{"id":883,"date":"2026-06-25T06:40:17","date_gmt":"2026-06-25T06:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/uncategorized\/approccio-manuale-al-colon-dalla-conoscenza-anatomica-alla-mano-in-sicurezza\/"},"modified":"2026-06-26T07:43:30","modified_gmt":"2026-06-26T07:43:30","slug":"approccio-manuale-al-colon-dalla-conoscenza-anatomica-alla-mano-in-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ikosecm.it\/ecm\/riabilitazione-e-fisioterapia\/approccio-manuale-al-colon-dalla-conoscenza-anatomica-alla-mano-in-sicurezza\/","title":{"rendered":"Approccio manuale al colon: dalla conoscenza anatomica alla mano, in sicurezza"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>approccio manuale al colon<\/strong> richiede una premessa che attraversa tutto questo percorso: la mano non pu\u00f2 lavorare bene su ci\u00f2 che non conosce. Il colon \u00e8 un viscere dalla forma molto pi\u00f9 variabile di quanto suggeriscano le tavole anatomiche, attraversa quadranti addominali diversi e dialoga di continuo con il sistema nervoso, con il microbiota e con la parete che lo riveste. Per un professionista del settore manuale, comprenderne anatomia, fisiologia e segni d&#8217;allarme non \u00e8 un dettaglio accademico, ma la condizione che rende un trattamento allo stesso tempo sensato e prudente. In questo articolo seguiamo la stessa progressione del corso, &#8220;dalla conoscenza alla mano&#8221;, per inquadrare quando l&#8217;intervento manuale ha un razionale e, soprattutto, quando \u00e8 pi\u00f9 opportuno fermarsi e indirizzare a una valutazione medica.<\/p>\n<div class=\"ik-box-sintesi\">\n<p>Il corso <em>Sistema colon: approccio manuale funzionalizzante<\/em> \u00e8 un percorso ECM in modalit\u00e0 FAD che eroga <strong>15 crediti<\/strong>, a cura del <strong>Dott. Mauro Banfi<\/strong>, fisioterapista e osteopata. \u00c8 rivolto a Medico chirurgo (tutte le discipline), Fisioterapista, Dietista, Ostetrica\/o, Terapista della neuro e psicomotricit\u00e0 dell&#8217;et\u00e0 evolutiva, Terapista occupazionale e Massofisioterapista. Le tecniche sono presentate come accessibili anche a chi non possiede una formazione osteopatica, sempre con un taglio funzionale e prudente.<\/p>\n<\/div>\n<h2>Conoscere il colon prima di toccarlo: anatomia e variabilit\u00e0<\/h2>\n<p>La prima tappa del percorso \u00e8 anatomica, perch\u00e9 senza una mappa affidabile del viscere il reperaggio e il trattamento diventano approssimativi. Il colon misura mediamente circa 1,5 metri e presenta un calibro che si riduce progressivamente, da circa 7-8 cm al cieco a circa 5 cm nel tratto trasverso, fino a 3-5 cm in prossimit\u00e0 del retto.<\/p>\n<p>Il corso ricostruisce la genesi di questa anatomia partendo dall&#8217;embriologia: l&#8217;intestino medio compie una rotazione complessiva di circa 270 gradi attorno all&#8217;arteria mesenterica superiore, e questo spiega perch\u00e9 alcuni tratti risultino pi\u00f9 mobili e altri pi\u00f9 fissi. Cieco, colon trasverso e sigma sono i segmenti pi\u00f9 mobili; il colon ascendente e quello discendente sono invece stabilizzati posteriormente dalla fascia di Toldt.<\/p>\n<p>Un concetto ritorna di continuo: la <strong>variabilit\u00e0 anatomica<\/strong>. Le flessure, in particolare la sinistra (splenica), possono collocarsi pi\u00f9 in alto del previsto, e in inspirazione tendono a spostarsi spinte dal diaframma. \u00c8 proprio questa tridimensionalit\u00e0, fatta di tratti superficiali e tratti profondi adesi alla parete posteriore, a guidare poi le scelte di trattamento.<\/p>\n<h2>Il microbiota intestinale e il razionale funzionale<\/h2>\n<p>Una delle ragioni per cui il colon \u00e8 considerato un viscere &#8220;intelligente&#8221; risiede nel suo microbiota. Non si tratta pi\u00f9 della vecchia &#8220;flora batterica&#8221;: il termine corretto \u00e8 microbiota, e indica l&#8217;insieme di tutti i microrganismi \u2014 soprattutto batteri, ma anche funghi, archei e virus \u2014 che vivono nel tratto gastrointestinale. La concentrazione cresce lungo il tubo digerente e raggiunge il massimo nel tenue distale e nel colon.<\/p>\n<p>Le funzioni descritte sono diverse e tra loro intrecciate. Sul piano metabolico, la fermentazione delle fibre indigeribili produce gli <strong>acidi grassi a catena corta<\/strong> (SCFA), come butirrato, acetato e propionato, che diventano carburante per gli enterociti. A questo si aggiungono la sintesi di alcune vitamine, una funzione di barriera e un ruolo immunitario di primo piano.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che pi\u00f9 interessa l&#8217;operatore manuale \u00e8 per\u00f2 il dialogo tra microbiota e motilit\u00e0: gli SCFA interagiscono con il sistema nervoso enterico, il cosiddetto &#8220;cervello viscerale&#8221;, e una condizione di disbiosi pu\u00f2 alterare la motilit\u00e0, con un legame riconosciuto con la sindrome dell&#8217;intestino irritabile. \u00c8 un razionale funzionale, non un&#8217;indicazione terapeutica.<\/p>\n<h2>Peristalsi e meccanismi neuro-elettrici di controllo<\/h2>\n<p>Se l&#8217;anatomia dice &#8220;dove&#8221; e il microbiota suggerisce &#8220;perch\u00e9&#8221;, la fisiologia della motilit\u00e0 spiega &#8220;come&#8221; si muove il colon. La peristalsi \u00e8 un processo involontario, automatico e coordinato, ma non \u00e8 l&#8217;unico tipo di movimento: il corso distingue la segmentazione, che rimescola il contenuto per favorire l&#8217;assorbimento, dai pi\u00f9 potenti <strong>movimenti di massa<\/strong>, esclusivi del colon, che percorrono tratti di 20 cm o pi\u00f9 e si verificano mediamente 3-4 volte al giorno.<\/p>\n<p>Questi movimenti sono spesso post-prandiali, perch\u00e9 innescati dal riflesso gastro-colico: la distensione dello stomaco aumenta la motilit\u00e0 colica entro 15-30 minuti dall&#8217;inizio del pasto, con una regolazione che \u00e8 insieme nervosa (nervo vago), ormonale (gastrina e colecistochinina) e locale.<\/p>\n<p>Alla base di tutto c&#8217;\u00e8 il sistema nervoso enterico, capace di funzionare anche senza il sistema nervoso centrale, e le cellule interstiziali di Cajal, che agiscono come pacemaker generando le onde lente. La cosiddetta <em>Legge dell&#8217;Intestino<\/em> sintetizza il fenomeno: la distensione in un punto evoca una contrazione a monte (acetilcolina, Sostanza P) e un rilassamento a valle (ossido nitrico, VIP). Comprendere questo schema \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 un fondamento neurofisiologico alle tecniche manuali.<\/p>\n<h2>Reperi di superficie: tradurre l&#x27;anatomia in punti palpabili<\/h2>\n<p>Tra la conoscenza teorica e la mano si colloca la semeiotica di superficie. Il corso insiste su un punto metodologico: il colon, nella realt\u00e0, non \u00e8 cos\u00ec ben definito come negli atlanti, e questo vale soprattutto per il tratto trasverso. Da qui deriva una raccomandazione pratica, cio\u00e8 usare un&#8217;area di contatto ampia per ridurre il margine d&#8217;errore.<\/p>\n<p>Tra gli errori pi\u00f9 comuni segnalati ci sono il considerare il colon pi\u00f9 medializzato di quanto sia in realt\u00e0 \u2014 \u00e8 invece pi\u00f9 laterale e definisce il quadrante \u2014 e il trascurarne la tridimensionalit\u00e0. La lezione fornisce poi reperi precisi segmento per segmento, come il <strong>punto di McBurney<\/strong>, situato a un terzo della distanza tra la spina iliaca antero-superiore destra e l&#8217;ombelico, repere classico della regione appendicolare.<\/p>\n<p>Vengono descritti anche i livelli vertebrali e costali delle flessure: la flessura destra (epatica) si proietta verso la nona-decima costa, la sinistra (splenica) \u00e8 pi\u00f9 alta e pi\u00f9 posteriore. Questa cartografia di superficie \u00e8 la base concreta su cui si appoggiano poi le manovre, sia superficiali sia profonde.<\/p>\n<h2>Red flags: riconoscere quando non trattare<\/h2>\n<p>Questa \u00e8 forse la sezione pi\u00f9 importante per una pratica responsabile, e va letta in chiave esclusivamente di riconoscimento e invio, mai come guida diagnostica autonoma. Una <strong>red flag<\/strong> \u00e8 un segno o sintomo che orienta verso una possibile patologia seria \u2014 neoplasie, malattie infiammatorie o ischemiche \u2014 di fronte alla quale l&#8217;operatore non deve trattare ma indirizzare allo specialista.<\/p>\n<p>Il materiale elenca diversi segnali da non sottovalutare: sanguinamento rettale (anche occulto), anemia sideropenica, alterazione recente e persistente dell&#8217;alvo (particolarmente sospetta dopo i 50 anni), tenesmo, perdita di peso non intenzionale, feci nastriformi, segni di occlusione intestinale, familiarit\u00e0 per tumore colorettale e, come red flag assoluta, una massa palpabile.<\/p>\n<p>Segue una panoramica didattica delle principali patologie \u2014 dal carcinoma colorettale all&#8217;appendicite acuta, dalla diverticolite alla malattia di Crohn e alla colite ulcerosa \u2014 sempre presentate come nozioni di riconoscimento. Un&#8217;attenzione particolare \u00e8 dedicata al periodo post-chirurgico: prima di agire conviene attendere la guarigione tissutale, in genere 4-6 settimane, valutando caso per caso. \u00c8 qui che l&#8217;approccio funzionale dimostra la sua maturit\u00e0, perch\u00e9 definisce chiaramente i propri limiti.<\/p>\n<h2>Tecniche superficiali e dolore viscerale riferito<\/h2>\n<p>Arrivati al trattamento, il corso parte dal livello pi\u00f9 dolce. Il punto chiave del razionale \u00e8 che il massaggio superficiale non sposta meccanicamente il contenuto, ma modula la funzione intestinale per via neurofisiologica: agisce sulle afferenze cutanee e fasciali e sul sistema nervoso autonomo, sfruttando l&#8217;<strong>interazione viscerosomatica<\/strong> resa possibile dai segmenti spinali condivisi a livello T9-T12.<\/p>\n<p>Da questo deriva il concetto di <strong>dolore viscerale riferito<\/strong>, che il materiale preferisce alle storiche &#8220;dermalgie riflesse&#8221;: poich\u00e9 fibre viscerali e somatiche condividono lo stesso livello metamerico, un disturbo del viscere pu\u00f2 proiettarsi in zone cutanee o muscolari della parete. Ogni segmento ha la sua mappa di riferimento, dal cieco verso pelvi e inguine fino al sigma-retto verso la fossa iliaca sinistra e la regione pelvica.<\/p>\n<p>Le manovre descritte \u2014 sfioramento, palpazione e rotolamento, scivolamento palmare \u2014 vengono eseguite in modo ritmico, lento e a bassa profondit\u00e0, seguendo il percorso del viscere in senso orario. Restano comunque contenuto didattico: vanno sempre adattate alla sensibilit\u00e0 del paziente e non costituiscono una prescrizione clinica.<\/p>\n<h2>Mobilizzazione profonda: test e trattamento insieme<\/h2>\n<p>Il livello pi\u00f9 avanzato del percorso riguarda la mobilizzazione profonda, da impiegare in protocollo e, nei pazienti pi\u00f9 sensibili, solo dopo l&#8217;approccio superficiale. La logica \u00e8 elegante: ogni tecnica \u00e8 al tempo stesso un test valutativo e un trattamento, cos\u00ec che la mano insista sul segmento percepito come pi\u00f9 ipomobile.<\/p>\n<p>I caveat di sicurezza sono espliciti e ricorrenti: non superare mai il fine corsa tissutale, allentare la pressione e dedicare pi\u00f9 tempo a pressioni minori se compare dolore, e prestare particolare attenzione nell&#8217;anziano, i cui tessuti sono pi\u00f9 delicati. Le manovre vengono descritte segmento per segmento, spesso sincronizzando trazione e apertura laterale con la respirazione del paziente.<\/p>\n<p>Il corso introduce anche strumenti di differenziazione clinica come il <strong>test di Carnett<\/strong>, utile a distinguere un dolore di parete da uno di origine viscerale, e richiama i delicati rapporti tra viscere e nervi periferici, ad esempio tra sigma e nervo otturatorio. Anche in questo caso il messaggio \u00e8 che si tratta di nozioni didattiche, da integrare in una pratica prudente e mai sostitutive del giudizio clinico.<\/p>\n<h2>Domande frequenti<\/h2>\n<h3>Quanto \u00e8 lungo mediamente il colon nell&#x27;adulto?<\/h3>\n<p>Nell&#8217;adulto il colon misura mediamente circa 1,5 metri ed \u00e8 il tratto terminale dell&#8217;intestino crasso. Si estende dal cieco fino al retto, con un calibro che si riduce progressivamente: circa 7-8 cm a livello del cieco, circa 5 cm al tratto trasverso e 3-5 cm in prossimit\u00e0 del retto. Conoscerne le dimensioni reali aiuta a impostare un reperaggio pi\u00f9 accurato.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il microbiota intestinale?<\/h3>\n<p>Il microbiota intestinale \u00e8 l&#8217;insieme di tutti i microrganismi \u2014 principalmente batteri, ma anche funghi, archei e virus \u2014 che colonizzano il tratto gastrointestinale vivendo in rapporto di simbiosi con l&#8217;organismo. In passato veniva indicato con il termine &#8220;flora batterica&#8221;. La sua sede principale \u00e8 l&#8217;intestino tenue distale e il colon, dove svolge funzioni metaboliche, immunitarie e di regolazione della motilit\u00e0.<\/p>\n<h3>Cosa sono gli acidi grassi a catena corta e a cosa servono?<\/h3>\n<p>Gli acidi grassi a catena corta (SCFA), come butirrato, acetato e propionato, sono prodotti dalla fermentazione delle fibre alimentari indigeribili da parte del microbiota nel colon. Vengono assorbiti rapidamente e rappresentano una fonte di energia fondamentale per gli enterociti, le cellule della parete intestinale, oltre a interagire con il sistema nervoso enterico nella regolazione della motilit\u00e0.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 la peristalsi gastrointestinale?<\/h3>\n<p>La peristalsi gastrointestinale \u00e8 il principale meccanismo di propulsione del contenuto lungo il tratto digerente. Si tratta di un processo involontario, automatico e coordinato che consente l&#8217;avanzamento del bolo alimentare e dei residui, ed \u00e8 essenziale per la digestione, l&#8217;assorbimento dei nutrienti e l&#8217;eliminazione dei prodotti di scarto. Nel colon convive con altri tipi di movimento, come la segmentazione e i movimenti di massa.<\/p>\n<h3>Quante volte al giorno avvengono i movimenti di massa del colon?<\/h3>\n<p>I movimenti di massa sono contrazioni propulsive potenti, tipiche del colon, che percorrono lunghi tratti \u2014 20 cm o pi\u00f9 \u2014 spingendo il materiale verso il sigma e il retto. Si verificano mediamente 3-4 volte al giorno e compaiono spesso dopo i pasti, perch\u00e9 stimolati dal riflesso gastro-colico. Sono distinti dalla segmentazione, che invece rimescola il contenuto senza farlo avanzare in modo significativo.<\/p>\n<h3>Come funziona il riflesso gastro-colico?<\/h3>\n<p>Il riflesso gastro-colico \u00e8 un riflesso fisiologico automatico che aumenta la motilit\u00e0 del colon in risposta alla distensione dello stomaco provocata dall&#8217;arrivo del cibo. Si attiva rapidamente, generalmente entro 15-30 minuti dall&#8217;inizio del pasto, stimolando i movimenti di massa verso il sigma e il retto. \u00c8 mediato dal nervo vago (sistema parasimpatico) e da ormoni come la gastrina e la colecistochinina.<\/p>\n<h3>Cosa dice la Legge dell&#x27;Intestino sulla peristalsi?<\/h3>\n<p>La Legge dell&#8217;Intestino afferma che la distensione in un punto qualsiasi del tubo digerente evoca una contrazione a monte del bolo e un rilassamento a valle. A monte i neuroni rilasciano prevalentemente acetilcolina e Sostanza P, che fanno contrarre la muscolatura circolare spingendo il contenuto in avanti; a valle prevalgono l&#8217;ossido nitrico e il peptide intestinale vasoattivo (VIP), che rilassano il segmento per accoglierlo. \u00c8 un meccanismo cardine per comprendere come si propaga la peristalsi.<\/p>\n<h3>Che cos&#x27;\u00e8 il dolore viscerale riferito del colon?<\/h3>\n<p>Il dolore viscerale riferito \u00e8 il fenomeno per cui un disturbo di origine interna viene percepito in aree cutanee o muscolari della parete. Dipende dal fatto che le afferenze del colon coinvolgono principalmente i metameri T9-T12, dove fibre viscerali e somatiche condividono lo stesso segmento spinale. Questa sovrapposizione metamerica spiega perch\u00e9, per esempio, un disturbo colico possa manifestarsi come dolore in zone apparentemente lontane.<\/p>\n<h3>Dove si trova il punto di McBurney e a cosa serve?<\/h3>\n<p>Il punto di McBurney si individua a un terzo della distanza tra la spina iliaca antero-superiore destra e l&#8217;ombelico, partendo dalla spina iliaca. \u00c8 un repere classico della regione appendicolare: la dolorabilit\u00e0 alla palpazione in questo punto \u00e8 uno dei segni associati all&#8217;appendicite acuta. Per il professionista manuale rappresenta un riferimento semeiotico utile a inquadrare i sintomi, non uno strumento diagnostico autonomo.<\/p>\n<h3>Cosa significa &#x27;red flag&#x27; riferito al colon?<\/h3>\n<p>In ambito clinico una red flag indica segni o sintomi che suggeriscono la possibile presenza di patologie gravi, come neoplasie o malattie infiammatorie e ischemiche. Nell&#8217;approccio manuale al colon il loro riconoscimento \u00e8 fondamentale: di fronte a una red flag il professionista non deve trattare, ma indirizzare il paziente a una valutazione medica per un approfondimento diagnostico.<\/p>\n<h3>Perch\u00e9 il sanguinamento rettale va sempre approfondito?<\/h3>\n<p>Il sanguinamento rettale \u00e8 considerato una red flag perch\u00e9, pur potendo derivare da cause benigne come il plesso emorroidario, pu\u00f2 anche indicare condizioni pi\u00f9 serie come il carcinoma colorettale, polipi avanzati o una colite. Per questo richiede sempre un approfondimento diagnostico, anche quando non \u00e8 associato a dolore emorroidario e anche quando si tratta di sangue occulto refertato negli esami delle feci.<\/p>\n<h3>A cosa serve il segno di Carnett?<\/h3>\n<p>Il segno di Carnett serve a distinguere se un dolore della parete addominale ha origine muscolare oppure viscerale. Si palpa l&#8217;area dolente mantenendo la pressione e si chiede al paziente di contrarre i muscoli addominali: se il dolore aumenta con la contrazione l&#8217;origine \u00e8 probabilmente di parete; se diminuisce \u00e8 probabile un&#8217;origine viscerale, perch\u00e9 la muscolatura contratta protegge il viscere dalla pressione.<\/p>\n<h3>Qual \u00e8 l&#x27;obiettivo del massaggio superficiale del colon?<\/h3>\n<p>L&#8217;obiettivo del massaggio superficiale del colon \u00e8 modulare la funzione intestinale attraverso meccanismi neurofisiologici indiretti, non spostare meccanicamente le feci. Agisce sulle afferenze cutanee e fasciali e sul sistema nervoso autonomo, sfruttando l&#8217;interazione viscerosomatica per ridurre le tensioni viscerali e influenzare la percezione del dolore addominale. \u00c8 un approccio dolce, propedeutico alle tecniche pi\u00f9 profonde.<\/p>\n<h3>In che direzione si massaggia il colon e perch\u00e9?<\/h3>\n<p>Le manovre di massaggio sul colon si applicano in senso orario guardando l&#8217;addome del paziente, seguendo cos\u00ec il percorso naturale del contenuto intestinale lungo il viscere. Vengono eseguite in modo ritmico, lento e a bassa profondit\u00e0, adattandole alla sensibilit\u00e0 del paziente. Questa direzione coerente con il transito \u00e8 uno dei principi pratici di base delle tecniche superficiali.<\/p>\n<h3>Cosa fare se durante la mobilizzazione profonda compare dolore o si avverte il fine corsa tissutale?<\/h3>\n<p>Se durante la mobilizzazione profonda si avverte il fine corsa tissutale non bisogna andare oltre, per non rischiare di provocare danni. In caso di dolore occorre allentare la pressione e dedicare pi\u00f9 tempo a pressioni minori. Nel paziente ipersensibile \u00e8 consigliabile iniziare con il protocollo superficiale, e nell&#8217;anziano va posta particolare attenzione perch\u00e9 i tessuti sono pi\u00f9 delicati.<\/p>\n<h4 id=\"conclusioni\" class=\"sm-scroll-anchor\">In conclusione<\/h4>\n<section class=\"ik-conclusione\">\n<p>L&#8217;<strong>approccio manuale al colon<\/strong> mostra il suo valore quando poggia su una conoscenza solida: l&#8217;anatomia variabile del viscere, il razionale funzionale offerto da microbiota e peristalsi, la cartografia dei reperi e, soprattutto, la capacit\u00e0 di riconoscere le red flags e di fermarsi quando serve. \u00c8 questo equilibrio tra competenza tecnica e prudenza clinica a fare la differenza tra una manualit\u00e0 improvvisata e una pratica matura. Il corso <a href=\"\/sistema-colon-approccio-manuale-funzionalizzante\">Sistema colon: approccio manuale funzionalizzante<\/a> accompagna proprio in questa progressione &#8220;dalla conoscenza alla mano&#8221;, con un percorso ECM FAD da 15 crediti pensato per professionisti sanitari del settore manuale e non solo. Se vuoi integrare nella tua pratica un approccio funzionale, fondato e attento ai limiti di sicurezza, \u00e8 un buon punto di partenza per aggiornarsi.<\/p>\n<\/section>\n<div class=\"ik-img-credits\">\n<p><strong>Crediti immagini:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Foto di <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/@ortopediatri?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ortopediatri \u00c7ocuk Ortopedi Akademisi<\/a> su <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=ikosecm&#038;utm_medium=referral\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Unsplash<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;approccio manuale al colon richiede una premessa che attraversa tutto questo percorso: la mano non pu\u00f2 lavorare bene su ci\u00f2 che non conosce. 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