Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: diagnosi e cura multidisciplinare
Redazione IKOSECM
Articolo di approfondimento al corso Ecm C1141.
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA), che comprendono i Disturbi del Comportamento Alimentare, sono tra le condizioni piu complesse della clinica contemporanea, proprio perche stanno a cavallo tra medicina e psicologia. Non riguardano solo il cibo: articolano tre dimensioni intrecciate, il rapporto con il cibo, con il corpo e con gli altri, e per questo richiedono una presa in carico coordinata e multidisciplinare. Questo percorso formativo integra esplicitamente lo sguardo medico-internistico e quello psicologico-psichiatrico. In questo articolo ripercorriamo il filo del corso: l’orientamento e la classificazione diagnostica dei vari quadri, gli aspetti medici e psicologici con la comorbilita, il contesto socioculturale e i fattori di rischio, fino al trattamento multidisciplinare. Un tema ad alta sensibilita, che trattiamo con taglio rigorosamente formativo.
In sintesi. Il corso “D.N.A. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, a cura del Dott. Massimo Labate (medico chirurgo specialista in Scienza dell’Alimentazione) e del Dott. Marco Pastorini (psicologo e psicoterapeuta), eroga 15 crediti ECM in modalita FAD ed e accreditato per 17 professioni sanitarie – tra cui medici, psicologi, dietisti, biologi, infermieri e ostetriche/i. Il taglio e formativo e multidisciplinare, con un’integrazione costante tra prospettiva medica e psicologica e una particolare prudenza sui contenuti diagnostici e clinici.
Cosa sono i DNA e come orientarsi tra i quadri clinici
Il corso inquadra i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione come patologie complesse, caratterizzate da un comportamento alimentare disfunzionale, da un’eccessiva preoccupazione per il peso e da un’alterata percezione dell’immagine corporea, spesso correlate a bassa autostima e ad altri disturbi psichici. Un punto fermo, sottolineato dal materiale, e che il basso peso non e un marcatore unico: questi disturbi possono presentarsi anche in condizioni di normopeso, sovrappeso o obesita.
Per orientarsi, il corso propone delle mappe concettuali che mettono in relazione i diversi quadri – disturbi del comportamento alimentare, obesita, diabete, food addiction, ortoressia, bigoressia, anoressia atletica – e una serie di parole chiave: cibo, corpo, tempo, piacere, perfezionismo, relazioni, pensieri. Anche l’indice di massa corporea viene presentato come strumento di orientamento.
Su questo punto il materiale e netto su una distinzione spesso fraintesa: l’obesita non rientra tra i disturbi alimentari del DSM-5. Pur potendo condividere l’aumento ponderale con il binge eating disorder, e una condizione diversa, intesa come patologia sistemica infiammatoria e non sovrapponibile al disturbo psichiatrico. Tutto cio e presentato come materiale didattico di inquadramento.
La classificazione diagnostica: dai DCA classici all'ortoressia
Il corso ripercorre la classificazione diagnostica secondo DSM-5 e ICD-11. Tra i quadri descritti figurano la Pica, il mericismo (disturbo da ruminazione), l’ARFID con i suoi tre sottotipi – mancanza d’interesse verso il cibo, evitamento sensoriale e paura delle conseguenze – l’anoressia nervosa nei sottotipi restrittivo e con abbuffate/condotte di eliminazione, la bulimia nervosa, il binge eating disorder e le forme sottosoglia. Il binge eating disorder, in particolare, e caratterizzato da abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, in assenza di condotte di compenso, e nella maggior parte dei casi porta a un marcato aumento di peso.
Accanto ai quadri classici, il materiale dedica spazio ad altre forme. L’ortoressia, definita per la prima volta da Bratman nel 2001, e descritta come un’ossessione per il mangiare sano. La bigoressia, prevalente negli uomini, e una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare. Vengono infine trattate l’anoressia atletica e la triade dell’atleta, caratterizzata dalla combinazione di disturbi alimentari, amenorrea secondaria e osteoporosi precoce.
Questa panoramica diagnostica e proposta come orientamento formativo. Il corso ribadisce che la diagnosi vera e propria e di competenza specialistica, e che le definizioni servono a costruire un linguaggio comune tra le diverse figure del team.
Aspetti medici e comorbilita psichiatrica
Sul versante medico, il corso affronta la valutazione dello stato nutrizionale, gli indicatori di malnutrizione – come il calo ponderale e il BMI – e le anomalie somatiche e comportamentali suggestive di un disturbo del comportamento alimentare. Tra le complicanze, il materiale richiama l’ipopotassiemia, che comporta un rischio aritmico con complicanze potenzialmente fatali.
Particolarmente delicato e il tema della mortalita dell’anoressia nervosa: il corso riferisce, attribuendolo al Ministero della Salute, un rischio di mortalita da 5 a 10 volte maggiore rispetto a persone sane della stessa eta e sesso, legato al basso peso, agli squilibri elettrolitici e alla disidratazione, con il suicidio tra le principali cause di morte. Sono dati riportati come materiale didattico, da contestualizzare con la letteratura aggiornata e mai usati come strumento diagnostico.
Sul piano psicologico, il corso descrive le modificazioni indotte dalla malnutrizione e la frequente comorbilita con disturbi depressivi, ossessivo-compulsivi, del discontrollo degli impulsi e di personalita. Approfondisce inoltre il rapporto tra DNA e autismo, dove l’ipersensibilita sensoriale verso texture, gusti, odori e temperature puo portare a evitare determinati cibi, con possibile sovrapposizione con l’ARFID.
Contesto socioculturale, immagine corporea e fattori di rischio
Il corso colloca i disturbi alimentari in un contesto socioculturale ampio. Ripercorre la storia del fenomeno – dalle cosiddette “sante anoressiche” – e ne analizza le evoluzioni recenti, dalle conseguenze del Covid-19 al ruolo dell’immagine corporea, della dismorfofobia e del rapporto tra corpo, selfie e social media, fino alla lipofobia. Sul piano dei concetti, il materiale associa l’idea di immagine corporea all’autore Schilder, distinguendola dallo schema corporeo, inteso come l’insieme di capacita e abitudini motorie che determinano postura e spazio dei movimenti.
A proposito della pandemia, il corso riporta – come dati attribuiti al materiale – alterazioni del comportamento alimentare quali accaparramento e pasti poco strutturati, e nella popolazione con disturbi alimentari un aumento di ansia (+20%), depressione (+20%), sintomi post-traumatici (+16%), panico (+30%) e insonnia (+18%).
Quanto ai fattori di rischio, il corso li distingue in predisponenti, scatenanti e cronicizzanti, individuali e familiari, e sottolinea il ruolo delle esperienze traumatiche e dell’abuso infantile. Affronta inoltre la continuita tra DCA e obesita – che possono condividere la stessa psicopatologia centrale, la bassa autostima e le difficolta relazionali – e tra addiction e disturbi alimentari, oltre al tema della sessualita.
Il trattamento multidisciplinare dei disturbi alimentari
Il trattamento multidisciplinare e il punto di arrivo del corso. Il materiale parte da una difficolta intrinseca di questi disturbi, descritti come un “sintomo senza domanda”: spesso il paziente non riconosce o non chiede aiuto, il che complica l’aggancio terapeutico. La risposta proposta e l’integrazione tra intervento medico, psicologico e psichiatrico, considerata il modo corretto di affrontare i disturbi del comportamento alimentare.
Il corso descrive i diversi livelli di intervento e la rete assistenziale, e dettaglia i compiti del team nutrizionale: il trattamento dello stato di malnutrizione, la gestione delle complicanze mediche e la rieducazione alimentare. Accanto a questo, illustra il trattamento farmacologico, quello comportamentale e la terapia cognitivo-comportamentale, con il modello del circolo vizioso delle abbuffate attribuito a Fairburn e l’analisi dei fattori di mantenimento.
Un ruolo centrale e riconosciuto al coinvolgimento della famiglia, parte integrante del percorso di cura. Tutti questi elementi sono presentati come materiale formativo di orientamento sul percorso assistenziale, non come protocolli terapeutici da applicare autonomamente.
Domande frequenti
Cosa sono i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione?
Secondo il corso si tratta di una psicopatologia che, in conseguenza di un’alterazione del comportamento alimentare, porta a un quadro clinico di malnutrizione. Sono patologie complesse caratterizzate da comportamento alimentare disfunzionale, eccessiva preoccupazione per il peso e alterata percezione dell’immagine corporea, spesso correlate a bassa autostima e ad altri disturbi psichici.
L'obesita rientra tra i disturbi alimentari?
Secondo il materiale del corso l’obesita non rientra tra i disturbi alimentari del DSM-5. Pur potendo condividere l’aumento ponderale con il binge eating disorder, e una condizione diversa, intesa come patologia sistemica infiammatoria e non sovrapponibile al disturbo psichiatrico. La distinzione e importante per impostare correttamente la presa in carico.
Che cos'e il disturbo da binge eating?
Il binge eating disorder, secondo il corso, si caratterizza per abbuffate ricorrenti con perdita di controllo, in assenza di condotte di compenso, e con uno scarso interesse per la magrezza nell’autovalutazione. A differenza della bulimia nervosa, nella maggior parte dei casi porta a un marcato aumento di peso.
Quali sono i tre sottotipi dell'ARFID?
Il corso descrive l’ARFID, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, in tre sottotipi: l’evitamento per apparente mancanza di interesse verso il cibo, l’evitamento legato alle proprieta sensoriali (aspetto, odore, consistenza, gusto, temperatura) e l’evitamento dovuto al timore di conseguenze avverse, come soffocamento o vomito. Il rigurgito ripetuto del cibo appartiene invece al mericismo, non all’ARFID.
Che cos'e la bigoressia?
La bigoressia, secondo il corso, e un disturbo caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per la propria massa muscolare, con componenti percettive, affettive e comportamentali che interferiscono con le attivita quotidiane. Prevale negli uomini e si associa a un consumo preferenziale di proteine.
Che cos'e la triade dell'atleta?
La triade dell’atleta, come descritta nel materiale del corso, e caratterizzata dalla combinazione di disturbi alimentari, amenorrea secondaria e osteoporosi precoce. E un quadro che lega l’attivita sportiva intensa a un rischio nutrizionale e ormonale specifico, soprattutto femminile.
Perche l'anoressia nervosa ha una mortalita elevata?
Secondo il corso, l’aumento di mortalita nell’anoressia nervosa dipende dal basso peso, dagli squilibri elettrolitici e dalla disidratazione; il suicidio risulta inoltre tra le principali cause di morte nei pazienti con anoressia nervosa. Il materiale, attribuendolo al Ministero della Salute, riferisce un rischio da 5 a 10 volte maggiore rispetto a persone sane di pari eta e sesso.
Quale rischio comporta l'ipopotassiemia nell'anoressia nervosa?
Il materiale del corso indica che nell’anoressia nervosa l’ipopotassiemia comporta un rischio aritmico, con complicanze potenzialmente fatali. Per questo il monitoraggio dello stato medico e degli elettroliti e un elemento centrale della valutazione clinica di questi pazienti.
Esiste una continuita tra disturbi del comportamento alimentare e obesita?
Secondo il corso si: pur restando condizioni distinte, i disturbi del comportamento alimentare e l’obesita possono condividere la stessa psicopatologia centrale, la bassa autostima e le difficolta relazionali. Questa continuita aiuta a leggere entrambe le condizioni in una prospettiva piu ampia, oltre il solo dato ponderale.
Chi ha proposto il modello del circolo vizioso delle abbuffate?
Il modello del circolo vizioso delle abbuffate, alla base della terapia cognitivo-comportamentale dei disturbi alimentari richiamata dal corso, e attribuito a Fairburn. Descrive i meccanismi che mantengono il disturbo nel tempo e orienta gli interventi sui cosiddetti fattori di mantenimento.
Come si manifesta l'ipersensibilita sensoriale al cibo nelle persone nello spettro autistico?
Il corso descrive una sensibilita elevata a determinate texture, gusti, odori e temperature, che porta queste persone a evitare cibi percepiti come sgradevoli o eccessivamente intensi dal punto di vista sensoriale. Questa caratteristica puo sovrapporsi all’ARFID e richiede attenzione nella valutazione del comportamento alimentare.
A quale autore e associato il concetto di immagine corporea?
Nel materiale del corso il concetto di immagine corporea e associato all’autore Schilder. Lo schema corporeo e invece definito come l’insieme di capacita e abitudini motorie che determinano in modo dinamico la postura e lo spazio dei movimenti possibili. Si tratta di due concetti distinti ma complementari.
Perche l'intervento sui disturbi alimentari deve essere medico, psicologico e psichiatrico insieme?
Il corso indica l’integrazione fra intervento medico, psicologico e psichiatrico come il modo corretto di affrontare i disturbi del comportamento alimentare, in un’ottica multidisciplinare. Questi disturbi coinvolgono insieme il corpo, la mente e la sfera relazionale, e nessuna delle tre dimensioni puo essere trascurata.
Quali sono i compiti del team nutrizionale nel trattamento dei DCA?
Secondo il corso, il team nutrizionale si occupa del trattamento dello stato di malnutrizione, della gestione delle complicanze mediche e della rieducazione alimentare. Opera in stretta integrazione con le figure psicologiche e psichiatriche all’interno del percorso di cura multidisciplinare.
Come hanno inciso il Covid-19 e il lockdown sulle persone con disturbi alimentari?
Il materiale del corso riporta, durante il periodo pandemico, alterazioni del comportamento alimentare come accaparramento e pasti poco strutturati, e nella popolazione affetta da disturbi alimentari un aumento di ansia (+20%), depressione (+20%), sintomi post-traumatici (+16%), panico (+30%) e insonnia (+18%). Sono dati riportati dal corso come quadro di contesto.
In conclusione
Affrontare i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con competenza significa tenere insieme due sguardi che troppo spesso restano separati: quello medico-internistico, attento alle complicanze e allo stato nutrizionale, e quello psicologico-psichiatrico, attento alla psicopatologia, all’immagine corporea e alla comorbilita. Significa saper orientarsi tra i diversi quadri diagnostici, riconoscere i fattori di rischio e comprendere come si costruisce un percorso di cura integrato, con un team coordinato e il coinvolgimento della famiglia. Il corso “D.N.A. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, a cura del Dott. Massimo Labate e del Dott. Marco Pastorini, da 15 crediti ECM in modalita FAD, offre proprio questa prospettiva multidisciplinare e prudente. Scopri il corso e iscriviti per approfondire diagnosi e trattamento.
Crediti immagini:
- Foto di Brooke Lark su Unsplash