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BENESSERE E STRATEGIE D’INCREMENTO DELLA PERFORMANCE SPORTIVA E DEL GRUPPO

Nelson Mandela, grande leader, amante dello sport, promotore di pace e integrazione etnica, fautore di cambiamenti epocali, ha detto:

«Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione».



COMPETIZIONE? UN ISTINTO CHE VIENE DA LONTANO


L’essere umano ha il 40% di patrimonio genetico in comune con alghe unicellulari (creature fondamentali per mantenere l’omeostasi e quindi l’equilibrio dell’ecosistema in cui vivono) e ne condivide il 99% con gli scimpanzé bonobo, mammiferi in grado di usare utensili.

Infatti tra gli scimpanzé bonobo regna la competizione sia nel branco, per stabilire una gerarchia, sia con individui esterni contro cui conducono vere e proprie azioni di guerra, usando anche bastoni e pietre come armi.

L’uomo, come i bonobo, tende a competere per adattarsi all’ambiente, per adattare a sé l’ambiente, per prevalere sugli altri a livello territoriale e prestazionale. E in modo più raffinato rispetto agli scimpanzè, arriva a competere in politica, nel lavoro, nello sport.


ESSERI INDIVIDUALI O SOCIALI?


Alcuni mammiferi conducono la propria esistenza prevalentemente in modo individuale. Tigri e orsi, ad esempio, si uniscono solo per l’accoppiamento e poi si separano. È solo la madre a provvedere alla cura della prole.

Un maschio, spinto dal proprio egoismo genetico, se individua una femmina con un cucciolo concepito con un altro maschio, può tentare di uccidere il piccolo per far sì che la femmina vada di nuovo in calore. Così può avere l’opportunità di accoppiarsi con lei per trasmettere i propri geni all’eventuale nuovo nato.

Altri mammiferi, tra cui l’uomo, conducono invece un’esistenza molto ricca da un punto di vista sociale.

Tra i mammiferi sociali come l’uomo, il nucleo della relazionalità intraspecie è proprio la coppia. Poi le relazioni si allargano a nucleo familiare, famiglia estesa, tribù, gruppo lavorativo, sportivo, politico, religioso, linguistico, etnico ecc.

Le cure parentali sono spesso condivise tra maschio e femmina e il branco stesso può contribuire ad alimentazione, cura, educazione e sicurezza dei piccoli. Il gruppo garantisce protezione genetica, sopravvivenza dell’individuo, conservazione ed evoluzione della specie.


OTTIMIZZARE LA PERFORMANCE SPORTIVA E IL GRUPPO


Molti studi hanno dimostrato gli effetti negativi degli atteggiamenti razzisti sulla prestazione sportiva.

Diverse altre ricerche hanno invece evidenziato in quanti modi lo Sport, gestito in maniera adeguata, è in grado di risolvere l’irrazionalità del pregiudizio, favorendo il reciproco arricchimento di atleti le cui origini e caratteristiche sono anche molto differenti tra loro.

Una società con meno conflitti ha più alleanze: si disperdono e distruggono meno energie e si produce più benessere condiviso ad ogni livello, culturale, economico, sanitario.

Conoscere le basi biologiche e le neuroscienze applicate alla prevenzione, terapia e ottimizzazione dell’attività fisica e sportiva aiuta ad arricchire le competenze e abilità professionali utili per la gestione dello stress quotidiano e lavorativo e per migliorare la prestazione e il recupero fisico e psichico.

Argomento utile per le figure professionali che orbitano in ambiti quali la medicina e la psicologia del lavoro, la riabilitazione, l’alimentazione, la bioenergetica, la gestione dei gruppi, il fitness e altro ancora.


BENESSERE E STRATEGIE D’INCREMENTO DELLA PERFORMANCE SPORTIVA E DEL GRUPPO. Approfondisci il tema di questo articolo con un corso specialistico ECM FAD da 25 crediti


Questo corso ECM dal titolo BENESSERE E STRATEGIE D’INCREMENTO DELLA PERFORMANCE SPORTIVA E DEL GRUPPO – FILOGENESI E BASI BIOLOGICHE DELL’ATTIVITÀ FISICA E SOCIALE , a cura del Dott. Marco Sammarco, nasce all’interno del materiale formativo teorico e pratico del “Master di Psicologia dello Sport e delle Attività Motorie – Verso i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026”.

Per onorare questo importante evento che coinvolge nazioni da tre continenti, il Master è stato organizzato dall’Associazione Medico Sportiva Dilettantistica di Taranto presso il Centro di Medicina dello Sport affiliato CONI e FMSI, Federazione Medico Sportiva Italiana.

Il Master gode, tra gli altri, dei patrocini del CONI regionale, dell’Ordine dei Medici di Taranto e della SPOPSAM, Società Professionale degli Operatori in Psicologia dello Sport e delle Attività Motorie, unica del settore con riconoscimento europeo.

Questo specifico FAD ha l’obiettivo di fornire un upgrade strategico alle figure sanitarie che sono interessate ad arricchire le loro competenze e abilità professionali con le indispensabili conoscenze dei correlati inerenti le basi biologiche e le neuroscienze applicate alla prevenzione, alla terapia e all’ottimizzazione dell’attività fisica e sportiva.

Le tematiche e le tecniche pratiche trattate sono altresì utili per la gestione dello stress quotidiano e lavorativo e per migliorare la prestazione e il recupero fisico e psichico. Tornano quindi di interesse anche per le figure professionali che orbitano in ambiti quali la medicina e la psicologia del lavoro, la riabilitazione, l’alimentazione, la bioenergetica, la gestione dei gruppi, il fitness e altro ancora.

Cliccando QUI potrai accedere a questo corso ECM FAD che potrai seguire ONLINE e del quale potrai scaricare o ricevere il certificato via email.

Il corso è così suddiviso:

MODULO 1 – INTRODUZIONE AI RUDIMENTI DELLA MATERIA
· FILOGENESI, BASI BIOLOGICHE, ETOLOGIA E NEUROSCIENZE
· OMEOSTASI, EPIGENETICA, FIBRE MUSCOLARI E MOTONEURONE
· INDIVIDUO, AMBIENTE E PRESTAZIONE
· BIOLOGIA, GENETICA, ADATTAMENTO E SPORT
· SVILUPPO DELLA DEAMBULAZIONE E DEL CERVELLO
· EVOLUZIONE, SENSORIALITÀ, SISTEMA TONICO POSTURALE (STP)
· CIRCOLO VIZIOSO E CIRCOLO VIRTUOSO NEI GENI, IN AMBITO BIOLOGICO E NEL PENSIERO
· EGOISMO GENETICO E CONNESSIONE TRA GLI ISTINTI
· CENESTESI, BASI BIOLOGICHE DEL PENSIERO FINALIZZATO, PENSIERO DISFUNZIONALE
· FUOCO, EVOLUZIONE, ARMI E COMPORTAMENTO COMPETITIVO
· IL CONTRIBUTO DELLE DONNE A LINGUAGGIO, AGRICOLTURA E SOCIETÀ
· EFFETTI CLIMATICO-AMBIENTALI SULLA RAZZA UMANA, PROGETTO GENOMA
· SCRITTURA, SPORT, PSICHE E POTERE, L’ESEMPIO DI SPARTA
· INTENZIONE, LEGGE IDEOMOTORIA, NEURONI SPECCHIO
· NEVROSI, PSICOSI, PENSIERI, NEURONI E PAROLE
· NEUROSCIENZE, SERENDIPITÀ, MINDFULNESS, RESILIENZA

MODULO 2 – BASI BIOLOGICHE, GRUPPO, LEADER, INCLUSIONE ETNICA E DIVERSABILITÀ NELLA VITA E NELLO SPORT: STRATEGIE DI OTTIMIZZAZIONE DELLE RELAZIONI E DELLA PERFORMANCE
· COMPORTAMENTO INDIVIDUALE E SOCIALE
· L’ANALISI DI UN GRUPPO
· BASI BIOLOGICHE E LEADERSHIP
· EFFICACIA DEGLI STILI DIRETTIVI
· SPORT FOR PEACE AND DEVELOPMENT, GENOMA ED ENDORFINE
· DIVERSABILITÀ E GIOCHI OLIMPICI
· ABILITÀ MOTORIE, AMBIENTE, CLOSED SKILL, OPEN SKILL
· TECNICHE POSTURALI STATICHE DI BASE PER ESERCIZI DI MINDFULNESS,
RESPIRO, RILASSAMENTO, IMAGERY E STATUS ALFAGENICO
· ATTIVAZIONE VAGOTONICA, MODULAZIONE DEL RESPIRO, CONSAPEVOLEZZA CORPOREA (2 VIDEO CON ESERCIZI PRATICI)
· FIVE-STEP STRATEGY CANONICA
· FIVE-STEP STRATEGY IMMAGINATIVA E TECNICHE DI IMAGERY
· AROUSAL E LEGGE DELLA U CAPOVOLTA
· IMAGERY: FIVE-STEP STRATEGY E TIRO CON L’ARCO (CONDUZIONE ED ESERCITAZIONE PRATICA IN AUDIO)
· QUANTO OSARE

QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

Il corso è perfettamente compatibile con tutti i dispositivi e device.

La prova di apprendimento potrà essere effettuata al termine del corso, dopo aver seguito le lezioni.

La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 75 domande.

La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.

SONO POSSIBILI 5 TENTATIVI

Il corso darà diritto a ben 25  crediti ECM previo superamento del prova finale.


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CURARE IL DOLORE: L’AZIONE DEI FARMACI E DELLA RELAZIONE NEL TRATTAMENTO DEL DOLORE

CONOSCERE IL DOLORE PER CURARLO


Il dolore è un’esperienza soggettiva e complessa, ma è anche un’esperienza comune agli esseri viventi e organizzata in maniera specifica a livello organico.

Per curare il dolore è necessario conoscere il dolore, come si manifesta, come si trasmette, attraverso quali vie e quali centri, ma anche creare il contesto adeguato per favorire le risorse personali di fronteggiamento del dolore.



PERCHE’ CURARE IL DOLORE?


  • Perché è un problema sanitario a livello globale
  • Perché ne soffre il 26% della popolazione italiana (Breivik et al. 2009) con un costo di circa 6,8 milioni di euro (2003)
  • Perché il controllo del dolore non solo è efficace sugli outcomes clinici ma anche sulla risposta terapeutica della patologia di base con un impatto importante sulla qualità della vita e sulle invalidità secondarie
  • Perché i pazienti ospedalizzati in area medica sperimentano dolore in percentuale che varia tra il 40 e il 63% (Costantini et al. 2010)
  • Perché è frequente nel paziente oncologico: Fasi iniziali 20-50%; Fase terminale 90%.
  • Perché il 50% degli operatori sanitari non considera la qualità della vita una priorità della cura globale del paziente (Costantini 2010).
  • Perché la Legge N.38/2010 Art. 8 identifica come obbligo la formazione e aggiornamento medico e infermieristico in materia di cure palliative e terapia del dolore

MEDICI E DOLORE


Il medico ancora oggi é portato a considerate il dolore un fatto secondario rispetto alla patologia di base cui rivolge la maggior parte dell’attenzione e questo atteggiamento può estendersi anche ad altre figure coinvolte nel processo assistenziale. Ciò implica che la rilevazione del dolore divenga costante al pari di altri segni vitali quali la frequenza cardiaca, la temperatura corporea, la pressione arteriosa fondamentali nella valutazione clinica della persona.

Le linee guida contengono indicazioni relative al processo di educazione e formazione continua del personale di cura operante nelle strutture sanitarie ed alla informazione e sensibilizzazione della popolazione.

Che i pazienti ed i medici lo riconoscano o no, i fattori psicologici nel dolore sono sempre presenti. Essi possono essere ignorati, sebbene i loro effetti sul dolore possano essere molto forti, oppure possono essere trattati sistematicamente in modo tale da ottenere il massimo effetto.


CURARE IL DOLORE: L’AZIONE DEI FARMACI E DELLA RELAZIONE NEL TRATTAMENTO DEL DOLORE. Approfondisci il tema di questo articolo con un corso specialistico ECM FAD da 15 crediti


Questo corso ECM dal titolo CURARE IL DOLORE: L’AZIONE DEI FARMACI E DELLA RELAZIONE NEL TRATTAMENTO DEL DOLORE , a cura del Dott. Marco Pastorini, Dott. Stefano Quaini nasce dalla consapevolezza che il dolore sia un’esperienza soggettiva e complessa, ma è anche un’esperienza comune agli esseri viventi e organizzata in maniera specifica a livello organico.

Per curare il dolore è necessario conoscere il dolore, come si manifesta, come si trasmette, attraverso quali vie e quali centri, ma anche creare il contesto adeguato per favorire le risorse personali di fronteggiamento del dolore.

In questo corso presenteremo le basi organiche e neurobiologiche del dolore, il ruolo degli aspetti soggettivi e psicologici, l’importanza dell’effetto placebo e delle tecniche farmacologiche e anestesiologiche nella cura del dolore.

Cliccando QUI potrai accedere a questo corso ECM FAD che potrai seguire ONLINE e del quale potrai scaricare o ricevere il certificato via email.

Il corso è così suddiviso:

1)    Definizione e glossario dei termini, variabili che influenzano il dolore

2)    Cure palliative e terapia del dolore: normativa di riferimento

3)    Il dolore è un’esperienza: parole, significati e metafore

4)    Tipi di dolore: acuto, cronico, ecc.

5)    Basi neurofisiologiche del dolore: come si trasmette il dolore

6)    La modulazione del dolore

7)    Dolore nocicettivo e neuropatico

8)    Il dolore oncologico

9)    Trattare il dolore

10) La gestione farmacologica del dolore

11) L’effetto placebo

12) Come aumentare la tolleranza al dolore: strategie non farmacologiche e comportamentali

13) Conclusioni: dolore e relazione di cura

14) Appendice: questionari di rilevazione e valutazione del dolore

QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

Il corso è perfettamente compatibile con tutti i dispositivi e device.

La prova di apprendimento potrà essere effettuata al termine del corso, dopo aver seguito le lezioni.

La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 45 domande.

La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.

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CRAMPI MUSCOLARI ASSOCIATI ALL’ESERCIZIO FISICO

I CRAMPI NEGLI SPORTIVI


I crampi “localizzati” “acuti” possono essere identificati negli sportivi come una sindrome “prodromica”, caratterizzata da una manifestazione clinica non specifica che determina una contrazione muscolare anomala e che si verifica di solito verso la fine di una competizione, seguito da dolore muscolare e affaticamento nelle regioni muscolari di tipo biarticolare.

Un atleta incline ad avere crampi ha elevate possibilità di avere delle lesioni o degli infortuni ai legamenti e ai tendini.



LE CAUSE


I crampi muscolari associati all’esercizio fisico (EAMC) sono una condizione dolorosa comune degli spasmi muscolari. Nonostante le ricerche scientifiche abbiano cercato di comprendere il meccanismo fisiologico alla base di questi fenomeni comuni, l’eziologia non è ancora chiara.

Dal 1900 ad oggi, il mondo scientifico ha ritrattato più volte l’ipotesi originaria dei crampi da calore.

Allo stato attuale le ricerche scientifiche e la recente letteratura sembra concentrarsi su due principali meccanismi:

  • il meccanismo di disidratazione o deplezione degli elettroliti
  • il meccanismo neuromuscolare.

L’analisi della letteratura più recente indica che l’ipotesi neuromuscolare può prevalere sull’ipotesi iniziale della disidratazione come evento scatenante di crampi muscolari.

Dalle ultime indagini sembra esserci un coinvolgimento spinale piuttosto che un’eccitazione periferica dei motoneuroni.


STRATEGIE


Esiste una lunga storia di rimedi popolari per il trattamento o la prevenzione dei crampi; alcuni possono ridurre la probabilità di alcune forme di crampi e ridurne l’intensità e la durata, ma nessuno è costantemente efficace.

Sembra probabile che ci siano diversi tipi di crampi con diverse cause di insorgenza.
In tal caso, è improbabile che la ricerca di un’unica strategia di prevenzione o trattamento abbia successo.

Le strategie di trattamento e prevenzione per EAMC includono:

  • esercizi correttivi
  • stretching
  • integratori alimentari e massoterapia
  • induzione di crampi elettrici
  • kinesio taping e indumenti compressivi
  • idratazione elettrolitica
  • succo di sottaceto
  • strategie di iperventilazione

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Questo corso ECM dal titolo CRAMPI MUSCOLARI ASSOCIATI ALL’ESERCIZIO FISICO, a cura del Dott. Claudio Zimaglia

Il corso vuole approfondire le eziologie e i metodi di prevenzione e trattamento riguardo i crampi nello sportivo secondo una revisione della letteratura degli ultimi decenni. 

Il corso viene sviluppato prendendo in esame le teorie più accreditate sulle cause che possono favorire l’insorgenza dei crampi negli atleti e sulle strategie di trattamento e di prevenzione. 

Nel corso sono anche presenti dei video per illustrare al meglio l’esposizione dell’argomento

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QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

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La prova di apprendimento consisterà in un questionario composto da 30 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta.
La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.

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CINEMATICA E DISFUNZIONI DI MOVIMENTO DELLA CORSA VALUTAZIONE, CLINICA E TRATTAMENTO EFFICACE

INTRODUZIONE


Nel bel mezzo dell’isolamento il mondo pare essersi accorto e appassionato alla camminata e alla corsa: è così che molte persone tra cui adulti, anziani, ragazzi e perfino bambini, hanno calzato le scarpe per mettersi letteralmente in movimento per la prima volta.

Ma se calzare un paio di scarpe e iniziare a camminare o correre può essere facile, non bisogna dimenticarsi di farlo in modo coscienzioso, dopo un adeguato controllo medico e un’adeguata preparazione per evitare fastidiose conseguenze.


CAMMINATA O CORSA? QUALI DIFFERENZE?


Ad un’analisi visiva siamo in grado di distinguere abbastanza facilmente le differenze tra la corsa e la camminata: la maggiore velocità e l’aumento delle forze di impatto e reazione al suolo sono il primo aspetto che notiamo.

Sicuramente possiamo notare che correre è un’attività ad alto rischio di infortunio: facile è incorrere almeno una volta in una lesione, soffrire di problemi al tendine di Achille o di dolori dovuti allo stress fisico, come la fascite tibiale o plantare, ossia delle infiammazioni a carico dei muscoli delle gambe o dei piedi.

La corsa richiede una dominante azione eccentrica di molti muscoli estensori dell’arto inferiore per ammortizzare gli impatti al suolo In generale, correre richiede maggior flessibilità e differenti attivazioni muscolari anche in funzione della velocità.



RUNNING E INFORTUNI


Gli studi sugli infortuni nel running presenti in letteratura mostrano risultati anche molto variabili in base a come viene definito “l’episodio infortunio”.

In generale possiamo dire che nella corsa di endurance la maggior prevalenza delle patologie è a carico dell’articolazione del ginocchio mentre nella corsa veloce la fanno da padroni gli infortuni muscolari, soprattutto agli harmstring, la patologia tendinea di caviglia e ginocchio è invece trasversale a tutte le discipline.


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MA PERCHE’ CI SI INFORTUNA?


Innanzi tutto si deve distinguere tra chi corre da meno di tre anni e chi invece lo fa da più di tre anni: i primi tendono a non dosare bene l’intensità e la durata, vengono da uno stile di vita sedentario e hanno una disfunzione della meccanica del movimento; i secondi, seppur più esperti, rischiano per cambiamento di scarpe e superfici, mancato dosaggio di distanza, intensità e velocità e un perdurare di una errata meccanica del movimento.


IN CASO DI INFORTUNIO, COSA VALUTARE?


  • Storia dell’infortunio e situazione attuale, ev. imaging
  • Volume e intensità d’allenamento, numero di gare
  • Utilizzo di scarpe, solette, ortesi
  • Situazione di stress fisico
  • C’è stato un cambiamento acuto che può essere messo in associazione con il tipo di infortunio
  • Può essere sufficiente riposare e nel frattempo rimuovere il fattore scatenante oppure è importante procedere ad una valutazione del gesto della corsa?

QUINDI?

Impostare un programma di riabilitazione efficace è lo scopo di questo corso attuando strategie che aiutino il giusto movimento e programma di allenamento.

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In questo corso ECM dal titolo CINEMATICA E DISFUNZIONI DI MOVIMENTO DELLA CORSA – VALUTAZIONE, CLINICA E TRATTAMENTO EFFICACE

a cura Dott. Davide Nappo si pone come obiettivo trattare a livello cinematico, biomeccanico, epidemiologico, clinico e riabilitativo le principali problematiche legate agli infortuni di soggetti che corrono e come impostare un programma di riabilitazione efficace

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Il corso è così suddiviso:

– Principali differenze tra corsa e cammino

– Fasi della corsa: appoggio e avanzamento dell’arto

– Analisi degli angoli e delle azioni muscolari fondamentali per l’azione di corsa

– Fattori di rischio per sviluppare infortuni durante la corsa

– Tipologie di appoggio e fattori di rischio

– Parametri cinematici della corsa: come possono essere utilizzati dal clinico per identificare disfunzioni e fattori di rischio

– Focus sulle calzature

– Esiste una cadenza ottimale per correre?

– Criteri di efficienza della corsa di endurance

– Funzioni motorie che intervengono nel gesto della corsa di endurance e la corsa veloce

– Come utilizzare un modello funzionale per valutare la corsa e le disfunzioni di movimento di soggetti che corrono

– Come utilizzare una batteria di test sistematici per individuare i fattori contribuenti alle alterazioni del gesto della corsa

– Come impostare un intervento di correzione del gesto della corsa: cosa dice la letteratura, strategie pratiche

– Utilizzo di feedback verbali di vario tipo

– Come attuare una strategia di correzione efficace in differenti condizioni patologiche

QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE FINALE

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La movimentazione manuale dei pazienti

Prevenzione dei rischi per gli operatori sanitari


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La colonna vertebrale: cenni di anatomia


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Integrazione alimentare nello sport


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La tendinopatia calcifica della spalla


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L’articolazione del gomito: cenni di anatomia


Il gomito costituisce l’articolazione intermedia dell’arto superiore ponendosi come l’analogo funzionale dell’articolazione del ginocchio.


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L’Obesità è una malattia

L’obesità è una malattia, o meglio, una patologia complessa in grado di determinare diverse situazioni di malattia.


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