Riabilitazione e Fisioterapia 13 MIN DI LETTURA

Flossing Therapy: dal razionale neurofisiologico ai protocolli per distretto

Redazione IKOSECM

Redazione IKOSECM

Articolo di approfondimento al corso Ecm C1110.

Flossing Therapy: dal razionale neurofisiologico ai protocolli per distretto
Flossing Therapy: dal razionale neurofisiologico ai protocolli per distretto — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

La Flossing Therapy e una tecnica funzionale di bendaggio dinamico che impiega fasce elastiche compressive, le Floss Band, applicate attorno a un muscolo o a un’articolazione per agire su circolazione, elasticita mio-fasciale e mobilita. Nata negli ambienti dello sport e della riabilitazione, e oggi un complemento sempre piu diffuso nel lavoro del professionista del settore manuale e funzionale. La sua efficacia, pero, non sta nel “mettere una benda”: dipende dalla comprensione del razionale neurofisiologico e meccanico che la sostiene e dal rispetto rigoroso dei parametri di applicazione. In questo articolo ricostruiamo il filo conduttore della tecnica, dalla teoria alla pratica: che cosa accade ai tessuti durante e dopo la compressione, quali sono tensione, tempi e direzione corretti, e come la stessa logica si traduce in protocolli applicativi distretto per distretto, dall’arto superiore al tratto lombare.

In sintesi. Il corso “Flossing Therapy – Blood Flow Restrictions (BFR)”, a cura del Dott. Claudio Zimaglia, eroga 15 crediti ECM in modalita FAD. E rivolto a fisioterapisti, medici chirurghi, infermieri, podologi, tecnici ortopedici, terapisti occupazionali e massofisioterapisti iscritti all’elenco speciale. Il percorso parte dalle basi teoriche e dal meccanismo d’azione della Floss Band, ne definisce i parametri operativi, e traduce i principi in protocolli applicativi per arto superiore, arto inferiore, fascia plantare, anca e tratto lombare, con un taglio tecnico e prudente.

Che cos'e la Flossing Therapy e da dove nasce

La Flossing Therapy impiega la Floss Band, una sottile fascia elastica compressiva, in ambito riabilitativo, funzionale e sportivo. L’obiettivo dichiarato e ottenere un miglioramento della circolazione, dell’elasticita mio-fasciale e della mobilita articolare attraverso tre principi cardine: il release miofasciale, la Blood Flow Restriction (BFR) e la mobilizzazione funzionale. A differenza del taping elastico, la Floss Band non e adesiva ed e molto piu rigida: viene tenuta in sede dalla sola tensione del bendaggio.

Sul piano storico, il materiale del corso ricostruisce l’origine della tecnica: negli Stati Uniti era nota come “Voodoo Flossing”, legata agli studi del Dott. K. Starrett, mentre uno sviluppo importante e avvenuto in Germania a partire dal 2015 (Physiopraxis 9/2015). Ad Andreas Ahlhorn, co-fondatore del medical flossing, viene attribuita la proposta dell'”effetto spugna” come spiegazione del guadagno di mobilita e della riduzione del dolore osservati dopo l’applicazione.

Inquadrare correttamente la tecnica significa anche capire che cosa non e: non un bendaggio statico di sostegno, ma un bendaggio dinamico, durante il quale si eseguono movimenti. E proprio il movimento, combinato alla compressione, a innescare gli effetti che il corso approfondisce nel modulo teorico.

Il meccanismo d'azione: sliding, densificazione ed effetto spugna

Per comprendere il razionale serve partire dallo sliding miofasciale, lo scorrimento reciproco di muscoli e fasce durante il movimento. Questo scivolamento e facilitato dal connettivo lasso, ricco di acido ialuronico, interposto tra gli strati di fascia. Quando il sistema funziona, i piani scorrono liberamente; quando si altera, compaiono restrizioni.

Il materiale descrive infatti la densificazione tissutale: nella disfunzione mio-fasciale si producono aderenze e restrizione del movimento, con una serie di effetti funzionali, tra cui riduzione dell’elasticita fasciale, minore scorrevolezza intra e interfasciale, difficolta circolatorie locali e alterata sollecitazione dei recettori. La fascia, in questa lettura, non e un involucro passivo ma un tessuto attivo, ricco di nocicettori, che risponde a stress e che si rimaneggia diversamente a seconda dell’eta.

Su queste basi si colloca l’effetto spugna: il tessuto mio-fasciale viene “strizzato” dall’azione di compressione e decompressione della fascia elastica, combinata con le forze di taglio attivate dal movimento. Alla rimozione della benda, il materiale descrive una marcata implementazione circolatoria, il cosiddetto effetto “wash”, riconoscibile dall’arrossamento e dall’aumento della temperatura cutanea. A questo si affiancano la Blood Flow Restriction durante la fase compressiva e la stimolazione dei meccanorecettori, alla base degli effetti riportati dal materiale su dolore, edema e mobilita.

Parametri di applicazione: tensione, tempi e direzione

La parte operativa del modulo introduttivo definisce i parametri di applicazione, che sono il vero discrimine tra un uso corretto e uno improprio. La compressione viene generalmente mantenuta per un tempo che varia dai 2 ai 5 minuti, durante i quali si eseguono movimenti attivi e passivi assistiti. Quanto alla tensione, il materiale indica come riferimento generale una tensione migliore della benda intorno al 50-60%, con valori che salgono al 60-80% nella regione di interesse durante le applicazioni distrettuali.

Sulla direzione di applicazione esistono due scuole: l’applicazione prossimo-distale e quella opposta, disto-prossimale, quest’ultima suggerita da alcuni autori per una maggiore influenza sul drenaggio linfatico, sempre con tecnica a sovrapposizione. Il corso indica un uso elettivo sugli arti e sconsiglia espressamente l’applicazione sul collo.

Anche la frequenza rientra tra i parametri: il materiale parla di un’applicazione 1-2 volte alla settimana, con un uso piu intensivo nello sportivo con grandi masse muscolari, fino a 10 ripetizioni nella stessa seduta intervallate da circa 2 minuti. Sono indicazioni didattiche del materiale, che il professionista contestualizza al singolo caso e ai limiti del proprio profilo.

Applicazione all'arto superiore: polso, avambraccio e gomito

Il primo modulo applicativo traduce i principi nell’arto superiore. A livello di polso e avambraccio l’indicazione di riferimento e il dolore al polso da stress capsulo-legamentoso, mentre per il gomito il materiale richiama le patologie tendinee inserzionali: epicondiliti, note come “tennis elbow”, ed epitrocleiti, note come “golfer’s elbow”.

La sequenza proposta e coerente in tutti i distretti. Per il polso si parte con un primo giro sulla mano a trazione ridotta, si avvolge il polso e si prosegue a spirale disto-prossimale sull’avambraccio fino al gomito; segue la mobilizzazione passiva (flessione palmare e dorsale, allungamento di flessori ed estensori), poi i movimenti attivi contro resistenza in contrazione concentrica ed eccentrica, i movimenti attivi liberi e infine quelli in carico. Per il gomito il bendaggio risale a spirale dall’avambraccio al braccio, con la stessa progressione da passivo ad attivo in carico.

I parametri restano allineati al razionale generale: benda da 2,5 o 5 cm e tensione del 60-80% nella regione di interesse, ridotta al 50% nelle zone limitrofe. Tecniche e parametri sono presentati come contenuto didattico del materiale, non come prescrizione clinica da applicare autonomamente.

Applicazione all'arto inferiore: caviglia e muscoli della gamba

Il modulo dedicato all’arto inferiore estende il protocollo alla caviglia e ai muscoli della gamba. Per la caviglia il materiale indica gli esiti di distorsione con lesioni capsulo-legamentose, la riduzione dell’edema post-trauma, la stimolazione dei recettori articolari, il recupero della mobilita e le problematiche del tendine d’Achille. L’applicazione prevede un bendaggio a “8” attorno alla caviglia, con prosecuzione a spirale disto-prossimale sul terzo distale di gamba.

La progressione di esercizi sale dalla mobilizzazione passiva e attiva, con flesso-estensione, eversione-inversione e circonduzioni, fino agli esercizi attivi in carico come squatting, triplice flessione e divaricate sul piano sagittale e frontale. Per i muscoli della gamba l’indicazione tipica e l’affaticamento muscolare o le infiammazioni tendinee dopo attivita intensa, con applicazione a spirale disto-prossimale e una sequenza analoga.

Anche qui valgono i parametri standard, con benda da 2,5 o 5 cm e tensione del 60-80% nella regione di interesse. Il filo conduttore distrettuale resta lo stesso: bendaggio compressivo, mobilizzazione passiva, movimenti attivi ed esercizi in carico, adattati alla regione trattata.

La fascia plantare e il trattamento della pianta del piede

Tra i moduli applicativi, quello dedicato alla fascia plantare e il piu sintetico ma molto specifico, con indicazione principale nella fascite plantare. Il trattamento parte in decubito supino: con la caviglia in flessione dorsale e il primo dito mantenuto in flessione dorsale, la Floss Band viene avvolta attorno al piede fino a ricoprire l’intera pianta.

La progressione prosegue con esercizi in carico in stazione eretta: salire sulle punte e poi sui talloni con le dita in flessione dorsale, eseguire piegamenti sulle ginocchia, movimenti di inversione ed eversione con l’alluce stabilizzato e piegamenti con uno spessore posto sotto le dita. E prevista infine una posizione seduta sui talloni, con le dita in flessione dorsale, mantenuta per circa un minuto.

Pur nella sua brevita, il modulo mostra bene la logica della tecnica applicata a una struttura fasciale sollecitata nel carico, sempre nei termini di un contenuto didattico e non di un’istruzione clinica autonoma.

Anca, tratto lombare e una avvertenza di sicurezza

Il modulo conclusivo porta il protocollo su anca, tratto lombare e area toraco-lombare. Per l’anca e la sindrome adduttoria le indicazioni del materiale comprendono i dolori articolari da overuse sportivo, le problematiche degenerative cartilaginee e il disequilibrio funzionale dei muscoli stabilizzatori, con bendaggio dalla coscia verso le creste iliache e movimenti attivi in carico come camminata sul posto, divaricate e accosciata. Per il tratto lombare il materiale parla di stabilita, detensione miofasciale e bilanciamento dei disequilibri posturali, con mobilizzazione attiva in inclinazione, rotazione, flessione ed estensione.

Per l’area toraco-lombare e il diaframma il bendaggio interessa le ultime coste con una tensione piu bassa, intorno al 40-50%, salendo poi al 60-70% sulla zona toracica, abbinato a esercizi di respirazione contro la benda. Proprio qui il corso colloca un’avvertenza di sicurezza esplicita: non utilizzare l’applicazione toraco-lombare su persone anziane a rischio di fratture costali per elevata osteoporosi.

Questo caveat e emblematico dell’impostazione complessiva del corso: la tecnica e potente proprio perche modifica il comportamento dei tessuti, e per questo va calibrata su indicazioni e controindicazioni, mai applicata in modo indiscriminato.

Domande frequenti

Che cos'e la Flossing Therapy?

La Flossing Therapy e una tecnica funzionale di bendaggio dinamico: si applica una sottile fascia elastica compressiva, la Floss Band, attorno a un muscolo o a un’articolazione per agire su circolazione, elasticita mio-fasciale e mobilita articolare. Si distingue dal taping elastico perche la benda non e adesiva e si usa in movimento, non come bendaggio statico.

Cosa significa la sigla BFR nella Flossing Therapy?

BFR sta per Blood Flow Restriction, cioe restrizione del flusso sanguigno. E uno dei principi su cui si fonda la tecnica: la compressione esercitata dalla benda elastica riduce temporaneamente l’afflusso di sangue nell’area trattata, contribuendo agli effetti che la tecnica si propone di ottenere durante la fase di applicazione.

Per quali disfunzioni viene utilizzata la Flossing Therapy?

Secondo il materiale del corso la Flossing Therapy e impiegata soprattutto per riequilibrare le disfunzioni muscolo-scheletriche, oltre alle alterazioni biomeccaniche articolari e neuromuscolari. Trova quindi spazio in ambito riabilitativo, funzionale e sportivo, sempre nei limiti delle indicazioni e controindicazioni descritte nel materiale.

Che cosa si intende per sliding miofasciale?

Lo sliding miofasciale e lo scivolamento o scorrimento reciproco dei tessuti: durante il movimento muscoli e fasce scorrono gli uni sugli altri. Questo scorrimento e facilitato dal connettivo lasso, ricco di acido ialuronico, interposto tra gli strati di fascia. Quando lo sliding si altera compaiono restrizioni del movimento, tema centrale del razionale della tecnica.

Che cos'e l'effetto spugna nella Flossing Therapy?

L’effetto spugna e l’effetto per cui il tessuto mio-fasciale viene “strizzato” dall’azione di compressione e decompressione della fascia elastica, combinata con le forze di taglio attivate dal movimento. E una delle spiegazioni proposte nel materiale per il guadagno di mobilita e per gli effetti circolatori osservati dopo la rimozione della benda.

Qual e la tensione di applicazione consigliata per la Floss Band?

Il materiale indica come riferimento generale una tensione migliore della benda intorno al 50-60%. Nelle applicazioni distrettuali la tensione sale al 60-80% nella regione di interesse, mentre nelle zone limitrofe si mantiene piu bassa, intorno al 50%. Sono valori didattici da calibrare sul singolo caso e sul tessuto trattato.

In quale direzione si applica la Floss Band?

Di norma la Floss Band si applica in direzione prossimo-distale. Alcune scuole suggeriscono pero la direzione opposta, disto-prossimale, ritenuta utile per una maggiore influenza sul drenaggio linfatico. In entrambi i casi l’applicazione avviene con tecnica a sovrapposizione e con un uso elettivo sugli arti.

La Floss Band e adesiva come il kinesio taping?

No. A differenza del taping elastico, la Floss Band non e adesiva ed e molto piu rigida; viene tenuta in sede dalla sola tensione del bendaggio. Cambia anche l’uso: il taping resta applicato per giorni, mentre la Floss Band si mantiene per pochi minuti e si lavora in movimento durante la compressione.

L'applicazione della Floss Band puo aiutare a ridurre l'edema?

Secondo il materiale del corso le forze di compressione esercitate dalla benda lavorano sul sistema circolatorio e linfatico, e l’applicazione viene descritta come utile a ridurre l’edema articolare o muscolare. Si tratta di un effetto riportato nel materiale, da inquadrare sempre nel contesto clinico del singolo paziente.

La Flossing Therapy puo essere utile nel recupero dei DOMS?

Il materiale riporta che la Flossing Therapy puo essere utile nel recupero dei DOMS, il dolore muscolare a insorgenza ritardata che segue l’attivita fisica intensa. L’indicazione e attribuita al materiale e agli studi citati al suo interno, e va considerata come contenuto formativo piu che come affermazione clinica assoluta.

Cosa accade a livello circolatorio quando si rimuove la benda?

Alla rimozione della benda il materiale descrive una marcata implementazione circolatoria, il cosiddetto effetto “wash”: una vasodilatazione con arrossamento cutaneo e aumento della temperatura locale. E uno dei fenomeni piu caratteristici riportati dopo l’applicazione della Floss Band.

Per quale patologia del gomito puo essere utile la Flossing Therapy?

Il materiale indica le patologie tendinee inserzionali del gomito: l’epicondilite, nota come “tennis elbow”, e l’epitrocleite, nota come “golfer’s elbow”. Per questi quadri il corso descrive un protocollo applicativo dedicato, con bendaggio a spirale e progressione dalla mobilizzazione passiva ai movimenti attivi in carico.

La Flossing Therapy si puo usare sulla fascite plantare?

Si: il corso dedica un modulo specifico al trattamento della fascia e dei muscoli della pianta del piede, con indicazione nella fascite plantare. Il materiale descrive manovre in decubito supino ed esercizi in carico in stazione eretta, oltre a una posizione seduta sui talloni mantenuta per circa un minuto.

Si possono fare movimenti, anche in carico, con la Floss Band applicata?

Si: e proprio questo l’aspetto “dinamico” della tecnica. Durante la compressione il materiale prevede sia movimenti passivi assistiti dall’operatore sia movimenti attivi, inclusi esercizi in carico e contro resistenza in contrazione concentrica ed eccentrica. Il movimento, combinato alla compressione, e parte integrante del razionale.

La Floss Band si puo applicare sul collo?

No: il materiale indica un uso elettivo della benda sugli arti e su alcune aree del corpo, escludendo espressamente il collo. E una delle indicazioni di sicurezza del corso, da considerare insieme all’avvertenza sull’applicazione toraco-lombare nell’anziano osteoporotico.

In conclusione

La Flossing Therapy non e una scorciatoia, ma una tecnica che acquista valore solo se sostenuta dalla comprensione del suo razionale: sliding mio-fasciale, densificazione, effetto spugna e Blood Flow Restriction spiegano perche la combinazione di compressione e movimento agisca sui tessuti. Su queste basi i parametri – tensione, tempi e direzione – e i protocolli distrettuali, dall’arto superiore al tratto lombare, diventano applicazioni coerenti e prudenti, attente a indicazioni e controindicazioni come l’avvertenza per l’anziano osteoporotico. Il corso “Flossing Therapy – Blood Flow Restrictions (BFR)” del Dott. Claudio Zimaglia, da 15 crediti ECM in modalita FAD, accompagna dalla teoria alla pratica, distretto per distretto. Scopri il corso e iscriviti per approfondire razionale, parametri e protocolli in modo strutturato.

Crediti immagini:

Corso ECM correlato

Approfondisci con il corso ECM C1110 accreditato

Vai al corso