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TECNICHE DEL MASSAGGIO SPORTIVO

COSA SI INTENDE PER MASSAGGIO?


Col nome di MASSAGGIO si vogliono indicare una serie di manovre manuali che si praticano su una superficie vivente a scopo di cura o del benessere psico-fisico.

La precisione nel massaggio è essenziale e si basa, oltre che sulla conoscenza delle manovre e delle varie indicazioni e scopi del massaggio, anche sulla memoria, per ricordare alcune regole generali, e sulla conoscenza dell’anatomia e della biomeccanica.

Normalmente possiamo distinguere 4 classi di Massaggio.

MASSAGGIO TERAPEUTICO
Nel massaggio terapeutico o massoterapia il fine è ristabilire totalmente o parzialmente la funzionalità di organi malati tramite specifiche manualità massoterapiche.

MASSAGGIO IGIENICO
Il massaggio igienico ha come scopo la prevenzione ed il miglioramento delle condizioni di salute esistenti. Agisce a livello delle strutture muscolo-tendinee, sulla circolazione sanguinea e sul sistema nervoso.

MASSAGGIO ESTETICO
Il massaggio estetico ha l’obiettivo di eliminare gli inestetismi cutanei e sottocutanei e di rallentare l’invecchiamento della pelle. L’azione di questo tipo di massaggio riguarda quindi perlopiù la pelle, in particolare il derma e l’ipoderma, e viene normalmente combinato all’utilizzo di prodotti estetici (creme, oli ecc.) specifici.

MASSAGGIO SPORTIVO
Analizziamo ora il massaggio oggetto del nostro corso: il massaggio sportivo che differisce da quello terapeutico e da altri tipi di massaggio grazie ad alcune caratteristiche diverse anche se le manovre fondamentali restano quelle basilari.

Bisogna tenere conto che l’atleta presenta un VIGORE FISICO molto differente da quello di un uomo normale, e di conseguenza ci possiamo trovare di fronte ad una muscolatura ipertrofica o più tonica.

  • Questo tipo di massaggio si differenzia, a sua volta, in:
    massaggio sportivo pre-gara ossia di preparazione al gesto atletico (con manualità elasticizzanti e vascolarizzanti);
  • massaggio sportivo post-gara che mira a velocizzare al massimo il recupero fisico dopo lo sforzo muscolare (con azione drenate, defaticante e miorilassante ossia di decontrazione muscolare);
  • massaggio sportivo infra-gara che utilizza manualità del massaggio pre-gara e post-gara in base alle caratteristiche fisiologiche dell’atleta e dell’attività sportiva.


PERCHE’ SEGUIRE UN CORSO SUL MASSAGGIO SPORTIVO?


Il corso analizzerà le diverse tipologie di massaggio e le sue peculiarità. Bisogna anche ricordare che gli effetti positivi del massaggio vengono potenziati dall’uso di olii e creme dalle differenti proprietà (riscaldanti, rigeneranti, rassodanti, defaticanti ecc.). 

In genere si consiglia di massaggiare la zona da trattare dal basso verso l’alto fino al completo assorbimento del prodotto.

Anche il massaggiatore deve sapersi tutelare: importante prima di tutto la prevenzione del proprio corpo, delle proprie articolazioni e dei propri muscoli al fine di evitare l’insorgenza di dolori o patologie legate alla propria professione soprattutto ai polsi e alla schiena.

Importante mantenere la posizione e la postura corretta durante l’applicazione del massaggio sportivo.





TECNICHE DEL MASSAGGIO SPORTIVO. Approfondisci con un corso specialistico ECM FAD da 15 crediti


In questo corso ECM dal titolo TECNICHE DEL MASSAGGIO SPORTIVO

a cura del Claudio Zimaglia si propone di portare a conoscenza le basi teoriche e pratiche per l’applicazione delle manovre di base del massaggio combinate a tecniche complementari, come le mobilizzazioni articolari, l’allungamento muscolare o lo stiramento miofasciale facendo riferimento al volume edito dalla Edi Ermes editore. 

Verranno descritti i principi, i meccanismi d’azione, le proprietà, le indicazioni e le manualità del massaggio sportivo. La seconda parte del corso, prenderà in esame delle sequenze video dedicate alle tecniche applicate con esempi pratici suddivisi per distretti corporei, così da poter analizzare nel migliore dei modi le gestualità tecniche durante l’esecuzione del massaggio.

Cliccando QUI potrai accedere a questo corso ECM FAD che potrai seguire ONLINE e del quale potrai scaricare o ricevere il certificato via email.

Il corso è così suddiviso:

1) INTRODUZIONE MASSAGGIO SORTIVO

2) MASSOTERAPIA E SPORT

A) Fisiologia ed effetti
B) Controindicazioni
C) Tecniche di base
D) Come funziona
E) Importanza degli esercizi di allungamento muscolare complementari al massaggio sportivo
F) Importanza delle tecniche di mobilizzazione articolari complementari al massaggio sportivo

3) SCHEMA DI RECUPERO DELLE LESIONI MUSCOLARI

4) LE LESIONI TENDINEE

5) CONCLUSIONI

6) TECNICHE DI MASSAGGIO SPORTIVO “SEZIONE VIDEO”

A) Tecniche di base
B) Esempio di massaggio sportivo per Esempio di manovra decontratturante su fibrosità o su esiti di contratturai muscoli anteriori di coscia
C) Esempio di massaggio sportivo ai muscoli posteriori di gamba e ai muscoli plantari del piede su patologia tendinea
D) Esempio di mobilizzazioni articolari dell’articolazione Coxo-femorale
E) Esempio di esercizio di stretching per i muscoli posteriori di coscia
F) Esempio di esercizio di stretching per il quadricipite dalla posizione prona
G) Esempio di massaggio sportivo per la benedetta ileo tibiale e il tensore della fascia lata
H) Esempio di massaggio sportivo per la schiena
I) Esempio di massaggio sportivo per il tratto dorsale
J) Esempio di massaggio sportivo
K) Esempio di mobilizzazione scapolo-toracica
L) Esempio di massaggio ai muscoli del collo in posizione supina
M) Esempio di massaggio muscoli del collo in posizione prona e supina
N) Esempio di massaggio del muscolo piccolo pettorale
O) Esempio di massaggio del muscolo grande pettorale
P) Esempio di massaggio spalla con particolare attenzione al deltoide
Q) Esempio di massaggio dei muscoli dell’avambraccio

QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

La prova di apprendimento potrà essere effettuata al termine del corso, dopo aver seguito le lezioni.

La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 45 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta.
La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.

SONO POSSIBILI 5 TENTATIVI

Il corso darà diritto a ben 15  crediti ECM previo superamento del prova finale.


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distrofia muscolare di duchenne

LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE. APPROCCIO FISIOTERAPICO RIABILITATIVO

COS’E’ LA DISTROFIA MUSCOLARE


La distrofia muscolare è una miopatia strutturale geneticamente determinata.

È una malattia progressiva e degenerativa che colpisce il muscolo scheletrico e/o il muscolo cardiaco.

Rientra nella “famiglia” delle distrofie muscolari, definibili come entità genetiche dovute a mutazioni in geni il cui difetto determina la perdita del corretto funzionamento del sistema del sarcolemma.

La via finale comune consiste nella necrosi e nella degenerazione delle fibre muscolari scheletriche/cardiache seguite da rigenerazione e sostituzione adiposa/connettivale con i caratteristici cambiamenti “distrofici”.

Nello specifico, la distrofia muscolare di Duchenne rientra nella sottofamiglia delle distrofinopatie.

Le distrofinopatie sono malattie genetiche ereditate come un carattere mendeliano X-linked recessivo e sono causate da mutazioni nel gene della distrofina .


LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE


La distrofia muscolare di Duchenne o DMD è una patologia neuromuscolare a trasmissione recessiva legata al cromosoma X: compare come una degenerazione progressiva dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci, provocando debolezza muscolare diffusa. Sono i maschi i più colpiti, mentre le femmine sono di solitamente asintomatiche ma portatrici sane.

Rimane la più grave tra le distrofie muscolari: conduce alla completa immobilità e l’aspettativa di vita, pur raddoppiata negli ultimi anni, non supera il terzo decennio.

Attualmente, ancora non esiste una cura, ma seguire una giusta riabilitazione permette di raddoppiare l’aspettativa di vita.



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I SINTOMI


E’ intorno ai 3 anni che si manifestano i primi sintomi della patologia: il bambino ha difficoltà nel correre, salire le scale, saltare, e mostra il cosiddetto “segno di Gowers”, un modo particolare di utilizzare le mani poggiate sulle cosce per alzarsi da terra o dalla posizione seduta.

Crescendo le difficoltà motorie diventano evidenti e al momento dell’ingresso nella scuola elementare il quadro clinico è chiaro: l’andatura è oramai anomala e con frequenti cadute, la camminata avviene spesso in punta di piedi. La capacità di camminare viene mantenuta solitamente fino ai 10-14 anni, poi si ha il passaggio alla sedia a rotelle che diverrà l’unico mezzo per la deambulazione.

Da questo momento il bambino comincia a fare un uso intensivo dei muscoli degli arti superiori con una conseguente accelerazione della degenerazione di queste fasce muscolari. I ragazzi perdono cosi l’uso delle braccia prima dei venti anni.

Sono colpiti tutti i muscoli scheletrici, i muscoli respiratori (diaframma e muscoli intercostali) e il cuore che con il tempo si indeboliscono.

Fin da piccoli, i pazienti Duchenne devono effettuare periodici monitoraggi; con l’avanzare dell’adolescenza la funzionalità respiratoria e quella cardiaca vengono compromesse e diventa necessario ricorrere ad apparecchi di ventilazione assistita e a farmaci per il trattamento degli scompensi cardiaci.

Fino a qualche anno fa era molto frequente che la morte sopraggiungesse entro i venti anni di età. Ad oggi non esiste ancora una cura risolutiva per la distrofia di Duchenne, ma la messa a punto di un approccio multidisciplinare, che comprende la farmacologia, la fisioterapia, la chirurgia ortopedica, la prevenzione cardiologia e l’assistenza respiratoria, ha permesso di limitare gli effetti della malattia e di migliorare le condizioni di vita. In un decennio, le aspettative di vita sono raddoppiate.


LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE. APPROCCIO FISIOTERAPICO RIABILITATIVO. Approfondisci con un corso specialistico ECM FAD da 10 crediti


In questo corso ECM dal titolo LA DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE. APPROCCIO FISIOTERAPICO RIABILITATIVO.

a cura del Dott. Ivan Di Francescantonio tratta della Distrofia muscolare di Duchenne che è la forma più comune e più grave di distrofia muscolare progressiva, la cui terapia parte da un approccio fisioterapico riabilitativo.

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Il corso è così suddiviso:

  • CAP 1: Definizione e clinica
  • CAP 2: Valutazione Funzionale
  • CAP 3: Chinesiologia speciale
  • CAP 4: Trattamento fisiochinesiterapico
  • CAP 5: L’idrochinesiterapia
  • CAP 6: Il trattamento chirurgico

QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

La prova di apprendimento potrà essere effettuata al termine del corso, dopo aver seguito le lezioni.

La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 30 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta.
La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.
SONO POSSIBILI 5 TENTATIVI

Il corso darà diritto a ben 10  crediti ECM previo superamento del prova finale.


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I DISTURBI DEL SONNO: COME RICONOSCERLI, COME GESTIRLI

CHI DORME NON PIGLIA PESCI


Il sonno, la sua durata e la sua qualità, rappresenta un indicatore affidabile della salute e del benessere del soggetto e la sua valutazione dovrebbe caratterizzare la raccolta anamnestica dello specialista sanitario.

Il senso comune ha spesso guardato con sufficienza al sonno e all’importanza del dormire. “Addormentato, dormiglione” sono percepiti come poco meno di insulti e poi….chi dorme non piglia pesci,è un adagio notissimo: quasi che dormire fosse una perdita di tempo.
Quello che è certo è che chi non dorme piglia peso: una conseguenza dell’insonnia è l’aumento dell’appetito durante l’inter giornata.

Un cattivo riposo comporta anche:

  • una maggiore sensazione di stanchezza durante le ore di veglia;
  • un senso aumentato di fatica e la necessità di mantenersi vigili e “carichi” attraverso il ricorso a cibi energetici (cioccolata, carboidrati, ecc);
  • diabete, ipertensione e un aumento di aritmie cardiache e cardiopatie ipertensive come conseguenza dell’aumento di peso;
  • un deficit del sistema immunitario e una maggiore suscettibilità alle infezioni e alle malattie su base autoimmune;
  • ansia, depressione, aggressività e disturbi della memoria;
  • alterazione del metabolismo di zuccheri, grassi e proteine e, di conseguenza, anche il peso.
  • riduzione del desiderio.

IL SONNO OCCUPA UN TERZO DELLA NOSTRA VITA


ll disturbo del sonno è una profonda alterazione della qualità del sonno caratterizzata da cambiamenti nella sua durata, continuità, intensità e stabilità: ciò determina quella sensazione di malessere al risveglio, di aver dormito male anche se c’è stato un lungo tempo a letto.

È importante distinguere il tempo di letto dal tempo di sonno: ci sono persone che restano a letto 9 o 10 ore, ma ne dormono 4 o 5.

Questa discrepanza peggiora la qualità del sonno.

Lo spettro dei disturbi del sonno è estremamente ampio: rientrano in questi disturbi sia problemi minori come un jet lag della durata di uno o due giorni, sia patologie gravissime come l’insonnia fatale familiare, o gli incidenti automobilistici causati da individui con apnee del sonno che si sono addormentati al volante.

Le disfunzioni possono essere primarie, legate a meccanismi nervosi che sono alla base del sonno e del risveglio, oppure secondarie, conseguenti a malattie neurologiche, psichiatriche, internistiche.



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L’IMPORTANZA DI UNA DIAGNOSI PRECOCE


Quando si valuta per la prima volta un soggetto che riferisce di dormire male è opportuno ricordare che l’anamnesi accurata e l’esame obiettivo sono fondamentali e irrinunciabili.

Gli eventuali test ed esami strumentali confermeranno la diagnosi clinica. La presenza e l’intensità dei sintomi vanno valutate nell’arco delle 24 ore.

Un efficace trattamento dei disturbi del sonno richiede un’approfondita valutazione della sua origine, evoluzione ed importanza, nonché un’analisi precisa dei principali fattori che contribuiscono al suo mantenimento nel tempo.


I TRATTAMENTI NON FARMACOLOGICI PER I DISTURBI DEL SONNO: COME RICONOSCERLI, COME GESTIRLI. Approfondisci con un corso specialistico ECM FAD da 15 crediti


In questo corso ECM dal titolo I DISTURBI DEL SONNO: COME RICONOSCERLI, COME GESTIRLI

a cura del Dr. Marco Pastorini, della Dr.ssa Giulia Rancati e della Dr.ssa Chiara Turpinisi parte dal presupposto che Il sonno sia una funzione fondamentale del nostro organismo rappresentante un indicatore affidabile dello stato di salute e benessere.

Un’alterazione del sonno ha effetti su molte altre funzioni vitali (l’alimentazione, la sessualità, il tono dell’umore, le relazioni interpersonali, ecc.) e andrebbe sempre considerata nel percorso di cura medico e psicologico.

Spesso però si tende a indagare il sonno in maniera periferica e a gestire eventuali difficoltà solo con il supporto dei farmaci senza approfondire in maniera adeguata natura, significati ed effetti del disturbo.

Attraverso questo corso proviamo a fornire strumenti di lettura e di intervento utili a esplorare il pianeta sonno

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Il corso è così suddiviso:

1) IL SONNO: INTRODUZIONE

2) LA FISIOLOGIA DEL SONNO

3) LA CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI DEL SONNO (ICSD 3 E DSM V)

4) DISTURBI DEL SONNO E OBESITÀ

5) DISTURBI DEL SONNO E PSICOPATOLOGIA

  • Sonno e depressione
  • Sonno e ansia
  • Sonno e abuso di sostanze
  • Sonno e DPTS
  • Sonno e lutto
  • Sonno e DCA
  • Il sonno nelle diverse fasi di vita (gravidanza, bambini, adolescenti, anziani)

6) IL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DEL SONNO

7) ACCENNI AL TRATTAMENTO FARMACOLOGICO

8) APPENDICI

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