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Tecniche del massaggio sportivo: dalla fisiologia alla mano del professionista

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C0743.

Tecniche del massaggio sportivo: dalla fisiologia alla mano del professionista
Tecniche del massaggio sportivo: dalla fisiologia alla mano del professionista — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Le tecniche del massaggio sportivo rappresentano un patrimonio di competenze manuali a metà strada tra preparazione atletica e recupero funzionale, distinto dal massaggio terapeutico per finalità e contesto d’impiego. Per il fisioterapista e l’osteopata che assistono l’atleta, conoscere a fondo manovre, indicazioni e controindicazioni significa lavorare in sicurezza e nel rispetto delle proprie competenze. Questo approfondimento ripercorre il filo conduttore “dalla teoria alla mano”: inquadramento e peculiarità della disciplina, fisiologia ed effetti, manovre di base, patologie dei tessuti molli nello sportivo e schemi di recupero delle lesioni muscolari e tendinee. Un quadro d’insieme utile per orientarsi, prima di tradurlo in pratica clinica con il giudizio del professionista e la collaborazione delle altre figure sanitarie coinvolte.

Il corso FAD Tecniche del massaggio sportivo, a cura del Dott. Claudio Zimaglia (fisioterapista e osteopata), eroga 15 crediti ECM in modalità e-learning. È rivolto a fisioterapisti, medici chirurghi, infermieri, podologi, assistenti sanitari, tecnici ortopedici, terapisti occupazionali e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Articolato in cinque moduli, affronta basi teoriche, fisiologia, manovre, patologie dei tessuti molli e schemi di recupero, con una sezione video di esempi pratici per distretto corporeo.

Che cos'è il massaggio sportivo e in cosa si distingue

Il modulo introduttivo del corso definisce il massaggio come una serie di manovre manuali praticate su una superficie vivente a scopo di cura o benessere psico-fisico, richiamando fin da subito il rispetto delle competenze dell’operatore. La differenza chiave rispetto al massaggio terapeutico sta nel contesto: l’atleta in piena attività agonistica richiede un approccio diverso rispetto a chi è in recupero post-infortunio.

Tra le peculiarità che il materiale attribuisce al massaggio sportivo figurano favorire il flusso ematico locale, riassorbire l’edema, alleviare rigidità e indolenzimento muscolare, rompere aderenze fibrose, migliorare l’orientamento delle fibre di collagene, ridurre lo spasmo muscolare e preparare alla competizione o al recupero dopo lo sforzo.

Il corso passa poi in rassegna diverse tipologie di massaggio (tradizionale o svedese, mio-fasciale, trasversale profondo, del connettivo, linfodrenaggio, sportivo) e gli strumenti della mano con cui modulare pressione e profondità: polpastrelli, eminenza tenar e ipotenar, palmo, bordo ulnare, nocche, avambraccio e gomito. Viene inoltre richiamata l’integrazione con tecniche complementari come mobilizzazioni, stretching, bendaggi funzionali e kinesiotaping, e la scelta soggettiva dei lubrificanti, preferendo prodotti anallergici.

Fisiologia ed effetti: come agisce il massaggio sportivo

Il modulo centrale del corso, il più esteso, fonda il razionale fisiologico delle manualità. L’azione diretta è legata all’applicazione meccanica sulla cute, con aumento del flusso ematico e ipertermia locale; l’azione indiretta deriva dall’eccitazione delle terminazioni nervose, con stimolazione del sistema nervoso parasimpatico e neurovegetativo. Tra i benefici riferiti dal materiale vi sono la riduzione delle tensioni muscolari, della frequenza cardiaca e della pressione, il drenaggio dell’acido lattico e la preparazione muscolare.

Gli effetti vengono distinti in meccanici, riflessi e psichici, e descritti su cute, muscoli (tono ed elasticità), articolazioni (liquidi articolari e propriocezione) e circolazione. Il corso illustra anche i parametri che governano ogni manovra: direzione, intensità, velocità, ritmo, frequenza, tempo e stato di contrazione o lunghezza dei tessuti, distinguendo tecnica passiva e tecnica attiva.

Particolare attenzione è dedicata alle controindicazioni, locali e generali, e alle cosiddette zone interdette. Si tratta di un capitolo cruciale: il materiale lo presenta come contenuto didattico per riconoscere quando il massaggio non è indicato, sempre nel rispetto del giudizio clinico e delle competenze delle diverse figure professionali.

Le manovre di base e la programmazione in funzione della gara

Il corso descrive manovra per manovra le tecniche fondamentali. Lo sfioramento, superficiale o profondo, è in genere la manovra iniziale, con effetto rilassante e di preparazione. Seguono la frizione (statica o dinamica), l’impastamento indicato come manovra principe del post-gara, la percussione o battitura, la vibrazione e la pressione, oltre a manovre complementari come rotolamento, scuotimento e pizzicamento.

Le manualità vengono poi programmate in funzione della competizione. Il materiale illustra il massaggio pre-competizione come warm up passivo, prevalentemente superficiale e stimolante, con durata indicativa di 20-25 minuti (minimo 15, massimo 30). Il massaggio infra-gara è in genere breve, non oltre i 20 minuti. Il massaggio post-gara o cool down passivo è descritto da eseguire dopo 20-30 minuti dal termine della prestazione, per una durata media intorno ai 30 minuti. Il massaggio defaticante viene collocato 24-48 ore dopo l’impegno agonistico, con manualità lente e profonde.

A completare il quadro, il corso richiama le tecniche complementari di stretching (statico, dinamico, attivo, PNF, CRAC, CRS) e le mobilizzazioni articolari. Per lo stretching statico il materiale indica posizioni mantenute da 10 a 30 secondi. Tutti questi parametri vanno intesi come riferimenti didattici del materiale, da adattare al singolo caso con il giudizio del professionista.

Patologie dei tessuti molli: riconoscere le lesioni muscolari

Prima di trattare, il professionista manuale deve saper riconoscere e differenziare i diversi quadri. Il modulo dedicato alle patologie dei tessuti molli parte dai fattori predisponenti (riscaldamento insufficiente, pregresse lesioni mal trattate, esiti cicatriziali, sovrallenamento) e dalla classificazione tra lesioni acute e croniche, con il trauma indiretto in accorciamento (crampo, contrattura) e in allungamento (lesione di primo, secondo o terzo grado).

Il materiale definisce la contrattura come aumento involontario e permanente del tono senza lesione anatomica, con tempi indicativi di recupero di 3-7 giorni con il solo riposo. Lo stiramento è una rottura del connettivo con allungamento delle fibre, con recupero indicato in 12-15 giorni. Per lo strappo il corso distingue il primo grado (meno del 5% delle fibre danneggiate), il secondo grado (grave) e il terzo grado (lacerazione del ventre muscolare con impotenza funzionale).

Vengono inoltre trattati il crampo, contrazione involontaria della muscolatura volontaria, e la DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), il dolore muscolare a insorgenza ritardata legato a microlesioni e risposta infiammatoria dopo esercizi eccentrici. Il modulo richiama infine la valutazione funzionale (anamnesi, osservazione, palpazione, valutazione dei movimenti), precisando che la diagnosi medica differenziale resta competenza del medico.

Schemi di recupero: dal massaggio trasverso profondo al protocollo R.I.C.E.

Il modulo applicativo collega la fisiopatologia alle strategie di trattamento manuale. Lo schema di recupero delle lesioni muscolari distingue una fase acuta (riposo, bendaggi funzionali o kinesiotaping, trattamento del connettivo) e una fase sub-acuta e cronica, in cui trovano spazio il massaggio trasverso profondo, la fibrolisi, il massaggio decontratturante, l’allungamento della cicatrice e il lavoro eccentrico graduale.

Il massaggio trasverso profondo (MTP) è presentato come tecnica che tratta e mobilizza precocemente i tessuti nella sede di lesione, imitando il movimento fisiologico per favorire iperemia, drenaggio, mobilità e una produzione ordinata di collagene, contrastando i cross-links e la disorganizzazione delle fibrille tipici dell’immobilità. Il materiale ne descrive i principi generali: raggiungere la lesione, associare frizione profonda e mobilizzazione, procedere con gradualità guidata dal dolore e con movimento perpendicolare alle fibre.

Il corso affronta poi le patologie tendinee (rotture parziali, paratenoniti, entesiti come gomito del tennista e del golfista, fascite plantare) e il protocollo R.I.C.E. (Rest, Ice, Compression, Elevation) in fase acuta: il materiale segnala che l’applicazione del ghiaccio nelle prime 24-48 ore riduce spasmo e dolore e che non va lasciato in sede per periodi prolungati. Anche qui i contenuti hanno valore formativo e vanno calati nella pratica con il giudizio clinico e in collaborazione con le altre figure sanitarie.

La sezione video: gli esempi pratici per distretto corporeo

Il corso si chiude con un modulo dimostrativo: una sequenza di 18 video di esempi pratici che mostrano l’esecuzione reale delle manovre apprese nei moduli teorici, suddivisi per distretto corporeo. È il momento in cui la teoria diventa gesto osservabile.

Gli esempi spaziano dalle tecniche di base al massaggio dei muscoli anteriori di coscia, dalla manovra decontratturante su fibrosità ed esiti di contrattura al trattamento dei posteriori di gamba e plantari nelle patologie tendinee. Sono incluse le mobilizzazioni dell’articolazione coxo-femorale, lo stretching dei posteriori di coscia e del quadricipite, il massaggio della bandelletta ileo-tibiale e del tensore della fascia lata, della schiena e del tratto dorsale, la mobilizzazione scapolo-toracica, oltre al trattamento di collo, pettorali, spalla e avambraccio.

Questa parte pratica completa il percorso offrendo un riferimento visivo concreto per ciascun distretto, utile per consolidare la corretta esecuzione delle manovre studiate nella parte teorica.

Domande frequenti

Quali sono le manovre di base del massaggio sportivo?

Secondo il materiale del corso le manovre fondamentali del massaggio sportivo sono sfioramento, frizione, impastamento, percussione, vibrazione e pressione. La manipolazione vertebrale, invece, non rientra tra le manovre base. A queste si affiancano manovre complementari come rotolamento, scuotimento e pizzicamento, da scegliere in funzione dell’obiettivo del trattamento.

Che cos'è lo sfioramento nel massaggio sportivo?

Lo sfioramento è una manovra in cui le mani scivolano sulla cute. Nella forma superficiale la pressione è minima e interessa cute e sottocute; in quella profonda la pressione è maggiore e raggiunge le strutture miofasciali. È in genere la manovra iniziale, con effetto rilassante e di preparazione alle manovre successive.

A che cosa è legata l'azione diretta del massaggio sportivo?

Il materiale spiega che l’azione diretta del massaggio sportivo è legata all’applicazione meccanica sulla pelle, con aumento del flusso ematico e ipertermia locale. Il rilassamento neurovegetativo appartiene invece all’azione indiretta, mediata dall’eccitazione delle terminazioni nervose e dalla stimolazione del sistema nervoso parasimpatico.

Qual è una delle peculiarità del massaggio sportivo?

Tra le peculiarità che il materiale attribuisce al massaggio sportivo ci sono favorire l’aumento del flusso ematico locale, riassorbire l’edema, alleviare rigidità e indolenzimento muscolare, ridurre lo spasmo muscolare e preparare l’atleta alla competizione. Migliorare la digestione, invece, non rientra tra le sue finalità.

Qual è la differenza tra tecnica passiva e tecnica attiva nel massaggio?

Nella tecnica passiva è il terapeuta a praticare le manovre senza richiedere l’intervento dell’atleta. Nella tecnica attiva, invece, il terapeuta esegue le manovre chiedendo la partecipazione dell’atleta, per esempio con contrazioni muscolari isometriche, eccentriche o concentriche che possono aiutare il recupero delle tensioni.

Qual è la manovra principe del massaggio post-gara?

Secondo il materiale la manovra principe del massaggio post-gara è l’impastamento, che agisce in profondità sui muscoli con effetto decontratturante, contribuendo ad allontanare i liquidi trasudati e a favorire il rilassamento muscolare. È centrale nella fase di recupero dalle tensioni accumulate durante la prestazione.

Quando è controindicato l'impastamento?

Il materiale indica che l’impastamento è controindicato quando sono in atto processi infiammatori, riconoscibili per la presenza di dolore vivo, calore e tumefazione. In questi casi la manovra può aggravare il quadro, e la scelta del trattamento va sempre ponderata con il giudizio clinico.

Quali sono le zone interdette al massaggio sportivo?

Il materiale indica come zone interdette o semi-interdette al massaggio la faccia antero-laterale del collo, il cavo ascellare, il cavo inguinale, il cavo popliteo e le sporgenze ossee affioranti. Si tratta di aree in cui passano strutture vascolari e nervose delicate, da trattare con particolare prudenza.

Quali sono le controindicazioni generali al massaggio sportivo?

Tra le controindicazioni generali il materiale elenca stati febbrili, malattie emorragiche, malattie cardiovascolari acute, malattie renali, varici, dermatiti generalizzate, affezioni reumatiche acute, affezioni neoplastiche e patologie del sistema nervoso centrale. La valutazione delle condizioni del soggetto resta parte integrante della responsabilità del professionista.

Come deve essere praticato il massaggio pre-competizione?

Il materiale indica che il massaggio pre-competizione, inteso come warm up passivo, deve essere prevalentemente superficiale e stimolante, di breve durata, per preparare l’azione muscolare successiva. L’obiettivo è non interferire con la muscolatura posturale né con il profilo propriocettivo e coordinativo dell’atleta.

A cosa serve il massaggio defaticante e quando si esegue?

Il materiale spiega che il massaggio defaticante serve a ridurre gli spasmi muscolari, promuovere la distensione dei tessuti, accelerare i tempi di recupero e risolvere contratture o aderenze fibrose. Si esegue dopo la prestazione sportiva, indicativamente 24-48 ore dopo l’impegno agonistico, con manualità lente e profonde.

Che cos'è una DOMS?

Il materiale definisce la DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness) come il dolore muscolare a insorgenza ritardata che compare dopo lo sforzo, in particolare dopo esercizi eccentrici. È legato a microlesioni muscolari e alla relativa risposta infiammatoria, e va distinto dalle vere lesioni muscolari acute.

Che cosa si intende per contrattura muscolare?

Il materiale definisce la contrattura come un’alterazione diffusa del tono muscolare, cioè un aumento involontario e permanente del tono in assenza di lesioni anatomiche evidenziabili a livello macroscopico. I tempi indicativi di recupero riportati sono di 3-7 giorni con il solo riposo.

Che cos'è un crampo muscolare?

Il materiale descrive il crampo come una contrazione involontaria, violenta e improvvisa della muscolatura volontaria, un’alterazione del tono di elevata intensità e durata molto limitata, il cui responsabile principale è la fatica. Per il crampo il materiale sconsiglia l’elongazione forzata e propone di intervenire con compressione e spremitura del muscolo.

Il massaggio sportivo è utile nel recupero da un infortunio muscolare?

Il materiale indica che il massaggio sportivo può essere d’aiuto nel recupero da un infortunio muscolare, nelle fasi appropriate, come parte di uno schema di recupero che tiene conto del tipo e della fase della lesione. Non sostituisce la valutazione clinica né le altre componenti del percorso riabilitativo.

In conclusione

Padroneggiare le tecniche del massaggio sportivo significa saper integrare conoscenza della fisiologia, sensibilità manuale e prudenza clinica: dalle manovre di base alla lettura delle controindicazioni, dal riconoscimento delle lesioni dei tessuti molli agli schemi di recupero. È un percorso che valorizza la mano del professionista all’interno di un lavoro di squadra con le altre figure sanitarie. Il corso FAD Tecniche del massaggio sportivo, a cura del Dott. Claudio Zimaglia, accompagna fisioterapisti, osteopati e professionisti sanitari del settore manuale lungo questo itinerario, dalla teoria alla sezione video di esempi pratici. Per approfondire e maturare i 15 crediti ECM previsti, è possibile consultare la scheda del corso Tecniche del massaggio sportivo.

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