217;asse e prevalentemente ascendente: circa il 90% bottom-up, dall&#8217;apparato digerente verso il cervello, e solo il 10% top-down. Un dato che ribalta l&#8217;idea che sia sempre la mente a comandare la pancia.<\/p>\n<h2>Quando testa e pancia entrano in conflitto: disturbi funzionali e MUS<\/h2>\n<p>Il corso dedica ampio spazio alle relazioni problematiche tra <strong>testa e pancia<\/strong>. Tra i disturbi funzionali piu frequenti vengono richiamati la sindrome dell&#8217;intestino irritabile (IBS), la colite, la stipsi, oltre alle malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Su questo terreno il materiale riporta evidenze relative al ruolo della psicoterapia nell&#8217;IBS e ad altri approcci studiati, come l&#8217;olio di menta piperita, la terapia cognitivo-comportamentale e l&#8217;ipnosi.<\/p>\n<p>Un capitolo a se riguarda i <strong>sintomi medicalmente inspiegati<\/strong> (MUS, Medically Unexplained Symptoms): la presenza di sintomi somatici e la richiesta frequente di indagini medico-strumentali, in assenza di anomalie oggettive che li giustifichino. Il corso ne stima una quota tra il 30 e il 50% dei pazienti della medicina di base, con la gastroenterologia tra le specialita a maggiore frequenza, e collega il tema all&#8217;ansia per la salute intesa come comportamento abnorme di malattia.<\/p>\n<p>A dare concretezza a questi concetti e il caso clinico di Alice, paziente con colite ulcerosa, in cui eventi stressanti, stile di personalita e ciclo di mantenimento del sintomo vengono affrontati con un intervento integrato che combina psicoterapia, supporto nutrizionale e training di rilassamento. Tutto cio resta materiale formativo, non un protocollo da replicare autonomamente.<\/p>\n<h2>Microbiota intestinale: composizione, funzioni e disbiosi<\/h2>\n<p>Il <strong>microbiota intestinale<\/strong>, un tempo chiamato microflora normale, e l&#8217;insieme dei microrganismi non patogeni che vivono in simbiosi con il corpo umano. Il materiale ne fornisce alcune coordinate quantitative: circa 10^14 cellule batteriche e un numero di geni oltre 150 volte superiore a quello del genoma umano, con oltre il 70% di tutti i microbi del corpo che risiede nel tratto gastrointestinale. La sua composizione si sviluppa dalla nascita allo svezzamento, si stabilizza verso i 4 anni ed e unica per ogni individuo.<\/p>\n<p>Sul piano della composizione batterica, il corso indica due phyla principali: i Bacteroidetes (Gram negativi, circa il 25%) e i Firmicutes (Gram positivi, il piu numeroso), che insieme rappresentano circa il 90% dei batteri intestinali. La densita batterica cresce lungo il tratto digerente, da esofago e stomaco a basso carico fino all&#8217;intestino crasso, sede di massima diversita. Le funzioni del microbiota sono metaboliche (sintesi di vitamine, fermentazione dei carboidrati non digeribili, recupero energetico), immunitarie (modulazione del GALT e dei recettori Toll-like) e protettive (effetto barriera ed esclusione competitiva dei patogeni).<\/p>\n<p>Quando questo equilibrio si rompe si parla di <strong>disbiosi<\/strong>, in contrapposizione all&#8217;eubiosi. Il materiale e prudente sul nesso causale: la disbiosi puo rappresentare causa o trigger di malattia, ma il rapporto non e ancora del tutto assodato. La relazione con l&#8217;asse intestino-cervello e bidirezionale e puo avere riflessi anche sulla salute mentale.<\/p>\n<h2>Metaboliti del microbiota e meccanismi del gut-brain axis<\/h2>\n<p>Il cuore biologico del <strong>gut-brain axis<\/strong> sta nei metaboliti prodotti dal microbiota. Tra questi spiccano gli acidi grassi a catena corta (SCFA: acetato, propionato, butirrato), generati dalla fermentazione delle fibre, ma anche molecole neuroattive come GABA, serotonina e dopamina. Il materiale descrive le diverse vie di comunicazione: i metaboliti, le molecole neuroattive che raggiungono il sistema nervoso anche attraverso il nervo vago, il sistema immunitario mucosale e lo stesso sistema nervoso enterico.<\/p>\n<p>Nella direzione opposta, dal cervello all&#8217;intestino, il corso richiama il ruolo del nervo vago e del sistema nervoso autonomo nel modulare motilita e permeabilita intestinale. E proprio su questa bidirezionalita che si fonda l&#8217;idea che stress e stati emotivi possano riflettersi sulla funzione intestinale e che, viceversa, l&#8217;equilibrio del microbiota possa influenzare l&#8217;umore.<\/p>\n<p>Tra le condizioni cliniche associate, il materiale approfondisce le malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD\/MICI) con la cosiddetta dysbiosis hypothesis e la sindrome dell&#8217;intestino irritabile (IBS). Per quest&#8217;ultima vengono riportati i sottotipi (IBS-D, IBS-C, IBS-M), una stima epidemiologica del 15-25% della popolazione dei Paesi industrializzati con prevalenza doppia nelle donne, e i meccanismi ipotizzati: alterazioni della motilita, ipersensibilita viscerale, infiammazione di basso grado e microbiota alterato.<\/p>\n<h2>Dieta e microbiota: dalla dieta mediterranea alla low-FODMAP<\/h2>\n<p>L&#8217;ultimo piano del corso e quello <strong>nutrizionale<\/strong>. Il materiale riporta che la dieta puo modificare circa il 60% della struttura del microbiota, mentre il background genetico ne spiega circa il 12%: un dato che spiega perche l&#8217;alimentazione sia una leva cosi importante. Vengono distinti, secondo le definizioni del Ministero della Salute, probiotici, prebiotici e simbiotici, e viene approfondito il ruolo della fibra &#8211; inulina e amido resistente &#8211; come substrato per la produzione di SCFA.<\/p>\n<p>Sul versante dei modelli alimentari, la <strong>dieta mediterranea<\/strong>, ricca di fibre e omega-3 e povera di proteine animali e grassi saturi, e descritta come capace di aumentare la diversita del microbiota e di favorire generi come Prevotella e Firmicutes, con maggiore produzione di metaboliti antinfiammatori. La western diet, al contrario, tende a generare disbiosi. Il corso passa poi in rassegna dieta chetogenica, vegetariana\/vegana, alimenti fermentati e dolcificanti artificiali, questi ultimi con evidenze contrastanti.<\/p>\n<p>Particolare attenzione e dedicata alla <strong>dieta low-FODMAP<\/strong> per l&#8217;IBS. I FODMAP sono carboidrati a catena corta fermentabili; la strategia e organizzata in tre fasi &#8211; eliminazione, reintroduzione graduale e personalizzazione &#8211; e il materiale la descrive come dieta di sostituzione, non di esclusione, da seguire sotto la guida di un professionista esperto. Per le MICI, infine, il corso richiama le linee guida ESPEN, secondo cui nessuna dieta specifica si e dimostrata in grado di promuovere la remissione in fase attiva.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Dove viene prodotta la serotonina nel corpo umano?<\/h3>\n<p>La serotonina viene sintetizzata per circa il 95% nelle cellule enterocromaffini della parete gastrointestinale e solo per il 5% nei neuroni serotoninergici cerebrali. E sia un neurotrasmettitore sia un ormone ed e implicata nella regolazione di funzioni come umore, sonno, appetito ed emozioni. La sua produzione dipende dalla disponibilita di triptofano, introdotto con la dieta.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e il sistema nervoso enterico?<\/h3>\n<p>Il sistema nervoso enterico, talvolta chiamato &#8220;secondo cervello&#8221;, e costituito da circa 100 milioni di neuroni organizzati in due plessi. Il plesso mioenterico di Auerbach, piu esterno, controlla l&#8217;attivita motoria e la peristalsi; il plesso sottomucoso di Meissner, piu interno, governa l&#8217;attivita secretoria. Puo operare in modo relativamente autonomo rispetto al sistema nervoso centrale.<\/p>\n<h3>Chi ha elaborato la teoria polivagale e cosa descrive?<\/h3>\n<p>La teoria polivagale e stata elaborata da Stephen Porges. Descrive due branche del sistema parasimpatico &#8211; un circuito vagale ventrovagale piu recente e mielinizzato e uno dorsovagale piu antico &#8211; e tre stati autonomici: ventro-vagale (calma e sicurezza), simpatico (attacco o fuga) e dorso-vagale (immobilizzazione). Attraverso questi stati il sistema nervoso autonomo segnala la percezione di sicurezza o di minaccia.<\/p>\n<h3>Cos&#x27;e lo stato dorso-vagale secondo la teoria polivagale?<\/h3>\n<p>Lo stato dorso-vagale si attiva quando c&#8217;e la percezione di non poter reagire, cioe di non poter ne lottare ne fuggire. Determina uno stato di immobilizzazione che, nella prospettiva della teoria polivagale, rappresenta l&#8217;ultima possibilita di sopravvivenza. Si distingue dallo stato ventro-vagale, legato a calma e sicurezza, e da quello simpatico, associato alla reazione di attacco o fuga.<\/p>\n<h3>Cosa sono i sintomi medicalmente inspiegati (MUS)?<\/h3>\n<p>I MUS (Medically Unexplained Symptoms) sono sintomi somatici che spingono a richieste frequenti di indagini medico-strumentali, in assenza di anomalie oggettive che li giustifichino. Il materiale del corso ne stima una quota tra il 30 e il 50% dei pazienti che afferiscono alla medicina di base, con la gastroenterologia tra le specialita a maggiore frequenza, e li collega al tema dell&#8217;ansia per la salute.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e il microbiota intestinale?<\/h3>\n<p>Il microbiota, o microflora normale, e l&#8217;insieme dei microrganismi non patogeni che vivono in simbiosi con il corpo umano che li ospita. Il materiale del corso indica circa 10^14 cellule batteriche e un numero di geni oltre 150 volte superiore al genoma umano; nel tratto gastrointestinale risiede oltre il 70% di tutti i microbi del corpo. La sua composizione e unica per ogni individuo.<\/p>\n<h3>Quali sono i due phyla batterici principali del microbiota?<\/h3>\n<p>Le due stirpi filogenetiche principali del tratto gastrointestinale sono i Bacteroidetes (Gram negativi, circa il 25%) e i Firmicutes (Gram positivi, il phylum piu numeroso). Insieme rappresentano circa il 90% dei batteri intestinali. Il materiale del corso riferisce che derivano da un precursore comune, il Methanobrevibacter smithii.<\/p>\n<h3>Qual e la differenza tra eubiosi e disbiosi?<\/h3>\n<p>L&#8217;eubiosi e la condizione di un microbiota in salute, con la giusta presenza e proporzione di microrganismi benefici e potenzialmente dannosi. La disbiosi e l&#8217;alterazione di questo equilibrio: si perdono batteri benefici, simbionti e commensali, a favore di specie pro-infiammatorie o potenzialmente patogene (patobionti). Secondo il materiale, la disbiosi puo promuovere l&#8217;infiammazione, ma il suo ruolo causale nelle malattie non e del tutto assodato.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;e l&#x27;asse intestino-cervello (gut-brain axis)?<\/h3>\n<p>L&#8217;asse intestino-cervello e la relazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il sistema nervoso centrale: i batteri intestinali possono condizionare l&#8217;attivita cerebrale e, viceversa, il cervello puo influenzare l&#8217;equilibrio del microbiota attraverso ormoni e molecole. La comunicazione passa per il nervo vago, i metaboliti del microbiota, le molecole neuroattive e il sistema immunitario mucosale.<\/p>\n<h3>Quanto incidono la dieta e la genetica sulla composizione del microbiota?<\/h3>\n<p>Secondo il materiale del corso, la dieta e in grado di modificare circa il 60% della struttura del microbiota intestinale, mentre il background genetico ne spiega solo circa il 12%. Il microbiota, inoltre, reagisce molto rapidamente ai cambiamenti dietetici, il che rende l&#8217;alimentazione una delle leve principali per modularne l&#8217;equilibrio.<\/p>\n<h3>Perche le fibre e gli acidi grassi a catena corta sono importanti per l&#x27;intestino?<\/h3>\n<p>Le fibre solubili vengono fermentate dai batteri intestinali con produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), come butirrato, acetato e propionato. Il materiale del corso associa le diete ricche di fibra a un aumento degli SCFA e a una riduzione dell&#8217;infiammazione intestinale, tanto che l&#8217;incremento di SCFA viene considerato un indicatore di minore infiammazione.<\/p>\n<h3>Che effetto ha la dieta mediterranea sul microbiota intestinale?<\/h3>\n<p>La dieta mediterranea, ricca di fibre e omega-3 e povera di proteine animali e grassi saturi, modula il microbiota aumentandone la diversita e favorendo generi come Prevotella e Firmicutes che degradano le fibre, con maggiore produzione di acidi grassi a catena corta e metaboliti antinfiammatori. La cosiddetta western diet, al contrario, tende a favorire la disbiosi.<\/p>\n<h3>Che cosa sono i FODMAP?<\/h3>\n<p>FODMAP e l&#8217;acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols: carboidrati a catena corta &#8211; tra cui fruttosio, lattosio, fruttani, galattani (GOS) e polioli come sorbitolo e mannitolo &#8211; che nell&#8217;intestino vengono fermentati dai batteri del microbiota. Il latte vaccino, per esempio, contiene FODMAP sotto forma di lattosio.<\/p>\n<h3>Come e strutturata la dieta low-FODMAP per l&#x27;intestino irritabile?<\/h3>\n<p>La dieta low-FODMAP e una strategia dietetica di seconda linea per l&#8217;IBS, organizzata in tre fasi: eliminazione e sostituzione degli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, reintroduzione graduale secondo uno schema preciso per testarne la tolleranza, e personalizzazione finale. Il materiale precisa che non e una dieta di esclusione ma di sostituzione, e che va seguita sotto la guida di un professionista esperto per non sbilanciare l&#8217;apporto nutrizionale.<\/p>\n<h3>Esiste una dieta in grado di promuovere la remissione nelle MICI in fase attiva?<\/h3>\n<p>Secondo le linee guida ESPEN richiamate nel corso, nel paziente con malattia infiammatoria cronica intestinale in fase attiva non esiste una dieta specifica in grado di promuovere la remissione, e le diete di esclusione non vanno raccomandate a tale scopo, anche in presenza di intolleranze individuali. Indicazioni dietetiche specifiche si usano solo in caso di complicanze; se l&#8217;alimentazione orale e insufficiente si valuta la nutrizione enterale.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>Leggere l&#8217;<strong>asse intestino-cervello<\/strong> in modo integrato significa tenere insieme tre prospettive che troppo spesso restano separate: quella neuro-psicologica della serotonina e della teoria polivagale, quella biologica del microbiota e della disbiosi, e quella nutrizionale dei modelli alimentari e della dieta low-FODMAP. Per il professionista sanitario questo sguardo multidisciplinare e uno strumento prezioso per inquadrare disturbi funzionali e sintomi medicalmente inspiegati senza ridurli a una singola dimensione, ricordando sempre che le indicazioni cliniche e dietetiche vanno applicate nei limiti del proprio profilo professionale. Il corso &#8220;Microbiota e serotonina&#8221;, a cura del Dott. Marco Pastorini, del Dott. Massimo Labate e della Dott.ssa Anita Giuso, da 15 crediti ECM in modalita FAD, accompagna in questo percorso con un caso clinico a fare da raccordo. <a href=\"\/corsi\/microbiota-e-serotonina-quanto-stress-ansia-e-benessere-sociale-possono-influenzare-l-rsquo-asse-intestino-cervello-caratteristiche-cliniche-e-strategie-terapeutiche-26\">Scopri il corso e iscriviti<\/a> per approfondire teoria e applicazioni.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@foodistika?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Elena Leya<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;asse intestino-cervello e la rete di comunicazione bidirezionale che collega l&#8217;apparato digerente al sistema nervoso centrale, e oggi e uno dei terreni piu fertili del confronto tra psicologia,\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":979,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ikos_img_prompt":"Editorial medical illustration, teal and slate color palette, clean scientific magazine style: a stylized human silhouette showing a bidirectional connection between the brain and the gut, with thin line-art arrows flowing both ways along a vagus-nerve-like path, subtle abstract microbiota dots in the intestine. 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