{"id":857,"date":"2026-06-25T06:37:03","date_gmt":"2026-06-25T06:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/il-piede-terapia-manipolativa-funzionalizzante-tra-anatomia-e-postura\/"},"modified":"2026-06-25T13:00:29","modified_gmt":"2026-06-25T13:00:29","slug":"il-piede-terapia-manipolativa-funzionalizzante-tra-anatomia-e-postura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/riabilitazione-e-fisioterapia\/il-piede-terapia-manipolativa-funzionalizzante-tra-anatomia-e-postura\/","title":{"rendered":"Il piede: terapia manipolativa funzionalizzante tra anatomia e postura"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>terapia manipolativa del piede<\/strong> parte da un presupposto preciso: per trattare con la mano bisogna prima conoscere a fondo struttura e funzione. Il piede non e solo la base d&#8217;appoggio del corpo, ma il principale organo di senso e moto antigravitario, un sofisticato sistema di ossa, archi, articolazioni e muscoli che governa l&#8217;equilibrio e la postura. In ottica funzionale, l&#8217;obiettivo del terapeuta non e curare la patologia ma ripristinare la funzione perduta, distinguendo con prudenza la disfunzione somatica &#8211; di sua competenza &#8211; dalla patologia organica, che richiede la diagnosi medica. Questo articolo, di taglio formativo e tecnico, ripercorre il filo del corso: dai fondamenti della terapia manuale funzionalizzante alla posturologia, dall&#8217;anatomia e biomeccanica del piede ai test e alle tecniche manuali. I contenuti clinici sono materiale didattico, mai istruzione operativa autonoma.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p><strong>In sintesi.<\/strong> Il corso &#8220;Il piede: terapia manipolativa funzionalizzante&#8221;, a cura del Dott. Ugo Demaria, eroga <strong>10 crediti ECM<\/strong> in modalita FAD ed e rivolto agli operatori sanitari della manualita: medici chirurghi, fisioterapisti, podologi, terapisti occupazionali, tecnici ortopedici, infermieri e massofisioterapisti. In ottica Evidence-Based Medicine, fornisce un arsenale di test e tecniche pratiche partendo dalla conoscenza anatomica, biomeccanica e posturale del piede, con un richiamo costante alla diagnosi di esclusione e al rinvio allo specialista.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Terapia manuale funzionalizzante e disfunzione somatica<\/h2>\n<p>Il corso si apre con la cornice metodologica. La <strong>terapia manuale funzionalizzante<\/strong> e definita come l&#8217;intervento volto a ripristinare la funzione perduta delle articolazioni del piede, in un&#8217;ottica dichiaratamente Evidence-Based Medicine. Il concetto centrale e quello di <strong>disfunzione somatica<\/strong>, riconoscibile attraverso indicatori precisi: l&#8217;asimmetria, la limitazione del movimento e l&#8217;alterata consistenza dei tessuti.<\/p>\n<p>Un punto che il materiale ribadisce con forza e la distinzione tra disfunzione somatica e <strong>patologia organica<\/strong>. La prima e il terreno proprio del terapeuta della manualita; la seconda richiede competenza medica e una diagnosi. Per questo il corso insiste sulla <strong>diagnosi di esclusione<\/strong>: prima di trattare, occorre escludere che dietro il sintomo si nasconda una condizione che esula dall&#8217;ambito manuale e che impone il rinvio allo specialista. E un richiamo di prudenza che attraversa tutto il percorso formativo.<\/p>\n<h2>Posturologia: il piede come organo antigravitario<\/h2>\n<p>Il corso dedica ampio spazio alla <strong>posturologia<\/strong>, partendo dalla postura intesa come concetto statico (Gagey) e dai suoi fondamenti neurofisiologici. La pedana stabilometrica permette di misurare oggettivamente le oscillazioni del baricentro, mentre il controllo posturale e descritto come il risultato dell&#8217;integrazione tra esocettori, endocettori, controllo cerebellare e muscoli antigravitari.<\/p>\n<p>In questo quadro il piede assume un ruolo centrale: e il <strong>recettore podalico<\/strong>, un organo di senso ad altissima sensibilita che costituisce l&#8217;interfaccia costante tra l&#8217;ambiente e il sistema tonico posturale. Il materiale richiama gli esperimenti di J.P. Roll, in cui la stimolazione di diverse zone del piede &#8211; propulsiva al tallone, retropulsiva all&#8217;avampiede, stabilizzatrice nella zona centrale &#8211; modifica la posizione del corpo nello spazio. Da qui il principio del trattamento posturale: eliminare prima gli stimoli non fisiologici, e solo poi correggere, eventualmente con solette propriocettive su misura, di competenza del podologo.<\/p>\n<h2>Anatomia ossea e i quattro archi del piede<\/h2>\n<p>La conoscenza anatomica e il fondamento della tecnica. Il corso descrive le ossa del piede: l&#8217;<strong>astragalo<\/strong>, che trasferisce il peso e si articola anteriormente con lo scafoide; lo <strong>scafoide<\/strong> (navicolare), che si articola posteriormente con l&#8217;astragalo, anteriormente con i tre cuneiformi e lateralmente con il cuboide; il <strong>calcagno<\/strong>, con il sostentacolo dell&#8217;astragalo e la tuberosita per il tendine d&#8217;Achille; il <strong>cuboide<\/strong>, definito osso chiave dell&#8217;arco laterale; i cuneiformi, i metatarsi, le falangi e le ossa sesamoidi, fissate alla capsula della prima articolazione metatarso-falangea.<\/p>\n<p>Queste ossa si organizzano in <strong>quattro archi<\/strong> &#8211; laterale, mediale, trasverso e metatarsale &#8211; che danno al piede sostegno ed elasticita. Il corso descrive anche la ripartizione del carico in stazione eretta: il tallone ne riceve la quota maggiore, il mediopiede una parte minima e l&#8217;avampiede una quota intermedia. L&#8217;architettura della spongiosa, con le sue trabecole di pressione e di trazione, e la posizione del baricentro &#8211; poco davanti allo scafoide, con oscillazioni minime &#8211; completano questo quadro di ingegneria naturale.<\/p>\n<h2>Biomeccanica: pronazione, supinazione e medio-tarsica<\/h2>\n<p>Il corso analizza i movimenti fondamentali del piede. La <strong>pronazione<\/strong> e descritta come una rotazione esterna lungo l&#8217;asse mediano, con abduzione ed estensione; la <strong>supinazione<\/strong> come il movimento opposto, di rotazione interna con adduzione e flessione plantare. A questi si affiancano l&#8217;<strong>inversione<\/strong>, attivata principalmente dal muscolo tibiale posteriore, con tendenza al piede cavo, e l&#8217;<strong>eversione<\/strong>, avviata dai peronei, con tendenza al piede piatto.<\/p>\n<p>Il fulcro della biomeccanica funzionale e la fisiologia della <strong>medio-tarsica<\/strong>, dominata dalla coppia scafoide-cuboide vincolata dal legamento di Chopart. Su questo asse si gioca buona parte dell&#8217;adattabilita del piede al terreno e al carico. Il corso descrive poi le articolazioni principali: la medio-tarsica o di Chopart, la tarso-metatarsica o di Lisfranc &#8211; che mette a contatto i cuneiformi e il cuboide con la base dei metatarsi &#8211; e la metatarso-falangea. La comprensione di questi movimenti e di queste interlinee e indispensabile per impostare correttamente test e tecniche manuali.<\/p>\n<h2>Legamenti, muscoli e aponeurosi plantare<\/h2>\n<p>Oltre allo scheletro, il corso illustra le strutture che tengono insieme e muovono il piede. L&#8217;<strong>apparato legamentoso<\/strong> comprende il legamento biforcato a V di Chopart, i legamenti calcaneo-cuboidei e il cuboideo-navicolare, elementi che vincolano i rapporti tra le ossa e ne guidano i movimenti.<\/p>\n<p>La <strong>muscolatura intrinseca<\/strong> e descritta per regioni: sul dorso gli estensori brevi delle dita e dell&#8217;alluce; sulla pianta il flessore breve delle dita, il quadrato della pianta, i lombricali &#8211; che collaborano alla flessione plantare e all&#8217;adduzione delle dita &#8211; e gli interossei. Particolare attenzione e dedicata alla muscolatura dell&#8217;alluce, con l&#8217;abduttore nello strato superficiale e il flessore breve e l&#8217;adduttore in quello profondo. A completare il sistema, l&#8217;<strong>aponeurosi plantare<\/strong>, con le sue porzioni, mantiene la tensione della volta ed e una struttura chiave anche sul piano del trattamento. Conoscere queste strutture significa saper interpretare i segni della disfunzione e modulare l&#8217;intervento manuale.<\/p>\n<h2>Disfunzioni, test e tecniche manuali<\/h2>\n<p>L&#8217;ultima parte del corso e la piu pratica. Il materiale descrive le principali <strong>disfunzioni<\/strong> del piede: le rotazioni accoppiate di scafoide e cuboide, i cuneiformi in superiorita o inferiorita (spesso da distorsioni in eversione), le disfunzioni dei metatarsi &#8211; il cosiddetto &#8220;dito incassato&#8221; &#8211; e delle metatarso-falangee, fino alle problematiche delle ossa sesamoidi, esposte a microfratture da stress soprattutto negli sportivi.<\/p>\n<p>A ciascuna disfunzione corrispondono <strong>test e tecniche manuali<\/strong>: mobilizzazioni e tecniche ad impulso applicate su scafoide, calcagno, cuboide, cuneiformi, metatarsi e falangi, oltre al trattamento della fascia plantare. Il corso le presenta come parte di un &#8220;arsenale&#8221; a disposizione del terapeuta, sempre da inquadrare nella cornice della terapia funzionalizzante. Vale la pena ribadirlo: tutte queste tecniche sono contenuto didattico e richiedono competenza specifica e supervisione; il materiale stesso suggerisce di integrare la formazione a distanza con corsi in presenza e insiste sulla diagnosi di esclusione prima di ogni trattamento.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quanto carico riceve il tallone in stazione eretta?<\/h3>\n<p>In stazione eretta il tallone riceve circa il 60% del carico del corpo, mentre il mediopiede ne riceve circa l&#8217;8% e l&#8217;avampiede circa il 32%. Questa ripartizione e misurabile oggettivamente con una piattaforma baro-podometrica.<\/p>\n<h3>Con quale osso si articola anteriormente l&#x27;astragalo?<\/h3>\n<p>Anteriormente l&#8217;astragalo si articola con lo scafoide (osso navicolare), attraverso la sua testa ricoperta di cartilagine. L&#8217;astragalo ha la funzione di trasferire il peso del corpo verso il resto del piede.<\/p>\n<h3>A quale osso appartiene il sostentacolo dell&#x27;astragalo?<\/h3>\n<p>Il sostentacolo dell&#8217;astragalo appartiene anatomicamente al calcagno, sulla cui superficie mediale si trova, e presenta superiormente la faccia articolare media per l&#8217;astragalo.<\/p>\n<h3>Quale muscolo attiva principalmente l&#x27;inversione del piede?<\/h3>\n<p>L&#8217;inversione del piede e attivata principalmente dalla contrazione del muscolo tibiale posteriore, che tira lo scafoide in dentro inducendo la rotazione interna del cuboide e accentuando la volta plantare.<\/p>\n<h3>Qual e l&#x27;osso chiave dell&#x27;arco plantare laterale?<\/h3>\n<p>L&#8217;osso chiave dell&#8217;arco plantare laterale e il cuboide, attorno a cui ruotano le altre ossa e su cui, secondo il materiale, grava una quota importante del peso del corpo.<\/p>\n<h3>Come si puo definire la pronazione del piede?<\/h3>\n<p>La pronazione del piede e assimilabile a una rotazione esterna lungo l&#8217;asse mediano del piede, con elevazione del margine laterale, e comprende un movimento di abduzione ed estensione (a calcagno bloccato).<\/p>\n<h3>Che movimento comporta la supinazione del piede?<\/h3>\n<p>La supinazione del piede comporta una rotazione interna lungo l&#8217;asse mediano del piede, con elevazione del bordo interno, e fisiologicamente include un movimento di adduzione e flessione plantare.<\/p>\n<h3>Entro quale ampiezza avviene la normale oscillazione del baricentro corporeo?<\/h3>\n<p>L&#8217;oscillazione normale del baricentro corporeo avviene nell&#8217;ambito di circa 4 mm in tutte le direzioni; la proiezione verticale del baricentro si trova 1-2 cm davanti all&#8217;osso scafoide. Le oscillazioni aumentano a occhi chiusi.<\/p>\n<h3>Quale muscolo si attiva quando il baricentro si sposta dorsalmente?<\/h3>\n<p>Quando il baricentro del corpo si sposta dorsalmente, il muscolo che si attiva maggiormente e il tibiale anteriore; quando il baricentro si sposta ventralmente aumentano l&#8217;attivita del gastrocnemio, del soleo e dell&#8217;abduttore dell&#8217;alluce.<\/p>\n<h3>Da quante ossa e composta l&#x27;articolazione di Lisfranc e cosa mette a contatto?<\/h3>\n<p>L&#8217;articolazione di Lisfranc (interlinea tarso-metatarsica) mette a contatto i tre cuneiformi medialmente e il cuboide lateralmente con la base dei cinque metatarsi, formando piccole articolazioni molto imbricate sostenute da un potente sistema legamentoso.<\/p>\n<h3>Qual e l&#x27;osso cuneiforme piu grande?<\/h3>\n<p>Il cuneiforme piu grande e il primo (cuneiforme mediale), leggermente a cuneo con la base plantare piu larga; il secondo (medio) e invece il piu piccolo.<\/p>\n<h3>Quale muscolo avvia il movimento di eversione del piede?<\/h3>\n<p>Il muscolo di avvio per l&#8217;eversione e il peroneo lungo, che tira il cuboide verso l&#8217;alto costringendolo a ruotare esternamente; vi contribuisce anche il peroneo breve.<\/p>\n<h3>A quale strato muscolare appartiene il muscolo abduttore dell&#x27;alluce?<\/h3>\n<p>Il muscolo abduttore dell&#8217;alluce appartiene allo strato superficiale della muscolatura del piede; decorre sul margine mediale, abduce l&#8217;alluce e mette in tensione l&#8217;arcata longitudinale.<\/p>\n<h3>A quale articolazione sono fissate le ossa sesamoidi del piede?<\/h3>\n<p>Le ossa sesamoidi sono fissate alla capsula articolare della prima articolazione metatarso-falangea, in corrispondenza della testa del primo metatarso, e possono essere sede di microfratture da stress, soprattutto negli sportivi.<\/p>\n<h3>Con quali ossa si articola lo scafoide?<\/h3>\n<p>Lo scafoide (navicolare) si articola posteriormente con l&#8217;astragalo, anteriormente con le tre ossa cuneiformi e lateralmente con il cuboide. La sua posizione lo rende un osso chiave per la biomeccanica del mediopiede.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>La <strong>terapia manipolativa del piede<\/strong> raccontata in questo percorso segue una logica chiara: prima la conoscenza, poi la mano. Padroneggiare l&#8217;anatomia ossea e i quattro archi, comprendere la ripartizione del carico, la biomeccanica di pronazione e supinazione e il ruolo posturale del piede e cio che permette di leggere correttamente le disfunzioni e di applicare test e tecniche in modo mirato e sicuro. Sempre, ribadisce il corso, nella cornice della diagnosi di esclusione e del rinvio allo specialista quando emerge una patologia organica. Il corso &#8220;Il piede: terapia manipolativa funzionalizzante&#8221; del Dott. Ugo Demaria, da 10 crediti ECM in modalita FAD, accompagna in modo strutturato dalla teoria alla pratica manuale. <a href=\"\/corsi\/il-piede-terapia-manipolativa-funzionalizzante-26\">Scopri il corso e iscriviti<\/a> per approfondire biomeccanica, test e tecniche del piede.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@enginakyurt?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">engin akyurt<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terapia manipolativa del piede parte da un presupposto preciso: per trattare con la mano bisogna prima conoscere a fondo struttura e funzione. 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