Pavimento pelvico femminile: anatomia, struttura e funzioni
Redazione IKOSECM
Articolo di approfondimento al corso Ecm C0644.
Il pavimento pelvico femminile è l’insieme di muscoli, fasce e legamenti che chiudono in basso la cavità pelvica e sostengono gli organi che vi sono contenuti. Conoscerne l’anatomia non è un esercizio accademico: è la base descrittiva su cui poggiano la continenza, il sostegno degli organi e la comprensione di qualunque disfunzione. Eppure è una regione spesso studiata in modo frammentario. Questo approfondimento ne ricostruisce l’organizzazione in modo ordinato, così come la presenta la lezione di anatomia del corso ECM IKOSECM: dai genitali esterni alla muscolatura a tre piani, dai sistemi di sostegno e sospensione all’innervazione e alla vascolarizzazione della pelvi.
Questo articolo riprende la lezione anatomica di apertura del corso ECM “Il pavimento pelvico femminile. Dalla disfunzione alla riabilitazione: quali strategie?”. Il percorso, in modalità FAD, è rivolto a medici chirurghi, fisioterapisti, ostetriche/i, infermieri, terapisti occupazionali e assistenti sanitari, ed eroga 25 crediti ECM. La docenza è affidata al Dott. Luca Bello, alla Dott.ssa Elena Bertozzi e alla Dott.ssa Francesca Perrone. Qui ci concentriamo sulla sola base anatomica e funzionale.
Cos'è il pavimento pelvico femminile e perché la sua anatomia è la base di tutto
Il pavimento pelvico non è un singolo muscolo, ma un sistema stratificato e integrato. La lezione anatomica del corso, la più estesa dell’intero percorso, lo ricostruisce proprio come base descrittiva su cui poggiano le disfunzioni, i traumi e la riabilitazione affrontati in seguito: senza una mappa anatomica chiara, gli aspetti clinici restano nozioni isolate.
L’inquadramento parte dalla suddivisione della pelvi. La grande e la piccola pelvi delimitano lo spazio in cui sono contenuti gli organi; al di sotto, il perineo ne costituisce la chiusura inferiore. Il materiale lo descrive come una regione a losanga, divisa dalla linea bisischiatica in un triangolo anteriore, urogenitale, e in un triangolo posteriore, anale.
Questa organizzazione in regioni non è solo descrittiva: anticipa il modo in cui muscoli e fasce si distribuiscono e si ancorano, e quindi come il pavimento pelvico assolve le sue funzioni di sostegno e di chiusura.
I genitali esterni e il perineo: la mappa di superficie
La descrizione anatomica della regione parte dai genitali esterni. La lezione illustra i componenti della vulva: il monte di Venere, le grandi e le piccole labbra, il vestibolo della vagina con l’imene, gli organi erettili e le ghiandole vulvari.
Tra gli organi erettili il materiale dettaglia il clitoride, descrivendone le componenti: il corpo, il glande, le crura e i bulbi. Sono riportate anche alcune misure indicative di queste strutture, presentate come dati anatomici di riferimento. Il corso richiama inoltre l’ampia variabilità anatomica della vulva, citando a supporto la letteratura riportata nel materiale.
Questa mappa di superficie introduce il piano più profondo: sotto la cute e il sottocute del perineo si organizza la muscolatura vera e propria del pavimento pelvico, descritta nella sezione seguente.
La muscolatura del pavimento pelvico su tre piani
Il cuore dell’anatomia funzionale è la disposizione dei muscoli su tre piani sovrapposti, che la lezione descrive uno per uno con origine, decorso, inserzione, azione e innervazione.
Strato profondo: il diaframma pelvico
Lo strato più profondo è il diaframma pelvico, costituito dal muscolo elevatore dell’ano nelle sue porzioni pubo-coccigea, pubo-rettale e ileo-coccigea, a cui si aggiunge il muscolo ischio-coccigeo. Il materiale indica che questo diaframma è innervato dal plesso sacrale. È il piano che fornisce il sostegno principale agli organi pelvici.
Strato intermedio: il diaframma urogenitale
Lo strato intermedio è il diaframma urogenitale, che comprende il muscolo trasverso profondo del perineo e lo sfintere striato dell’uretra: una componente direttamente coinvolta nel meccanismo di chiusura uretrale.
Strato superficiale e centro tendineo
Lo strato superficiale include il bulbocavernoso, l’ischiocavernoso, il trasverso superficiale del perineo e lo sfintere esterno dell’ano. Il punto in cui questi piani convergono è il centro tendineo del perineo, descritto come crocevia di ancoraggio della muscolatura perineale. La lezione descrive infine i muscoli pelvici trocanterici (otturatore interno ed esterno, piriforme), che pur non appartenendo in senso stretto al pavimento pelvico ne condividono i rapporti.
Sostegno e sospensione: fasce, legamenti e i tre livelli di Delancey
La muscolatura non lavora da sola. Il materiale distingue un sistema di sostegno e un sistema di sospensione, che insieme mantengono gli organi pelvici nella loro sede.
Il sistema di sospensione è dato dalla fascia endopelvica e dai legamenti che da essa derivano: i legamenti cardinali (o di Mackenrodt), i pubo-vescicali, i vescico-uterini e gli utero-sacrali. La lezione spiega come questi legamenti suddividano la pelvi in spazi e contribuiscano ad ancorare gli organi alle pareti.
Su questo impianto si innesta uno dei modelli più citati dell’uro-ginecologia: i tre livelli di Delancey. Il materiale li descrive come tre livelli di supporto della vagina, apicale, medio e inferiore, ciascuno con un proprio ruolo nel sostegno. È un modello descrittivo che organizza l’anatomia del sostegno in modo sistematico ed è perciò utile per leggere l’architettura della statica pelvica.
Innervazione del pavimento pelvico: somatica e autonomica
L’innervazione è ciò che rende il pavimento pelvico una struttura attiva e non un semplice supporto passivo. La lezione la distingue in due componenti.
La componente somatica è dominata dal nervo pudendo. Il materiale indica che nasce dai nervi sacrali, decorre nel canale di Alcock e si divide in tre branche principali: il nervo rettale inferiore, il nervo perineale e il nervo dorsale del clitoride. Accanto al pudendo, la lezione cita altri nervi della regione, tra cui l’ileo-ipogastrico, l’ileo-inguinale, il genito-femorale e il cutaneo posteriore della coscia.
La componente autonomica regola la funzione viscerale: il materiale descrive un parasimpatico sacrale con azione eccitatoria, un ortosimpatico con azione inibitoria e i plessi ipogastrici che ne coordinano la distribuzione. È questo equilibrio tra le due componenti a sostenere funzioni come la continenza e lo svuotamento.
La vascolarizzazione della pelvi
La lezione anatomica chiude con la vascolarizzazione, completando il quadro descrittivo della regione. Il materiale parte dalle arterie iliache comuni, che si dividono in iliaca esterna e iliaca interna, quest’ultima detta anche ipogastrica.
L’arteria iliaca interna è descritta come il vaso che, con i suoi tronchi e rami, provvede in larga parte all’apporto ematico degli organi e delle pareti pelviche. Sul versante venoso, il materiale richiama i tronchi venosi e i plessi venosi pelvici, reti che drenano la regione.
Conoscere la disposizione vascolare completa la mappa anatomica del pavimento pelvico e dei suoi rapporti, e fornisce il riferimento di base per comprendere, nelle lezioni successive del corso, come traumi e disfunzioni possano interessare anche queste strutture.
Dall'anatomia alla funzione: a cosa serve il pavimento pelvico
La descrizione anatomica trova senso quando si traduce in funzione. Il materiale del corso mostra che la struttura a tre piani, integrata con il sistema fasciale e legamentoso, assolve compiti fisiologici precisi.
Il primo è il sostegno: il pavimento pelvico e la fascia endopelvica mantengono la statica pelvica, cioè la corretta posizione di vescica, utero e retto. Il secondo è il contributo alla continenza, in cui lo sfintere striato dell’uretra e le porzioni del diaframma pelvico hanno un ruolo diretto.
Il corso introduce anche la nozione di tono del pavimento pelvico, distinguendo tra una condizione normale e situazioni di iper- o ipoattività. Questa lettura funzionale fa da ponte: dalla normale anatomia descritta qui, il percorso passa poi alle disfunzioni e alla riabilitazione, trattate nelle lezioni successive e oggetto di approfondimenti dedicati.
Domande frequenti
Cos'è il pavimento pelvico femminile?
È l’insieme di muscoli, fasce e legamenti che chiude in basso la cavità pelvica e sostiene gli organi che vi sono contenuti, come vescica, utero e retto. Non è un singolo muscolo, ma un sistema stratificato: il corso lo descrive come la base anatomica su cui si comprendono continenza, sostegno e disfunzioni.
Quali muscoli formano il pavimento pelvico?
Secondo il materiale, la muscolatura si organizza su tre piani: uno strato profondo (il diaframma pelvico, con il muscolo elevatore dell’ano e l’ischio-coccigeo), uno intermedio (il diaframma urogenitale, con il trasverso profondo del perineo e lo sfintere striato dell’uretra) e uno superficiale (bulbocavernoso, ischiocavernoso, trasverso superficiale, sfintere esterno dell’ano).
Da cosa è costituito il diaframma pelvico?
Il materiale del corso indica che il diaframma pelvico è costituito dal muscolo elevatore dell’ano, nelle sue porzioni pubo-coccigea, pubo-rettale e ileo-coccigea, e dal muscolo ischio-coccigeo. È lo strato più profondo della muscolatura del pavimento pelvico ed è descritto come innervato dal plesso sacrale.
Che cos'è il centro tendineo del perineo?
Il materiale lo descrive come il punto di convergenza della muscolatura perineale: è il crocevia in cui i diversi piani muscolari del pavimento pelvico si ancorano. Per questo è considerato una struttura chiave nell’organizzazione anatomica del perineo.
Cosa sono i tre livelli di Delancey?
Sono un modello descrittivo del sostegno vaginale che il corso illustra: distingue tre livelli di supporto della vagina, apicale, medio e inferiore, ciascuno con un proprio ruolo nel mantenere la statica pelvica. È uno schema usato per organizzare l’anatomia del sostegno pelvico.
Qual è la funzione della fascia endopelvica?
Secondo il materiale, la fascia endopelvica e i legamenti che ne derivano (cardinali, pubo-vescicali, vescico-uterini, utero-sacrali) formano il sistema di sospensione: suddividono la pelvi in spazi e contribuiscono ad ancorare gli organi alle pareti, lavorando in modo complementare al sostegno muscolare.
Come è innervato il pavimento pelvico?
Il materiale distingue un’innervazione somatica, guidata dal nervo pudendo (che si divide in nervo rettale inferiore, perineale e dorsale del clitoride), e un’innervazione autonomica, con una componente parasimpatica sacrale eccitatoria e una ortosimpatica inibitoria, coordinate dai plessi ipogastrici.
Che cos'è il nervo pudendo e quale percorso ha?
Il materiale del corso indica che il nervo pudendo nasce dai nervi sacrali, decorre nel canale di Alcock e si divide in tre branche: il nervo rettale inferiore, il nervo perineale e il nervo dorsale del clitoride. È il principale nervo somatico del pavimento pelvico.
Qual è la differenza tra diaframma pelvico e diaframma urogenitale?
Il diaframma pelvico è lo strato muscolare più profondo (elevatore dell’ano e ischio-coccigeo) e fornisce il sostegno principale agli organi; il diaframma urogenitale è lo strato intermedio (trasverso profondo del perineo e sfintere striato dell’uretra) ed è più direttamente legato alla chiusura uretrale. Così li distingue il materiale.
Quali sono i muscoli accessori del pavimento pelvico?
Il materiale indica come muscoli accessori del pavimento pelvico i glutei, gli adduttori e il piriforme. Pur non facendone parte in senso stretto, condividono i rapporti anatomici della regione e ne influenzano la funzione.
Come è suddiviso il perineo femminile?
Il materiale descrive il perineo come una regione a losanga, divisa dalla linea bisischiatica in due triangoli: un triangolo anteriore, urogenitale, e un triangolo posteriore, anale. Questa suddivisione aiuta a localizzare i muscoli e le strutture della chiusura inferiore della pelvi.
Che cosa si intende per pavimento pelvico ipotonico?
Il materiale lo definisce come una diminuzione di tono, trofismo e forza dei muscoli del pavimento pelvico. È una nozione funzionale che il corso introduce per descrivere l’allontanamento dalla normale condizione anatomico-funzionale; le sue implicazioni cliniche sono trattate nelle lezioni successive.
Come definisce l'OMS l'incontinenza urinaria?
Secondo il materiale, l’OMS definisce l’incontinenza urinaria come una perdita involontaria oggettivamente dimostrata che costituisce un problema igienico e sociale. Il corso la richiama per collegare la funzione di continenza all’anatomia del pavimento pelvico.
Quali vasi provvedono alla vascolarizzazione della pelvi?
Il materiale indica che la vascolarizzazione dipende soprattutto dall’arteria iliaca interna (o ipogastrica), che con i suoi tronchi e rami irrora organi e pareti pelviche, mentre il drenaggio è affidato ai tronchi e ai plessi venosi pelvici. Le iliache comuni si dividono in iliaca esterna e interna.
Quanti crediti ECM eroga il corso sul pavimento pelvico femminile?
Il corso ECM IKOSECM “Il pavimento pelvico femminile. Dalla disfunzione alla riabilitazione: quali strategie?” eroga 25 crediti ECM ed è erogato in modalità FAD. È rivolto a medici chirurghi, fisioterapisti, ostetriche/i, infermieri, terapisti occupazionali e assistenti sanitari.
In conclusione
Una mappa anatomica chiara del pavimento pelvico femminile è il prerequisito di ogni ragionamento clinico successivo: la muscolatura a tre piani, il sistema fasciale e legamentoso, l’innervazione e la vascolarizzazione formano un insieme integrato che spiega le funzioni di sostegno e continenza. È su questa base che il corso costruisce poi la lettura delle disfunzioni, dei traumi e della riabilitazione. Per approfondire l’intero percorso, dalla base anatomica alle strategie riabilitative, con il taglio multidisciplinare proprio dei contenuti ECM, è disponibile il corso Il pavimento pelvico femminile. Dalla disfunzione alla riabilitazione: quali strategie? di IKOSECM, in modalità FAD, per 25 crediti ECM.
Crediti immagini:
- Foto di Ana Tablas su Unsplash