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Acne e dermatite atopica: il confronto tra approccio dermatologico e nutrizionale

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C0651.

Acne e dermatite atopica: il confronto tra approccio dermatologico e nutrizionale
Acne e dermatite atopica: il confronto tra approccio dermatologico e nutrizionale — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Acne e dermatite atopica sono due malattie cutanee infiammatorie tra le più frequenti nella pratica clinica, e la loro gestione beneficia oggi di uno sguardo che integra dermatologia e nutrizione. Sono patologie a eziopatogenesi multifattoriale, in cui convivono fattori genetici, ormonali, microbici e immunologici, ma anche elementi legati allo stile di vita e all’alimentazione. Comprendere come questi piani si intreccino è essenziale per il professionista sanitario che voglia inquadrare correttamente il paziente e collaborare in modo interdisciplinare. Questo approfondimento ripercorre il quadro clinico-terapeutico di acne e dermatite atopica e, in parallelo, il ruolo della dieta, dell’indice glicemico e del microbioma, così come vengono affrontati in un percorso formativo ECM che mette a confronto il dermatologo e il nutrizionista.

Il corso FAD “Acne e dermatite atopica: il dermatologo e il nutrizionista a confronto” è rivolto a medici chirurghi, biologi, dietisti, farmacisti, infermieri, fisioterapisti, psicologi, chimici e assistenti sanitari. Eroga 15 crediti ECM in modalità FAD (formazione a distanza). Articolato in due parti complementari, integra la prospettiva clinico-dermatologica del Dott. Andrea Bassi con quella nutrizionale della Dott.ssa Shuela Curatola, offrendo una lettura multidisciplinare delle due patologie.

Acne: una malattia infiammatoria a eziopatogenesi multifattoriale

L’acne è una delle patologie cutanee più diffuse: il materiale del corso illustra come possa interessare una quota molto ampia della popolazione nel corso della vita, con un picco di incidenza nell’adolescenza. Le lesioni si presentano in stadi evolutivi che vanno dai comedoni alle papule e pustole, fino alle forme nodulo-cistiche più severe, e si localizzano tipicamente al volto, al torace e al dorso.

Sul piano eziopatogenetico, il corso descrive un meccanismo multifattoriale. Concorrono una cheratinizzazione anomala del follicolo pilosebaceo, un aumento della produzione di sebo regolata dagli androgeni, fattori microbico-infettivi legati al Cutibacterium (Propionibacterium) acnes e meccanismi immunologici che coinvolgono i recettori Toll-like e le citochine infiammatorie.

Particolare attenzione è dedicata al ruolo degli ormoni androgeni e alle situazioni in cui, soprattutto nella donna, può essere opportuno un approfondimento endocrinologico: la presenza di irsutismo, irregolarità mestruali o quadri riconducibili alla sindrome dell’ovaio policistico viene presentata come elemento da valutare nell’inquadramento complessivo del paziente.

Le opzioni terapeutiche dell'acne, dai topici all'isotretinoina

Il corso presenta un approccio terapeutico modulato sulla gravità del quadro, sempre in chiave di inquadramento formativo e non come prescrizione operativa. Nelle forme comedoniche il materiale richiama l’uso di detergenti specifici e retinoidi topici; nelle forme papulo-pustolose si aggiungono il benzoilperossido e, quando indicato, antibiotici sistemici come le tetracicline.

Per le forme nodulo-cistiche più severe viene trattata l’isotretinoina, descritta come opzione di riferimento nei casi gravi. Il materiale richiama l’attenzione su aspetti di rilievo clinico, tra cui i dosaggi citati nel percorso formativo, l’impiego in monoterapia e soprattutto l’effetto teratogeno, che impone particolare prudenza nella donna in età fertile e il monitoraggio previsto dalle indicazioni di riferimento.

Si tratta di un tema fortemente sensibile: ogni decisione terapeutica resta di competenza del medico prescrittore e va calata nel singolo caso clinico secondo le linee guida e le indicazioni regolatorie vigenti. Il valore formativo del corso è quello di fornire al professionista una cornice aggiornata su indicazioni, limiti e cautele delle diverse opzioni.

Dermatite atopica: barriera cutanea, risposta Th2 e gestione

La dermatite atopica è una dermatosi pruriginosa a sedi tipiche, in particolare le pieghe flessorie, con andamento cronico-recidivante. Il materiale del corso ricorda come l’esordio avvenga spesso nei primi anni di vita e come la patologia si inserisca frequentemente in un contesto di atopia, con possibile associazione ad altre manifestazioni allergiche.

Dal punto di vista eziopatogenetico, due elementi sono centrali: l’alterazione della barriera cutanea, in cui ha un ruolo la filaggrina, e una risposta T-linfocitaria di tipo Th2 inadeguata verso antigeni e microrganismi cutanei comuni. Clinicamente il corso distingue la fase acuta, con eritema, vescicole e croste e il rischio di sovrainfezione, dalla fase cronica caratterizzata da lichenificazione e fissurazioni.

La gestione descritta nel materiale si articola su più fronti: il ripristino della barriera con emollienti e bagni oleati, la modulazione immunitaria con cortisonici e immunomodulanti, il controllo del prurito, l’educazione terapeutica e un approccio multidisciplinare. Viene inoltre evidenziata la corticofobia — il timore ingiustificato verso i cortisonici topici — come una delle principali cause di fallimento del trattamento, e quindi come nodo educativo da affrontare nella relazione con il paziente.

Alimentazione e acne: dieta mediterranea, indice glicemico e latte

La parte nutrizionale del corso, curata dalla Dott.ssa Shuela Curatola, sposta il punto di osservazione sull’alimentazione. La dieta mediterranea viene presentata come alleato, con il suo equilibrio tra olio d’oliva, verdure, legumi, cereali integrali, frutta secca e pesce, e con un ridotto apporto di alimenti di origine animale. Tra gli alimenti da limitare il materiale cita latte e derivati, cibi zuccherosi e ricchi di grassi saturi, alcol e fumo.

Un concetto cardine è quello di indice glicemico (IG): il corso lo definisce come la velocità con cui un alimento innalza la glicemia, con il glucosio come valore di riferimento e una classificazione in IG basso, medio e alto. Diete ad alto carico glicemico favorirebbero iperinsulinemia e aumento dell’IGF-1, fattori che il materiale collega alla patogenesi dell’acne attraverso la stimolazione della produzione di sebo.

Viene affrontato anche il rapporto tra latte e acne: il materiale riferisce un’associazione tra consumo di latte e derivati e maggior rischio di acne, per la possibile presenza di componenti ormonali “pro-sebo”. Si tratta di indicazioni dietetiche di taglio formativo, che il corso colloca all’interno di una valutazione individuale e mai come dieta rigida da prescrivere indistintamente.

Microbioma, integrazione e asse intestino-cute-cervello

Il corso introduce il concetto di microbioma come insieme dei microrganismi che popolano i tessuti dell’organismo, e di disbiosi come alterazione di questo equilibrio. Su questa base viene presentato l’asse intestino-cute-cervello, il quadro interpretativo per cui modificazioni del microbiota intestinale possono riflettersi sulle manifestazioni cutanee.

In questo ambito il materiale distingue probiotici (microrganismi vivi come bifidobatteri e lattobacilli), prebiotici (componenti alimentari non digeribili, come inulina e oligofruttosio, di cui i batteri benefici si nutrono) e simbiotici. Per la dermatite atopica vengono richiamati possibili benefici di probiotici e prebiotici, anche in gravidanza e allattamento, insieme al ruolo di vitamine (A, D, E, C) e dello zinco.

Il corso mantiene su questi temi un’impostazione prudente: il materiale stesso sottolinea che, per probiotici, prebiotici e per alcune strategie dietetiche, mancano evidenze scientifiche conclusive, e sconsiglia diete di esclusione non controllate. Eventuali esclusioni alimentari nei soggetti atopici vanno valutate in modo individuale e supervisionato, mai improvvisate.

Domande frequenti

Quali sono gli stadi evolutivi dell'acne?

L’acne evolve attraverso stadi successivi. Le prime lesioni sono i comedoni, dovuti all’ostruzione dello sbocco follicolare; segue la fase infiammatoria con papule e pustole, in cui interviene una componente batterica; nelle forme più avanzate compaiono noduli e cisti, lesioni profonde e dolorose che possono esitare in cicatrici.

Che differenza c'è tra comedoni, papule e pustole?

Sono lesioni acneiche diverse per aspetto e stadio. I comedoni sono i cosiddetti punti neri e punti bianchi, espressione dell’ostruzione del follicolo; le papule sono lesioni rilevate e infiammate; le pustole sono lesioni infiammatorie contenenti materiale purulento. Riconoscerle aiuta a inquadrare lo stadio del quadro acneico.

Quale proteina della barriera cutanea e spesso alterata nella dermatite atopica?

Il corso indica la filaggrina, una proteina chiave nella formazione e nel mantenimento della barriera cutanea. Una sua alterazione è frequentemente coinvolta nella dermatite atopica, perché compromette la funzione di protezione della pelle e favorisce la perdita di acqua e la penetrazione di allergeni e microrganismi.

Quale tipo di risposta immunitaria caratterizza la dermatite atopica?

La dermatite atopica è associata a una risposta immunitaria di tipo Th2, cioè una risposta T-linfocitaria inadeguata verso antigeni e microrganismi cutanei comuni. Questa polarizzazione immunologica contribuisce all’infiammazione cronica e si combina con l’alterazione della barriera cutanea nel determinare il quadro clinico.

Quali zone del corpo sono più colpite dalla dermatite atopica?

Le sedi tipiche della dermatite atopica sono le pieghe flessorie del corpo, per esempio le pieghe antecubitali, oltre al collo e al volto. La distribuzione può variare con l’età del paziente, ma il coinvolgimento delle pieghe è un elemento caratteristico nel riconoscimento clinico della patologia.

Cosa si intende per lichenificazione nella dermatite atopica?

La lichenificazione è l’ispessimento della cute con accentuazione del disegno cutaneo, tipico della fase cronica della dermatite atopica. E conseguenza dei continui grattamenti indotti dal prurito persistente, ed è uno dei segni che il professionista valuta per distinguere la fase cronica da quella acuta.

Eliminare alcuni cibi senza controllo aiuta nella dermatite atopica?

No. Il corso precisa che l’eliminazione non controllata di alimenti nei soggetti con dermatite atopica è sconsigliata e potenzialmente dannosa, perché può impoverire la dieta senza un reale beneficio. Eventuali esclusioni vanno valutate in modo controllato e individuale, all’interno di un percorso seguito da un professionista.

Quali alimenti sono chiamati in causa nella patogenesi dell'acne?

Il corso indica tra i fattori dietetici più chiamati in causa un eccesso di carboidrati e di prodotti ad alto indice glicemico, perché favoriscono iperinsulinemia e aumento dell’IGF-1. Questi meccanismi possono incidere sulla produzione di sebo e quindi sul decorso dell’acne, nell’ambito di una valutazione complessiva dello stile alimentare.

Che rapporto c'è tra consumo di latte e acne?

Il materiale riferisce un’associazione tra l’assunzione di latte e derivati e un maggior rischio di acne, ricondotta alla possibile presenza di componenti ormonali “pro-sebo”. Si tratta di un’indicazione di taglio formativo, da inquadrare nella dieta complessiva del singolo paziente e non come divieto assoluto.

Cosa sono il microbioma e la disbiosi?

Il microbioma e l’insieme dei microrganismi che popolano alcuni tessuti dell’organismo. La disbiosi e l’alterazione di questo equilibrio microbico. Il corso utilizza questi concetti per spiegare come modifiche del microbiota possano riflettersi anche sulla salute della pelle attraverso l’asse intestino-cute-cervello.

Qual è la differenza tra probiotici e prebiotici?

I probiotici sono microrganismi viventi, come bifidobatteri e lattobacilli, che contribuiscono a ripristinare l’equilibrio del microbioma. I prebiotici sono invece componenti alimentari non digeribili, come gli oligosaccaridi inulina e oligofruttosio, di cui i batteri benefici si nutrono per proliferare. Lavorano quindi su piani complementari.

Probiotici e prebiotici sono efficaci nella dermatite atopica?

Il corso indica che probiotici e prebiotici possono offrire un supporto, ma sottolinea con chiarezza che mancano evidenze scientifiche conclusive sulla loro efficacia nella dermatite atopica. Vanno quindi considerati con prudenza, all’interno di un approccio individuale e supervisionato, e non come terapia risolutiva.

Cos'e l'indice glicemico e come si classifica?

L’indice glicemico (IG) e la velocità con cui un alimento innalza la glicemia dopo l’assunzione di carboidrati. Il glucosio e il valore di riferimento; un IG si considera basso, medio o alto in base a soglie crescenti. La presenza di fibre, proteine e grassi nell’alimento tende ad abbassare l’IG complessivo del pasto.

Cos'e l'asse intestino-cute-cervello?

Il corso descrive l’asse intestino-cute-cervello come il complesso meccanismo per cui il sistema nervoso e l’alterazione del microbioma intestinale possono tradursi in manifestazioni a livello cutaneo. E il quadro interpretativo che collega salute intestinale, equilibrio del microbiota e condizioni della pelle, alla base della cosiddetta dermobiotica.

Quali vitamine e minerali sono indicati come utili per acne e dermatite atopica?

Il materiale indica come potenzialmente utili le vitamine A, D, E e C e, tra i minerali, lo zinco, nell’ambito del supporto nutrizionale a queste patologie cutanee. Si tratta di indicazioni formative: l’eventuale integrazione va valutata caso per caso da un professionista, evitando il fai-da-te.

In conclusione

Acne e dermatite atopica mostrano con chiarezza quanto la cura della pelle benefici di una visione interdisciplinare: la prospettiva del dermatologo, centrata su eziopatogenesi, clinica e terapia, si integra con quella del nutrizionista, attenta ad alimentazione, indice glicemico, microbioma e integrazione. Per il professionista sanitario, padroneggiare entrambi i piani significa offrire al paziente un inquadramento più completo e una collaborazione più efficace tra figure diverse. Il corso FAD “Acne e dermatite atopica: il dermatologo e il nutrizionista a confronto” approfondisce questi temi mettendo letteralmente a confronto le due competenze, e rilascia 15 crediti ECM in modalità a distanza. Un’occasione per aggiornare il proprio approccio a due patologie cutanee tanto comuni quanto complesse.

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