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La sicurezza delle cure: azioni e strumenti per realizzarla nella pratica sanitaria

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C0504.

La sicurezza delle cure: azioni e strumenti per realizzarla nella pratica sanitaria
La sicurezza delle cure: azioni e strumenti per realizzarla nella pratica sanitaria — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

La sicurezza delle cure non e un obiettivo che si raggiunge una volta per tutte, ma il risultato di una cultura condivisa, di un quadro normativo preciso e di strumenti operativi applicati ogni giorno nelle strutture sanitarie. Da quando la legge 24/2017 l’ha definita parte costitutiva del diritto alla salute, la gestione del rischio clinico e diventata una responsabilità trasversale a tutte le professioni sanitarie, non solo del singolo clinico. Questo articolo accompagna il lettore lungo il percorso che porta dalla cornice giuridica e sociale del problema fino agli strumenti del risk management – dall’incident reporting alla Root Cause Analysis – mostrando come errore, evento avverso e near-miss possano diventare occasioni di apprendimento organizzativo anziche semplici colpe individuali.

Il corso ECM “La sicurezza delle cure: quali le azioni e gli strumenti per realizzarla” e rivolto a tutte le professioni sanitarie e affronta la gestione del rischio clinico con taglio normativo-organizzativo e di governo clinico. Eroga 19,8 crediti ECM in modalità FAD (formazione a distanza), fruibile online. Il percorso parte dal contesto giuridico e sociale per arrivare al glossario del rischio, alla teoria dell’errore umano e agli strumenti operativi di identificazione, analisi e trattamento del rischio.

La sicurezza delle cure nel quadro normativo e sociale

Il riferimento normativo centrale e la legge 24/2017, nota come legge Gelli-Bianco, che sancisce la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute, da perseguire nell’interesse dell’individuo e della collettività. La norma introduce obblighi organizzativi concreti: tra questi, la relazione annuale consuntiva sugli eventi avversi, pubblicata sul sito della struttura, e l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie.

La sicurezza in sanita, sottolinea il materiale, non e responsabilità di una sola figura: integra una dimensione clinica, una organizzativa, una tecnico-strutturale e una relativa ai lavoratori, e coinvolge clinici, direzioni, responsabili della prevenzione e medico competente. Sul piano sociale, la relazione medico-paziente si e evoluta da un modello asimmetrico e paternalistico – fondato sui principi di beneficenza e non maleficenza – a uno simmetrico e contrattuale, centrato sull’autodeterminazione del paziente. In questo scenario, amplificato dal ruolo dei media e dei social, il corso esamina anche il fenomeno in crescita delle aggressioni agli operatori e la cosiddetta medicina difensiva, nelle sue forme positiva (sovrautilizzo di esami e trattamenti) e negativa (sottoutilizzo per evitare casi a rischio).

Appropriatezza delle cure e contenimento degli sprechi

Prima ancora di parlare di errore, il percorso formativo affronta il tema dell’appropriatezza delle cure, declinata in appropriatezza clinica e organizzativa. L’inappropriatezza, spiega il materiale, ha tre volti complementari: il sotto-utilizzo, il sovra-utilizzo e l’uso scorretto di una prestazione rispetto a uno specifico problema di salute e alle linee guida disponibili.

Da qui discende la riflessione sugli sprechi e sul loro contenimento etico, intesi non come puro taglio di costi ma come restituzione di risorse a usi più appropriati. E un tassello importante della cultura della sicurezza, perché un sistema che impiega male le proprie risorse e anche un sistema più esposto al rischio. Il taglio resta formativo e di governo clinico: l’obiettivo e fornire un linguaggio comune, non istruzioni cliniche operative.

Il glossario del rischio: evento avverso, evento sentinella, near-miss

Costruire una cultura condivisa della sicurezza richiede anzitutto un lessico comune. Il glossario del rischio adottato dal Ministero della Salute, ripreso dal corso, distingue alcuni concetti chiave:

  • Evento avverso: un evento inatteso, correlato al processo assistenziale, che comporta un danno al paziente in modo non intenzionale e indesiderabile.
  • Evento sentinella: un evento avverso di particolare gravità, potenzialmente evitabile, che può causare morte o grave danno e che mina la fiducia dei cittadini nel servizio sanitario; un solo caso e sufficiente per avviare un’indagine.
  • Near-miss: un quasi-evento, in cui l’errore non ha raggiunto il paziente o non ha prodotto danno.
  • Errore: il fallimento nella pianificazione o nell’esecuzione di una sequenza di azioni che determina il mancato raggiungimento, non attribuibile al caso, dell’obiettivo desiderato.

Il materiale richiama anche il documento “To err is human” (Institute of Medicine, USA, 1999), che ha contribuito a portare il tema all’attenzione internazionale stimando un numero molto elevato di decessi annui dovuti a errori medici. Distinguere con precisione questi termini e la condizione per analizzare gli eventi senza confonderli con la ricerca del colpevole.

La teoria dell'errore umano e il modello del formaggio svizzero

Il cuore concettuale del corso e la teoria dell’errore umano elaborata da James Reason. Gli errori latenti derivano da decisioni organizzative o manageriali lontane nel tempo e nello spazio dal momento dell’incidente; gli errori attivi, invece, si manifestano all’estremita del sistema, a contatto con il paziente. Tra questi ultimi il materiale distingue gli slips (errori di esecuzione a livello di abilita), i lapsus (fallimenti di memoria) e i mistakes (errori di pianificazione, rule-based e knowledge-based).

Il modello del formaggio svizzero (Swiss-cheese) rende intuitiva questa visione sistemica: ogni fetta rappresenta una barriera o difesa contro il rischio, e i buchi sono le criticita del sistema. L’incidente si verifica solo quando i buchi delle diverse fette si allineano, lasciando passare il pericolo attraverso tutte le difese. Ne discende un principio operativo: rafforzare le barriere e ridurre i buchi e più efficace che cercare il singolo responsabile. Il materiale richiama anche la cosiddetta proporzione di Heinrich, che colloca i near-miss alla base dell’iceberg degli eventi.

Il processo di gestione del rischio: identificazione, analisi, trattamento

La gestione del rischio, o risk management, e un processo strutturato e ciclico. La fase di identificazione rileva i rischi presenti nei processi assistenziali; la fase di analisi e valutazione li ordina per priorità attraverso la mappatura del rischio e la matrice probabilità-danno, che incrocia classi di accadimento e classi di danno lungo curve iso-rischio.

La fase di trattamento sceglie come agire sul rischio individuato. Il materiale distingue la prevenzione, che riduce la frequenza con cui un evento si verifica, dalla protezione, che ne limita il danno una volta accaduto, affiancate dalle opzioni di ritenzione e di trasferimento (assicurativo e non assicurativo) del rischio residuo. E un approccio razionale che sposta l’attenzione dalla reazione all’evento alla sua anticipazione organizzativa.

Gli strumenti del risk management: dall'incident reporting alla Root Cause Analysis

Il corso passa in rassegna un’ampia cassetta degli attrezzi. Tra gli strumenti di identificazione e analisi figurano l’incident reporting, la segnalazione spontanea e volontaria degli eventi e dei quasi-eventi, la revisione delle cartelle cliniche (con metodi come Wolff e UTAH), i reclami raccolti dall’URP, i focus group e le pratiche di briefing e debriefing.

Sul versante delle metodologie strutturate il materiale approfondisce:

  • FMEA/FMECA: tecnica proattiva di analisi dei modi di guasto; la FMECA aggiunge una valutazione quantitativa e calcola l’Indice di Priorita del Rischio (IPR = Gravita x Probabilita x Rilevabilita).
  • Root Cause Analysis (RCA): analisi retrospettiva in cinque fasi delle cause profonde di un evento, tipicamente attivata dopo un evento sentinella, con strumenti come il diagramma causa-effetto e i cinque perché.
  • Audit clinico e Significant Event Audit: revisioni sistematiche della pratica clinica, il secondo costruito attorno a tre domande cruciali.
  • Safety walkaround: i giri per la sicurezza, con visite alle unita operative e interviste strutturate a operatori e dirigenti per far emergere le criticita.

Il quadro si completa con il monitoraggio degli eventi sentinella tramite il sistema SIMES e l’Osservatorio nazionale, le 19 raccomandazioni ministeriali emanate dal 2005 e il consenso informato disciplinato dalla legge 219/2017, secondo cui il tempo della comunicazione tra medico e paziente e tempo di cura.

Domande frequenti

Che cos'e la sicurezza delle cure secondo la legge Gelli-Bianco?

Secondo la legge 24/2017 (legge Gelli-Bianco), la sicurezza delle cure e parte costitutiva del diritto alla salute e viene perseguita nell’interesse dell’individuo e della collettività. Si realizza attraverso le attività di prevenzione e gestione del rischio connesso all’erogazione delle prestazioni sanitarie, coinvolgendo tutto il personale che opera nella struttura.

Qual e la differenza tra relazione medico-paziente asimmetrica e simmetrica?

La relazione asimmetrica, di matrice paternalistica e tipica del passato, si fonda sui principi di beneficenza e non maleficenza: e il medico a decidere cio che e bene per il paziente. Nella relazione simmetrica, oggi prevalente, il rapporto e di tipo contrattuale e al centro si colloca il principio di autodeterminazione del paziente.

Che cos'e la medicina difensiva attiva?

La medicina difensiva attiva, o positiva, si verifica quando vengono prescritti esami, trattamenti o visite non appropriate – un sovrautilizzo – principalmente per ridurre l’esposizione del professionista al rischio di contenziosi. Si distingue dalla medicina difensiva negativa, che porta invece a evitare pazienti o procedure percepiti come ad alto rischio.

Che cosa si intende per appropriatezza delle cure?

L’appropriatezza esprime il livello corretto di utilizzo di una prestazione sanitaria in relazione a uno specifico problema di salute, secondo le linee guida cliniche e organizzative: l’intervento giusto, al paziente giusto, al momento e nel setting giusti. Le sue forme di violazione sono il sotto-utilizzo, il sovra-utilizzo e l’uso scorretto della prestazione.

Che cos'e un evento sentinella?

Un evento sentinella e un evento avverso di particolare gravità, potenzialmente evitabile, che può comportare la morte o un grave danno al paziente e che determina una perdita di fiducia dei cittadini nel servizio sanitario. Il verificarsi di un solo caso e sufficiente per avviare un’indagine e adottare misure correttive.

Qual e la differenza tra evento avverso ed errore?

L’evento avverso e un evento inatteso, correlato al processo assistenziale, che comporta un danno al paziente in modo non intenzionale e indesiderabile. L’errore, invece, e un fallimento nella pianificazione o nell’esecuzione di una sequenza di azioni che determina il mancato raggiungimento, non attribuibile al caso, dell’obiettivo desiderato. Non ogni errore produce un evento avverso, e non ogni evento avverso nasce da un errore.

Qual e la differenza tra errore latente ed errore attivo?

L’errore latente riguarda condizioni già presenti nel sistema, determinate da decisioni organizzative o manageriali lontane nel tempo e nello spazio dal momento dell’incidente. L’errore attivo e invece commesso da chi e a contatto diretto con il paziente e produce conseguenze immediate. La distinzione, centrale nella teoria di Reason, sposta l’analisi dalla colpa individuale alle vulnerabilita del sistema.

Da quali fasi e costituito il processo di gestione del rischio?

Il processo di gestione del rischio clinico si articola in tre fasi: identificazione dei rischi, analisi e valutazione, trattamento. L’obiettivo complessivo e migliorare la sicurezza dei pazienti, anticipando e riducendo le condizioni che possono generare eventi avversi anziche limitarsi a reagire dopo che si sono verificati.

Come funziona il modello del formaggio svizzero di Reason?

Nel modello del formaggio svizzero (Swiss-cheese) di James Reason, le fette rappresentano le barriere o difese che impediscono il passaggio da una situazione di rischio al concretizzarsi di un incidente. I buchi sono le criticita del sistema: l’incidente si verifica quando i buchi delle diverse fette si allineano, permettendo al pericolo di attraversare tutte le difese.

Come si calcola l'Indice di Priorita del Rischio (IPR) nella FMECA?

Nella FMECA l’Indice di Priorita del Rischio si ottiene moltiplicando tra loro gravità, probabilità e rilevabilità dell’errore (IPR = G x P x R). Il risultato consente di ordinare per priorità gli inconvenienti individuati con l’analisi, indirizzando le risorse verso i rischi che combinano alta gravità, alta probabilità e bassa capacità di intercettazione.

Che cos'e la Root Cause Analysis e quando si utilizza?

La Root Cause Analysis e una tecnica di analisi retrospettiva, articolata in cinque fasi, che permette di comprendere cosa, come e perché e accaduto un evento, risalendo alle sue cause profonde anziche fermarsi a quelle immediate. Si utilizza tipicamente come strumento al verificarsi di un evento sentinella, all’interno di un gruppo interdisciplinare.

Che cos'e il safety walkaround?

Il safety walkaround, o giro per la sicurezza, e una tecnica di risk assessment che prevede visite alle unita operative con interviste strutturate a operatori e dirigenti. L’obiettivo e far emergere situazioni di criticita direttamente dal personale di prima linea e, allo stesso tempo, incrementare la cultura della sicurezza all’interno dell’organizzazione.

Quante sono le raccomandazioni ministeriali per la sicurezza dei pazienti?

Dal 2005 il Ministero della Salute ha emanato 19 raccomandazioni per migliorare la sicurezza dei pazienti rispetto a condizioni cliniche e assistenziali ad elevato rischio di errore. Coprono ambiti come la corretta identificazione del paziente, gli errori in terapia farmacologica, le cadute e la gestione dei farmaci ad alto rischio.

Cosa stabilisce la legge 219/2017 sul consenso informato?

La legge 219/2017 disciplina il consenso informato e afferma che il tempo della comunicazione tra medico e paziente e tempo di cura. Il consenso va acquisito nei modi più consoni alle condizioni del paziente ed e documentato in forma scritta oppure tramite videoregistrazioni, a tutela sia della persona assistita sia del professionista.

A chi e rivolto il corso ECM sulla sicurezza delle cure e quanti crediti rilascia?

Il corso “La sicurezza delle cure: quali le azioni e gli strumenti per realizzarla” e rivolto a tutte le professioni sanitarie ed e erogato in modalità FAD (formazione a distanza). Rilascia 19,8 crediti ECM. Il taglio normativo-organizzativo lo rende adatto a chi vuole acquisire un linguaggio comune e gli strumenti di base del risk management.

In conclusione

La sicurezza delle cure emerge come un sistema integrato, in cui norme, cultura organizzativa e strumenti operativi si rafforzano a vicenda. Riconoscere la differenza tra errore latente ed errore attivo, leggere un evento avverso con il modello del formaggio svizzero, scegliere lo strumento giusto – dall’incident reporting alla Root Cause Analysis – sono competenze trasversali a ogni professione sanitaria, perché la prevenzione del rischio non e mai compito di una sola figura. Il percorso formativo offre il vocabolario condiviso e le metodologie per trasformare gli eventi indesiderati in occasioni di apprendimento. Per approfondire il quadro normativo, la teoria dell’errore e gli strumenti del risk management con il rilascio di 19,8 crediti ECM, e possibile consultare il corso completo La sicurezza delle cure: quali le azioni e gli strumenti per realizzarla.

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