Geriatria e Cura dell'Anziano 14 MIN DI LETTURA

Approccio multidisciplinare alla demenza: dalla persona alla qualita di vita

Redazione IKOSECM

Redazione IKOSECM

Articolo di approfondimento al corso Ecm C1125.

Approccio multidisciplinare alla demenza: dalla persona alla qualita di vita
Foto di Jomarc Nicolai Cala su Unsplash

L’approccio multidisciplinare alla demenza nasce dalla consapevolezza che la persona con un disturbo neurocognitivo non si cura su un solo fronte: cognitivo, comunicativo, deglutitorio e motorio si intrecciano e richiedono competenze diverse che dialogano tra loro. Quando manca una terapia risolutiva, l’obiettivo realistico e ambizioso diventa un altro: mantenere il piu a lungo possibile le capacita residue, prevenire le complicanze e sostenere la qualita di vita di chi vive con la demenza e di chi se ne prende cura. Questo articolo ripercorre i tre filoni complementari di un percorso formativo dedicato proprio a questo: gli interventi psicosociali, la presa in carico logopedica con il nodo della disfagia, e la gestione clinico-riabilitativa motoria. Il taglio e formativo e applicativo, pensato per chi opera ogni giorno accanto a queste persone.

In sintesi. Il corso “Disturbi neurocognitivi: un approccio multidisciplinare per un miglioramento della qualita di vita del paziente con demenza”, a cura dei docenti Dott. G. Seccafien, Dott. F. Bergamo e Dott. R. Cuzzolin, eroga 20 crediti ECM in modalita FAD ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. E articolato in tre parti complementari – interventi psicosociali, logopedia e disfagia, riabilitazione motoria – con un filo conduttore unico: mantenere le capacita residue e migliorare la qualita di vita del paziente e del caregiver.

Cosa sono gli interventi psicosociali nella demenza

Il punto di partenza di ogni presa in carico psicosociale e una distinzione netta. Secondo la definizione della British Psychological Society richiamata nel corso, l’intervento psicosociale e un termine ampio che indica i modi di supportare le persone a superare le sfide e mantenere una buona salute mentale, senza ricorso ai farmaci. Da questo si distingue l’intervento non farmacologico (NPI) in senso piu stretto, definito come un protocollo basato sulle prove, efficace, personalizzato, non invasivo, referenziato e supervisionato da un professionista.

Il corso insiste su un take home message di onesta professionale: occorre attenzione a cosa si dichiara di proporre, perche un intervento terapeutico ha requisiti diversi da una proposta semplicemente ricreativa. Gli interventi si differenziano in base agli obiettivi – funzioni cognitive, aspetti psicologici e comportamentali, autonomia fisica e funzionale.

Su questa base poggiano gli approcci alla persona con demenza presentati nel materiale: la Person Centred Care (PCC, cura centrata sulla persona), la Gentlecare, l’approccio ambientale, l’approccio Capacitante e la Validation. Tutti condividono lo stesso spostamento di sguardo: guardare alle capacita residue prima che ai deficit, lavorando sull’alleanza terapeutica e sul controllo dei disturbi del comportamento (BPSD).

Stimolazione cognitiva, reminiscenza e orientamento

Una volta valutate le abilita residue, il corso propone un ventaglio di tecniche di attivazione. La Cognitive Stimulation Therapy (CST) e presentata come un protocollo strutturato, centrato sulla persona e non prestazionale, che integra stimolazione cognitiva globale, socializzazione, orientamento alla realta, stimolazione multisensoriale e reminiscenza; tra i suoi obiettivi vi e la promozione della personhood e il sostegno alla riserva cognitiva. Accanto ad essa, la musicoterapia e lo storytelling creativo con il metodo TimeSlips offrono attivazione attraverso canali alternativi alla performance mnemonica.

La reminiscenza e la memoria autobiografica vengono usate per stimolare la memoria a lungo termine e rinforzare l’identita personale, con un valore particolare per le persone anziane con umore depresso. La revisione della vita, processo strutturato e cronologico, richiede pero competenze e supervisione adeguate quando i sintomi depressivi sono significativi.

Sul fronte dell’orientamento spazio-temporale, il materiale propone una lettura critica della ROT (Reality Orientation Therapy): l’uso rigido e ripetitivo puo generare frustrazione e ritiro nelle fasi moderate-severe. Meglio appoggiarsi a indizi ambientali – calendario, orologio, clima, abbigliamento – e, dove necessario, scegliere di “entrare nella realta del paziente” per preservare una relazione capacitante.

L'ambiente e il sostegno ai familiari

L’ambiente e un alleato terapeutico spesso sottovalutato. Il corso spiega che la persona con demenza fatica a memorizzare i punti di riferimento e a interiorizzare le mappe spaziali, e somma a questo i deficit percettivi propri della malattia e dell’invecchiamento. Da qui raccomandazioni dettagliate per l’ambiente domestico, stanza per stanza: ambienti semplici, oggetti sempre nello stesso posto, buona illuminazione, e accorgimenti di sicurezza in cucina e in bagno. Nei servizi residenziali l’ambiente protesico punta a controllo dei BPSD, mantenimento delle capacita residue, orientamento e sicurezza, fino al giardino terapeutico per stimoli naturali e attivita fisica.

Il sostegno ai familiari e parte integrante della cura. Il materiale descrive i vissuti del caregiver – depressione, senso di colpa, rabbia, impotenza, isolamento – e le risposte presenti sul territorio: gruppi di sostegno psicologico, Caffe Alzheimer, gruppi ABC ad approccio conversazionale, associazioni di familiari. Allargando lo sguardo, il modello della Dementia Friendly Community propone una comunita in cui la persona con demenza e rispettata, compresa e messa in condizione di contribuire, riducendo stigma ed emarginazione.

Comunicazione e disturbi del linguaggio: la prospettiva logopedica

La seconda parte del corso entra nel territorio della logopedia, spesso ridotta nell’immaginario al solo lavoro con il bambino. Il materiale ne restituisce invece l’ampiezza, con una doppia ottica: la salvaguardia della vita – centrale nella disfagia – e la qualita della vita nelle altre applicazioni. La comunicazione viene letta come scambio di un messaggio secondo le regole di un codice, con due chiavi: l’output (emissione) e l’input (ricezione), affiancate dalla comunicazione non verbale e paraverbale, preziosa per chi assiste.

Per collocare un disturbo osservato, il corso descrive i livelli linguistici – fonico, fonetico, fonologico, lessicale, morfo-sintattico, semantico, pragmatico – e i deficit corrispondenti. Su questa mappa si innesta la classificazione dei disturbi comunicativi: la disfonia come disturbo qualitativo della voce, la disartria come disturbo dell’articolazione per ridotta motilita delle strutture orali, e l’afasia come disturbo linguistico acquisito. Quest’ultima e molto piu ampia del semplice “smarrimento della parola”: esistono forme motorie, globali e sensoriali, queste ultime con eloquio fluente, ecolalie e neologismi.

La disfagia nell'anziano: classificazione, valutazione e consistenze

La disfagia nell’anziano e il nodo piu delicato del percorso logopedico, perche tocca la sicurezza della persona. Il corso la definisce come qualsiasi alterazione della deglutizione e la classifica per fase compromessa (orofaringea, laringea, esofagea), per eta – con il concetto di presbifagia, la disfagia dell’anziano senza patologie favorenti – per eziologia e per gravita. Sul piano della gravita il materiale richiama scale a piu livelli, fino ai gradi in cui l’aspirazione impone il “niente per bocca”. Un caveat importante: non bisogna dare per scontato che ogni anziano disfagico sia presbifagico.

La valutazione si muove su due vie: gli esami strumentali – videofluoroscopia con bario modificato e fibroscopia – e i test al letto del paziente (bedside), come il test del bolo d’acqua, utili anche nei quadri di demenza. Il logopedista e la figura che conduce questa valutazione, sempre con grande attenzione alla sicurezza delle vie aeree.

Sul piano pratico, il corso descrive la gestione delle consistenze: le viscosita dei liquidi (libero, sciropposo, crema, budino) ottenute con l’addensante e le consistenze dei solidi (morbida, sminuzzata, passe-partout, tritata, omogeneizzata). Particolare allerta per le consistenze miste, indicate come le piu pericolose per il rischio di ab ingestis. Restano indicazioni didattiche: la prescrizione spetta sempre a logopedista e medico.

Inquadrare clinicamente i disturbi neurocognitivi

La terza parte del corso fornisce l’inquadramento clinico che orienta la riabilitazione. Partendo dalla definizione del DSM, distingue il delirium – disturbo acuto e in genere reversibile – dal disturbo cognitivo maggiore e minore, e ricorda quante funzioni siano coinvolte: memoria, attenzione, apprendimento, logica, abilita prassiche, orientamento, linguaggio, con impatto diretto sulle attivita della vita quotidiana.

Segue una rassegna delle principali patologie. Il Morbo di Alzheimer, demenza degenerativa primaria che insorge solitamente dopo i 65 anni e classificata nel DSM-5 come disturbo neurocognitivo maggiore, esordisce con deficit di memoria per poi coinvolgere linguaggio, orientamento e coordinazione. Accanto ad esso il materiale descrive la demenza vascolare, la demenza a corpi di Lewy, la Corea di Huntington, il Morbo di Parkinson con i parkinsonismi, l’encefalopatia spongiforme, oltre a ictus, traumi cranici e tumori. Per ciascuna patologia l’orizzonte riabilitativo e la prevenzione secondaria: rallentare il declino e mantenere le capacita residue, mai una guida diagnostica o terapeutica autonoma.

Deambulazione, rischio di caduta e ausili

La gestione motoria mette al centro il cammino e la sua sicurezza. Il corso descrive come la deambulazione e l’equilibrio dipendano da piu sistemi e informazioni – visive, vestibolari, propriocettive – e come la marcia si alteri in modo riconoscibile: lentezza e postura flessa nell’anziano, passo falciante nell’emiplegico, rigidita, bradicinesia e festinatio nel Parkinson.

Da qui l’attenzione ai fattori di rischio di caduta: ambientali (illuminazione, tappeti, pavimenti bagnati), farmacologici, deficit visivi e di forza, disorientamento, comorbidita. Per misurarlo, il materiale cita le scale Tinetti, Conley e Morse; quando il rischio resta elevato, l’autonomia nel cammino non e piu sostenibile senza supervisione o assistenza.

Il corso passa poi in rassegna gli ausili alla locomozione – bastoni, stampelle, tripodi e le diverse tipologie di deambulatore – sottolineando come alcune varianti (ad esempio il deambulatore a due ruote e due puntali) aiutino a compensare la retropulsione e a limitare la festinatio. Le carrozzine e i seggioloni polifunzionali vengono scelti in funzione delle capacita motorie e cognitive residue, in un’ottica di igiene posturale.

Prevenire i danni da immobilita nelle fasi avanzate

Nelle fasi avanzate, con la persona totalmente dipendente, la prevenzione diventa la priorita assoluta. Il corso descrive la sindrome ipocinetica come una cascata di danni che coinvolge piu organi e apparati: riduzione di massa e forza muscolare, osteoporosi, anchilosi, trombosi venosa profonda con rischio di embolia, infezioni polmonari e urinarie, stipsi, rallentamento cognitivo e lesioni da pressione, queste ultime con il rischio piu grave di setticemia.

Le sue cause e concause sono molteplici – dalle patologie muscolo-scheletriche e neurologiche allo scompenso cardiaco, alla malnutrizione, fino a condizioni psicologiche come la paura di cadere e la depressione. Gli interventi di prevenzione che il materiale propone sono semplici nel principio e impegnativi nella costanza: igiene posturale a letto e in sedia, mobilizzazione articolare attiva, attiva-assistita o passiva, e riabilitazione respiratoria. Gli esercizi proposti nel corso restano spunti di lavoro da adattare alla valutazione e agli obiettivi del singolo paziente.

Domande frequenti

Che cos'e un intervento psicosociale nella cura della demenza?

L’intervento psicosociale e un termine ampio che indica i diversi modi per sostenere la persona ad affrontare le difficolta e a mantenere una buona salute mentale, secondo la definizione della British Psychological Society richiamata nel corso. La sua caratteristica distintiva e che non prevede l’uso di farmaci: agisce su funzioni cognitive, aspetti psicologici e comportamentali e autonomia della persona che vive con demenza.

Quali approcci alla persona con demenza vengono usati negli interventi psicosociali?

Tra gli approcci presentati nel corso c’e in primo luogo la Person Centred Care (PCC, cura centrata sulla persona), insieme a Gentlecare, all’approccio ambientale, all’approccio Capacitante e alla Validation. Tutti condividono l’idea di guardare alla persona e alle sue capacita residue, piu che ai soli deficit.

Che cos'e la Cognitive Stimulation Therapy (CST) e quale obiettivo persegue?

La CST e un protocollo di stimolazione cognitiva strutturato e centrato sulla persona, presentato nel corso come evidence-based. Tra i suoi obiettivi c’e la promozione della personhood (l’essere persona): mira a stimolare le funzioni cognitive e la socializzazione e a favorire il benessere, contrastando l’eccessiva disabilita e sostenendo l’autostima.

A chi e particolarmente indicato l'uso della reminiscenza?

Il corso indica che la reminiscenza, inclusa la revisione della vita, e particolarmente utile per le persone anziane con umore depresso, compresi coloro che vivono in ambienti di assistenza a lungo termine. Poiche l’umore depresso e piu comune nelle persone con demenza, la reminiscenza puo contribuire a migliorarne l’umore.

Perche e necessario adattare l'ambiente per una persona che vive con demenza?

Tra i motivi indicati nel corso c’e la difficolta della persona con demenza a memorizzare i punti di riferimento ambientali e a interiorizzare le mappe spaziali. Adattare l’ambiente serve a compensare questi deficit percettivi e di orientamento, riducendo confusione e rischi e favorendo l’autonomia e il controllo dei disturbi comportamentali.

Che cos'e una Dementia Friendly Community e a cosa serve?

Una Dementia Friendly Community e una comunita – una citta, un paese o una porzione di territorio – in cui le persone con demenza sono rispettate, comprese, sostenute e messe in condizione di contribuire alla vita comune. Tra le azioni per realizzarla, il corso sottolinea l’importanza di dare voce alle persone con demenza, per ridurre stigma ed emarginazione.

Che cos'e la logopedia e di cosa si occupa?

Il corso definisce la logopedia come una disciplina riabilitativa, che integra linguistica, psicologia e medicina, con campi di applicazione molto ampi lungo tutto l’arco della vita: dal linguaggio del bambino fino alla disfagia e all’afasia nell’adulto e nell’anziano. Lavora in una doppia ottica, di salvaguardia e di qualita della vita.

Che cos'e la disfagia?

La disfagia e una difficolta della deglutizione in generale: il corso la definisce come qualsiasi alterazione della progressione del materiale – saliva, cibo, bibite, anche farmaci – dall’esterno verso lo stomaco. Non e in senso stretto una patologia, ma un segno o sintomo che puo accompagnare diverse condizioni.

L'afasia significa semplicemente non riuscire a parlare?

No. Il corso spiega che intendere l’afasia come “smarrimento della parola” e riduttivo e vale solo per alcuni quadri, quelli motori e globali. Esistono infatti afasie in cui la persona produce molto piu di quanto comprenda, con eloquio fluente, ecolalie o neologismi: l’afasia e un disturbo linguistico acquisito molto piu ampio e variegato.

Qual e la differenza tra disfonia e disartria?

Nel corso la disfonia e descritta come un disturbo della voce nelle sue qualita – intensita, timbro, tono – mentre la disartria e un disturbo dell’articolazione delle parole, legato a una ridotta motilita delle strutture orali. Sono due problemi distinti, anche se entrambi possono ridurre l’intelligibilita dell’eloquio.

Chi si occupa di valutare la disfagia e con quali strumenti?

Il corso indica il logopedista come la figura che valuta la disfagia, avvalendosi sia di esami strumentali – come la videofluoroscopia e la fibroscopia – sia di test non invasivi al letto del paziente, come il test del bolo d’acqua. La valutazione punta sempre alla sicurezza delle vie aeree.

Come viene definito il tono muscolare?

Il corso definisce il tono muscolare come la resistenza che si incontra alla mobilizzazione passiva, ovvero il livello basilare di contrazione muscolare a riposo. La sua alterazione puo dare luogo a condizioni di ipotono o di ipertono, quest’ultimo nelle forme spastica o plastica/rigida.

A quale eta insorge tipicamente il Morbo di Alzheimer?

Secondo il corso il Morbo di Alzheimer insorge solitamente dopo i 65 anni ed e classificato nel DSM-5 come disturbo neurocognitivo maggiore; rappresenta ad oggi la maggior parte delle demenze. La riabilitazione e orientata alla prevenzione secondaria, cioe al mantenimento delle capacita residue.

Che cos'e la sindrome ipocinetica o sindrome da allettamento?

E l’insieme dei segni e sintomi a carico di vari organi e apparati che si manifesta quando una persona e costretta all’immobilita per un lungo periodo. Tra le conseguenze piu gravi indicate nel corso ci sono le lesioni da pressione, con rischio di infezioni e setticemia: per questo sono fondamentali igiene posturale, mobilizzazione e prevenzione.

Quali scale si usano comunemente per valutare il rischio di caduta?

Il corso cita tra le scale piu comuni per la valutazione del rischio di caduta la scala Tinetti, insieme alla Conley e alla Morse. Sono strumenti utili per individuare i pazienti a maggior rischio e impostare le opportune misure di sicurezza, fino alla supervisione o all’assistenza nel cammino.

In conclusione

L’approccio multidisciplinare alla demenza non e uno slogan: e il modo concreto in cui interventi psicosociali, logopedia e riabilitazione motoria si tengono insieme attorno alla stessa persona. Conoscere gli approcci centrati sulla persona, saper riconoscere e gestire la disfagia, leggere il quadro clinico e prevenire le complicanze motorie e da immobilita sono competenze che, integrate, fanno davvero la differenza sulla qualita di vita del paziente e del caregiver. Il corso “Disturbi neurocognitivi: un approccio multidisciplinare per un miglioramento della qualita di vita del paziente con demenza”, da 20 crediti ECM in modalita FAD e rivolto a tutte le professioni sanitarie, accompagna in modo strutturato lungo questi tre filoni. Scopri il corso e iscriviti per approfondire metodi, strumenti e strategie di presa in carico.

Crediti immagini:

Corso ECM correlato

Approfondisci con il corso ECM C1125 accreditato

Vai al corso