Neuroscienze e Neurologia 10 MIN DI LETTURA

Le tre aree della visione e la loro implicazione nell’apprendimento della lettura

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C0448.

Le tre aree della visione e la loro implicazione nell’apprendimento della lettura
Le tre aree della visione e la loro implicazione nell’apprendimento della lettura — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Le aree della visione sono tre macro-ambiti funzionali che, secondo il modello di Scheiman e Wick (2002), permettono di leggere il sistema visivo come un insieme integrato e non come la sola capacità di vedere nitido. L’apprendimento della lettura, infatti, non può prescindere da una visione integra ed efficiente, che prende avvio dall’interazione tra la radiazione luminosa visibile e i fotorecettori della retina. Capire come queste tre aree lavorino insieme aiuta il professionista a comprendere perché un bambino con un’acutezza visiva apparentemente normale possa comunque incontrare difficoltà di lettura. In questo articolo le ripercorriamo una a una, fino al loro ruolo nelle diverse fasi dell’apprendimento.

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Il modello delle tre aree della visione di Scheiman e Wick

Il processo visivo si articola in più stadi di elaborazione che consentono l’individuazione, la definizione e l’analisi delle caratteristiche grafiche che costituiscono il testo. Il modello oggi più accreditato in ambito accademico per descriverlo è quello di Scheiman e Wick (2002), nel quale la funzione visiva viene suddivisa in tre aree che aiutano a comprendere i meccanismi che ne regolano il funzionamento.

La prima area riguarda l’integrità della funzione visiva, la seconda prende in considerazione l’efficienza visiva, la terza concerne l’elaborazione delle informazioni visive. Leggere il sistema visivo attraverso queste tre lenti permette di andare oltre il singolo parametro dell’acutezza e di valutare la visione come un insieme coordinato di abilità.

Prima area: l'integrità della funzione visiva

Alla base di un sistema visivo efficiente vi è una condizione di salute oculare e di integrità della funzione visiva. Affinché il soggetto possa vedere correttamente è infatti necessario che si trovi in condizioni psicofisiche ottimali e che la luce possa attraversare i mezzi trasparenti dell’occhio e raggiungere la retina senza distorsioni.

Questa prima area, dunque, raccoglie i prerequisiti più elementari della visione: la salute delle strutture oculari, l’acutezza visiva e la condizione rifrattiva. È il livello a cui tradizionalmente si ferma l’esame oculistico classico, ma da solo non esaurisce ciò che serve per leggere in modo efficiente.

Seconda area: l'efficienza visiva

La seconda area descrive quanto il sistema visivo sia efficiente nel sostenere un compito prolungato e ravvicinato come la lettura. Comprende tre famiglie di abilità.

Abilità accomodative

L’accomodazione è la capacità del sistema visivo di variare il potere rifrattivo del cristallino, modificando così il potere rifrattivo dell’occhio in risposta agli stimoli visivi. Nell’uomo si realizza attraverso variazioni della curvatura del cristallino conseguenti alla contrazione delle fibre circolari del muscolo ciliare, a innervazione colinergica: per effetto della loro contrazione la zonula di Zinn si rilascia e il cristallino assume una forma più globosa, aumentando il proprio potere rifrattivo (Grosvenor, 2002).

Abilità binoculari

Nella visione binoculare le immagini provenienti dai due occhi vengono fuse a livello corticale in un’unica nuova percezione, qualitativamente più ricca delle due immagini monoculari che la originano. La capacità di realizzare la fusione comincia intorno ai sei mesi di età e non è pienamente sviluppata fino ai sei anni: attraverso un meccanismo integrativo corticale gli stimoli delle due retine vengono uniti e analizzati come una sola immagine (fusione sensoriale).

Abilità oculomotorie

Le abilità oculomotorie permettono di esplorare il mondo esterno, di ampliare il campo visivo utile, di allineare le fovee con l’oggetto e mantenerne l’allineamento per tutta la fissazione. Consentono così di localizzare gli oggetti nello spazio e di discriminarne forma e identità, fino al riconoscimento di una forma e all’interpretazione di messaggi complessi mediati da un codice simbolico visivo, come avviene nella lettura.

Terza area: il processamento delle informazioni visive

La terza area riguarda l’elaborazione di ciò che gli occhi raccolgono. La sensazione visiva in entrata viene infatti costantemente sottoposta a un’azione di costruzione, definizione, verifica e modificazione, da cui derivano la percezione di un’immagine nitida e tridimensionale e il riconoscimento di forme e simboli.

Abilità visuospaziali

Le abilità visuospaziali si riferiscono alla capacità di percepire, elaborare e agire in base a informazioni visive e spaziali. Permettono di riconoscere e localizzare gli stimoli nello spazio, di cogliere le relazioni spaziali tra di essi, di apprezzarne distanza, orientamento e dimensioni e di selezionare le informazioni rilevanti. Trattandosi di un insieme molto vasto, comprendono sia abilità prevalentemente periferiche sia abilità prevalentemente centrali (Facchin, 2005).

Analisi visiva

L’analisi visiva è l’abilità di discriminare, riconoscere, ricordare e manipolare le informazioni visive. Poiché gli stimoli retinici sono molteplici, il sistema deve selezionare quelli più utili al compito e abbinare loro un significato, estraendone forma, dimensione e colore. Il riconoscimento di un oggetto richiede una sua rappresentazione interiore con cui confrontarlo, e quindi codifica, ritenzione e recupero dell’informazione memorizzata (Scheiman e Rouse, 2006).

Integrazione visuomotoria

Il processo di integrazione visuomotoria ha luogo ogni volta che il soggetto interagisce con lo spazio visivo extrapersonale. Può essere inteso come l’unione reciproca di informazioni visive, motorie e sensoriali per giungere a una consapevolezza univoca di relazione con lo spazio e nello spazio.

Le quattro caratteristiche della lettura

Secondo Petter (2004), la lettura possiede quattro caratteristiche intrinseche che aiutano a inquadrarla come processo cognitivo complesso.

  • È significativa, in quanto collegata al linguaggio e finalizzata alla conoscenza e alla comunicazione.
  • È selettiva, perché il lettore, orientato dal fine che si è posto, presta attenzione a ciò che lo collega ai suoi interessi.
  • È anticipatoria, poiché le finalità del lettore orientano le sue aspettative: leggere va oltre ciò che incontrano gli occhi e costruisce ipotesi di pensiero.
  • È basata sulla comprensione, che ne è il fondamento e non la conseguenza.

A livello visivo, le funzioni coinvolte nella lettura sono oculomotorie (saccadi e fissazioni), accomodative, di coordinazione e integrazione binoculare, percettive, visuospaziali e di integrazione visuomotoria (Scheiman e Rouse, 2006). Queste abilità si intrecciano con l’età dell’osservatore, la sua scolarità e l’efficienza del suo sistema visivo e cognitivo.

Come cambiano le abilità visive nella lettura: prima e dopo gli 8 anni

Si possono individuare due periodi nei quali la lettura assume caratteristiche differenti, separati indicativamente dall’età di otto anni.

Prima degli 8 anni

In questa fase il bambino apprende a leggere su libri con lettere grandi e spaziature ampie, con periodi di applicazione brevi. Assumono importanza fondamentale la precisione oculomotoria, la percezione della forma, la capacità di discriminazione, la direzionalità, la memoria visiva e l’integrazione uditivo-visiva, mentre accomodazione e binocularità giocano un ruolo meno centrale.

Dopo gli 8 anni

La lettura si raffina e diventa uno strumento di apprendimento: i testi si fanno più fitti, le lettere più piccole, le spaziature si riducono e il tempo di lettura diviene costante e prolungato. Qui acquistano importanza l’accomodazione, la binocularità e il controllo oculomotorio, mentre gli aspetti percettivi assumono un peso minore. La lettura appare così come la realizzazione graduale di un processo cognitivo complesso in cui la visione, se integra ed efficiente, è fondamentale per l’analisi delle caratteristiche grafiche del testo.

Domande frequenti

Quali sono le tre aree della visione secondo Scheiman e Wick?

Il modello di Scheiman e Wick (2002) distingue tre aree: l’integrità della funzione visiva, che riguarda salute oculare, acutezza e condizione rifrattiva; l’efficienza visiva, che comprende abilità accomodative, binoculari e oculomotorie; e l’elaborazione delle informazioni visive, che include abilità visuospaziali, analisi visiva e integrazione visuomotoria.

Perché vedere dieci decimi non è sufficiente per leggere bene?

Perché l’acutezza visiva rientra solo nella prima area, quella dell’integrità della funzione visiva. Una lettura efficiente richiede anche efficienza visiva (accomodazione, binocularità, motilità oculare) e adeguato processamento delle informazioni visive. Un sistema visivo può quindi avere un’acutezza nella norma e presentare comunque difficoltà legate alle altre aree.

Che cosa si intende per integrità della funzione visiva?

È la prima area del modello e comprende la salute oculare, l’acutezza visiva e la condizione rifrattiva. Riguarda i prerequisiti di base: che le strutture oculari siano sane e che la luce attraversi i mezzi trasparenti dell’occhio raggiungendo la retina senza distorsioni. È il livello su cui si concentra di norma l’esame oculistico classico.

Che cosa sono le abilità accomodative?

L’accomodazione è la capacità del sistema visivo di variare il potere rifrattivo del cristallino in risposta agli stimoli visivi. Si realizza attraverso la contrazione delle fibre circolari del muscolo ciliare: la zonula di Zinn si rilascia e il cristallino assume una forma più globosa, aumentando il proprio potere rifrattivo. Rientra nella seconda area, quella dell’efficienza visiva.

Che cos'è la visione binoculare e quando si sviluppa?

Nella visione binoculare le immagini dei due occhi vengono fuse a livello corticale in un’unica percezione, qualitativamente più ricca delle singole immagini monoculari. Secondo quanto riportato nel materiale del corso, la capacità di fusione comincia intorno ai sei mesi di età e non è pienamente sviluppata fino ai sei anni.

A cosa servono le abilità oculomotorie nella lettura?

Permettono di esplorare lo spazio visivo, di ampliare il campo visivo utile e di allineare le fovee con l’oggetto mantenendone l’allineamento durante la fissazione. Nella lettura sostengono saccadi e fissazioni, indispensabili per scorrere il testo, localizzare le parole e discriminarne la forma fino al riconoscimento del codice simbolico scritto.

Cosa sono le abilità visuospaziali?

Sono la capacità di percepire, elaborare e agire in base a informazioni visive e spaziali. Consentono di riconoscere e localizzare gli stimoli, cogliere le relazioni spaziali tra essi, apprezzarne distanza, orientamento e dimensioni e selezionare le informazioni rilevanti. Rientrano nella terza area, quella del processamento delle informazioni visive (Facchin, 2005).

Che differenza c'è tra analisi visiva e integrazione visuomotoria?

L’analisi visiva è l’abilità di discriminare, riconoscere, ricordare e manipolare le informazioni visive, estraendone forma, dimensione e colore. L’integrazione visuomotoria, invece, riguarda l’unione di informazioni visive, motorie e sensoriali quando il soggetto interagisce con lo spazio visivo extrapersonale. Entrambe appartengono all’area del processamento visivo.

Quali sono le quattro caratteristiche della lettura?

Secondo Petter (2004), la lettura è significativa, perché collegata al linguaggio e alla comunicazione; selettiva, perché orientata dai fini del lettore; anticipatoria, perché le aspettative guidano la decodifica; e basata sulla comprensione, che ne costituisce il fondamento e non la conseguenza.

Come cambiano le abilità visive richieste dalla lettura con l'età?

Si distinguono due fasi attorno agli otto anni. Prima il bambino apprende a leggere e contano soprattutto precisione oculomotoria, percezione della forma, discriminazione, direzionalità e memoria visiva. Dopo legge per apprendere, e diventano centrali accomodazione, binocularità e controllo oculomotorio, mentre gli aspetti percettivi pesano meno.

Che relazione c'è tra le aree della visione e la dislessia?

Il corso da cui nasce questo approfondimento collega le difficoltà di lettura del bambino con disturbi specifici dell’apprendimento a un sistema visivo da valutare nel suo insieme, e non solo sul piano dell’acutezza. Esaminare integrità, efficienza e processamento visivo aiuta a inquadrare le possibili componenti visive coinvolte, da approfondire sempre in un percorso clinico multidisciplinare.

In conclusione

Le tre aree della visione mostrano come la lettura non sia il prodotto di un singolo parametro, ma di un sistema integrato in cui integrità, efficienza e processamento visivo lavorano insieme. La visione, se integra ed efficiente, è ciò che permette al lettore di analizzare le caratteristiche grafiche del testo che legge, i numeri che utilizza e le immagini che decodifica. Per il professionista, adottare questa lente significa leggere le difficoltà di lettura come un quadro multidimensionale, da approfondire in équipe. Per chi desidera approfondire l’argomento in modo strutturato, il corso ECM FAD Visione, dislessia e disabilità visiva propone un percorso multidisciplinare sull’Advanced Visual Rehabilitation, con 10 crediti ECM erogati in modalità FAD.

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