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Microbiota intestinale e salute muscolo-scheletrica: il filo tra alimentazione e movimento

Redazione IKOSECM

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Articolo di approfondimento al corso Ecm C1123.

Microbiota intestinale e salute muscolo-scheletrica: il filo tra alimentazione e movimento
Microbiota intestinale e salute muscolo-scheletrica: il filo tra alimentazione e movimento — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Il rapporto tra microbiota intestinale e salute muscolo-scheletrica e il cuore di un approccio che mette in dialogo nutrizione, infiammazione e funzione del movimento. L’idea portante del corso e che una corretta alimentazione – in particolare la dieta mediterranea – sia un determinante fondamentale della prevenzione lungo tutto l’arco della vita, e che il microbiota sia un crocevia tra cibo, infiammazione, salute del muscolo e benessere mentale. Questo articolo ripercorre il filo del percorso “Nutrifisio”: dai meccanismi di salute (idratazione, infiammazione, microbiota, disbiosi) al loro impatto su muscoli e articolazioni, fino alla nutrizione e all’integrazione, dai micronutrienti all’asse prebiotici-probiotici-postbiotici.

In sintesi. Il corso “Nutrifisio – Fisioterapia alimentare. Il microbiota intestinale e la salute dell’apparato muscolo-scheletrico articolare”, a cura della Dott.ssa Shuela Curatola (biologa nutrizionista) e del Dott. Giacomo Griffa (fisioterapista e chinesiologo), eroga 15 crediti ECM in modalita FAD. E rivolto a un ampio ventaglio di professioni sanitarie – tra cui medici, fisioterapisti, dietisti, biologi, infermieri e farmacisti – e ribadisce esplicitamente di non improvvisare l’integrazione, affidandosi al medico curante o a un esperto di nutrizione.

Microbiota e microbioma: cosa sono e perche contano

Il fulcro del corso e il microbiota intestinale: l’insieme di batteri, funghi, archeobatteri, protozoi e virus che vivono in simbiosi con l’organismo, distinto in batteriota, virota e micota. Il materiale stima che un essere umano ospiti circa 38 mila miliardi di batteri simbionti, e che il microbiota si formi a partire dall’eta prenatale per poi modificarsi con eta e alimentazione.

Le sue funzioni sono molteplici: metabolica, immunitaria, di influenza sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e sullo stato infiammatorio, oltre alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA) che nutrono le cellule intestinali. Lo stato di equilibrio prende il nome di eubiosi.

Distinto dal microbiota e il microbioma, ossia il patrimonio genetico dei microrganismi: il materiale lo descrive come un “secondo genoma” che integra quello umano. Comprendere questa distinzione e la base per capire perche l’alimentazione, agendo sul microbiota, possa influenzare salute metabolica, muscolo-scheletrica e mentale.

La disbiosi intestinale e il ruolo dello sport

Quando l’equilibrio si rompe si parla di disbiosi: un disequilibrio quantitativo e qualitativo del microbiota che, secondo il materiale, e associato a una maggiore incidenza di patologie metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie e di altro tipo. Tra le cause indicate ci sono cattiva alimentazione, antibiotici, farmaci, stress cronico, sedentarieta, inquinanti ed eta. I sintomi comprendono dolore addominale, gonfiore, meteorismo e alterazioni dell’alvo, con un ruolo chiave della permeabilita della mucosa e delle proteine di giunzione stretta.

Particolarmente interessante per il taglio fisioterapico e il legame tra disbiosi e sport. Il materiale cita uno studio dell’Universita di Parma, secondo cui gli atleti presenterebbero una maggiore produzione di acidi grassi a catena corta rispetto ai sedentari, e uno studio dell’Universita dell’Illinois, secondo cui l’attivita fisica modificherebbe favorevolmente il microbiota, con benefici che si perdono tornando alla sedentarieta. Sono risultati riportati come attribuzione del materiale.

Allo stesso tempo, il corso segnala che certi alimenti raffinati per sportivi e gli sport di endurance possono mettere sotto stress l’asse microbiota-barriera intestinale. Un richiamo utile a inquadrare l’attivita fisica come variabile che dialoga con l’intestino, non come fattore neutro.

Microbiota e crescita muscolare: il nodo della sarcopenia

Qui il corso tocca il punto piu vicino al titolo: il rapporto tra microbiota e crescita muscolare. Il riferimento clinico e la sarcopenia, la perdita progressiva e generalizzata di massa e forza muscolare che si accentua con l’eta. Il materiale colloca il picco di massa muscolare intorno ai 30 anni, seguito da un declino, e indica diversi studi su modelli animali a sostegno del legame intestino-muscolo.

Secondo il materiale, i topi privi di microbi mostrano muscoli atrofizzati e meno molecole di crescita, e il trapianto di microbi o il trattamento con SCFA inverte parzialmente i deficit. Viene inoltre richiamato il rapporto tra i grandi phyla batterici – Firmicutes e Bacteroidetes – che con l’invecchiamento si modifica, con possibili effetti su fragilita e regolazione immunologica, e il ruolo di probiotici specifici nella protezione dalla sarcopenia.

Sul fronte dell’esercizio, il materiale cita uno studio dell’Universita del Kentucky secondo cui un microbiota intatto favorirebbe l’ipertrofia muscolare in risposta all’allenamento. Insieme, questi elementi suggeriscono che alimentazione, microbiota ed esercizio agiscano in modo integrato nella salute del muscolo – sempre come quadro didattico, da verificare nella letteratura.

L'asse intestino-cervello e l'infiammazione

Il microbiota dialoga anche con il cervello attraverso l’asse intestino-cervello (gut-brain axis), una rete di comunicazione bidirezionale. Il materiale ricorda che il sistema nervoso enterico – una stima di circa cento milioni di neuroni nelle pareti del tratto gastrointestinale – e talvolta definito “secondo cervello”, e che i batteri influenzano il cervello direttamente (tramite SCFA, citochine e neurotrasmettitori) e indirettamente, attraverso il sistema immunitario. Da qui il concetto di psicobiotici, probiotici associati alla salute mentale.

A monte di questo dialogo c’e l’infiammazione cronica di basso grado, descritta come una “combustione lenta” che aumenta con l’eta e coinvolge macrofagi, intestino e tessuto adiposo. Il materiale distingue il tessuto adiposo bruno (BAT, termogenesi) dal bianco (WAT), che in condizione di obesita si infiamma e produce adipochine e citochine pro-infiammatorie.

Il corso cita inoltre uno studio dell’istituto Humanitas sulle barriere cerebrali e intestinali: in caso di malattia intestinale la barriera vascolare intestinale diventerebbe piu permeabile, e una quota di pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali presenterebbe ansia e depressione. Sono claim di studi citati, riportati come attribuzione del materiale e da rendere con prudenza.

Dieta mediterranea e principi nutritivi

Sul versante della nutrizione, il corso parte dai principi nutritivi e dai gruppi alimentari – glucidi, lipidi, proteine, vitamine e sali minerali – per arrivare al modello dietetico di riferimento: la dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO dal 2010.

Il legame con il microbiota e centrale: secondo il materiale, la biodiversita del microbiota e favorita da fibre vegetali, acidi grassi insaturi e polinsaturi e cibi non raffinati, con effetti positivi sui sistemi endocrino, immunitario e gastrointestinale e sulla salute mentale. Al contrario, diete ricche di zuccheri e grassi saturi ridurrebbero la biodiversita e favorirebbero l’infiammazione.

L’idratazione completa il quadro di base: il materiale ricorda che l’acqua costituisce circa il 60% del peso dell’adulto e che una buona idratazione sostiene digestione, funzione renale, termoregolazione e la lubrificazione di muscoli e articolazioni. Sono fondamenti nutrizionali su cui poggiano poi le scelte di integrazione.

Integrazione in fisioterapia: zenzero, curcuma, BCAA e glutammina

Prima di entrare nel merito, il materiale pone un’avvertenza esplicita: mai il fai da te, occorre affidarsi al medico curante o a un esperto di nutrizione. Richiama inoltre la definizione normativa di integratore (D.Lgs. 169/2004) e il fatto che in etichetta non si possano attribuire proprieta terapeutiche.

Tra gli integratori descritti figurano lo zenzero e la curcuma, cui il materiale attribuisce proprieta antiossidanti e antinfiammatorie utili al sistema articolare, gli aminoacidi ramificati (BCAA: leucina, isoleucina e valina), utili alla ricostruzione delle fibre muscolari, e la glutammina, l’aminoacido libero piu abbondante dell’organismo, substrato preferito degli enterociti, che contribuisce a regolare la permeabilita intestinale e le tight junction.

Il corso prosegue con i micronutrienti: vitamine (A, omega 3 come “vitamina F”, D, C, E, B9 e B12) e minerali (magnesio, coinvolto in oltre 300 funzioni cellulari; ferro, costituente di emoglobina e mioglobina; zinco, importante per immunita e crescita), con attenzione alla loro relazione bidirezionale con il microbiota e l’assorbimento intestinale. Tutte indicazioni rese come contenuto didattico, con il costante invito a non improvvisare.

Prebiotici, probiotici e postbiotici

La parte conclusiva del corso e dedicata all’asse prebiotici-probiotici-postbiotici. I prebiotici sono substrati fermentabili selettivi per la microflora, resistenti al pH gastrico: i piu studiati sono inulina e FOS, con dosi consigliate indicate dal materiale tra 2 e 10 g al giorno. Tra le loro funzioni: abbassamento del pH fecale, riduzione dei metaboliti tossici, trofismo della mucosa e aumento della biodisponibilita di minerali.

I probiotici sono ceppi batterici protettivi (fermenti lattici, Bifidobacterium) che devono resistere ai succhi gastrici e biliari e aderire alle pareti intestinali. Il materiale consiglia dosaggi non inferiori ai 10 miliardi, poiche meno del 40% dei batteri sopravvive agli acidi gastrici, e li mette in sinergia con i prebiotici. Accanto a essi vengono introdotti i parabiotici, probiotici inattivati con benefici paragonabili.

Infine i postbiotici: metaboliti batterici attivi – tra cui esopolisaccaridi e acidi grassi a catena corta come il butirrato – definiti dall’ISAPP come preparazioni di microrganismi non vitali che conferiscono benefici fisiologici. Il materiale ne descrive funzioni di immunoregolazione (bilanciamento Th1/Th2) e di ripristino della barriera intestinale. Le proprieta e le indicazioni d’uso sono claim del materiale, da verificare in review clinica.

Domande frequenti

Quali sono i principi nutritivi organici e quali quelli inorganici?

I principi nutritivi organici sono glucidi, protidi (proteine), lipidi e vitamine, mentre quelli inorganici sono l’acqua e i sali minerali. E una distinzione di base utile a inquadrare il valore nutrizionale degli alimenti.

Che differenza c'e tra vitamine idrosolubili e liposolubili?

Le vitamine idrosolubili (gruppo B e vitamina C) si sciolgono nell’acqua e non si accumulano nell’organismo, mentre quelle liposolubili (A, D, E, K) si sciolgono nei grassi e possono accumularsi nel tessuto adiposo, con possibili effetti tossici in caso di eccesso.

Di che tipo sono le articolazioni del cranio, della colonna e del ginocchio?

Le articolazioni del cranio sono immobili (fibrose), quelle della colonna vertebrale sono semimobili (cartilaginee) e quella del ginocchio e mobile (sinoviale). E una classificazione di base dell’apparato muscolo-scheletrico, utile a collegare struttura e funzione.

Quale percentuale del corpo di un adulto e costituita da acqua?

Nell’adulto l’acqua costituisce circa il 60-65% del peso corporeo, con valori leggermente inferiori nella donna, una percentuale che sale a circa il 70-75% nel neonato. Una buona idratazione e fondamentale anche per la lubrificazione di muscoli e articolazioni.

Che cosa si intende per microbiota, microbioma, eubiosi e disbiosi?

Il microbiota e l’insieme dei microrganismi della flora intestinale (distinto in batteriota, virota e micota); il microbioma e il loro patrimonio genetico; l’eubiosi e lo stato di equilibrio e benessere del microbiota, mentre la disbiosi e il suo stato di alterazione.

In quale anno la dieta mediterranea e diventata patrimonio UNESCO?

La dieta mediterranea e stata riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanita dall’UNESCO nel 2010, in virtu dei benefici che il materiale le attribuisce per la salute. E uno dei modelli dietetici associati a una maggiore biodiversita del microbiota.

A cosa serve l'integrazione di omega 3?

Gli omega 3 vengono presentati dal materiale come utili a ridurre l’infiammazione e a sostenere le difese immunitarie, oltre alle proprieta cardio- e vaso-protettive, neuroprotettive e antiossidanti. Restano indicazioni divulgative del materiale, da inquadrare in una valutazione professionale e mai in autonomia.

Per cosa e considerata utile la curcuma come integratore?

La curcuma e indicata dal materiale come integratore utile soprattutto per le articolazioni, grazie alle proprieta antiossidanti e antinfiammatorie e alla riduzione delle problematiche a carico del sistema articolare. Sono proprieta riportate dal materiale, da rendere con cautela e sempre nell’ambito di un consiglio professionale.

Quali sono gli aminoacidi ramificati (BCAA)?

Gli aminoacidi ramificati (BCAA) sono tre: leucina, isoleucina e valina. Sono aminoacidi essenziali utili alla ricostruzione delle fibre muscolari, da assumere con la dieta o, se necessario, tramite integrazione guidata da un professionista.

Che cos'e la glutammina?

La glutammina e un aminoacido, in particolare l’aminoacido libero piu abbondante dell’organismo. E il substrato preferito degli enterociti e contribuisce a regolare la permeabilita intestinale e a mantenere integre le giunzioni strette (tight junction), con un ruolo di interesse anche in chiave intestino-muscolo.

Quali sono le conseguenze di una carenza di vitamina D, vitamina C o ferro?

Secondo il materiale, una carenza di vitamina D puo dare problemi alle ossa, una carenza di vitamina C puo favorire emorragie (la vitamina C e essenziale per la formazione del collagene) e una carenza di ferro causa anemia. Sono indicazioni didattiche, da valutare clinicamente caso per caso.

Quali fattori nutrizionali possono favorire l'infiammazione?

Il materiale indica che l’infiammazione puo essere favorita da una carenza di vitamina D e di omega 3, tra i fattori nutrizionali che contribuiscono allo stato infiammatorio cronico. Vanno considerati all’interno di un quadro complessivo che include stile di vita e microbiota.

In quale tratto dell'intestino sono presenti i villi intestinali?

I villi intestinali sono presenti nell’intestino tenue, dove avviene l’assorbimento delle sostanze nutritive e la trasformazione del chimo in chilo. Sono strutture chiave per l’assorbimento dei nutrienti, anche di quelli legati alla salute muscolo-scheletrica.

Come si classificano i lipidi e i principali zuccheri?

I lipidi possono essere saturi, insaturi e polinsaturi; tra gli zuccheri, il glucosio e il fruttosio sono monosaccaridi, il saccarosio e il lattosio sono disaccaridi, mentre amido e cellulosa sono polisaccaridi. E una classificazione di base utile a leggere la qualita nutrizionale degli alimenti.

Il corso Nutrifisio sul microbiota e la salute muscolo-scheletrica da crediti ECM?

Si: “Nutrifisio – Fisioterapia alimentare” e un corso ECM in modalita FAD che eroga 15 crediti ed e rivolto a un ampio ventaglio di professioni sanitarie. Tratta il ruolo dell’alimentazione e del microbiota nella salute dell’apparato muscolo-scheletrico, dai fondamenti all’integrazione.

In conclusione

Il legame tra microbiota intestinale e salute muscolo-scheletrica mostra come nutrizione e movimento siano due facce dello stesso percorso di prevenzione. Comprendere microbiota e microbioma, riconoscere la disbiosi, inquadrare il ruolo dell’intestino nella sarcopenia e nell’infiammazione, valorizzare la dieta mediterranea e usare con consapevolezza l’integrazione – micronutrienti, prebiotici, probiotici e postbiotici – sono i tasselli di un approccio integrato. Il corso “Nutrifisio – Fisioterapia alimentare” della Dott.ssa Shuela Curatola e del Dott. Giacomo Griffa, da 15 crediti ECM in modalita FAD, sviluppa questo filo dall’anatomia all’integrazione, sempre con l’invito a non improvvisare. Scopri il corso e iscriviti per approfondire in modo strutturato.

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