Disfunzione del pavimento pelvico: la terapia riabilitativa

La riabilitazione del pavimento pelvico si propone di prevenire e curare in modo conservativo e non invasivo o chirurgico, disfunzioni a carico del pavimento pelvico.

Per “Riabilitazione” si intende quell’”insieme di interventi che mirano allo sviluppo di una persona al suo più alto potenziale sotto il profilo fisico, psicologico, sociale, occupazionale ed educativo, in relazione al suo deficit fisiologico o anatomico e all’ambiente”.

In ambito strettamente sanitario, obiettivo della Riabilitazione è quello di ridurre, parzialmente o totalmente, il “deficit” che rende disabile una persona, attraverso l’utilizzo di funzioni rimaste integre, in modo da permetterle di “vivere” al massimo delle sue capacità.

Organizzazione Mondiale della Sanità

I pazienti che possono aver bisogno di riabilitazione del pavimento pelvico sono donne, ma anche uomini e bambini, per problematiche a carico del comparto anteriore o posteriore.

>>> Leggi anche l’articolo Il pavimento pelvico femminile: cenni di anatomia e possibili traumi


Innanzitutto il cosiddetto Trattamento Comportamentale


Il processo di riabilitazione deve cominciare sempre con un trattamento comportamentale, ovvero nell’analisi dei fattori di rischio che possono aver favorito l’insorgere dei sintomi. Ad esempio il fumo e i lavori pesanti possono favorire l’insorgere di incontinenza urinaria da sforzo e di prolasso degli organi pelvici. Inoltre anno analizzate le abitudini che involontariamente il paziente può avere adottato in seguito ai sintomi pensando di migliorarli (es.: mingere frequentemente supponendo di non perdere più urina).

Tale analisi può essere effettuata attraverso il colloquio verbale e/o appositi strumenti cartacei, come il diario minzionale, oppure il diario per le disfunzioni colo- proctologiche.

Successivamente a tale analisi, il professionista informa il paziente della relazione esistente tra i fattori di rischio, i sintomi, e le abitudini conseguenti, invitandolo a modificare, laddove possibile, il proprio comportamento.

Nella categoria trattamento comportamentale ci sono anche tutte quelle raccomandazioni che si devono dare alla donna nella vita quotidiana.

La tutela del pavimento pelvico passa anche e soprattutto dalla capacità di ogni donna di riconoscerlo e attivarlo in modo automatico durante lo svolgimento delle azioni quotidiane.

Uno starnuto, un colpo di tosse, il sollevamento della borsa della spesa, la presa in braccio del nipotino e persino l’esecuzione degli addominali in palestra, sono tutti gesti che, aumentando la pressione interna, sollecitano questa parte del corpo e ne richiedono la giusta preparazione e controllo.

Una ridotta consapevolezza e percezione del proprio perineo, si traduce spesso, anche in ragazze giovani, in una ridotta capacità di provare piacere durante il rapporto sessuale.

Situazione che naturalmente si aggrava con il passare degli anni e con il subentrare della menopausa e delle sue connesse trasformazioni fisiche, ormonali e psicologiche.

Una scarsa dimestichezza con il proprio pavimento pelvico significa infatti progressiva e inevitabile perdita di tonicità, sensibilità e controllo dello stesso.


L’Esercizio Terapeutico


Viene utilizzato frequentemente in riabilitazione per ripristinare correttamente il movimento e le funzioni perdute,  nell’ambito delle disfunzioni del pavimento pelvico e dei sintomi a queste correlati. L’obiettivo è di ristabilire un corretto funzionamento di tale muscolo, riducendo o risolvendo così i sintomi presenti.

Consiste pertanto in una serie di esercizi diretti alla zona genito-urinaria-anale e, più specificatamente, alla parte muscolare che costituisce questa parte. Tali esercizi sono programmati e finalizzati ad ottenere precise modificazioni della disfunzione del pavimento pelvico.

Gli esercizi prevedono modalità ed obbiettivi diversi a seconda della funzione interessata, del grado di gravità della malattia, del momento terapeutico, degli obiettivi precedentemente programmati. Possono quindi coinvolgere la zona vaginale e/o anale e/o segmenti vicini (zona lombare, addominale, articolazione delle anche, ecc.).

Possono inoltre essere eseguiti in posizione diversa a seconda della fase terapeutica (supina, di fianco, posizione ginecologica, seduta, in piedi, ecc.).

In passato e talvolta a tutt’oggi viene utilizzato anche il termine “chinesiterapia”, intendendo di fatto lo stesso tipo di intervento e significato terapeutico.

L’esercizio terapeutico per il pavimento pelvico viene definito anche “esercizio di Kegel“, dal nome del ginecologo statunitense che per primo utilizzò questo strumento per le donne con incontinenza urinaria da sforzo e con prolasso degli organi pelvici.

1948 Kegel, sottolinea la necessità di una elettiva attivazione dell’elevatore dell’ano ed enfatizza il carattere psicomotorio della riabilitazione perineale. Dopo la iniziale fase educativa, la donna viene istruita sul corretto uso del perineometro. Nel suo lavoro originale su 64 donne affette da incontinenza urinaria da sforzo, oltre l’80% risulta guarito dopo 20-40 ore di rinforzo muscolare in 20-60 giorni.


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Praticare costantemente gli esercizi di Kegel può migliorare la tonicità e la resistenza del pavimento pelvico; a tale scopo, la ginnastica di Kegel trova applicazione in svariati ambiti:

  • Incontinenza urinaria
  • Prolasso
  • Eiaculazione precoce
  • Disfunzione erettile
  • Anorgasmia (incapacità di raggiungere l’orgasmo)
  • Parto
  • Iperplasia prostatica benigna(per il trattamento del dolore e del gonfiore prostatico)

L’esercizio terapeutico è indicato anche in caso di dolore pelvico in quanto un attività muscolare adattata stimola la vascolarizzazione e l’apporto di ossigeno nei tessuti.

In questo caso l’esercizio deve essere caratterizzato da lunghe pause (tra una contrazione e l’altra) e la contrazione non deve raggiungere il massimale.



Pillole Video


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la seguente anteprima video presenta contenuti espliciti.
Le scene che per ragioni di privacy risultano sfocate, nel corso ECM FAD saranno visualizzabili integralmente per una completa utilità e fruibilità didattica.


Esercizio Terapeutico


La Terapia Manuale nella riabilitazione del pavimento pelvico

Per Terapia Manuale in Riabilitazione pelvica si intendono quell’insieme di metodiche manuali per il trattamento delle strutture fasciali del pavimento pelvico e del bacino in generale.

La terapia manuale è un’area specializzata della fisioterapia per la gestione delle condizioni neuro- muscolo-scheletriche, che include tecniche manuali ed esercizi terapeutici.

Delicate manovre e mobilizzazioni pelviche mirate al raggiungimento di una normalizzazione articolare e muscolare del bacino.

Ci sono tecniche manuali che vengono impiegate per il trattamento interno (vaginale o rettale) e trattamento esterno.

Le tecniche utilizzate comprendono mobilizzazioni articolari e del tessuto, massaggio, stretching, massaggio connettivale, trattamento degli esiti cicatriziali. In riferimento all’argomento trattato, viene utilizzata per il trattamento di trigger e tender point, e per desensibilizzare le aree dolorose.

Le principali tecniche, che vengono ampiamente approfondite in questo corso ECM attraverso l’utilizzo di testi e video, si possono riassumere in:

  • massaggio perineale
  • trattamento dei muscoli accessori
  • il Biofeedback, un’apparecchiatura strumentale in grado di registrare l’attività muscolare del pavimento pelvico
  • elettrostimolazione (SEF)
  • Radiofrequenza (RF)
  • Radioporazione – La porazione è quel principio attraverso il quale si vuole veicolare sostanze in profondità nella mucosa vaginale senza l’utilizzo di aghi
  • Laser


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In questo corso ECM dal titolo IL PAVIMENTO PELVICO FEMMINILE DALLA DISFUNZIONE ALLA RIABILITAZIONE: QUALI STRATEGIE? a cura del Dott. Luca Bello, della Dott.ssa Elena Bertozzi e della Dott.ssa Francesca Perrone.

In questo corso saranno presi in esame l’anatomia del pavimento pelvico, i disturbi da ipotono e da ipertono, i danni ostetrici ed in seguito a mutilazioni genitali femminili e le metodologie attuali per una corretta diagnosi. Per una corretta terapia medica, chirurgica e riabilitativa, anche attraverso l’utilizzo di video realizzati dal vivo su pazienti reali.

Si tratta di un corso FAD completo che potrai eseguire ONLINE e del quale potrai scaricare o ricevere il certificato via email.

Il corso è compatibile con tutti i dispositivi e prevede una prova di apprendimento che potrà essere effettuata al termine del corso, dopo aver seguito le lezioni.
Quest’ultima consiste in un questionario composto da 75 domande a risposta multipla con 4 possibilità di risposta di cui una sola giusta.  La soglia di superamento prevista è del 75%. E’ prevista una doppia randomizzazione delle domande.

SONO POSSIBILI 5 TENTATIVI

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