Nutrizione e Alimentazione 11 MIN DI LETTURA

L’obesità è una malattia: dalla classificazione clinica alla chirurgia bariatrica

Redazione IKOSECM

Redazione IKOSECM

Articolo di approfondimento al corso Ecm C0438.

L’obesità è una malattia: dalla classificazione clinica alla chirurgia bariatrica
L’obesità è una malattia: dalla classificazione clinica alla chirurgia bariatrica — approfondimento a cura della redazione scientifica IKOSECM.

Definire l’obesità è una malattia e non una scelta o una colpa individuale è il punto di partenza di ogni percorso di cura efficace. Il materiale del corso la inquadra come una patologia complessa e multifattoriale, in cui interagiscono fattori genetici, ambientali, comportamentali e psicologici, capace di ridurre funzionalità, autonomia, aspettativa e qualità di vita. Per i professionisti sanitari questo cambio di prospettiva ha conseguenze concrete: orienta la valutazione del paziente, la scelta delle soluzioni terapeutiche e, nei casi più severi, l’indicazione alla chirurgia bariatrica. In questo articolo ripercorriamo, con taglio formativo e multidisciplinare, i nodi clinici principali: come si classifica l’obesità, quali rischi comporta, quale peso hanno gli aspetti psicologici e quando e come entra in gioco la chirurgia.

Il corso ECM “Obesità e chirurgia bariatrica: quesiti clinici e soluzioni terapeutiche” è rivolto a un’ampia platea di professionisti sanitari (assistente sanitario, biologo, dietista, educatore professionale, farmacista, fisioterapista, medico chirurgo e altre professioni, per un totale di 15 professioni accreditate) ed eroga 10 crediti ECM in modalità FAD. A cura del Dott. Massimo Labate e del Dott. Marco Pastorini, propone un approccio integrato medico-nutrizionale e psicologico, dall’inquadramento dell’obesità come malattia fino alla valutazione del candidato alla chirurgia bariatrica.

Perché l'obesità è una malattia: cause e contesto obesogeno

Il corso adotta come filo conduttore l’idea che l’obesità è una malattia determinata dall’interazione di fattori genetici, ambientali, comportamentali e psicologici. Sul piano dei meccanismi, il materiale richiama la teoria del genotipo risparmiatore di Neel: un assetto evolutivo che favoriva l’accumulo energetico in condizioni di scarsità e che, nell’abbondanza alimentare contemporanea, diventa svantaggioso. Nella maggior parte dei casi l’eccesso ponderale nasce da uno squilibrio tra apporto e consumo energetico, mentre più raramente sono coinvolte cause genetiche (come la sindrome di Prader-Willi), endocrine (sindrome di Cushing, ipotiroidismo, PCOS) o l’effetto di alcuni farmaci.

Un concetto centrale è quello di contesto obesogeno: secondo il materiale, la cultura occidentale favorisce il movimento passivo (automobile, scale mobili, lavoro sedentario) e uno stile alimentare fatto di cibi ad alto contenuto calorico, sempre disponibili, semplici da raggiungere e non cucinabili. A questo si aggiunge una cornice storico-culturale e filosofica del rapporto uomo-cibo, dall'”uomo è ciò che mangia” di Feuerbach fino a Brillat-Savarin e Artusi, che aiuta a leggere l’alimentazione come fatto culturale e relazionale e non solo metabolico.

Epidemiologia e classificazione: IMC, obesità centrale e stadiazione EOSS

Sul versante epidemiologico il corso riporta dati di scala globale, europea e italiana. Tra questi, i dati OMS indicano oltre 1,9 miliardi di adulti in sovrappeso nel 2014, mentre per l’Italia il materiale cita l’Osservasalute 2016: nel 2015 oltre un terzo della popolazione adulta era in sovrappeso (35,3%) e circa una persona su dieci era obesa (9,8%), per un 45,1% complessivo in eccesso ponderale, con un caratteristico gap Nord-Sud.

La classificazione si fonda sull’indice di massa corporea (IMC o BMI): il materiale colloca la normalità tra 18,5 e 24,9, il sovrappeso tra 25 e 29,9 e l’obesità a partire da 30, articolata in tre gradi (I grado 30-34,9; II grado 35-39,9; III grado, grave, oltre 40). Accanto al peso, conta però la distribuzione del tessuto adiposo: l’obesità centrale, con accumulo di grasso viscerale, è considerata particolarmente preoccupante per la sua attività ormonale e metabolica. Il corso indica come soglie di circonferenza vita a rischio sostanzialmente maggiore valori superiori a 102 cm nell’uomo e a 88 cm nella donna. Per superare i limiti del solo IMC, viene presentato anche il sistema di stadiazione EOSS di Edmonton (stadi 0-4), che integra le ricadute funzionali e cliniche dell’eccesso ponderale.

Rischi, comorbilità e dieta mediterranea

Il materiale collega l’eccesso ponderale a numerose comorbilità: malattie cardiovascolari, ipertensione arteriosa (con richiamo allo studio Framingham), dislipidemie, diabete mellito di tipo 2, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), alcune neoplasie e disturbi a carico dell’apparato respiratorio (apnee notturne) e muscolo-scheletrico. È in questo quadro che la natura di malattia dell’obesità diventa evidente: non un dato estetico, ma un fattore che incide su salute, autonomia e prognosi.

Come riferimento preventivo e culturale il corso valorizza la dieta mediterranea, richiamando il Seven Country Study e l’esperienza di Nicotera, e ricordando il suo riconoscimento come patrimonio culturale immateriale UNESCO. Il materiale segnala con preoccupazione il progressivo abbandono di questo modello alimentare, leggendolo come una delle espressioni del contesto obesogeno descritto in precedenza. Il taglio resta formativo: si descrivono modelli e fattori di rischio, non si forniscono prescrizioni dietetiche individuali.

Aspetti psicologici, disturbi del comportamento alimentare e cambiamento

Una parte rilevante del percorso è dedicata agli aspetti psicologici e motivazionali. Il materiale evidenzia il ruolo del cibo nei legami affettivi e relazionali e individua nella bassa autostima e nell’immagine corporea negativa dei fattori costitutivi, mentre autoinganno ed evitamento agiscono come fattori di mantenimento. Nel DSM-5 l’obesità non è classificata come disturbo mentale, ma viene descritta in associazione con condizioni quali il binge-eating disorder (BED), la depressione e il disturbo bipolare.

Il corso approfondisce inoltre il legame con i disturbi del comportamento alimentare e con la cosiddetta food addiction: richiamando gli studi di Volkow, descrive come il circuito della gratificazione e della ricompensa, mediato dalla dopamina, venga attivato sia dal cibo sia dalle sostanze psicoattive, suggerendo un parallelo tra obesità e dipendenze. Vengono citati anche i contributi di Sutin su personalità e impulsività, oltre a concetti come l’abstinence violation effect, il craving e i trigger. Su queste basi il materiale definisce gli obiettivi del cambiamento comportamentale: modificare l’approccio e l’assunzione del cibo, praticare attività fisica regolare, imparare a gestire gli stati emotivi e migliorare l’autostima.

La chirurgia bariatrica: indicazioni e tecniche

Quando l’obesità è severa e le comorbilità importanti, il corso illustra il ruolo della chirurgia bariatrica. Le indicazioni richiamate, in linea con la Consensus NIH del 1991, prevedono un BMI superiore a 40 senza comorbilità, oppure superiore a 35 in presenza di comorbilità come un diabete di tipo 2 resistente. L’approccio è prevalentemente laparoscopico e, sempre secondo il materiale, mostra efficacia su perdita di peso, comorbilità e mortalità.

Le tecniche vengono ricondotte a tre famiglie: restrittive (bendaggio gastrico regolabile, gastroplastica verticale, sleeve gastrectomy, pallone intragastrico), malassorbitive (diversione biliopancreatica, bypass digiuno-ileale) e miste (bypass gastrico, switch duodenale). A titolo di esempio, il materiale descrive la sleeve gastrectomy come una resezione verticale parziale che interessa l’80-90% dello stomaco e modifica ormoni implicati nella regolazione di fame e sazietà come ghrelina, GLP-1, CCK e PYY. La selezione della tecnica spetta a un’équipe multidisciplinare: l’articolo riporta queste informazioni a fini di aggiornamento formativo, non come indicazione clinica.

Dopo l'intervento: gestione dietetica, carenze e valutazione psicologica

La chirurgia non sostituisce l’educazione alimentare. Il materiale chiarisce che l’intervento non permette di rinunciare alle indicazioni dietologiche: il controllo della dieta resta essenziale per il risultato a lungo termine. La gestione dietetica post-intervento segue una progressione per fasi — liquida, frullata, morbida e infine solida — il cui passaggio dipende dalla tolleranza individuale e non deve mai essere rapido. Sono raccomandati pasti frazionati (5-6 piccoli pasti al giorno) e l’assunzione dei liquidi lontano dai pasti; nel bypass va inoltre considerata la dumping syndrome. Le carenze nutrizionali, più severe negli interventi malassorbitivi, rendono opportuna una supplementazione multivitaminico-minerale dopo ogni tipo di intervento.

Centrale è infine la valutazione psicologico-psichiatrica del candidato, in linea con gli Standard SIO/ADI e con le indicazioni della SICOB, la società scientifica di riferimento per la chirurgia dell’obesità. Il materiale riferisce che la frequenza di disturbi psichiatrici in questa popolazione è vicina al 50% e che molti candidati assumono terapie psichiatriche: per questo il colloquio di idoneità, l’individuazione di eventuali controindicazioni psicopatologiche e l’uso di test specifici (come il BUT per l’immagine corporea) sono parte integrante del percorso. Il corso ribadisce un principio di fondo: la chirurgia dell’obesità non ha scopi estetici, ma terapeutici.

Domande frequenti

Perché l'obesità è considerata una malattia?

Il materiale del corso definisce l’obesità come una patologia complessa e multifattoriale che coinvolge sia il corpo sia la mente ed è in grado di determinare diverse situazioni di malattia, riducendo funzionalità, autonomia, aspettativa e qualità di vita. Inquadrarla come malattia, e non come una colpa o una scelta individuale, è il presupposto per impostare un percorso di cura adeguato.

Quale valore di indice di massa corporea definisce l'obesità?

Secondo il materiale, l’obesità è definita da un indice di massa corporea (IMC o BMI) pari o superiore a 30, mentre il sovrappeso corrisponde a un IMC compreso tra 25 e 29,9. La condizione di normopeso si colloca invece tra 18,5 e 24,9. L’obesità viene poi suddivisa in tre gradi di gravità crescente.

Quali sono le cause dell'obesità?

Il materiale sottolinea che le cause dell’obesità sono complesse e multifattoriali: non riguardano soltanto la dieta e l’attività fisica, ma anche fattori genetici, economici, psicosociali, riproduttivi e ambientali. Più raramente possono essere coinvolte cause genetiche specifiche, endocrine o l’effetto di alcuni farmaci.

Perché l'obesità centrale è particolarmente pericolosa?

Secondo il materiale, l’obesità centrale, caratterizzata dall’accumulo di grasso viscerale, costituisce un fattore di rischio maggiore per malattie cardiovascolari, diabete e demenza rispetto all’obesità corporea totale. Ciò dipende dalla particolare attività ormonale e metabolica del tessuto adiposo viscerale, che la rende clinicamente più rilevante della sola valutazione del peso.

Che cosa si intende per contesto obesogeno?

Secondo il materiale, il contesto obesogeno è la cultura occidentale che favorisce il movimento passivo (automobile, scale mobili, lavoro sedentario) e uno stile alimentare fatto di cibi ad alto contenuto calorico, sempre disponibili, semplici da raggiungere e non cucinabili. È uno dei fattori ambientali che concorrono alla diffusione dell’obesità.

Esiste una continuità tra disturbi del comportamento alimentare e obesità?

Secondo il materiale, sì: disturbi del comportamento alimentare e obesità condividono la stessa psicopatologia centrale, in particolare la bassa autostima e le difficoltà relazionali. Questo legame spiega perché l’approccio all’obesità non possa prescindere dalla dimensione psicologica della persona.

Che relazione esiste tra obesità e dipendenze secondo lo studio di Volkow?

Il materiale riporta che, secondo lo studio di Volkow, il circuito della gratificazione e della ricompensa viene attivato sia dal cibo sia dalle sostanze psicoattive ed è mediato dalla dopamina. Questo suggerisce un parallelo tra obesità e dipendenze, alla base del concetto di food addiction esplorato nel corso.

Quando è indicata la chirurgia bariatrica?

Il materiale, in linea con la Consensus NIH del 1991, indica la chirurgia bariatrica in presenza di un BMI superiore a 40 senza comorbilità, oppure superiore a 35 quando coesistono comorbilità rilevanti, come un diabete di tipo 2 resistente. La decisione spetta a un’équipe multidisciplinare dopo una valutazione complessiva del paziente.

Che cos'è la sleeve gastrectomy?

Il materiale descrive la sleeve gastrectomy come un intervento gastrorestrittivo che riduce le dimensioni dello stomaco di circa tre quarti della superficie, attraverso una resezione verticale parziale che interessa l’80-90% dello stomaco, inducendo un precoce senso di sazietà. Agisce anche sulla regolazione ormonale di fame e sazietà.

Come è strutturata l'alimentazione dopo la chirurgia bariatrica?

Secondo il materiale, dopo la chirurgia bariatrica l’alimentazione segue una progressione per fasi: una prima fase liquida, poi frullata, quindi morbida e infine solida. Il passaggio da una fase all’altra dipende dalla tolleranza soggettiva e non deve mai essere rapido. È inoltre indicato frazionare l’alimentazione in 5-6 piccoli pasti al giorno.

La supplementazione è necessaria dopo la chirurgia bariatrica?

Il materiale indica che la supplementazione multivitaminico-minerale è raccomandata dopo ogni tipo di intervento di chirurgia bariatrica, sia restrittivo sia misto sia malassorbitivo, e va proseguita per tutta la vita del paziente. Le carenze nutrizionali tendono a essere più severe negli interventi malassorbitivi.

La chirurgia bariatrica permette di rinunciare alla dieta?

No. Il materiale chiarisce che la chirurgia bariatrica non consente di evitare le indicazioni dietologiche: l’educazione alimentare e il controllo della dieta restano essenziali per ottenere e mantenere il risultato a lungo termine. L’intervento è uno strumento all’interno di un percorso, non una soluzione autosufficiente.

Quanto sono frequenti i disturbi psichiatrici in chi si candida alla chirurgia bariatrica?

Il materiale riferisce che la frequenza di disturbi psichiatrici nelle persone candidate alla chirurgia bariatrica è vicina al 50%. È uno dei motivi per cui la valutazione psicologico-psichiatrica, condotta secondo gli Standard SIO/ADI e le indicazioni SICOB, è parte integrante del percorso di selezione del candidato.

Quale società scientifica si occupa di chirurgia bariatrica in Italia?

Il materiale indica la SICOB, Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche, come la società scientifica di riferimento per la chirurgia bariatrica. Le sue indicazioni, insieme agli Standard SIO/ADI, orientano la valutazione del candidato e la gestione del percorso.

A chi è rivolto il corso ECM e quanti crediti rilascia?

Il corso è rivolto a un’ampia platea di professionisti sanitari (assistente sanitario, biologo, dietista, educatore professionale, farmacista, fisioterapista, medico chirurgo e altre professioni, per un totale di 15 professioni accreditate) ed eroga 10 crediti ECM in modalità FAD. L’approccio è multidisciplinare, medico-nutrizionale e psicologico.

In conclusione

Riconoscere che l’obesità è una malattia multifattoriale cambia il modo di valutare e accompagnare il paziente: dalla lettura combinata di IMC, distribuzione del grasso e stadiazione funzionale, al peso delle comorbilità, fino alla dimensione psicologica e alla scelta, nei casi più severi, della chirurgia bariatrica. Per il professionista sanitario significa integrare competenze nutrizionali, cliniche e relazionali all’interno di un percorso multidisciplinare, in cui anche l’intervento chirurgico resta inscindibile dall’educazione alimentare e dalla valutazione psicologica del candidato. Per approfondire in modo sistematico questi temi, con un taglio clinico-divulgativo e fonti dedicate, è disponibile il corso ECM “Obesità e chirurgia bariatrica: quesiti clinici e soluzioni terapeutiche”, che eroga 10 crediti ECM in modalità FAD.

Crediti immagini:

Corso ECM correlato

Approfondisci con il corso ECM C0438 accreditato

Vai al corso