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Campanelli d’allarme dell’autismo: riconoscere precocemente e inviare allo specialista

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C1122.

Campanelli d’allarme dell’autismo: riconoscere precocemente e inviare allo specialista
Campanelli d’allarme dell’autismo: riconoscere precocemente e inviare allo specialista — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Riconoscere i campanelli d’allarme dell’autismo e una competenza preziosa per ogni operatore sanitario, perche un’individuazione precoce dei soggetti a rischio puo cambiare il percorso evolutivo del bambino. Il disturbo dello spettro autistico (ASD) e un disturbo del neurosviluppo con un’ampia variabilita di funzionamento: per questo serve un occhio attento ai segnali atipici e, soprattutto, la consapevolezza del proprio ruolo, che e osservare e inviare, non diagnosticare. Questo articolo ripercorre il filo del corso: dalle conoscenze di base sull’autismo ai segnali precoci per fasce d’eta, fino al ruolo del professionista, alle buone pratiche di interazione e ai livelli di gravita, con un linguaggio rispettoso della neurodiversita.

In sintesi. Il corso “Autismo – conoscenze di base, campanelli d’allarme e individuazione dei soggetti a rischio”, a cura del Dott. Marco Pastorini e della Dott.ssa Martina Verdese, eroga 10 crediti ECM in modalita FAD ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. Con un taglio divulgativo e prudente, fornisce le conoscenze di base sull’ASD e gli strumenti per riconoscere i segnali precoci, inviare tempestivamente allo specialista e interagire in modo corretto, senza sovrapporsi al ruolo diagnostico del neuropsichiatra infantile.

Che cos'e l'autismo e perche si parla di 'spettro'

Il punto di partenza e l’inquadramento clinico. L’autismo e un disturbo del neurosviluppo, non un disturbo della personalita ne psichiatrico: secondo il DSM-5-TR, il Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) unifica entita un tempo distinte come l’autismo infantile, la sindrome di Asperger e il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato.

I due criteri diagnostici principali riguardano da un lato il deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale, dall’altro la presenza di comportamenti, interessi o attivita ristretti e ripetitivi, presenti fin dalle prime fasi dello sviluppo. Il termine spettro indica proprio l’ampia variabilita: il funzionamento cambia molto da persona a persona, come riassume l’espressione “conosci una persona autistica, conosci una persona autistica”.

Il corso richiama anche la diagnosi differenziale rispetto a ritardo di sviluppo, disturbi della comunicazione e dell’attaccamento, ADHD e disabilita intellettiva, e sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, associata a migliori esiti cognitivi e sociali e a una riduzione dello stress familiare.

Epidemiologia, cause e falsi miti da sfatare

Sul piano epidemiologico il materiale riporta i dati CDC 2023: una prevalenza stimata di circa 1 bambino su 36, con una frequenza maggiore nei maschi, in rapporto di circa 4:1. L’aumento delle diagnosi negli ultimi anni e attribuito principalmente a migliori strumenti di screening e a una maggiore consapevolezza, non a un incremento reale del disturbo.

Le cause sono descritte come multifattoriali, dovute all’interazione di fattori genetici e ambientali, e non riconducibili a un’unica origine. Su questo terreno il corso e netto nello sfatare i falsi miti: i vaccini non causano l’autismo e non lo causano le cosiddette “madri fredde”. L’autismo e descritto come una diversa modalita di funzionamento neurobiologico, non come l’effetto dell’atteggiamento dei genitori.

Il materiale ripercorre anche l’evoluzione storica del concetto: dal primo uso del termine da parte di Bleuler nel 1911 (riferito alla schizofrenia) alla descrizione dell’autismo infantile precoce di Kanner nel 1943 e ai lavori di Asperger nel 1944, fino al superamento della teoria della “madre frigorifero” e al passaggio dal modello medico a quello biopsicosociale.

I campanelli d'allarme per fasce d'eta

Il cuore operativo del corso e il riconoscimento dei campanelli d’allarme per fasce d’eta. Nei primi 12 mesi tra i segnali figurano lo scarso contatto oculare, la mancanza di sorriso sociale e la scarsa risposta alla voce dei genitori. Tra i 12 e i 24 mesi possono comparire il non indicare oggetti o eventi d’interesse, il non rispondere al proprio nome e il non imitare gesti semplici. Tra i 24 e i 36 mesi si osservano possibili ritardi o regressioni del linguaggio, ecolalia, uso atipico degli oggetti e gioco povero di immaginazione.

Gli indicatori coprono dunque tre aree: sociale (contatto oculare, attenzione congiunta, imitazione), comunicativa (linguaggio) e comportamentale (movimenti ripetitivi, allineamento degli oggetti, iper o ipo-reattivita sensoriale). Il materiale richiama anche il fenomeno della regressione, ossia la perdita di abilita gia acquisite.

Per orientare l’osservazione esistono strumenti di screening, non diagnostici ma utili al rinvio precoce: la M-CHAT-R/F, checklist per bambini di 16-30 mesi, oltre a CBS-DP e STAT. Servono a strutturare l’attenzione, non a sostituire la valutazione dello specialista.

Il ruolo del professionista: osservare e inviare, non diagnosticare

Un messaggio centrale del corso e la definizione precisa del ruolo del professionista. L’operatore sanitario e spesso il primo a osservare segnali atipici e puo guidare la famiglia verso la valutazione precoce, ma non effettua una diagnosi: raccoglie indizi clinici e indirizza allo specialista. Un invio tempestivo, sottolinea il materiale, puo cambiare il decorso evolutivo.

Il riferimento e il neuropsichiatra infantile e i servizi NPIA territoriali. Il corso distingue le situazioni in cui inviare da quelle in cui inviare con urgenza, e dedica attenzione a come comunicare il sospetto alla famiglia: con un linguaggio chiaro, neutro e non allarmistico, evitando affermazioni diagnostiche che non competono al professionista.

Questo approccio prudente protegge sia la famiglia sia il professionista: l’obiettivo non e etichettare, ma attivare il percorso giusto nel momento giusto, all’interno di un lavoro di equipe multiprofessionale.

Buone pratiche di interazione: ABA e CAA

Il corso illustra alcune buone pratiche di interazione. L’ABA (Applied Behavior Analysis) si basa sull’analisi funzionale del comportamento secondo il modello ABC – Antecedente, Comportamento, Conseguenza – e su strumenti come il rinforzo positivo e negativo e il Natural Environment Teaching (NET), che insegna abilita in contesti naturali.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) ha lo scopo di sostenere la comunicazione e la partecipazione delle persone con bisogni comunicativi complessi: non sostituisce il linguaggio verbale, ma lo affianca e lo supporta, e secondo il materiale non richiede prerequisiti cognitivi particolari, solo la possibilita di creare occasioni comunicative. A questi strumenti si affiancano la strutturazione dell’ambiente e la gestione delle transizioni con supporti visivi.

Un principio guida e che “tutto comportamento e comunicazione”: i comportamenti problema vanno letti come messaggi. Il corso distingue inoltre il sovraccarico sensoriale e le sue manifestazioni – meltdown e shutdown – indicando l’importanza di una gestione sensoriale adeguata e di spazi di decompressione. Sono nozioni di interazione, sempre da inquadrare nei limiti del proprio profilo professionale.

Livelli di gravita e centralita dell'equipe

Il quadro clinico dell’autismo prevede tre livelli di gravita, definiti in base alla necessita di supporto: il Livello 1 (richiede supporto), il Livello 2 (richiede supporto sostanziale) e il Livello 3 (richiede supporto molto sostanziale). A ciascun livello il corso associa strategie di interazione differenziate, oltre a una rassegna degli errori comuni da evitare.

La presa in carico, sottolinea il materiale, e per sua natura collettiva: la centralita dell’equipe multiprofessionale – neuropsichiatra infantile, terapista della neuro e psicomotricita dell’eta evolutiva, logopedista, psicologo, fisioterapista, infermiere – e un punto fermo. I casi clinici esemplificativi del corso mostrano come i diversi ruoli si integrino.

Il corso chiude con uno sguardo alla rilevanza sociale dell’autismo e alla sua rappresentazione nei media. Questa attenzione culturale, unita al linguaggio rispettoso della neurodiversita adottato in tutto il materiale, aiuta a contestualizzare il fenomeno oltre la sola dimensione clinica.

Domande frequenti

Che cos'e l'autismo?

L’autismo, o disturbo dello spettro autistico, e un disturbo del neurosviluppo: non e un disturbo della personalita ne un disturbo psichiatrico. Coinvolge la comunicazione e l’interazione sociale e la flessibilita del comportamento e degli interessi, con manifestazioni che variano molto da persona a persona.

Quali sono i due criteri diagnostici principali dell'autismo?

Secondo le slide del corso, i due criteri diagnostici principali sono il deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale e la presenza di comportamenti, interessi o attivita ristretti e ripetitivi. Questi tratti sono presenti fin dalle prime fasi dello sviluppo.

Perche l'autismo viene definito uno 'spettro'?

Viene definito spettro perche presenta diversi livelli di compromissione: il funzionamento varia molto da persona a persona, come riassume l’espressione “conosci una persona autistica, conosci una persona autistica”, a indicare che ogni persona autistica e unica.

Qual e la prevalenza stimata dell'autismo secondo i dati piu recenti?

Secondo i dati CDC 2023 riportati nel corso, la prevalenza stimata e di circa 1 bambino su 36, con una frequenza maggiore nei maschi (rapporto circa 4:1). L’aumento delle diagnosi e attribuito soprattutto a migliori strumenti di screening e a una maggiore consapevolezza.

Quali sono le cause dell'autismo?

Le slide indicano che le cause sono multifattoriali, dovute all’interazione di fattori genetici e ambientali; non sono ne monofattoriali ne riconducibili ai vaccini. L’autismo e descritto come una diversa modalita di funzionamento neurobiologico.

E vero che le 'madri fredde' causano l'autismo?

No: e indicato esplicitamente come un falso mito da sfatare. L’autismo e una diversa modalita di funzionamento neurobiologico e non e causato dall’atteggiamento dei genitori. La teoria storica della “madre frigorifero” e oggi superata.

Chi descrisse per primo l'autismo infantile precoce?

Fu Leo Kanner a descrivere per primo l'”autismo infantile precoce”, nel 1943. In precedenza il termine “autismo” era stato usato da Bleuler nel 1911 con un significato diverso, riferito alla schizofrenia; Asperger descrisse bambini con tratti simili ma linguaggio conservato nel 1944.

Perche e importante la diagnosi precoce dell'autismo?

Perche comporta migliori esiti cognitivi e sociali: un riconoscimento tempestivo consente di avviare prima gli interventi e ne aumenta l’efficacia. Per questo il ruolo dell’operatore sanitario nell’osservazione e nell’invio precoce e cosi rilevante.

Perche oggi le diagnosi di autismo sono aumentate?

L’aumento e dovuto principalmente a migliori strumenti di screening e a una maggiore consapevolezza, non a un incremento reale del disturbo. Una migliore conoscenza dei segnali permette infatti di individuare casi che in passato sarebbero rimasti non riconosciuti.

Qual e lo scopo principale della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA)?

Lo scopo principale della CAA e sostenere la comunicazione e la partecipazione delle persone con bisogni comunicativi complessi. Non si propone di sostituire del tutto il linguaggio verbale, ma di affiancarlo e supportarlo, ampliando le possibilita di espressione.

La CAA richiede prerequisiti cognitivi specifici?

No: secondo il materiale la CAA non richiede prerequisiti cognitivi particolari, ma solo la possibilita di creare occasioni comunicative. Questo la rende uno strumento ampiamente utilizzabile per sostenere la comunicazione fin dalle prime fasi.

Qual e il ruolo del professionista sanitario di fronte a un sospetto di autismo?

Il professionista sanitario e spesso il primo a osservare segnali atipici e puo guidare la famiglia verso la valutazione precoce: non effettua una diagnosi, ma raccoglie indizi clinici e indirizza al neuropsichiatra infantile. Un invio tempestivo puo cambiare il decorso evolutivo.

Qual e un possibile segnale precoce di autismo nei primi mesi di vita?

Tra i campanelli d’allarme precoci illustrati c’e la mancanza di ricerca del contatto visivo. Altri segnali nei primi due anni sono lo scarso sorriso sociale, la mancata risposta al proprio nome e il non indicare oggetti o eventi d’interesse. Vanno osservati nel quadro complessivo dello sviluppo.

Qual e un esempio tipico di comportamento ripetitivo nell'autismo?

Un esempio tipico riportato nelle slide e l’allineare gli oggetti; rientrano tra i comportamenti ristretti e ripetitivi anche le routine rigide. Sono manifestazioni dell’area dei comportamenti ripetitivi, uno dei due criteri diagnostici principali.

Il corso sull'autismo da crediti ECM?

Si: il corso “Autismo – conoscenze di base, campanelli d’allarme e individuazione dei soggetti a rischio” e un percorso ECM in modalita FAD che eroga 10 crediti ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. Offre le conoscenze di base sull’ASD e gli strumenti per riconoscere i segnali precoci e inviare allo specialista.

In conclusione

Saper riconoscere i campanelli d’allarme dell’autismo e tradurre l’osservazione in un invio tempestivo e una competenza alla portata di ogni professionista sanitario, a patto di tenere chiaro il confine: si osserva, si raccolgono indizi e si indirizza al neuropsichiatra infantile, senza sostituirsi alla diagnosi. Conoscere le basi dell’ASD, i segnali per fasce d’eta, le buone pratiche di interazione (ABA, CAA), i livelli di gravita e il valore dell’equipe multiprofessionale rende questo ruolo piu efficace e rispettoso. Il corso del Dott. Marco Pastorini e della Dott.ssa Martina Verdese, da 10 crediti ECM in modalita FAD, accompagna in questo percorso con un taglio prudente e attento alla neurodiversita. Scopri il corso e iscriviti per approfondire conoscenze e strumenti.

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