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Cos’è l’ipnosi clinica: dalla storia alle neuroscienze alla pratica

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C0348.

Cos’è l’ipnosi clinica: dalla storia alle neuroscienze alla pratica
Cos’è l’ipnosi clinica: dalla storia alle neuroscienze alla pratica — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Capire cos’è l’ipnosi significa lasciare alle spalle l’immaginario del palcoscenico e avvicinarsi a uno strumento studiato dalle neuroscienze e applicato in numerosi ambiti sanitari. Spesso confusa con il sonno o con la perdita di controllo, l’ipnosi clinica è in realtà uno stato di coscienza modificato che il professionista può apprendere e utilizzare in modo strutturato. Questo articolo ripercorre la definizione del fenomeno, la sua evoluzione storica dal mesmerismo a Milton Erickson, i correlati cerebrali dello stato ipnotico e i principali ambiti di applicazione, dal controllo del dolore alla riduzione dell’ansia. È una panoramica introduttiva e divulgativo-scientifica, pensata per orientare medici, psicologi e altre figure sanitarie che desiderano avvicinarsi al tema con basi solide.

Il Corso di introduzione all’ipnosi clinica, a cura della Dott.ssa Gladys Bounous, eroga 10 crediti ECM in modalità FAD. È un percorso ad ampia accreditazione, rivolto a medici chirurghi di numerose discipline (tra cui psicoterapia, anestesia e rianimazione, ginecologia e ostetricia, neurologia, psichiatria, dermatologia), psicologi, infermieri, fisioterapisti, ostetriche, odontoiatri e terapisti della riabilitazione. Il taglio è divulgativo-scientifico, con basi storiche e neurofisiologiche: un’introduzione, non un’abilitazione alla pratica clinica autonoma.

Cos'è l'ipnosi: la definizione clinica oltre i luoghi comuni

La domanda “cos’è l’ipnosi” trova risposte convergenti nelle principali definizioni scientifiche. Il corso raccoglie le formulazioni di associazioni come la British Medical Association, l’American Psychological Association e la British Psychological Society, oltre a quelle dei grandi autori storici, da Braid a Bernheim, da Freud a Granone, da Elman a Erickson. Il filo comune è la descrizione di uno stato di coscienza modificato in cui aumenta la responsività alle suggestioni.

La sintesi che ne emerge nel materiale è quella di uno stato generato da una procedura verbale, etero-indotta dal terapeuta oppure auto-indotta dal soggetto. È importante notare, come sottolinea il corso, che l’ipnosi non va intesa come una forma di sonno: la persona ipnotizzata resta in una condizione di concentrazione e responsività, lontana dall’incoscienza.

Per orientarsi serve anche un glossario di base. Il corso distingue la trance ipnotica (lo stato), la suggestione (l’indicazione verbale che attiva lo stato), la suggestione post-ipnotica (un’indicazione che agisce dopo la trance, come un ancoraggio o comando), l’induzione (la procedura che conduce alla trance) e l’ipnotismo, inteso come l’insieme delle tecniche e delle procedure impiegate.

La storia dell'ipnosi: dal mesmerismo a Erickson

La storia dell’ipnosi affonda le radici in pratiche antiche di oltre quattromila anni, ma il suo percorso verso la scienza ha alcune tappe riconoscibili. Nel Settecento il medico Franz Anton Mesmer diffuse il mesmerismo, una pratica terapeutica basata sull’idea di un “fluido magnetico animale”. Il corso ricorda che nel 1784 una commissione reale francese ne negò la base scientifica, pur senza spegnere l’interesse per i fenomeni osservati.

Il passaggio decisivo arriva nel 1842, quando il medico chirurgo James Braid introduce il termine moderno “ipnosi”, allontanando il fenomeno dalla magia e avvicinandolo alla fisiologia. Da qui la ricerca si articola in scuole: la Scuola di Nancy di Liébeault e Bernheim, centrata sulla suggestione, e la Scuola della Salpêtrière di Charcot, che legava l’ipnosi all’isteria. Anche Freud attraversò una fase ipnotica, con un rapporto poi ambivalente verso lo strumento.

Il novecento porta infine a Milton Erickson, figura di riferimento per l’ipnosi clinica contemporanea e per l’approccio indiretto e permissivo che porta il suo nome. Sul piano applicativo, il materiale colloca nel 1829 in Francia, con Cloquet, uno dei primi interventi chirurgici condotti con anestesia ipnotica, a testimonianza di un interesse clinico precoce per il controllo del dolore.

Cosa accade nel cervello: la neurofisiologia dello stato ipnotico

Uno dei contributi più interessanti dell’approccio neuroscientifico è il superamento di un vecchio mito: l’idea che l’ipnosi fosse “l’organo dell’emisfero destro”. Il corso chiarisce che lo stato ipnotico non è prodotto da un’unica struttura cerebrale, ma si associa al funzionamento di reti coinvolte nella regolazione degli stati di coscienza e dei processi attentivi.

Tra le strutture menzionate dal materiale compaiono le aree prefrontali, la corteccia cingolata anteriore e il talamo, con differenze osservabili tra lo stato ipnotico e la semplice veglia a riposo. Due componenti vengono indicate come centrali nel processo: il rilassamento e l’absorption, ovvero l’assorbimento attentivo che permette al soggetto di immergersi nell’esperienza suggerita.

Su questa base, il corso descrive cinque caratteristiche fenomenologiche dello stato ipnotico: rilassamento, absorption, abbassamento del monitoraggio, distorsione spazio-temporale e automaticità. Sono elementi che aiutano a distinguere la trance da altre condizioni e a comprendere perché la responsività alle suggestioni aumenti.

La fenomenologia ipnotica: cosa si osserva nella trance

Quando si osserva un soggetto in trance, il corso descrive segni come il rilassamento muscolare, una certa inerzia psicomotoria e lo sguardo fisso. Accanto a questi segni generali, il materiale elenca una serie di manifestazioni classiche, ciascuna con indicazioni e controindicazioni d’uso che vanno valutate dal professionista formato.

Tra le fenomenologie descritte vi sono l’analgesia e anestesia ipnotica, la levitazione di un arto, la catalessia, i comandi post-ipnotici, l’amnesia e l’ipermnesia, le allucinazioni suggerite, la dissociazione, la regressione e progressione di età, la scrittura automatica e il cosiddetto sogno ipnotico. Si tratta di un repertorio ampio, che il corso presenta in chiave conoscitiva.

Un concetto che merita attenzione è la dissociazione ipnotica, descritta come una condizione in cui alcuni contenuti mentali agiscono al di fuori del controllo cosciente. Comprendere questi fenomeni è il presupposto per capire come, in mani esperte, possano essere orientati a scopo terapeutico.

Le tecniche di induzione: dalla modalità diretta a quella ericksoniana

Portare una persona nello stato di trance richiede tecniche di induzione, che il corso organizza lungo alcune polarità. La modalità diretta o classica si basa su suggerimenti espliciti e su un accordo preventivo con il soggetto, con uno stile più autoritario. La modalità indiretta o ericksoniana, ispirata al lavoro di Milton Erickson, utilizza invece un linguaggio permissivo, metafore e suggerimenti impliciti.

A queste si affianca la distinzione tra uno stile materno, avvolgente ed empatico, e uno stile paterno, più autoritario e rapido. Il corso sottolinea che l’abilità del terapeuta sta proprio nel mescolare e adattare gli approcci alla persona che ha di fronte, piuttosto che applicare uno schema rigido.

L’induzione varia anche per velocità e profondità: il materiale descrive tecniche lente, medie, rapide e istantanee, e diversi livelli di profondità, dagli stati ipnoidi all’ipnosi leggera, media e profonda. Vengono inoltre indicate sei fasi del processo: introduzione, induzione dello stato di trance, approfondimento, intervento terapeutico, de-trance e “compiti a casa”. Questa scansione aiuta a leggere il lavoro ipnotico come un percorso ordinato, non come un gesto improvvisato.

Gli ambiti di applicazione e le evidenze cliniche

La parte applicativa del corso passa in rassegna gli ambiti in cui l’ipnosi viene studiata, richiamando riferimenti bibliografici come la review pubblicata sul BMJ nel 1999 da Vickers e Zollman e la rassegna di Wark del 2008. Il materiale presenta queste fonti come supporto formativo: indicano un interesse della letteratura per l’efficacia dell’ipnosi nella riduzione dell’ansia, nel dolore acuto e cronico e come supporto in oncologia, in particolare per nausea, vomito e dolore.

Il controllo del dolore è l’ambito più approfondito. Secondo quanto riportato nel corso, gli studi citati concludono che l’effetto analgesico non sarebbe riconducibile al solo placebo, non dipenderebbe dalle endorfine e sarebbe legato al grado di ipnotizzabilità del soggetto. Tra le tecniche descritte vi sono l’analgesia o anestesia, l’amplificazione dell’effetto di un farmaco, la modificazione della rappresentazione mentale del dolore, lo “smembramento” e la modificazione dello schema corporeo. Sono contenuti didattici introduttivi, non istruzioni operative.

Il corso considera poi l’ipnosi e il parto, dove il rilassamento del pavimento pelvico e la riduzione dell’ansia possono favorire l’esperienza, la riduzione dell’ansia in senso più ampio, l’ottimizzazione della prestazione sportiva e alcune applicazioni in ambito dermatologico, come psoriasi, dermatite atopica, verruche e alopecia. Per ciascun ambito il taglio resta quello della panoramica formativa.

Pregiudizi, auto-ipnosi e chi può praticarla in sicurezza

Molti ostacoli all’ipnosi nascono da pregiudizi. Il corso evidenzia che le convinzioni errate sul fenomeno, come la paura di perdere il controllo o di non potersi risvegliare, possono di fatto impedire alla persona di entrare nello stato di trance. Sciogliere questi malintesi è quindi parte integrante del lavoro introduttivo.

Il materiale tratta anche l’auto-ipnosi, descritta come una pratica volta a mantenere una mente più lucida e concentrata, con guide primarie e secondarie e una fase di de-trance. Affronta inoltre l’ipnosi regressiva, utile a rievocare emozioni e sensazioni passate, precisando però un limite importante: non è uno strumento affidabile per ricostruire in modo accurato eventi a fini, ad esempio, di testimonianza legale.

Sul versante della sicurezza, il corso indica controindicazioni come alcuni disturbi di personalità e ribadisce che l’ipnosi va praticata solo da professionisti adeguatamente formati. Secondo le linee guida internazionali richiamate dal materiale, possono utilizzarla a scopo terapeutico le diverse figure coinvolte, come psicologi, psicoterapeuti e medici, purché in possesso di una formazione appropriata.

Domande frequenti

Cos'è l'ipnosi in termini clinici?

Secondo il corso l’ipnosi è uno stato di coscienza modificato caratterizzato da un’aumentata risposta alle suggestioni. Il materiale precisa che non va intesa come una forma di sonno alterato: la persona ipnotizzata resta in una condizione di concentrazione e responsività, non di incoscienza.

Che cos'è la suggestione ipnotica?

Il materiale definisce la suggestione ipnotica come un’indicazione verbale che consente di attivare lo stato di trance. È uno degli elementi di base del lessico ipnotico, distinto dalla suggestione post-ipnotica, che invece agisce dopo la conclusione della seduta come una sorta di ancoraggio o comando.

Che cos'è il mesmerismo e che rapporto ha con l'ipnosi?

Secondo il corso il mesmerismo è una pratica terapeutica diffusa nel Settecento da Mesmer, basata sull’idea di un “fluido magnetico animale”. È considerato un antecedente storico dell’ipnosi: nel 1784 una commissione reale ne negò la base scientifica, ma l’interesse per i fenomeni osservati contribuì agli sviluppi successivi.

Chi ha introdotto per primo il termine moderno "ipnosi"?

Il materiale indica James Braid, medico chirurgo, come colui che nel 1842 introdusse per la prima volta il termine moderno “ipnosi”. Questo passaggio segna l’allontanamento del fenomeno dalla dimensione magica e il suo avvicinamento a un approccio scientifico.

Cosa si intende per fenomenologia ipnotica?

Secondo il corso la fenomenologia ipnotica indica l’insieme dei comportamenti osservabili tipici dello stato di trance. Comprende manifestazioni come il rilassamento muscolare, l’analgesia, l’amnesia, la catalessia e la dissociazione, ciascuna con specifiche indicazioni e controindicazioni d’uso.

Che cos'è la dissociazione ipnotica?

Il materiale descrive la dissociazione ipnotica come una condizione in cui alcuni contenuti mentali agiscono al di fuori del controllo cosciente. È una delle fenomenologie classiche dello stato ipnotico e, in contesto clinico, può essere orientata a scopo terapeutico da un professionista formato.

Qual è la differenza tra ipnosi diretta e ipnosi ericksoniana?

Secondo il materiale la modalità diretta o classica si basa su suggerimenti espliciti e su uno stile più autoritario. L’ipnosi ericksoniana, che fa riferimento al lavoro di Milton Erickson, è invece più permissiva e utilizza suggerimenti impliciti o metaforici. L’abilità del terapeuta sta nell’adattare l’approccio alla persona.

Che cos'è l'ipnosi ericksoniana?

Il corso descrive l’ipnosi ericksoniana come un approccio che fa riferimento a Milton Erickson, caratterizzato da un linguaggio permissivo e dall’uso di suggerimenti impliciti o metaforici. Si contrappone allo stile classico più direttivo e rappresenta uno dei riferimenti dell’ipnosi clinica contemporanea.

Cosa dicono le evidenze cliniche sull'efficacia dell'ipnosi?

Secondo il materiale, la letteratura richiamata nel corso associa l’ipnosi alla riduzione dell’ansia, alla gestione del dolore e al supporto in diverse condizioni mediche. Il corso precisa al contempo che non è uno strumento per il trattamento dei disturbi psicotici. Si tratta di contenuti formativi da approfondire con review clinica.

Come agisce l'ipnosi nel controllo del dolore?

Il materiale riporta che gli studi citati indicano un effetto sul dolore non riconducibile al solo placebo, non dipendente dalle endorfine e legato al grado di ipnotizzabilità del soggetto. Sono affermazioni presentate come contenuto didattico, da verificare con le fonti aggiornate prima di qualsiasi applicazione clinica.

Perché si usa l'ipnosi durante il parto?

Secondo il corso l’ipnosi può essere impiegata durante il parto per ridurre l’ansia e la conseguente tensione muscolare, favorendo il rilassamento del pavimento pelvico. È presentata come uno dei possibili ambiti di applicazione descritti nel materiale formativo, non come una procedura standardizzata.

Le convinzioni sbagliate possono impedire l'ipnosi?

Il materiale indica che le convinzioni errate sull’ipnosi, come il timore di perdere il controllo, possono effettivamente impedire alla persona di entrare nello stato di trance. Per questo il lavoro introduttivo dedica spazio a chiarire i pregiudizi più diffusi sul fenomeno.

A cosa serve l'auto-ipnosi?

Secondo il corso l’auto-ipnosi serve a mantenere una mente più lucida e concentrata. Il materiale la descrive come una pratica con guide primarie e secondarie e una fase di de-trance, distinta dall’ipnosi etero-indotta da un terapeuta.

L'ipnosi regressiva è affidabile per recuperare ricordi?

Il corso indica che la regressione ipnotica serve a rievocare emozioni e sensazioni passate, ma precisa un limite importante: non è uno strumento affidabile per ricostruire in modo accurato eventi necessari, ad esempio, a una testimonianza legale. È un punto su cui il materiale invita alla cautela.

Quali professionisti possono praticare l'ipnosi a scopo terapeutico?

Il materiale indica che, secondo le linee guida internazionali richiamate, possono praticare l’ipnosi a scopo terapeutico le diverse figure coinvolte, come psicologi, psicoterapeuti e medici, purché adeguatamente formate. La formazione appropriata è il requisito centrale per un uso sicuro dello strumento.

In conclusione

Rispondere alla domanda cos’è l’ipnosi richiede di unire più piani: una definizione precisa come stato di coscienza modificato, una storia che va dal mesmerismo a Erickson, basi neurofisiologiche che superano i vecchi miti e un ventaglio di applicazioni che spazia dal controllo del dolore alla riduzione dell’ansia. Per il professionista sanitario, avvicinarsi all’ipnosi clinica con questo sguardo significa distinguere il fenomeno reale dalle rappresentazioni distorte e valutarne con realismo potenzialità e limiti. Il Corso di introduzione all’ipnosi clinica della Dott.ssa Gladys Bounous, da 10 crediti ECM in modalità FAD, offre proprio questa panoramica introduttiva e divulgativo-scientifica. Per i dettagli su programma, accreditamento e iscrizione si può consultare la pagina del corso.

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