{"id":879,"date":"2026-06-25T06:39:46","date_gmt":"2026-06-25T06:39:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/allattamento-al-seno-nelle-situazioni-particolari-come-sostenere-mamme-e-famiglie\/"},"modified":"2026-06-26T07:44:06","modified_gmt":"2026-06-26T07:44:06","slug":"allattamento-al-seno-nelle-situazioni-particolari-come-sostenere-mamme-e-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/materno-infantile-e-ostetricia\/allattamento-al-seno-nelle-situazioni-particolari-come-sostenere-mamme-e-famiglie\/","title":{"rendered":"Allattamento al seno nelle situazioni particolari: come sostenere mamme e famiglie"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari mette spesso il professionista sanitario di fronte a un bivio: proteggere la fisiologia o, per eccesso di prudenza, consigliare la sospensione. Eppure molte delle condizioni che sembrano un ostacolo &#8211; una terapia farmacologica della mamma, un parto cesareo, un neonato prematuro tardivo, un ittero, un seno operato &#8211; sono compatibili con l&#8217;allattamento, a patto di un counseling competente e aggiornato. Questo approfondimento ripercorre i nodi clinici e relazionali pi\u00f9 frequenti, con un taglio formativo pensato per chi accompagna la diade mamma-bambino. L&#8217;obiettivo \u00e8 duplice: ridurre le cessazioni precoci non necessarie e dare strumenti pratici per sostenere le famiglie anche nei contesti complessi.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Questo articolo nasce dai contenuti del corso ECM FAD <strong>&#8220;L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari&#8221;<\/strong> (cod. C1149), che eroga <strong>20 crediti ECM<\/strong> in modalit\u00e0 FAD ed \u00e8 rivolto a tutte le professioni sanitarie coinvolte nella cura di mamma e bambino. Il percorso \u00e8 curato da due consulenti professionali in allattamento materno IBCLC &#8211; una pediatra e un&#8217;ostetrica &#8211; e affronta in 23 lezioni monografiche le situazioni speciali della mamma, le condizioni particolari del neonato e i casi clinici che richiedono competenze avanzate.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Quando la mamma assume farmaci: la classificazione di Hale e il concetto di RID<\/h2>\n<p>Uno degli ambiti in cui l&#8217;allattamento viene interrotto pi\u00f9 frequentemente senza una reale necessit\u00e0 \u00e8 quello delle terapie farmacologiche materne. Il corso ribadisce che il foglietto illustrativo (il cosiddetto &#8220;bugiardino&#8221;) non \u00e8 una fonte adeguata per decidere: per orientarsi servono strumenti specialistici come il database <strong>LactMed<\/strong>, il testo di riferimento <em>Medications and Mother&#8217;s Milk<\/em> di Thomas Hale e, in Italia, il servizio di consulenza dei tossicologi del Centro Antiveleni dell&#8217;Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.<\/p>\n<p>Il materiale richiama due strumenti concettuali. Il primo \u00e8 la <strong>classificazione di Hale in categorie da L1 a L5<\/strong>, che va dal farmaco compatibile (L1) a quello potenzialmente rischioso (L5). Il secondo \u00e8 il <strong>RID (relative infant dose)<\/strong>, cio\u00e8 il rapporto fra la dose che il bambino riceve con il latte e la dose materna: un valore inferiore al 10% \u00e8 considerato tendenzialmente sicuro. Il passaggio nel latte \u00e8 favorito da alta concentrazione plasmatica, basso peso molecolare, scarso legame proteico e alta lipofilicit\u00e0 del farmaco.<\/p>\n<p>Sul piano pratico, il corso riporta che FANS come ibuprofene e paracetamolo sono considerati sicuri ai dosaggi raccomandati, mentre l&#8217;aspirina \u00e8 sconsigliata per il rischio di sindrome di Reye e gli oppiacei come la codeina sono controindicati. Penicilline, cefalosporine e macrolidi sono in genere compatibili. Si tratta di indicazioni didattiche che vanno sempre verificate caso per caso su fonti aggiornate, non di prescrizioni.<\/p>\n<h2>Depressione peripartum: perch\u00e9 l&#x27;allattamento \u00e8 un alleato, non un ostacolo<\/h2>\n<p>Il corso adotta la dicitura <strong>depressione peripartum (DPP)<\/strong> al posto del pi\u00f9 tradizionale &#8220;depressione post partum&#8221;, perch\u00e9 i disturbi dell&#8217;umore possono comparire gi\u00e0 in gravidanza e protrarsi fino a un anno dopo la nascita. \u00c8 importante distinguerla dal <em>baby blues<\/em>, lieve e transitorio, e dalla rara psicosi puerperale, in cui la mamma non va mai lasciata sola.<\/p>\n<p>Un punto chiave del materiale \u00e8 il modello della depressione come condizione a base infiammatoria, con il coinvolgimento di citochine, dell&#8217;asse ipotalamo-ipofisi-surrene e del cortisolo. In questa cornice l&#8217;allattamento esercita un effetto protettivo sulla salute mentale materna: prolattina e ossitocina attenuano la risposta del cortisolo, la co-regolazione del sonno tra mamma e neonato migliora il riposo e aumenta il senso di auto-efficacia della madre.<\/p>\n<p>La conseguenza per la pratica professionale \u00e8 netta: alla mamma con DPP non andrebbe consigliato di svezzare, ma offerto sostegno per proseguire. Quando serve una terapia, il corso indica che pu\u00f2 essere assunto un antidepressivo a basso livello plasmatico nel lattante, come la sertralina, monitorando comunque il bambino. La gestione resta di competenza specialistica.<\/p>\n<h2>Condizioni particolari del neonato e della mamma: dalle malattie infantili al digiuno religioso<\/h2>\n<p>Durante le infezioni infantili pi\u00f9 frequenti &#8211; rinite, otite media, infezioni delle basse vie respiratorie, gastroenterite &#8211; il latte materno svolge un ruolo prezioso grazie alle sue propriet\u00e0 immunologiche, veicolate dai sistemi entero-mammario e bronco-mammario, e al suo effetto calmante. Nella gastroenterite, in particolare, \u00e8 la migliore fonte di reidratazione ed \u00e8 compatibile con le soluzioni reidratanti orali e con la terapia endovenosa.<\/p>\n<p>Il modulo affronta anche l&#8217;allattamento del <strong>bambino con sindrome di Down<\/strong>, dove l&#8217;ostacolo principale \u00e8 l&#8217;ipotonia che rende difficili l&#8217;attacco e il trasferimento di latte; tra le strategie descritte ci sono la presa Dancer e il sostegno del seno, con l&#8217;avvertenza di evitare l&#8217;iperestensione del collo per la possibile instabilit\u00e0 atlo-assiale. Vengono trattati anche i capezzoli piatti o invertiti &#8211; ricordando che il bambino si attacca all&#8217;areola e non al capezzolo &#8211; e la <strong>rilattazione<\/strong>, cio\u00e8 la ripresa dell&#8217;allattamento dopo una sospensione.<\/p>\n<p>Un capitolo spesso trascurato \u00e8 quello degli esami e dei ricoveri della mamma: il corso cita il Protocollo ABM n.35 a sostegno dell&#8217;allattamento per la madre ricoverata o operata, e affronta la compatibilit\u00e0 di radiografie, mammografie e cure dentali. Anche il digiuno religioso trova spazio: un digiuno inferiore alle 24 ore non altera in modo significativo la composizione del latte, mentre quello prolungato con privazione di liquidi pu\u00f2 portare a disidratazione materna.<\/p>\n<h2>Problematiche del neonato: neonato sonnolento, ittero, digiuno preoperatorio e palatoschisi<\/h2>\n<p>Il <strong>neonato sonnolento<\/strong> &#8211; che si attacca meno di otto volte al giorno o si addormenta alla poppata &#8211; rappresenta una sfida comune. Tra le tecniche descritte, la compressione del seno \u00e8 centrale per aumentare il flusso e riattivare la suzione, insieme all&#8217;alternanza dei seni e all&#8217;integrazione con sondino al seno, evitando il biberon.<\/p>\n<p>Sull&#8217;<strong>ittero neonatale<\/strong> il materiale distingue le forme fisiologiche da quelle patologiche e chiarisce un punto pratico importante: non vanno somministrati acqua e zucchero. La strategia corretta \u00e8 ottimizzare l&#8217;allattamento con avvio precoce e poppate frequenti; quando \u00e8 necessaria la fototerapia, questa pu\u00f2 essere interrotta per le poppate. Per il <strong>bambino ricoverato o operato<\/strong>, il corso riporta tempi di digiuno preoperatorio differenziati &#8211; pi\u00f9 brevi per il latte umano rispetto alla formula &#8211; e l&#8217;effetto antidolorifico della suzione.<\/p>\n<p>Infine la <strong>labio\/palatoschisi<\/strong>: nella sola labioschisi alcune mamme riescono ad allattare direttamente occludendo la fessura, mentre nella palatoschisi prima dell&#8217;intervento diventa essenziale mantenere la produzione con il tiralatte. Il latte materno resta protettivo, perch\u00e9 \u00e8 un fluido meno irritante in caso di rigurgito nasale e riduce il rischio di otiti.<\/p>\n<h2>Casi specifici: gemelli, late preterm, cesareo, seno operato e pregresso carcinoma<\/h2>\n<p>L&#8217;allattamento esclusivo dei <strong>gemelli<\/strong> \u00e8 possibile e dovrebbe essere considerato normale: la produzione si adegua alla stimolazione, e la mamma pu\u00f2 allattare in contemporanea o singolarmente. Il corso sottolinea anche il maggior rischio di depressione nelle mamme di gemelli e l&#8217;importanza della rete familiare. Per il <strong>neonato late preterm<\/strong> (nato tra 34 e 36 settimane pi\u00f9 6 giorni), considerato un pretermine a tutti gli effetti, servono monitoraggio attento e strategie come la marsupioterapia, il paracapezzolo in casi selezionati e il paced feeding.<\/p>\n<p>Dopo un <strong>taglio cesareo<\/strong> le mamme possono allattare come dopo un parto spontaneo: contatto pelle a pelle, prima poppata precoce e posizioni che non sollecitano la ferita sono i fattori favorenti, senza differenze significative nella produzione di latte. Per il <strong>seno operato<\/strong> &#8211; mastoplastica additiva o riduttiva &#8211; le protesi sono compatibili con l&#8217;allattamento, mentre l&#8217;esito dipende dalla sede dell&#8217;incisione e dalla quantit\u00e0 di tessuto rimosso; un counseling onesto evita di creare attese irrealistiche.<\/p>\n<p>Sul <strong>pregresso carcinoma mammario<\/strong> il corso presenta studi recenti che non hanno evidenziato un aumento del rischio di recidiva a breve termine quando la donna \u00e8 libera da malattia e ha concluso i trattamenti; si pu\u00f2 allattare anche da un solo seno. Vengono inoltre affrontate la lattazione indotta nell&#8217;adozione &#8211; con le cautele sul domperidone segnalate dall&#8217;AIFA &#8211; e il galattocele.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 formarsi sull&#x27;allattamento nelle situazioni particolari<\/h2>\n<p>Il filo conduttore che attraversa tutti i moduli \u00e8 uno solo: l&#8217;allattamento al seno resta una priorit\u00e0 anche nei contesti complessi, perch\u00e9 apporta benefici di salute documentati al bambino, alla madre e alla societ\u00e0. Troppo spesso, per\u00f2, la mancanza di informazioni aggiornate porta a interrompere un allattamento che avrebbe potuto continuare in sicurezza.<\/p>\n<p>Il valore di un percorso formativo dedicato sta proprio qui: fornire al professionista le competenze cliniche e relazionali per proteggere la fisiologia, evitare la separazione mamma-bambino e offrire un supporto pratico ed empatico. Il taglio \u00e8 clinico-assistenziale e si appoggia a protocolli e linee guida riconosciute, con un costante richiamo al counseling non giudicante. Per chi opera nei punti nascita, nei consultori o sul territorio, padroneggiare questi temi significa fare la differenza nelle giornate in cui una famiglia rischia di rinunciare all&#8217;allattamento senza un reale motivo.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quali antidolorifici pu\u00f2 assumere una mamma che allatta?<\/h3>\n<p>Ai dosaggi raccomandati, paracetamolo e ibuprofene sono considerati farmaci sicuri durante l&#8217;allattamento. L&#8217;aspirina \u00e8 invece sconsigliata per la possibile associazione con la sindrome di Reye, e i preparati contenenti codeina sono controindicati. In caso di dubbi sul singolo farmaco \u00e8 utile consultare fonti aggiornate, come il database LactMed o un servizio specialistico di tossicologia.<\/p>\n<h3>Una mamma che allatta pu\u00f2 curare la depressione con un antidepressivo?<\/h3>\n<p>S\u00ec. Il materiale indica che una mamma che necessita di terapia antidepressiva pu\u00f2 assumere un farmaco di cui sia documentato lo scarso livello plasmatico nel lattante, come la sertralina, considerata una buona prima scelta; il bambino va comunque monitorato dal pediatra per crescita e sviluppo. La sospensione dell&#8217;allattamento non \u00e8 di per s\u00e9 necessaria.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 l&#x27;allattamento protegge la salute mentale della mamma?<\/h3>\n<p>La depressione peripartum \u00e8 descritta come una condizione a importante base infiammatoria, e l&#8217;allattamento ha un ruolo protettivo sulla salute mentale materna: promuove processi ormonali (prolattina e ossitocina) che attenuano la risposta del cortisolo, favorisce la co-regolazione del sonno fra mamma e neonato e aumenta il senso di auto-efficacia. Per questo alla mamma con depressione non andrebbe consigliato di svezzare, ma va sostenuta nel proseguire.<\/p>\n<h3>Si pu\u00f2 allattare un bambino con la gastroenterite?<\/h3>\n<p>S\u00ec. In corso di gastroenterite acuta il latte materno \u00e8 una buona fonte di idratazione e di nutrimento, ed \u00e8 compatibile sia con le soluzioni reidratanti orali sia con la reidratazione endovenosa. \u00c8 anzi auspicabile che il bambino si attacchi pi\u00f9 spesso, per compensare le perdite di liquidi.<\/p>\n<h3>Quali sono gli ostacoli all&#x27;allattamento nel bambino con sindrome di Down?<\/h3>\n<p>L&#8217;ostacolo principale \u00e8 la marcata ipotonia, cio\u00e8 la riduzione del tono muscolare, che rende pi\u00f9 difficile l&#8217;attacco e il trasferimento di latte ma tende a migliorare dopo i primi mesi. Nel frattempo \u00e8 importante stimolare e mantenere la produzione di latte ed evitare l&#8217;iperestensione del collo, per la possibile instabilit\u00e0 atlo-assiale.<\/p>\n<h3>Si pu\u00f2 fare una mammografia o altri esami radiologici durante l&#x27;allattamento?<\/h3>\n<p>S\u00ec. Una mammografia, se clinicamente indicata, pu\u00f2 essere eseguita senza problemi rispetto all&#8217;assunzione di latte da parte del bambino. Anche radiografie e TC basali sono compatibili con l&#8217;allattamento; per alcuni mezzi di contrasto e per gli esami di medicina nucleare \u00e8 bene informarsi sul singolo agente presso una fonte aggiornata.<\/p>\n<h3>Cosa non bisogna fare in caso di ittero del neonato allattato?<\/h3>\n<p>In caso di ittero neonatale non \u00e8 raccomandato somministrare acqua e zucchero. La strategia corretta \u00e8 ottimizzare l&#8217;allattamento, con avvio precoce e poppate frequenti ed efficaci; quando serve la fototerapia, questa pu\u00f2 e deve essere interrotta per consentire le poppate al seno.<\/p>\n<h3>\u00c8 possibile allattare al seno un bambino con labioschisi?<\/h3>\n<p>In caso di labioschisi senza coinvolgimento del palato, alcune mamme riescono ad allattare direttamente al seno utilizzando le dita o il tessuto mammario per occludere la fessura del labbro e creare il sigillo necessario alla suzione. Nella palatoschisi, prima dell&#8217;intervento, l&#8217;allattamento diretto \u00e8 molto pi\u00f9 difficile e diventa essenziale mantenere la produzione con il tiralatte.<\/p>\n<h3>Si pu\u00f2 allattare dopo essere guarite da un tumore al seno?<\/h3>\n<p>Il corso presenta due studi pubblicati nel 2025 che non hanno evidenziato un aumento del rischio di recidive a breve termine in caso di allattamento dopo un pregresso carcinoma mammario, a condizione che la donna sia libera da malattia e abbia concluso i trattamenti. \u00c8 possibile allattare anche da un solo seno.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la rilattazione?<\/h3>\n<p>La rilattazione \u00e8 il processo con cui una mamma riprende l&#8217;allattamento dopo averlo sospeso da settimane o mesi. La riuscita dipende dalla disponibilit\u00e0 di mamma e bambino e dall&#8217;et\u00e0 del piccolo; il corso cita uno studio storico in cui circa il 75% delle mamme che ci hanno provato ha riallattato, spesso producendo latte sufficiente entro un mese.<\/p>\n<h3>\u00c8 possibile allattare esclusivamente al seno i gemelli?<\/h3>\n<p>S\u00ec. I gemelli possono essere allattati esclusivamente al seno e questo dovrebbe essere considerato normale. La produzione di latte si adegua alla stimolazione: pi\u00f9 il seno viene stimolato da una suzione efficace, maggiore \u00e8 la quantit\u00e0 di latte prodotta. La mamma pu\u00f2 allattarli in contemporanea o singolarmente, a seconda delle esigenze.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il galattocele?<\/h3>\n<p>Il galattocele \u00e8 una formazione benigna del seno: la dilatazione di un dotto in cui si raccoglie del latte, con tendenza all&#8217;accumulo di grassi. La diagnosi \u00e8 ecografica. Pu\u00f2 essere asintomatico oppure creare disagio; pu\u00f2 essere aspirato, anche se tende a riformarsi, e se necessario asportato chirurgicamente in anestesia locale senza interrompere l&#8217;allattamento.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 l&#x27;ormone responsabile del riflesso di emissione del latte?<\/h3>\n<p>\u00c8 l&#8217;ossitocina, definita anche &#8220;l&#8217;ormone dell&#8217;amore&#8221;. Oltre a innescare il riflesso di emissione del latte, l&#8217;ossitocina favorisce la calma, riduce la percezione del dolore e ha effetti positivi sul benessere della mamma; tutto ci\u00f2 che ne stimola la secrezione &#8211; il contatto pelle a pelle, il rilassamento, la vicinanza con il bambino &#8211; sostiene l&#8217;allattamento.<\/p>\n<h3>Un neonato nato prematuro tardivo ha difficolt\u00e0 ad allattare al seno?<\/h3>\n<p>Il neonato late preterm, nato fra 34 e 36 settimane pi\u00f9 6 giorni, va considerato un pretermine a tutti gli effetti e pu\u00f2 presentare difficolt\u00e0 di suzione e maggiore sonnolenza per immaturit\u00e0 neurologica. Il corso indica che in casi selezionati pu\u00f2 giovarsi dell&#8217;uso temporaneo di un paracapezzolo per facilitare l&#8217;attacco, sempre con il supporto di personale esperto in allattamento.<\/p>\n<h3>Il corso sull&#x27;allattamento nelle situazioni particolari quanti crediti ECM rilascia?<\/h3>\n<p>Il corso FAD &#8220;L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari&#8221; eroga 20 crediti ECM ed \u00e8 fruibile interamente online in modalit\u00e0 a distanza. \u00c8 rivolto a tutte le professioni sanitarie coinvolte nella cura della diade mamma-bambino ed \u00e8 strutturato in lezioni monografiche con quiz di apprendimento.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari non \u00e8 quasi mai una controindicazione, ma una sfida che si affronta con competenze cliniche aggiornate e con un counseling che sostiene senza giudicare. Dalla gestione dei farmaci alla depressione peripartum, dal neonato sonnolento al seno operato, il filo conduttore resta proteggere la diade ed evitare cessazioni precoci non necessarie. Per chi vuole approfondire in modo strutturato questi temi, il corso FAD <a href=\"\/corsi\/l-allattamento-al-seno-nelle-situazioni-particolari-come-sostenere-le-mamme-e-le-famiglie\">L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari<\/a> offre 20 crediti ECM e 23 lezioni monografiche curate da due IBCLC, una pediatra e un&#8217;ostetrica. \u00c8 un&#8217;occasione per trasformare i dubbi quotidiani in risposte sicure e per dare alle famiglie il sostegno competente che meritano.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@olivialu10?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Olivia Anne Snyder<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;allattamento al seno nelle situazioni particolari mette spesso il professionista sanitario di fronte a un bivio: proteggere la fisiologia o, per eccesso di prudenza, consigliare la sospensione. 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