Neuroplasticita e mindfulness: dal cervello che cambia alla gestione dello stress
Redazione IKOSECM
Articolo di approfondimento al corso Ecm C1119.
Il legame tra neuroplasticita e mindfulness e uno dei terreni piu interessanti in cui le neuroscienze incontrano le pratiche di consapevolezza. Il cervello non e una struttura fissa: cambia in risposta all’esperienza, all’apprendimento e, secondo le evidenze citate nel materiale del corso, anche all’allenamento dell’attenzione. Su questa plasticita si innestano il protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction), il modello dello stress di Hans Selye e le patologie stress-correlate. Questo articolo ripercorre il filo conduttore del corso – dalle neuroscienze alle tecniche di gestione dello stress – con un taglio scientifico e privo di componenti mistico-religiose, rivolto a tutte le professioni sanitarie.
In sintesi. Il corso “Elementi di neuroplasticita, mindfulness, MBSR e patologie stress-correlate”, a cura del Dott. Marco Sammarco, eroga 25 crediti ECM in modalita FAD ed e rivolto a tutte le professioni sanitarie. Articolato in tre moduli teorico-pratici, collega le basi neuroscientifiche della neuroplasticita alle tecniche di consapevolezza (mindfulness, MBSR, rilassamento), al modello dello stress di Selye e alle applicazioni piu innovative, dalla meditazione camminata alla realta virtuale.
Neuroplasticita e mindfulness: cosa sono e perche si parlano
Il primo modulo del corso fonda la materia partendo dalla neuroplasticita. La definizione di riferimento, ripresa dal Kandel e da Konorski, distingue l’eccitabilita dalla plasticita e individua nella plasticita delle connessioni sinaptiche la base dell’apprendimento e dell’adattamento all’ambiente. Il materiale richiama inoltre il lavoro della Harvard Medical School secondo cui la meditazione puo promuovere la plasticita corticale negli adulti: e il punto in cui neuroscienze e mindfulness si incontrano.
La mindfulness viene inquadrata storicamente ed etimologicamente. Il termine compare per la prima volta in inglese nel Seicento, in un commentario di Paul Baynes, e viene applicato alla sati buddhista nella cultura anglosassone nel 1878. La sati, l'”attenzione consapevole” della meditazione vipassana, e finalizzata a percepire obiettivamente la vera natura del se fisico, mentale ed emozionale.
Il corso ricostruisce poi la nascita del protocollo strutturato. Jon Kabat-Zinn (JKZ), medico e biologo molecolare, avvia la Mindfulness-Based Stress Reduction nel 1979 presso l’Universita del Massachusetts, dando alla pratica una cornice clinica e scientifica che ne ha favorito la diffusione in medicina.
Le tecniche di rilassamento basate sulla consapevolezza
Accanto alla mindfulness, il primo modulo ripercorre la storia delle principali tecniche di rilassamento. La prima del genere, a cui si sono ispirati molti autori successivi, e il Rilassamento Frazionato del neurologo tedesco Oskar Vogt. Da qui si sviluppano il Rilassamento Progressivo di Edmund Jacobson, il Training Autogeno dello psichiatra Johannes Heinrich Schultz e la sofrologia con il Rilassamento Dinamico di Caycedo.
Il materiale dedica attenzione anche agli aspetti deontologici e normativi, richiamando la Legge 4/2013 sulle professioni non regolamentate, e a elementi pratici come la postura – la “dignita della postura” – e il biofeedback/neurofeedback, con riferimenti a studi che ne esplorano il rapporto con la mindfulness.
L’impostazione, sottolinea il corso, e scientifica e priva di componenti mistico-religiose: le tecniche e i loro effetti sono presentati come contenuto didattico con riferimenti alla letteratura, mai come prescrizione clinica autonoma. E un’attenzione importante quando ci si rivolge a un pubblico professionale eterogeneo, ciascuno con i limiti del proprio profilo.
Lo stress secondo Selye e le patologie stress-correlate
Il secondo modulo e dedicato a motivazione, stress e patologie stress-correlate. Il riferimento e Hans Selye, che descrive lo stress come una risposta aspecifica aspecificamente generata: coinvolge l’intero organismo e puo essere attivata da qualunque stimolo, interno o esterno. Da qui la distinzione tra eustress (lo “stress buono”) e distress (quello negativo) e i concetti di omeostasi e milieu interieur.
Il cuore del modello e la sindrome generale di adattamento, che si articola in tre fasi: la reazione d’allarme (con i cambiamenti tipici della prima esposizione allo stressor e una temporanea riduzione della resistenza), la fase di resistenza (se l’adattamento riesce, la capacita di resistere sale sopra il normale) e la fase di esaurimento (quando, dopo un’esposizione molto prolungata, il potere di adattamento si esaurisce).
Su questa base il corso affronta le patologie stress-correlate, il rapporto “mappa e territorio” e gli effetti delle tecniche mindfulness-based. Il materiale cita, ad esempio, lo studio di Hoge e colleghi del 2018, che in soggetti con Disturbo d’Ansia Generalizzato praticanti la MBSR avrebbe evidenziato una riduzione dell’ACTH e di citochine infiammatorie: e riportato come attribuzione del materiale, prima prova citata di effetti combinati ormonali e immunologici.
Misurare lo stress: scale e strumenti normativi
Per passare dal modello alla valutazione, il modulo introduce gli strumenti di misura. Il piu noto e la Social Readjustment Rating Scale (SRRS) di Holmes e Rahe (1967), che nella versione originale comprende 43 item: elenca i principali eventi di vita (life events) in ordine decrescente di gravita, con un punteggio preassegnato, e puo essere compilata dal soggetto e poi valutata dallo specialista.
Il materiale ne ripercorre versioni e aggiornamenti e affianca alla SRRS altri strumenti: l’Interview for Recent Life Events (IRLE), la Perceived Stress Scale (PSS) di Cohen e la Mindful Attention Awareness Scale (MAAS), utile a misurare la propensione alla consapevolezza. Sono strumenti che aiutano a quantificare il carico di stress percepito o subito.
L’insieme di questi strumenti restituisce un quadro operativo: comprendere come si genera lo stress, riconoscerne gli stressor e i life events, e valutarne l’impatto con scale validate sono passaggi che danno concretezza al lavoro su coping e resilienza. Anche qui i contenuti hanno valore formativo e non sostituiscono la valutazione clinica.
Le radici neuroscientifiche: da William James ai neuroni specchio
Il terzo modulo ricostruisce le radici neuroscientifiche della materia. L’introduzione del concetto di plasticita cerebrale e attribuita a William James, secondo cui i fenomeni dell’abitudine derivano dalla plasticita dei materiali organici di cui sono fatti i corpi viventi. Il corso richiama poi l’effetto Carpenter, definito dal fisiologo William Benjamin Carpenter e ribattezzato da James legge ideomotoria: finche si mantiene l’attenzione su un movimento immaginato o osservato si innervano i gruppi muscolari corrispondenti, perche ogni atto motorio ha a monte un atto ideativo.
Un passaggio cardine sono i neuroni specchio, dimostrati nell’uomo nel 1995 dal gruppo di ricerca di Giacomo Rizzolatti all’Universita di Parma, insieme alla “synapsis” descritta per la prima volta da Sherrington. Per studiare questi fenomeni il corso illustra le tecniche di neuroimaging funzionale non invasivo – risonanza magnetica funzionale (fMRI), stimolazione magnetica transcranica (TMS) e magnetoencefalografia (MEG) – che visualizzano l’attivazione delle reti neurali.
Da queste basi il modulo arriva a una definizione estesa di neuroplasticita: ogni processo attraverso cui si attivano variazioni sinaptiche capaci di originare, lungo tutto l’arco della vita, nuovi circuiti strutturali e funzionali. Concetti come il potenziamento a lungo termine e la regola di Hebb spiegano il legame tra apprendimento, ripetizione e attenzione.
Applicazioni pratiche: meditazione camminata e realta virtuale
L’ultima parte del corso porta la teoria sul terreno pratico. La meditazione camminata e presentata con riferimenti alla letteratura: il materiale cita lo studio di Phoobangkerdphol e colleghi (2022), secondo cui questa pratica sarebbe paragonabile a un convenzionale allenamento dell’equilibrio nel migliorare le capacita di equilibrio negli anziani con storia di cadute, e lo studio di Chatutain e colleghi (2019) su propriocezione ed equilibrio. Sono claim riportati come attribuzione del materiale.
La seconda applicazione e la realta virtuale (VR). Il corso la descrive come strumento neuroplastico per la riduzione dello stress, con riferimenti a review e meta-analisi sul rapporto tra VR e interfacce cervello-computer, e introduce il concetto di augmented wellbeing. Tra gli esempi, la tecnica immersiva “Il giardino segreto”, che il materiale presenta come dispositivo medicale di Classe 1 CE evidence-based, nelle versioni immersiva 3D e ridotta 2D.
Queste applicazioni mostrano come il filo della neuroplasticita arrivi fino alla riabilitazione motoria e alla gestione dello stress nell’anziano. Restano contenuti formativi: gli effetti delle tecniche e i claim degli studi vanno verificati e inquadrati nei limiti del proprio profilo professionale.
Domande frequenti
Che cosa significa l'acronimo MBSR e chi ha sviluppato questo metodo?
MBSR e l’acronimo di Mindfulness-Based Stress Reduction, ovvero “riduzione dello stress basata sulla mindfulness”. Il metodo e stato sviluppato dal medico e biologo molecolare Jon Kabat-Zinn, che lo avvio nel 1979 presso l’Universita del Massachusetts, dandogli una cornice clinica e scientifica.
Che cos'e la neuroplasticita delle connessioni sinaptiche?
La plasticita delle connessioni sinaptiche e alla base dell’apprendimento e dell’adattamento all’ambiente. Secondo la ricerca citata nel materiale (Mes e colleghi, 2020), e una caratteristica di tutti gli esseri viventi dotati di un sistema nervoso centrale: le sinapsi si modificano in funzione dell’esperienza, rimodellando i circuiti neurali.
Perche si afferma che lo stress e una risposta 'aspecifica'?
Secondo il modello di Selye, lo stress e una risposta aspecifica aspecificamente generata: coinvolge l’intero organismo e puo essere attivata da qualunque stimolo, interno o esterno. Proprio per questo carattere generale Selye distingue tra eustress, lo “stress buono”, e distress, lo “stress negativo”.
Chi ha introdotto per la prima volta il termine 'mindfulness'?
Il termine “mindfulness” compare per la prima volta in inglese nel Seicento, in un commentario di Paul Baynes, dove indicava una concentrazione fatta con tale pienezza mentale su un oggetto da non poter essere gravata dalla distrazione. Solo in seguito, nella cultura anglosassone, e stato applicato alla sati buddhista.
Qual e la prima tecnica di rilassamento basata sulla consapevolezza?
La prima tecnica di rilassamento basata sulla consapevolezza, a cui si sono poi ispirati diversi altri autori, e il Rilassamento Frazionato del neurologo tedesco Oskar Vogt. Da essa si sono sviluppate tecniche successive come il Rilassamento Progressivo di Jacobson e il Training Autogeno di Schultz.
Chi ha introdotto il Training Autogeno?
Il Training Autogeno e stato introdotto dallo psichiatra e psicoterapeuta tedesco Johannes Heinrich Schultz. E una delle tecniche di rilassamento basate sulla consapevolezza ripercorse nel corso, all’interno della storia delle pratiche di regolazione psicofisica.
Che cos'e la sati nella meditazione vipassana?
La sati e l'”attenzione consapevole” della meditazione vipassana, i cui effetti sono ampiamente riconosciuti in medicina. E finalizzata a percepire obiettivamente la vera natura del se fisico, mentale ed emozionale e a conseguire la consapevolezza; e il concetto a cui storicamente e stato applicato il termine mindfulness.
Quali sono le tre fasi della sindrome generale di adattamento di Selye?
La sindrome generale di adattamento si articola in tre fasi: la reazione d’allarme, in cui compaiono i cambiamenti tipici della prima esposizione allo stressor e la resistenza diminuisce; la fase di resistenza, in cui, se l’adattamento riesce, la capacita di resistere sale sopra il normale; e la fase di esaurimento, in cui, dopo un’esposizione molto prolungata, il potere di adattamento si esaurisce.
Che cosa definisce il rapporto 'mappa e territorio'?
Il rapporto “mappa e territorio” definisce la differenza tra la visione che un soggetto ha di se stesso e della realta (la mappa) e la realta oggettiva in cui effettivamente vive (il territorio). E un concetto utile a riflettere su come la percezione individuale possa discostarsi dalla situazione reale.
Che cos'e la Social Readjustment Rating Scale (SRRS)?
La Social Readjustment Rating Scale (SRRS), o “scala di valutazione del riadattamento sociale”, e uno dei test piu noti per misurare lo stress su base normativa, stilata dagli psichiatri Holmes e Rahe. Nella versione originale del 1967 ha 43 item, con gli eventi di vita in ordine decrescente di gravita e un punteggio preassegnato; puo essere compilata dal soggetto e valutata dallo specialista.
Quali effetti della MBSR ha evidenziato lo studio di Hoge e colleghi del 2018?
Secondo il materiale, lo studio di Hoge e colleghi (2018) ha evidenziato, in soggetti con Disturbo d’Ansia Generalizzato che praticavano la MBSR, una riduzione dell’ACTH (l’ormone adrenocorticotropo) e di citochine infiammatorie: viene citato come prima prova di effetti positivi combinati, ormonali e immunologici, prodotti dalla MBSR. E un risultato riportato come attribuzione, da verificare nella letteratura.
A chi si deve l'introduzione del concetto di 'plasticita' cerebrale?
L’introduzione del concetto di “plasticita” cerebrale e attribuita a William James, secondo cui i fenomeni dell’abitudine negli esseri viventi sono dovuti alla plasticita dei materiali organici di cui sono composti i loro corpi. E una delle radici storiche della moderna neuroplasticita.
Che cos'e l'effetto Carpenter (legge ideomotoria)?
L’effetto Carpenter, definito dal fisiologo William Benjamin Carpenter e chiamato da William James legge ideomotoria, indica che finche si mantiene l’attenzione concentrata su un movimento immaginato o osservato si innervano i gruppi muscolari corrispondenti, predisponendo all’esecuzione di quel movimento: ogni atto motorio ha a monte un atto ideativo.
Quali benefici sull'anziano ha evidenziato lo studio sulla meditazione camminata di Phoobangkerdphol e colleghi?
Secondo il materiale, lo studio di Phoobangkerdphol e colleghi (2022) ha evidenziato che la meditazione camminata e paragonabile a un convenzionale allenamento dell’equilibrio nel migliorare le capacita di equilibrio negli anziani con storia di cadute. E un risultato riportato come attribuzione del materiale, da inquadrare nei limiti dello studio citato.
Come si definisce universalmente la neuroplasticita?
Con neuroplasticita si definisce universalmente ogni processo attraverso il quale si attivano variazioni sinaptiche in grado di originare, lungo tutto l’arco della vita, nuovi circuiti strutturali e funzionali a livello centrale e periferico. E il principio biologico che rende il cervello capace di apprendere e adattarsi anche in eta adulta.
In conclusione
Il percorso su neuroplasticita e mindfulness mostra un filo coerente: il cervello cambia in risposta all’esperienza, e le pratiche di consapevolezza – dalla MBSR alle tecniche di rilassamento storiche – agiscono su questa plasticita per modulare lo stress. Il modello di Selye, le patologie stress-correlate e le scale di valutazione danno la cornice clinica; le radici neuroscientifiche e le applicazioni piu recenti, dalla meditazione camminata alla realta virtuale, ne mostrano gli sviluppi. Il tutto con un approccio scientifico e attento alla deontologia. Il corso “Elementi di neuroplasticita, mindfulness, MBSR e patologie stress-correlate” del Dott. Marco Sammarco, da 25 crediti ECM in modalita FAD, sviluppa questo percorso per tutte le professioni sanitarie. Scopri il corso e iscriviti per approfondire basi, evidenze e applicazioni.
Crediti immagini:
- Foto di Sami Mansour su Unsplash